01/09/2025
"Quattro anni fa, in questi giorni, stavamo preparando l'attrezzatura per andare a Goro e iniziare le riprese di Fortuna Granda, seguendo l'inizio dell'ultimo anno di scuola di Gioele, Matteo e Alessandro, i nostri protagonisti. Il lavoro si chiamava all'epoca ""Verso spiaggia"", come una strada del Delta. Con il titolo di ""La Roba"" il trattamento era stato inviato anonimo al Premio Solinas, dove abbiamo vinto il premio miglior Documentario per il Cinema. Stagioni di riprese e di montaggio dopo, con il sostegno della Emilia-Romagna Film Commission, è diventato Fortuna granda pochi giorni prima della prima al Biografilm Festival di Bologna, dove siamo stati in concorso nazionale. A novembre del 2023 è iniziata la distribuzione al cinema con Trent Film . Da allora la laguna di Gioele, Matteo e Alessandro è cambiata radicalmente, ma è rimasta uguale.
Fortuna granda racconta e raccontava un paese in fondo al Delta del Po, Goro, che vive grazie alla pesca delle vongole, seguendo un gruppo di sedicenni conteso fra scuola e lavoro. Gioele, Matteo e Alessandro hanno 16 anni. Vanno in barca a pescare da quando ne hanno cinque. «Siamo nati in acqua», dice Gioele in un dialogo del film. Frequentano una scuola che prova a insegnare loro il mestiere che già conoscono, nel tentativo di tenerli sui banchi, di far loro frequentare gli studi almeno fino al diploma. Nel film i quattro amici percorrono traiettorie diverse, accomunate dalla consapevolezza del privilegio di un lavoro all'aperto, nella natura, in un territorio altrimenti difficile per i giovani. È nelle contraddizioni di questo desiderio che il film segue i ragazzi fino all'esame di fine anno, con tutti i significati che per ognuno di loro avrà.
Negli ultimi anni il Delta del Po è stato raccontato soprattutto per la minaccia del granchio blu, specie aliena che ha invaso la Sacca di Goro divorando tutto. Dopo anni di crisi sistemica (Goro si reggeva interamente sulle vongole, duemila famiglie impiegate nella pesca e nel trattamento delle vongole), adesso sembra che le cooperative siano riuscite a trasformare anche le loro chele in una risorsa.
Nel link in bio la pagina del progetto"