16/09/2026
«I Caraibi: una civiltà remota ed evanescente che ne sintetizza molte, un crogiolo di lingue e tradizioni, di popoli e storie che sono isole a sé ma che, per chi sa leggere oltre le parole, compongono una terra senza confini, in cui acqua e roccia non si inseguono ma si confondono.
È da Haiti che arriva, cristallina, la voce di Edwidge Danticat, una delle autrici più raffinate in attività da trent’anni a questa parte. Chi ama la letteratura l’ha forse già letta, o ne ha sentito parlare. Edwidge racconta un’isola in cui la miseria affama la gente ma ne preserva la consapevolezza, in cui le madri si svegliano per saziare i figli prima che se stesse, nella speranza che il domani porti con sé una sconfitta meno aspra. Una terra in cui una giovane madre può allevare dieci figli e dieci figli possono accudire una madre anziana, in spregio all’antico detto. Perché chi si è saziato di terra, chi vive coltivandola, non può dimenticare sua madre.
Sono questi personaggi femminili, donne di quattro generazioni diverse che hanno sfidato la fame, la crudeltà del potere e la propria subalternità, ad aver garantito a Edwidge la fama internazionale e molti dei più ambiti premi, non ultimo il Neustadt.
L’autrice scrive in inglese, ma il creolo continua a crescerle dentro e a condizionarne la lingua. Vive in America, ma la abita una memoria inscalfibile che ne fa una testimone lucida delle vicissitudini dell’isola e delle sue protagoniste, spesso rassegnate a un futuro che non può che assomigliare a un malinconico passato.
La notizia è questa: Utopia ne pubblicherà, di anno in anno, tutte le opere, partendo da questo settembre. Se avete amato la poesia di Derek Walcott e le pagine di V.S. Naipaul, le storie di Maryse Condé e di Jamaica Kincaid, prendetene nota. Edwidge Danticat è destinata a raggiungere la stessa altezza di queste più celebri voci. Si porta dentro una letteratura che nessuna isola può arginare».
Gerardo Masuccio
Editor di Utopia