24/06/2026
E’ da ottobre vedo questa scritta sul muro del locale e, da mesi, ogni volta che la noto la trovo perfetta.
Il rosa sul nostro muro nero, la A di “anarchia” identica al logo dell’Apollo, ma soprattutto ciò che quel graffito vuole comunicare: lo trovo incredibilmente coerente con quello che siamo.
Non potete sapere quante cattiverie ho sentito su di noi in questi anni. Non potete sapere quanta forza mentale serva per lasciarsi scivolare addosso banalità, luoghi comuni e piccole malignità inutili.
Ma io so bene cosa abbiamo fatto, perché ho memoria e so quali valori ci guidano. Col tempo ho anche imparato ad accettare che non siamo perfetti e forse non lo saremo mai. Ho imparato che l’umanità e il cercare di far stare bene tutte le persone che passano dal locale, è più importante del ricordarsi di chiedere al tuttofare di cancellare una scritta.
Ho visto pochissimi fogli Excel all’Apollo in questi anni, ma ho visto troppe persone ve**re a da noi e stare bene. Ho visto amori nascere e finire. Ho visto nostri dipendenti diventare così egocentrici da sentirsi i veri proprietari del locale. E ho sorriso.
Ma so bene cosa abbiamo costruito. Quante persone, band, DJ, artisti o serate sono passate dall’Apollo. E potete anche pensare che proponiamo musica di m***a, ma io, quando vado a dormire la sera, sono consapevole del nostro percorso e mi addormento sereno. Fiero. Orgoglioso. E lo faccio con molta razionalità.
La musica è una parte troppo personale della nostra vita per poter essere giudicata in senso assoluto. La musica non è competizione. Ciò che piace a me, alla mia ragazza può fare schifo. A me piace Cremonini e conosco producer super underground che una notte nell’orecchio mi han detto che erano fan di Renato Zero.
Daniele Baldelli dice che la musica è come il maiale, non si butta via niente. Non dimenticatelo mai.
È stata una stagione da record. Non vi taggo neanche: chi deve sapere, sa.
Noi siamo qui. Quando volete passare, l’Apollo ha sempre le porte aperte. Per noi, per voi, per tutti.