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Raymond Chandler ha creato il personaggio. Humphrey Bogart, Robert Mitchum ed Elliott Gould l’hanno interpretato sul gra...
27/06/2023

Raymond Chandler ha creato il personaggio. Humphrey Bogart, Robert Mitchum ed Elliott Gould l’hanno interpretato sul grande schermo. Benjamin Black (pseudonimo dello scrittore John Banville) l’ha riportato in vita dopo più o meno mezzo secolo. Parliamo di Philip Marlowe, investigatore privato solitario e tormentato, a volte cinico e irriverente. Antieroe romantico, poco incline ai compromessi e incapace di tenere la bocca chiusa nemmeno nelle situazioni più complicate. Con il romanzo “La bionda dagli occhi neri”, Banville ha accettato una sfida difficile, quasi impossibile. Roba da farsi molto male. Lo scrittore irlandese (vincitore nel 2005 del Booker Prize), al contrario, non solo non ne esce con le ossa rotte, ma riesce a portare a casa un ottimo risultato. Il suo Marlowe, infatti, ha poco da invidiare all’originale. Guida sempre la sua Oldsmobile, fuma una sigaretta dopo l’altra, beve parecchio ed è fatalmente attratto dalle belle donne. Soprattutto quelle pericolose. La trama è classica. Da manuale di scrittura hard-boiled. Gli ingredienti ci sono tutti e sono ben miscelati. Una Los Angeles in bianco e nero degli anni Cinquanta con Hollywood sullo sfondo, un mistero da svelare (un mediocre agente di aspiranti star scomparso, forse morto, ma probabilmente no), un buon numero di cadaveri e soprattutto una protagonista affascinante. Femme fatale alla Jean Harlow, misteriosa e seducente. Anche lo stile non si discosta da utilizzato da Chandler. Periodi brevi e incisivi. Pochi aggettivi, tanto ritmo e linguaggio “da strada”, realistico senza mai risultare povero. Grande attenzione ai dialoghi, ricchi di humour nero, sempre taglienti e misurati, tanto che sembrano quasi scritti per il cinema. Una lettura da affrontare mettendo da parte lo scetticismo e il timore di trovarsi di fronte a una br**ta copia dell’originale. Perché “La bionda dagli occhi neri” è un ottimo romanzo, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.
That’s all. Marlowe è vivo, lunga vita a Marlowe.

Dal 30 giugno al 2 luglio nella splendida Menaggio sul lago di Como si terrà la seconda edizione del  Ecco la locandina ...
26/06/2023

Dal 30 giugno al 2 luglio nella splendida Menaggio sul lago di Como si terrà la seconda edizione del
Ecco la locandina e gli ospiti della manifestazione.
Otto scrittori e sei eventi da non perdere 📚🔥❤️

http://www.lakecomocrimefestival.com/

𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚. 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐁𝐨𝐭𝐞𝐫𝐨𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐝𝐨𝐫𝐢𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐛𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐚...
20/06/2023

𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚.
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐁𝐨𝐭𝐞𝐫𝐨
𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐝𝐨𝐫𝐢

𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐛𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐝𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐲 𝐭𝐫𝐚 𝐒𝐢𝐦𝐞𝐧𝐨𝐧 𝐞 𝐂𝐡𝐚𝐧𝐝𝐥𝐞𝐫 𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐒𝐡𝐞𝐫𝐥𝐨𝐜𝐤 𝐇𝐨𝐥𝐦𝐞𝐬 𝐝𝐚𝐧𝐝𝐲.

Sono gli ultimi giorni dell'Expo, e Milano galleggia in un inedito silenzio quando in pieno centro viene ritrovato il ca****re di un avvocato dalla dubbia reputazione. Ad arrivare sul posto è la giovane Camilla Farina, ispettore di polizia, che in quel freddo omicidio vede l'occasione per dimostrare il proprio talento. Il caso, però, viene affidato a uno strano commissario, Luca Botero. Basette a metà guancia, trench e Church's ai piedi, l'Amish – come viene chiamato da tutti – pare più adatto a un revival anni Settanta che per risolvere un delitto. A Botero bastano pochi minuti per dimostrare il solito formidabile acume investigativo: grazie a una combinazione di intuito, spirito di osservazione e memoria enciclopedica, legge tra le righe della scena del crimine meglio della Scientifica. Era in fondo quello che sperava il questore: quando la moderna tecnologia diventa inutile, quando il mistero rasenta l'impossibile, Botero e il suo approccio tutto logica e deduzione si sono dimostrati sempre risolutivi. Camilla viene aggregata alla squadra dell'Amish, variopinta e allergica alla modernità quanto il suo capo, e precipita tra fax, archivi cartacei e telefoni di bachelite, ma anche nel mistero che nasconde lo stesso Botero, la cui ossessione per il passato non è una posa, ma la conseguenza di un caso tutt'altro che chiuso.



Paolo Roversi

“𝐊𝐢𝐥𝐥 𝐘𝐨𝐮𝐫 𝐃𝐚𝐫𝐥𝐢𝐧𝐠𝐬” è un consiglio che ricorre spesso nei corsi di scrittura creativa e condiviso da parecchi scrittori...
19/06/2023

“𝐊𝐢𝐥𝐥 𝐘𝐨𝐮𝐫 𝐃𝐚𝐫𝐥𝐢𝐧𝐠𝐬” è un consiglio che ricorre spesso nei corsi di scrittura creativa e condiviso da parecchi scrittori di successo. Significa che è opportuno eliminare spietatamente parole, personaggi, trame secondarie o giri di parole che amiamo personalmente, ma che non fanno nulla per la storia. Elementi sui quali magari abbiamo lavorato per parecchio tempo, ma che devono essere rimossi per il bene della trama.

Sebbene spesso attribuito a William Faulkner, il detto è da attribuirsi allo scrittore inglese Sir Arthur Quiller-Couch ed è stato ribadito anche da Stephen King nel suo libro 𝐎𝐧 𝐖𝐫𝐢𝐭𝐢𝐧𝐠: "𝑈𝑐𝑐𝑖𝑑𝑖 𝑖 𝑡𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑖, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑟𝑖-𝑏𝑎𝑐𝑐ℎ𝑖𝑛𝑜 𝑒𝑔𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑖𝑐𝑜, 𝑢𝑐𝑐𝑖𝑑𝑖 𝑖 𝑡𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑖."

Diary è una delle tipiche storie di Chuck Palahniuk, un romanzo dove all’inizio il lettore non si rende pienamente conto...
17/06/2023

Diary è una delle tipiche storie di Chuck Palahniuk, un romanzo dove all’inizio il lettore non si rende pienamente conto di quello che potrà succedere. Poi, procedendo con la lettura, i tasselli del mosaico cominciano a combaciare e si arriva all’ultima pagina disorientati dal crollo, sotto i colpi di rivelazioni impensabili e avvenimenti imprevedibili, di tutte le convinzioni fino a quel momento accumulate. La narrazione si dipana sotto forma di un diario che la protagonista Misty comincia a scrivere quando il marito entra in coma in seguito al tentativo di suicidarsi. La penna di Palahniuk non può, tuttavia, raccontare di un diario normale, da casalinga insoddisfatta, ma si rivela ben presto come l’autopsia cinica e meticolosa di una discesa all’inferno. Un diario dal contenuto grottesco, stravagante. A tratti confuso e inspiegabile come gli avvenimenti che turbano la vita della protagonista. Spariscono stanze e appaiono messaggi inquietanti il cui misterioso contenuto verrà svelato solo nelle ultime pagine del libro quando Misty scoprirà che il suo destino è stato manovrato e che su di lei incombe un burattinaio f***e che muove i fili seguendo un macabro rituale che dura da secoli.
Diary è un romanzo dove la suspense regna incontrastata anche se attraversata dal consueto humour nero che tuttavia appare velato da una profonda malinconia e tristezza, il tutto senza mai tralasciare momenti di profonda riflessione e caustica analisi del tessuto sociale.
Un libro essenziale, limato, senza troppi avverbi o giri di parole, ricco di riferimenti e ripetizioni che conferiscono alle parole un movimento circolare che sembra prima portare a una implosione che non ha nulla di catartico, ma che pagina dopo pagina si manifesta con prepotenza devastando e contagiando ogni singola situazione e personaggio.

Chuck Palahniuk
Diary

Quando creo un personaggio di solito cerco una persona da utilizzare come mo-dello. Così facendo è più facile per me cre...
16/06/2023

Quando creo un personaggio di solito cerco una persona da utilizzare come mo-dello. Così facendo è più facile per me creare personaggi credibili. Le persone sono complesse e complicate: raramente mostrano tutti gli aspetti della loro per-sonalità. Anche i personaggi dovrebbero essere così. Permetto ai personaggi di vivere la propria vita nel libro. Spesso ho la sensazione di non controllarli. La storia va in direzioni inaspettate e il mio compito è scriverla, non forzarla nelle mie idee precedenti.
𝐈𝐬𝐚𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐀𝐥𝐥𝐞𝐧𝐝𝐞

"Scrivo ciò che è nella mia testa, nella mia mente. Certamente ci sono momenti in cui ciò di cui sto scrivendo corrispon...
14/06/2023

"Scrivo ciò che è nella mia testa, nella mia mente. Certamente ci sono momenti in cui ciò di cui sto scrivendo corrisponde a un luogo che conosco bene, ma a volte ho un'immagine visiva nella mia testa che non si riferisce a nessuna conoscenza specifica di un luogo."

"𝑇ℎ𝑖𝑠 𝑖𝑠 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑥. 𝐼 𝑤𝑟𝑖𝑡𝑒 𝑤ℎ𝑎𝑡 𝑖𝑠 𝑖𝑛 𝑚𝑦 ℎ𝑒𝑎𝑑, 𝑖𝑛 𝑚𝑦 𝑚𝑖𝑛𝑑. 𝐶𝑒𝑟𝑡𝑎𝑖𝑛𝑙𝑦 𝑡ℎ𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑟𝑒 𝑡𝑖𝑚𝑒𝑠 𝑤ℎ𝑒𝑛 𝑤ℎ𝑎𝑡 𝐼 𝑎𝑚 𝑤𝑟𝑖𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑎𝑏𝑜𝑢𝑡 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑑𝑠 𝑡𝑜 𝑎 𝑝𝑙𝑎𝑐𝑒 𝐼 𝑘𝑛𝑜𝑤 𝑤𝑒𝑙𝑙, 𝑏𝑢𝑡 𝑠𝑜𝑚𝑒𝑡𝑖𝑚𝑒𝑠 𝐼 ℎ𝑎𝑣𝑒 𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑢𝑎𝑙 𝑖𝑚𝑎𝑔𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑦 ℎ𝑒𝑎𝑑 𝑡ℎ𝑎𝑡 𝑑𝑜𝑒𝑠 𝑛𝑜𝑡 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑡𝑒 𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑦 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑓𝑖𝑐 𝑘𝑛𝑜𝑤𝑙𝑒𝑑𝑔𝑒 𝑜𝑓 𝑎 𝑝𝑙𝑎𝑐𝑒."

𝐂𝐨𝐫𝐦𝐚𝐜 𝐌𝐜𝐂𝐚𝐫𝐭𝐡𝐲

Il talento della Bender ha trovato conferma con la pubblicazione del suo primo romanzo, “Un segno invisibile e mio” (“An...
22/05/2023

Il talento della Bender ha trovato conferma con la pubblicazione del suo primo romanzo, “Un segno invisibile e mio” (“An Invisible Sign of My Own”, 2000) considerato dal «Los Angeles Times» come uno dei migliori libri dell’anno e che il Washington Post aveva definito con una certa enfasi “leggero come una brezza e unico come un fiocco di neve”, mentre Jonathan Lethem aveva precisato come la voce della Bender risultasse “fresca, disarmante e bizzarra, che danza sull’orlo del precipizio [...] una scoperta elettrizzante”.
In “Un segno invisibile e mio” ritornano i temi (già in precedenza trattati dalla Bender) della malattia e della difficoltà di confrontarsi con gli altri e con se stessi, affrontati questa volta con tenerezza e ironia e una scrittura surreale, lirica, commovente e intrisa di tristezza. Una sorta di fiaba per adulti, divertente e con un finale macabro.
Aimee Bender racconta la storia della giovane protagonista Mona Gray, ossessionata dai numeri, con un’ascia tagliente e affilata come migliore amica e che mangia sapone per non pensare all’amore mentre tamburella con le nocche su qualsiasi oggetto di legno che le capita fra le mani. Causa del suo strano comportamento è la scoperta della strana malattia senza nome che affligge il padre cancellando i ricordi di una adolescenza felice. Quasi senza accorgersene si ritrova a insegnare matematica in una scuola elementare ed è obbligata a uscire dalla campana di vetro che la teneva lontana dal mondo esterno, dalle sue manie e dalle insofferenze, dai problemi e dalle tensioni. Per mostrarci questo mondo, l’assurdità di una società che si regge su fondamenta traballanti, e le complesse relazioni fra adulti e bambini, Aimee Bender non poteva fare altro che usare la struttura tipica delle favole, perché nessun altro genere può svelare tanto in profondità l’interiorità dei protagonisti e metterne a n**o l’anima e il cuore.

Aimee Bender
Un segno invisibile e mio

𝐴𝑙𝑙 𝑔𝑜𝑜𝑑 𝑤𝑟𝑖𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑖𝑠 𝑠𝑤𝑖𝑚𝑚𝑖𝑛𝑔 𝑢𝑛𝑑𝑒𝑟 𝑤𝑎𝑡𝑒𝑟 𝑎𝑛𝑑 ℎ𝑜𝑙𝑑𝑖𝑛𝑔 𝑦𝑜𝑢𝑟 𝑏𝑟𝑒𝑎𝑡ℎ.Tutta la buona scrittura è nuotare sott'acqua e tratten...
12/05/2023

𝐴𝑙𝑙 𝑔𝑜𝑜𝑑 𝑤𝑟𝑖𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑖𝑠 𝑠𝑤𝑖𝑚𝑚𝑖𝑛𝑔 𝑢𝑛𝑑𝑒𝑟 𝑤𝑎𝑡𝑒𝑟 𝑎𝑛𝑑 ℎ𝑜𝑙𝑑𝑖𝑛𝑔 𝑦𝑜𝑢𝑟 𝑏𝑟𝑒𝑎𝑡ℎ.
Tutta la buona scrittura è nuotare sott'acqua e trattenere il respiro.

𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐬 𝐒𝐜𝐨𝐭𝐭 𝐅𝐢𝐭𝐳𝐠𝐞𝐫𝐚𝐥𝐝

L’𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐭 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐬 𝐫𝐞𝐬 (locuzione latina che significa “𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞”) è una tecnica utilizzata per catturare i...
11/05/2023

L’𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐭 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐬 𝐫𝐞𝐬 (locuzione latina che significa “𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞”) è una tecnica utilizzata per catturare immediatamente l’attenzione e suscitare l’interesse dei lettori che non sono a conoscenza dei fatti che precedono quanto raccontato nell’incipit. Con questo tipo di narrazione si spezza la sequenza cronologica degli eventi partendo proprio dal suo nucleo principale, coinvolgendo in tal modo il lettore e generando curiosità per il proseguo della narrazione.

Il Manuale del Contorsionista - Craig ClevengerProtagonista della storia è il venticinquenne John Dolan Vincent, abile f...
10/05/2023

Il Manuale del Contorsionista - Craig Clevenger

Protagonista della storia è il venticinquenne John Dolan Vincent, abile falsario e geniale matematico, ma con una cronica dipendenza dai farmaci e sei dita nella mano sinistra. Soffre di emicranie terribili che cerca di tenere a bada con improbabili cocktail di farmaci. Medicine che finiscono per causargli dei blackout mentali, al risveglio dei quali si trova in qualche ospedale a fare i conti con lo psichiatra di turno che deve valutare il suo stato di potenziale suicida. Il suo stato di recidivo, tuttavia, gli impone continui cambi di identità al fine di evitare la reclusione forzata in un ospedale psichiatrico. John riesce a interpretare ogni volta un nuovo personaggio, lo crea dal nulla dopo ricerche maniacali, falsifica documenti, gli assicura un passato difficilmente verificabile e un presente da persona sufficientemente comune da passare inosservata. L’invisibilità, in una società che è al contrario ossessionata dalla necessità di “apparire”, diventa pertanto l’obiettivo primario e imprescindibile di John.
Con il passare delle pagine il racconto, diviso fra stream of consciousness e flash back esilaranti e malinconici, prenda una piega diversa e assume le caratteristiche tipiche del romanzo giallo. La vita di John, infatti, non è solo fuga da chi vuole limitare la sua libertà, ma anche da una organizzazione criminale disposta a usare ogni mezzo di persuasione per assicurarsi i suoi servizi. Clevenger, sfruttando in pieno le potenzialità del genere noir, mescola le carte e fornisce una nuova chiave di lettura del romanzo. Mette in scena le debolezze, le insicurezze e le paure tipiche dell’uomo, ma anche la sua inimmaginabile capacità di reazione quando la situazione sembra indirizzarsi verso una strada senza uscita. Il tutto senza mai interrompere il flusso narrativo, l’omogeneità di stile (la scrittura è lucida, semplice e lineare, con una decisa attenzione nei confronti dei dettagli e dei particolari che rendono plausibile la storia) e mantenendo intatta la sensibilità dimostrata nella prima parte del libro.

Torna la rassegna letteraria READ&BEER con il secondo appuntamento:Lunedì 8 maggio, Edit Milano ospiterà la presentazion...
03/05/2023

Torna la rassegna letteraria READ&BEER con il secondo appuntamento:

Lunedì 8 maggio, Edit Milano ospiterà la presentazione di due libri:
"Il valzer dei traditori" di Rosa Teruzzi edito da Sonzogno
“Dolce da morire” di Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori edito da Laurana Editore

Rosa Teruzzi, giornalista esperta di cronaca nera, scrittrice e caporedattrice della trasmissione televisiva Quarto grado, è l’autrice dei romanzi gialli della serie della fioraia del Giambellino.
A Read&Beer racconterà la nuova avventura delle Miss Marple del Giambellino, "Il valzer dei traditori".

Cristina Aicardi, al suo esordio come scrittrice, è caporedattore del web magazine letterario “MilanoNera” per il quale scrive articoli e recensioni.
Ferdinando Pastori, editor freelance e scrittore. Insieme presentano il romanzo scritto a quattro mani “Dolce da morire”

Dialogherà con gli autori Paolo Roversi

Prenotate il vs posto su Eventbrite al link:
https://www.eventbrite.it/.../biglietti-readbeer-8-maggio...

Lunedì 8 maggio
Ore 21.30
Ingresso libero


Indirizzo

Milan
20129

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