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quotidianodeilavoratori Archivio storico del "Quotidiano dei Lavoratori"

Abbiamo duplicato su https://archive.org/details/quotidiano-dei-lavoratori i numeri del "quotidiano". Ovviamente solo su...
15/06/2026

Abbiamo duplicato su https://archive.org/details/quotidiano-dei-lavoratori i numeri del "quotidiano". Ovviamente solo sul sito si possono avere le "storie" delle persone, le sintesi ragionate degli argomenti di ogni mese d'uscita, il motore di ricerca, le cronologie annuali e di movimento.

Una funzione in più, aperta al mondo. Una sicurezza in più per la possibilità delle informazioni di non essere cancellate.
Noi sosteniamo Internet Archive.

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Nota: L'Intelligenza Artificiale (meglio: i modelli linguistici LLM di Claude) è stata fondamentale per abbreviare i tempi di un lavoro altrimenti lunghissimo, senza perdere la guida umana per definire caratteristiche, obiettivi e sistemi di controllo.

Solo due giorni dopo il 6 maggio 1976 si ebbe la misura della gravità del terremoto nel Friuli. Si ripresero i contatti....
05/05/2026

Solo due giorni dopo il 6 maggio 1976 si ebbe la misura della gravità del terremoto nel Friuli. Si ripresero i contatti. Anche quelli interni con Avanguardia Operaia di Gemona e di Udine. La cronaca politica e sociale da allora fu serrata. I problemi, le lotte, le speranze dei friulani furono presenti per anni nel "quotidiano dei lavoratori"

Qui possiamo vedere le prime pagine dal maggio 1976
https://www.quotidianodeilavoratori.it/images/PrimePagine/1976/05/
Nel primo commento il motore di ricerca ci permetterà di essere più analitici.

Anni di cambiamenti nei rapporti tra le persone, nelle tendopoli, di ruolo delle realtà locali, di aiuto da parte dei volontari ma anche da parte dello Stato: da questo evento nacque la Protezione Civile.

ARCHIVIO DEL "QUOTIDIANO DEI LAVORATORI"

Se il primo maggio del 1975 vide la vittoria del Vietnam, quello del 1976 ci colpì con una dolorosa notiziahttps://www.q...
01/05/2026

Se il primo maggio del 1975 vide la vittoria del Vietnam, quello del 1976 ci colpì con una dolorosa notizia
https://www.quotidianodeilavoratori.it/pdfview/web/viewer.html?file=https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1976/05/QdL19760501.pdf

Fino al 1982 la testata del QdL, diventata periodica, cerca di interpretare - assieme a Democrazia Proletaria - le nuove...
19/12/2025

Fino al 1982 la testata del QdL, diventata periodica, cerca di interpretare - assieme a Democrazia Proletaria - le nuove situazioni e le nuove condizione del Lavoro e dei Movimenti.
Possiamo ritrovarla su
https://www.quotidianodeilavoratori.it/percorsi
con le date 1979, 1980, 1981 e 1982.

📅 Giugno 1979: si chiude un ciclo - Con questa rassegna mensile si completano le 56 rassegne del Quotidiano dei Lavorato...
14/12/2025

📅 Giugno 1979: si chiude un ciclo - Con questa rassegna mensile si completano le 56 rassegne del Quotidiano dei Lavoratori, a partire dal novembre 1974. È l’ultimo mese del giornale come quotidiano: da qui in poi la storia continua in forma settimanale.

🔍 In ogni pagina è attivo il motore di ricerca, per seguire gli eventi mentre accadevano, giorno dopo giorno, dentro il loro contesto reale.

Un archivio che non è solo memoria, ma strumento di lettura del tempo.

https://www.quotidianodeilavoratori.it/percorsi/156

🔍 *1974-1977 – Rileggere quegli anni attraverso il “Quotidiano dei Lavoratori”. Perché il cambiamento sociale è ancora u...
28/11/2025

🔍 *1974-1977 – Rileggere quegli anni attraverso il “Quotidiano dei Lavoratori”. Perché il cambiamento sociale è ancora una pagina aperta.
Sono online due nuove sezioni: *i Percorsi mensili* e *il nuovo Motore di ricerca*.
Strumenti per leggere, confrontare e collegare ciò che allora si muoveva nella politica, nel lavoro, nei movimenti e nella società. Per riconoscere ciò che, di quelle domande, rimane vivo nei problemi e nelle speranze di oggi.

🗂️ *I “Percorsi” mese per mese*
Schede che mettono in relazione:
• gli articoli del quotidiano pubblicati quel mese
• gli eventi italiani e internazionali
• un quadro sintetico del contesto
• musica e film più visti
Una lettura sistematica, utile per capire come si intrecciavano fatti, i conflitti, le proposte.

🔎 *Il motore di ricerca avanzato*
Consente di esplorare tutti i numeri del giornale cercando persone, gruppi, eventi, temi, ritrovare l'origine storica di eventi internazionali ancora attuali, ritrovare discussioni che hanno ancora qualcosa da dire.

📅 *Le Cronologie annuali*
Per orientarsi in pochi passi nell’intero periodo e individuare subito l’anno o il mese da approfondire.

È un lavoro pensato per chi fa ricerca, per chi vuole ricordare con precisione, ma anche per chi sente che interrogativi come *giustizia sociale, lavoro, diritti, partecipazione* non appartengono solo al passato.

👉 **Da qui si può partire:**
https://www.quotidianodeilavoratori.it/percorsi

ARCHIVIO DEL "QUOTIDIANO DEI LAVORATORI"

Ricordando Emilio Molinari - Il libro "Volevamo cambiare il mondo - Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977" nasce da nu...
05/07/2025

Ricordando Emilio Molinari - Il libro "Volevamo cambiare il mondo - Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977" nasce da numerose interviste, tra esse quella a Emilio Molinari e a Tina Mastrolonardo - Milano, 29 maggio 2018.
L'intervista inizia così:

*Qual era il clima politico in cui sei cresciuto, nella famiglia o tra gli amici?
Sono nato nel 1939. Sono figlio di un operaio confinato politico a Lipari, morto troppo presto. Mia mamma aveva lavorato alla Borletti di Milano, e io entrai alla Borletti presto, alla scuola aziendale. Avevo 10 anni. Non sono mai stato iscritto al Pci, ma in una famiglia comunista, con tutti i parenti comunisti, non potevo che frequentare militanti del Pci.

*Come ti sei avvicinato alla politica?
In fabbrica, in reparto in mezzo a operai comunisti.
Poi ci sono state le lotte degli elettromeccanici e poi c'è stato il Vietnam, il 68, l'incontro con Ao e l'impegno a costituire un Cub che nasce nel 1969, in seguito alla lotta degli impiegati della Borletti.
Alla fine del 1968 avevamo costituito il gruppo “operai studenti”. Abbiamo iniziamo con riunioni che definirei semi clandestine, con operai specializzati del mio reparto e operaie degli altri reparti di produzione. Quella modalità di intervento, dall'interno, dal basso, parlando con pochi lavoratori per volta, partendo dai problemi reali della loro e della nostra condizione perché eravamo interni alla fabbrica, è stata una modalità di intervento ripresa da tutti i cub ed è stata un grande elemento strategico. Partivi da ciò che pensavano, dal disagio. Le donne che erano la maggioranza e lavoravano alla catena di montaggio, parlavano delle pause sempre più strette, del cottimo individuale o di gruppo, dei marcatempo, dei capetti. Mettevamo tutto per iscritto nei volantini, anche i nomi dei capetti che, oltre a tirar loro il collo con i tempi, a volte le molestavano e le ricattavano. Si creavano situazioni di oppressione tali che a volte erano le operaie stesse a offrirsi… (nulla di nuovo oggi).
Mettevamo tutto per iscritto e magari vi aggiungevamo delle vignette per essere ancora più chiari e distribuivamo i volantini. All'inizio li facevamo distribuire dagli studenti dei Cub studenteschi di Scienze. Se ci fossimo scoperti subito avremmo avuto contro tutti, sindacato compreso, e forse ci avrebbero licenziati. Borletti era un duro della Confindustria, dopo ogni sciopero, negli anni 50 e nei primi anni 60, c’erano sempre uno o due attivisti della Cgil che finivano licenziati. (...)

I CUB ed Emilio: lo ricordiamo, Emilio, con il numero del 18 marzo 1975 del "Quotidiano", a pagina 4
https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1975/03/QdL19750318.pdf
"«Contro l'attacco padronale, contro il cumulo dei redditi, rilanciamo le lotte»: questo il tema dell'assemblea dei Cub milanesi tenuto sabato a Milano - Le conclusioni del compagno Emilio Molinari"

Indimenticabile Rina Barbieri, fondatrice di AO, animatrice dei CUB. Qui in una tavola rotonda, ma presente più volte ne...
22/06/2025

Indimenticabile Rina Barbieri, fondatrice di AO, animatrice dei CUB. Qui in una tavola rotonda, ma presente più volte nel giornale. Intervistata per il libro "Volevamo cambiare il mondo" (6. Il movimento dei Cub) Rina Barbieri, del Cub Borletti, racconta in questi termini la nascita del movimento dei Comitati unitari di base a Milano: "Era cambiata l’organizzazione del lavoro in fabbrica e il sindacato non rispondeva ai nuovi bisogni. Abbiamo cercato di capire se fosse possibile creare un gruppo di operai che denunciasse le condizioni di lavoro, insomma di fare ciò che il sindacato non vedeva e non faceva. Nacque così il gruppo operai e studenti. Era composto da compagni bravissimi, alcuni provenienti dal Pci… Io sono andata anche alla Om, anche lì ho messo in piedi un gruppo. Poi ho svolto attività come esterna alla Innocenti, alla Osram, alla Farmitalia. In questo modo ci siamo allargati. Così si sono sviluppati i Cub e così è nata Ao".

https://www.quotidianodeilavoratori.it/pdfview/web/viewer.html?file=https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1977/11/QdL19771110.pdf =8

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