18/05/2026
Sabato scorso è successa una cosa che ricorderemo per molto tempo.
Per la prima volta, Fuori dai Bordi è uscito dagli schermi, dalle bozze, dai file condivisi, dalle giornate passate a correggere testi e sistemare dettagli, ed è finito tra le mani delle persone.
In una giornata di sole che sembrava rubata a questo maggio dalle basse temperature, abbiamo visto volti nuovi fermarsi a sfogliare la rivista con la calma che solo un sabato sa donare: chi ha letto pagine a caso, chi ha commentato articoli, ci ha fatto domande, sorriso davanti a certe illustrazioni e forse si è riconosciuto in alcune parole.
Alcuni hanno deciso di raccontarsi, di prendersi del tempo per capire e per capirci, e ci siamo accorti di quanto scrittura e creatività siano in grado di attraversare la vita di chiunque. Anche di chi non è uno scrittore di professione. Anche di chi è giovane o adulto, uomo o donna.
Anche chi non ci aveva mai visto prima ha deciso di fermarsi e, non da meno, di portarci a casa con sé: chi solo il numero uno, chi anche le poche copie che avevamo del caro numero zero.
Non ce lo aspettavamo.
Ed è stato bellissimo.
Lavorare a un progetto indipendente significa passare tantissimo tempo senza sapere davvero se quello che si sta costruendo arriverà a qualcuno.
Sabato, invece, quel qualcuno aveva finalmente un volto, una voce, una storia che ha voluto condividere e delle mani che giravano le pagine davanti a noi.
Grazie a chi è passato anche solo per un saluto.
A chi si è fermato a parlare di scrittura, editoria, creatività e idee.
A chi ha comprato una copia del numero uno.
A chi si è fidato e ha portato a casa anche il numero zero.
E grazie ad per averci accolti e dato spazio a questo piccolo grande inizio.
Da oggi Fuori dai Bordi lo trovate anche lì, tra riviste, libri e storie da scoprire.
E noi torniamo a lavorare.
Per voi, per un nuovo evento, per un nuovo numero.
Perché questa giornata ci ha ricordato ancora di più perché abbiamo iniziato e perché vogliamo continuare.