18/06/2026
Un appartamento che si presenta come un cantiere delimitato da pareti inesistenti: solo griglie elettrosaldate tipo Orsogril. Lo spazio domestico – luogo in cui si compie la narrazione quotidiana, che vede protagonisti corpi e “oggetti” dell’abitare - chiede di essere osservato per poter esprimere le contraddizioni che custodisce, per mostrare i
trabocchetti che si svelano via via al visitatore, palesando sembianze ibride, diverse da ciò che parrebbe ovvio: è Temporary Rooms, il progetto site-specific dell’artista Davide Stucchi, curato da Damiano Gullì, che si erge nell’Impluvium della Triennale come una scenografia in costante metamorfosi, con l’obiettivo di sottolineare la precarietà insita nelle contraddizioni di una città “mutante”.
A cura di Carla A. Bordini Bellandi 🦖
Temporary Rooms, il progetto site-specific dell’artista Davide Stucchi, curato da Damiano Gullì, che si erge nell’Impluvium della Triennale come una scenografia in costante metamorfosi.