02/06/2026
A MILANO CI SI SPOSA,
SI ORGANIZZANO LE FESTE D’ADDIO
AGLI AMICI E I PARTY PRE-NUZIALI
Matrimoni religiosi in calo, il trend recupera con le seconde e terze nozze – Dai dati statistici su unioni certificate e di fatto, la fotografia sociale del paese - La collezione dell’atelier Gabrielli ispirata ai luoghi iconici di Milano – Dagli abiti incantevoli ai gioielli
Milano svela il suo lato romantico quando incroci per la strada qualche coppia di novelli sposi, o qualche gruppo di sole donne o soli uomini che scorrazzano per le vie del centro muniti di qualcosa di distintivo: che sia una t-shirt, un cappello, una sciarpa o una fascia da miss. Il capoluogo lombardo è di gran lunga la meta prediletta per gli addii al celibato/nubilato, anche quando si scelgono location più attraenti per pronunciare il fatidico “sì”.
Nel matrimonio c’è ancora chi ci crede, a quanto pare, anche se negli ultimi 20 anni è cambiato praticamente tutto. Nella città di Milano si celebrano circa 2.500 matrimoni all’anno, dato ancora ridotto rispetto a quello nazionale (173.272 nozze celebrate nel 2024, comunque oltre un terzo in meno rispetto agli anni Novanta). I matrimoni religiosi sono in calo, in gran parte rimpiazzati dalle unioni civili (il 61,3% nel 2024), mentre circa il 20% delle coppie sono conviventi, per l’Istat trattasi di 1,8 milioni (nel Duemila erano solo 500mila) e la convivenza spesso precede il matrimonio. Le seconde nozze e quelle successive sfiorano il 25% della quota globale; nei casi di seconde nozze o successive le unioni civili sono spesso scelta obbligata (95,1%). Il rito civile è prevalente al nord Italia (58,5%), scelta residuale invece nel sud Italia (26%).
I bambini nascono nel 40% dei casi fuori dal matrimonio e fra le nozze spicca la fetta del 17% di unioni miste, dove uno dei coniugi è straniero (percentuale più alta al centro-nord); nei matrimoni misti si predilige la celebrazione civile nel 92% circa dei casi, forse anche a motivo dei credi religiosi differenti, e 7 su 10 riguardano l’unione tra un italiano con una donna straniera, solo 3 su 10 riguardano un’italiana con un uomo straniero. Anche l’età, come si sa, è slittata: se negli anni settanta l’età media per sposarsi era di 27 e 24 anni rispettivamente per l’uomo e la donna, i dati 2024 evidenziano un’età media di 35 e 33 anni a riconferma del perseguimento della stabilità lavorativa e dell’autorealizzazione personale. Questi i dati Istat emersi nel recente summit milanese “Sposarsi oggi”, cui partecipava anche la sociologa prof.ssa Scramaglia, presidente dell’ISTUR (Istituto di ricerca Francesco Alberoni).
Molte le coppie straniere che scelgono l’Italia per la celebrazione, o per un fine-settimana di addio con gli amici più stretti o per party pre-nuziali (quelli che al sud sono pranzi/cene per le pubblicazioni) e a sorpresa anche Milano rientra tra le mete predilette dagli stranieri forse in ragione dei buoni collegamenti con il resto dell’Europa e del mondo. A tal proposito, è curioso notare l’impennata post-pandemica di matrimoni stranieri in Italia (circa 10.000–12.000 all’anno per un valore economico stimato tra 600 milioni e 1 miliardo di euro); negli ultimi anni il dato è persino in ascesa, così nel 2025 si è registrato un incremento del 9,8% (dato AISE). Quasi sempre si desiderano eventi che possano essere esteriorizzati sui social.
Il bisogno di legame stabile persiste, le unioni civili completano il sistema che ha connotati sempre più pluralistici, inclusivi e di maggiore flessibilità, e questo grazie al cd. ‘divorzio breve’ (cui ha fatto da apripista il Tribunale di Milano). Il modello familiare italiano evolve quindi verso una configurazione meno rigida e, proprio mentre il matrimonio perde i connotati di obbligatorietà sociale, aumenta il suo valore simbolico. Numerosi i nubendi che per il magnifico giorno non badano a spese. Il business si estende dalle grandi fiere di settore a sfilate dedicate, eventi specifici – come The love affair nella bergamasca – oltre ai convegni, tutti focalizzati in periodi dell’anno che possano agevolare i flussi maggiori. È assodato infatti che prescelti per le nozze sono i mesi da aprile a ottobre e per l’organizzazione pratica occorrono dai 6 ai 12 mesi. Ampie le realtà coinvolte: grandi maison, PMI o ditte artigianali, fino alle wedding planner a partita IVA.
Tra gli stilisti di abiti da sposa e da cerimonia l’atelier Marco Gabrielli (via Vincenzo Monti 92), che in due eventi milanesi nell’ultimo scorcio d’inverno e primavera ha presentato il suo concept ‘Architettura fluida’, soprattutto una filosofia progettuale; l’abito viene concepito come una struttura morbida, capace di assecondare il movimento naturale del corpo e adattarsi alla personalità di chi lo indossa. Un concetto sartoriale che conserva il rigore della tecnica artigianale, ma si apre a una nuova idea di leggerezza, volume, libertà ed espressività.
Per la nuova collezione lo stilista si è ispirato a luoghi iconici ed affascinanti della città di Milano, a strade nobiliari come la via Borgonuovo o edifici storici come il Teatro alla Scala, attribuendone i nomi alle sue affascinanti creazioni, alcune esposte, altre indossate dalla top-model Emma Giaconi (in foto anche con lo stilista; credits make-up Alessandra Villa); cocktail allietati dall’elegante e raffinato catering Papillon, sulla piazza di Milano da oltre 35 anni, ingaggiabile per eventi. Nella collezione introdotto pure l’abito tubino da sposa, per chi preferisce una cerimonia più informale.
Non possono poi mancare le fedi; al riguardo gli sposi maturi impiegano anche più tempo per una scelta ponderata e ricercata, assicura Roberto Ricci del brand storico Rubinia, con sede milanese in via Vincenzo Monti 26. A suo parere accanto ai grandi classici, non manca chi osa e sempre maggiore è la richiesta di personalizzazione da parte della clientela. Un’ampia gamma di proposte, capsule coordinate, lineari/minimaliste o arricchite da diamanti e gemme, tra fili e intrecci o nodi quale idea ancestrale.
Fedi e alta gioielleria accompagneranno gli sposi nel fatidico giorno e gioielli ricercati saranno ambiti anche dagli invitati e sfoggiati nelle feste prenuziali. Fantasiose le proposte di Belleke Gioielli, marchio creato dalla designer Isabelle Gandini, artigiana e gemmologa formatasi alla Scuola Orafa Ambrosiana, che in gran parte si ispira alla natura. La ricerca della designer si incentra sul rapporto diretto con la materia e sul valore del gesto, sul vasto uso della tecnica della cera persa e sulla predilezione per lavori dove emergano naturali e magiche irregolarità o tocchi di colore grazie a pietre preziose.
www.marcogabrielliatelier.itatelier
www.papillon1990.com
www.rubinia.com
www.bellekegioielli.com