Utopia Editore

Utopia Editore La più giovane delle case editrici, un catalogo di alta letteratura. In tutte le librerie.

Sono giganti della nostra letteratura a lungo tenuti ai margini delle antologie scolastiche, del dibattito letterario, a...
30/07/2026

Sono giganti della nostra letteratura a lungo tenuti ai margini delle antologie scolastiche, del dibattito letterario, a volte perfino delle librerie. Li stiamo pian piano riproponendo, perché non li si dimentichi mai, ed è una sorta di controcanone utopico: Bontempelli, Deledda, Ottieri, Prisco e Scanziani. Non finisce qui!

Due libri che abbiamo recuperato e riproposto, due autori che hanno segnato la nostra letteratura. Cosa li accomuna? Han...
18/07/2026

Due libri che abbiamo recuperato e riproposto, due autori che hanno segnato la nostra letteratura. Cosa li accomuna? Hanno vinto entrambi il premio Strega: Massimo Bontempelli e "L'amante fedele" nel 1953, Michele Prisco e "Una spirale di nebbia" nel 1966.

Per tutto il mese di luglio, l'intero catalogo degli e-book è in offerta a 4,99 euro sulle principali piattaforme. Ben s...
10/07/2026

Per tutto il mese di luglio, l'intero catalogo degli e-book è in offerta a 4,99 euro sulle principali piattaforme. Ben sessantaquattro opere tra cui scegliere.

Il 10 luglio, a sessant'anni dal trionfo al premio Strega, torna in libreria "Una spirale di nebbia", il più celebre rom...
03/07/2026

Il 10 luglio, a sessant'anni dal trionfo al premio Strega, torna in libreria "Una spirale di nebbia", il più celebre romanzo di Michele Prisco. Presto i dettagli. Intanto la copertina, firmata da Umberto Chiodi. Che dite di questa... Piastrella di carta?


«Un genio della letteratura, osannato dalla critica, vincitore del premio Strega, tra ristampe e milioni di copie vendut...
01/07/2026

«Un genio della letteratura, osannato dalla critica, vincitore del premio Strega, tra ristampe e milioni di copie vendute. Ci sono scrittori che entrano subito nel canone, che hanno fortuna editoriale e restano in libreria anche dopo la morte. Altri, a parità di talento, vengono a lungo trascurati, li si trova solo nelle biblioteche, in attesa che la loro letteratura sia ristampata e trovi nuove vetrine. È il caso di Michele Prisco, di cui pian piano Utopia ripubblicherà le opere.
Con la sua narrativa complessa, stratificata ed elegante, che ricorda Bufalino, Landolfi, Manganelli e Ortese, Michele Prisco sa scavare nelle contraddizioni dell’animo umano, per illuminare le zone d’ombra in cui l’uomo si compromette e prova a occultare la propria colpevolezza, sull’altare del perbenismo. Autore napoletano nato nel 1920 e mancato nel 2003, nei suoi romanzi Prisco indaga il senso più profondo della condizione umana, alla ricerca del tassello mancante la cui assenza può rivelare la caducità del mosaico, svelando l’incompiutezza della vita, specie della vita di chi si sforza di apparire risolto.
Rileggerlo oggi significa ritrovare una letteratura tra le più intense del novecento italiano, in cui forma e sostanza (ma può essere altrimenti, nell’arte?) concorrono a una lucida celebrazione dell’imperfezione umana. Pochi autori, nella mia vita di lettore, mi hanno stupito quanto lui. Di pochi saprei riconoscere allo stesso modo la penna, ancor prima di leggerne il nome in copertina.
Nella libreria di chi ama i grandi romanzieri, non può mancare insomma Michele Prisco. E se un paio di generazioni non hanno avuto occasione di incontrarlo tra gli scaffali, non è affatto tardi. Il tempo, così poco indulgente con l’uomo, è impotente davanti alla letteratura. La letteratura gli sopravvive».

Gerardo Masuccio
Editor di Utopia


Una carrellata dei nostri classici contemporanei della letteratura italiana: diciotto opere, da Massimo Bontempelli a Ot...
27/06/2026

Una carrellata dei nostri classici contemporanei della letteratura italiana: diciotto opere, da Massimo Bontempelli a Ottiero Ottieri, da Grazia Deledda a Piero Scanziani.

Il nostro quarto anno editoriale è iniziato nel settembre del 2023. Nel corso dei mesi si sono succedute in libreria le ...
18/06/2026

Il nostro quarto anno editoriale è iniziato nel settembre del 2023. Nel corso dei mesi si sono succedute in libreria le riedizioni di classici della letteratura, da "Donnarumma all'assalto" di Ottiero Ottieri a "L'amante fedele" di Massimo Bontempelli, da "Il vecchio e i fanciulli" di Grazia Deledda al secondo volume della trilogia di Kristin Lavransdatter di Sigrid Undset, tradotto dal norvegese, fino a "Padiglione di riposo" dello spagnolo Camilo José Cela. Tra i contemporanei, la ruandese Scholastique Mukasonga, il sudafricano Ivan Vladislavić, la nenec Anna Nerkagi, l'iraniana Aliyeh Ataei, la cinese Can Xue, il tamil Perumal Murugan e l'ucraino Taras Prokhasko.
Li avete già letti?

Diventano quattro le opere della cinese Can Xue in libreria. Una narrativa, la sua, che si muove lungo il perimetro dell...
11/06/2026

Diventano quattro le opere della cinese Can Xue in libreria. Una narrativa, la sua, che si muove lungo il perimetro dell'inconscio, alla ricerca di metafore che esprimano il senso più intimo dello stare al mondo.

Una delle voci più acclamate della letteratura cinese contemporanea, Can Xue, torna in libreria il 12 giugno con un roma...
05/06/2026

Una delle voci più acclamate della letteratura cinese contemporanea, Can Xue, torna in libreria il 12 giugno con un romanzo icastico della sua produzione, un viaggio metaforico e surreale al centro della condizione umana. Presto i dettagli. In copertina, un'opera dell'artista Lulu Lin.

«Il sogno che, al mattino, si fatica a ricordare. La letteratura di Can Xue lo ripropone appieno, la sua è un’atmosfera ...
04/06/2026

«Il sogno che, al mattino, si fatica a ricordare. La letteratura di Can Xue lo ripropone appieno, la sua è un’atmosfera onirica, in cui la causa e l’effetto si ribaltano, in cui il domani è spesso un ricordo sfocato.
Di quest’autrice, che torna in libreria il 12 giugno con una quarta opera, stavolta un romanzo, abbiamo già imparato a conoscere la vita e gli scritti negli ultimi anni. Una surrealista col gusto del macabro i cui personaggi sono metafore nitide della vita, alla ricerca di un senso profondo anche quando tutto sembra superficie. Ogni anno la si nomina tra i potenziali vincitori del Nobel, ogni anno la leggete in migliaia e vi dividete: chi la ama, perché non pretende di capire tutto appieno, come quando ci si lascia avvolgere da una poesia ermetica, che dice e non svela; chi non la ama affatto, diversa com’è, e remota, rispetto al canone occidentale e alle letture da classifica. A tradurla, come sempre, è stata Maria Rita Masci, una delle maggiori sinologhe d’Europa. Nessuno è tenuto all’impossibile, tranne la traduttrice di Can Xue: e per questo la ringrazio, perché tradurre un’autrice così è come tradurre il viola, o il profumo del glicine, o il ruvido al tatto. È tradurre la parola pura, le lettere che si inseguono sulla pagina e sono più di una lettura, sono la sinestesia nella sua forma più alta.
Come Anne Carson, Can Xue richiede a chi la legge un lungo inseguimento, prima di rivelarsi. È la cantrice della vigilia, ma in lei l’ultimo giorno si rivela fatalmente il penultimo, e ogni mattina il sole torna a sorgere dopo l’addio della notte prima. È la cantrice dell’assurdo, che ci ricorda dei limiti della logica, uno strumento fallace per chiunque si proponga di comprendere il senso della vita. Ma è anche una donna di lettere che sta rivoluzionando il canone, che la critica associa a Kafka, a Ortese, a Lispector, a Calvino, a Ishiguro, e che invece è lei soltanto, un’autrice che si riconoscerebbe anche se le copertine dei suoi volumi non ne proponessero ogni volta il nome.
Che altro si può chiedere, alla letteratura? Io in Can Xue moltiplico tutte le mie domande. È una narratrice che risponde a colpi di punto interrogativo».

Gerardo Masuccio
Editor di Utopia


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Milan

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