05/05/2026
«Quanto sappiamo della letteratura indonesiana? Dei romanzi e della poesia di uno degli stati più importanti del pianeta, di un’economia galoppante che nel giro di vent’anni pare sia destinata a imporsi a livello internazionale, scalzando molte di quelle oggi dominanti? La risposta è avvilente: nulla, o quasi nulla. E pensare che l’indonesiano è parlato da duecento milioni di persone, in un arcipelago di quasi ventimila isole che, traslato, potrebbe abbracciare l’intera Europa.
Quando una persona che, come me, ha dedicato la vita alla letteratura si trova davanti a questa consapevolezza, l’impressione è di essere perennemente in ritardo. Traduciamo in continuazione dall’inglese, dal francese, dal tedesco e dallo spagnolo, diamo sempre più spazio al cinese e all’arabo, ma come è possibile che alcune civiltà restino ancora lontane dalle librerie? Certo, ci sono i giornali, c’è la cronaca col suo respiro breve. Eppure, per conoscere appieno un paese così remoto, è necessaria l’arte, questo slancio verticale che sovrappone il qui e l’oltre e ci rende tutti, a distanza di decine di migliaia di chilometri, una sola persona.
Di uno scrittore conta solo l’opera, va da sé. Ma l’opera è lingua, è vita, è un punto di vista sul mondo, e ignorare un’area del pianeta significa privarsi di molte consapevolezze. Con questo spirito, qualche anno fa, mi sono messo alla ricerca di una voce indonesiana, rigorosamente letteraria, da tradurre in italiano, e la lettura delle opere di Felix Nesi è stata, a un certo punto, una rivelazione. Felix è un autore capace di alimentare l’analisi del senso più profondo della vita raccontando la storia articolata della sua terra, l’isola di Timor, per metà indonesiana, per metà indipendente. Le innumerevoli colonizzazioni, una frontiera che dimezza l’identità, anziché arricchirla, e poi la corruzione della politica, la prepotenza dell’esercito, l’ambiguità della chiesa. L’inganno. Una catena saldissima di sotterfugi in cui ognuno è vittima e lestofante, nel tentativo di esistere. Esistere e basta, perché la vita è altrove, sempre altrove. Anche quando si ha tutto.
Il primo libro di Felix Nesi esce da Utopia il 15 maggio, nella traduzione dall’indonesiano di Elena Ricchitelli, mediatrice culturale cui va tutta la mia riconoscenza. Presto i dettagli. Dategli un’occasione, se posso. Per me è stata una delle letture migliori degli ultimi anni. Ne sono uscito più ricco».
Gerardo Masuccio
Editor di Utopia