Meltemi Editore

Meltemi Editore «Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.»
Seneca

Meltemi è il nome di un vento che soffia nel Mediterraneo e la Melusina, la sirena a due code, l’inconfondibile logo della casa editrice. Protagonista di un racconto mitico francese, la sirena simboleggia la volontà dei fondatori di pubblicare libri che orientino e guidino i “naviganti del pensiero”. La storia della Casa editrice inizia nel 1994 con la pubblicazione di alcuni titoli di saggistica nell’ambito delle scienze umane che ancora oggi rappresentano il fiore all’occhiello del catalogo e che Meltemi ha per prima introdotto in Italia. Antropologia, estetica e culture visuali, sociologia e cultural studies, scienze politiche, studi coloniali e postcoloniali sono le aree privilegiate di un catalogo che consta di circa 800 titoli e di una rete di autori e autrici che conta i più grandi studiosi e le più grandi studiose del pensiero contemporaneo: da Bruno Latour a Tim Ingold; da Ngũgĩ wa Thiong’o a Peter Handke; da Nancy Fraser a bell hooks; da Pierre Bourdieu a Wim Wenders; da Edgar Morin a Marc Augé, da Judith Butler a Nancy Fraser. Rinata nel 2017, la casa editrice ha riportato nelle librerie volumi di grande rilevanza culturale che da alcuni anni mancavano sugli scaffali, affiancati da novità che confermano la volontà di portare avanti la pubblicazione della migliore saggistica sui tanti volti della modernità e dell’attualità. È sulla base di questa missione che sono nate le collane “Atlantide”, “Culture radicali”, “Geoarchivi” e “Visioni eretiche”.

Giovedì 1° ottobre, alla Libreria Belgravia di Torino, Gian Paolo Caprettini presenta Fatti non foste. Le trame metafori...
01/10/2026

Giovedì 1° ottobre, alla Libreria Belgravia di Torino, Gian Paolo Caprettini presenta Fatti non foste. Le trame metaforiche della realtà e Dizionario della fiaba italiana, in dialogo con Alessandro Perissinotto.

Un incontro tra fiabe e metafore, per esplorare il modo in cui racconti, simboli e immagini continuano a dare forma alla nostra esperienza del reale.

📍 Libreria Belgravia, via Vicoforte 14/D, Torino
🕡 Ore 18.30
📞 Info e prenotazioni: 347 5977883, anche WhatsApp

Nascere in una famiglia legata alla criminalità mafiosa significa crescere dentro vincoli, appartenenze e aspettative ch...
25/09/2026

Nascere in una famiglia legata alla criminalità mafiosa significa crescere dentro vincoli, appartenenze e aspettative che non si sono scelti. Ma che cosa accade quando, per spezzare questi legami, a intervenire è lo Stato?

In “Voci lontane”, Marta Quagliuolo parte dal progetto Liberi di scegliere, che prevede l’allontanamento dal territorio d’origine di minori appartenenti a famiglie connesse alla criminalità organizzata e il loro inserimento in strutture socioeducative. Al centro della sua ricerca ci sono Maurizio e Domenico e il loro rapporto con le istituzioni chiamate a proteggerli, ma anche a giudicarli e controllarli.

Attraverso un lavoro etnografico, Quagliuolo sposta lo sguardo sui ragazzi e sulle strategie con cui cercano di ritagliarsi frammenti di libertà. Il punto non è soltanto capire se e come sia possibile sottrarli all’ambiente mafioso, ma osservare che cosa significa per loro attraversare un nuovo sistema di regole, aspettative e poteri.

“Voci lontane. Etnografia con i ‘ragazzi di mafia’” di Marta Quagliuolo è in libreria dal 25 settembre!

Alle elezioni europee del 2024, astensione, schede bianche e nulle hanno riguardato il 75,7% degli elettori più poveri e...
25/09/2026

Alle elezioni europee del 2024, astensione, schede bianche e nulle hanno riguardato il 75,7% degli elettori più poveri e il 32,9% di quelli più abbienti.

La collana Cantiere delle idee di Meltemi Editore apre una call for proposals per un volume dedicato all’astensionismo elettorale, alle sue cause e alle sue conseguenze politiche e democratiche.
Sono ammesse monografie individuali o a più mani e progetti di volume collettaneo.
Le proposte dovranno essere inviate entro l’8 ottobre 2026.

Leggi la call completa:
https://www.meltemieditore.it/call-for-proposals-astensionismo-elettorale-disuguaglianze-democrazia/

Nelle montagne delle Cévennes, negli anni Sessanta, l’educatore Fernand Deligny costruisce con un gruppo di ragazzi auti...
24/09/2026

Nelle montagne delle Cévennes, negli anni Sessanta, l’educatore Fernand Deligny costruisce con un gruppo di ragazzi autistici una comunità fuori dall’ordinario. Non un programma terapeutico, ma una forma di vita condivisa: si fa il pane, si girano film, ci si occupa delle capre, si tracciano mappe dei percorsi.

Da questa esperienza prende avvio “L’essere della relazione” di Erin Manning. Le linee erranti tracciate da Deligny diventano il punto di partenza per interrogare i modi in cui costruiamo norme, identità e forme di appartenenza, e per cercare pratiche capaci di stare con la differenza senza correggerla o assimilarla.

Attraversando neurodiversità, nerezza e pensiero della relazione, Manning mette in discussione razzismo sistemico e normopatia e immagina una socialità “minore”: altri modi di crescere, imparare e stare insieme, sottratti alla pretesa di ricondurre ogni esperienza a una forma già data.

Erin Manning insegna Arte relazionale, Cinema e Filosofia del processo alla Concordia University di Montréal e lavora da anni, anche con Brian Massumi, all’incrocio tra filosofia, estetica e politica.

“L’essere della relazione. Parapedagogie della resistenza” di Erin Manning, con traduzione e cura di Fabrice Olivier Dubosc, è in libreria!

La digitalizzazione ha un costo ecologico molto concreto, fatto di infrastrutture, energia e dispositivi. Ma allo stesso...
22/09/2026

La digitalizzazione ha un costo ecologico molto concreto, fatto di infrastrutture, energia e dispositivi. Ma allo stesso tempo le tecnologie digitali sono sempre più centrali nel modo in cui osserviamo, misuriamo e affrontiamo la crisi ambientale.

In “Ecologie digitali e media ecologici”, Stefano Oricchio indaga proprio questo intreccio: come l’ecologia diventa sempre più digitale e come, parallelamente, il digitale sia costretto a fare i conti con la propria dimensione ambientale. Due trasformazioni che non possono più essere comprese separatamente.

Il punto, allora, non è semplicemente chiedersi quanto il digitale “inquina”, ma capire in che modo ambiente e tecnologie si stanno trasformando a vicenda. Il digitale non è un universo immateriale, separato dal mondo fisico: dipende da risorse, energia e infrastrutture. E, allo stesso tempo, la nostra conoscenza dell’ambiente passa sempre più attraverso strumenti, dati e media digitali.

“Ecologie digitali e media ecologici. Il rapporto tra ambiente e digitale nella società contemporanea” di Stefano Oricchio è in libreria dal 18 settembre!

Come può un sistema capace di produrre una quantità di ricchezza, merci e innovazioni senza precedenti convivere con dis...
19/09/2026

Come può un sistema capace di produrre una quantità di ricchezza, merci e innovazioni senza precedenti convivere con disuguaglianze altrettanto profonde?

È una delle contraddizioni da cui parte Jean Ziegler in “Il capitalismo spiegato a mia nipote”. Ziegler non nega la straordinaria capacità produttiva, scientifica e tecnologica sviluppata dal capitalismo; il problema, per lui, è ciò che accade alla ricchezza prodotta, chi ne controlla l’accumulazione e quali rapporti di potere ne derivano.

La disuguaglianza, in questa prospettiva, non dipende semplicemente dalla scarsità delle risorse. Al centro ci sono la concentrazione del capitale, la distribuzione dei profitti e il potere economico esercitato da un numero sempre più ristretto di soggetti. Ed è proprio questa organizzazione dell’economia che Ziegler mette in discussione, insieme all’idea che le forze del mercato funzionino come una legge naturale, autonoma dalle decisioni umane e dunque impossibile da modificare.

Attraverso il dialogo con la nipote Zohra, esempi concreti ed episodi vissuti in prima persona, “Il capitalismo spiegato a mia nipote” prova così a rendere leggibili meccanismi economici che spesso vengono presentati come inevitabili o troppo complessi per essere messi in discussione.

Jean Ziegler è stato dal 2000 al 2008 il primo relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione.

Un classico del nostro catalogo: “Il capitalismo spiegato a mia nipote. Nella speranza che ne vedrà la fine”, di Jean Ziegler, con prefazione di Vladimiro Giacché.

Nel 1952 il governo israeliano offrì ad Albert Einstein la presidenza dello Stato. Einstein rifiutò. Tre anni dopo, il “...
18/09/2026

Nel 1952 il governo israeliano offrì ad Albert Einstein la presidenza dello Stato. Einstein rifiutò. Tre anni dopo, il “New York Times” lo celebrò come un «paladino» della nascita di Israele.

In “Einstein, Israele e il sionismo”, Fred Jerome ricostruisce oltre trent’anni di interventi pubblici, lettere, articoli e interviste, facendo emergere una posizione molto più complessa. Einstein sostenne la rinascita culturale ebraica in Palestina e la nascita di istituzioni come l’Università ebraica di Gerusalemme, ma si oppose all’idea di uno Stato fondato sul predominio politico di una comunità sull’altra e difese la piena parità tra ebrei e arabi.

Al centro del libro c’è anche la critica al nazionalismo. Einstein temeva che la costruzione di uno Stato ebraico dotato di esercito e potere politico potesse alimentare proprio quel «meschino nazionalismo» che considerava incompatibile con la tradizione ebraica. Anche dopo la nascita di Israele continuò a interrogarsi sul rapporto con la popolazione araba, indicandone il trattamento come un vero banco di prova morale.

Jerome ricostruisce infine la nascita di un’immagine destinata a imporsi dopo la morte dello scienziato: quella di Einstein come sostenitore dello Stato d’Israele. Un racconto consolidato dai media americani e diventato nel tempo molto più lineare delle posizioni che Einstein aveva espresso durante la sua vita.

Fred Jerome (1939-2020) è stato un giornalista e saggista statunitense. Ha insegnato giornalismo alla Columbia University e alla New York University e ha dedicato diversi libri agli aspetti meno conosciuti della vita pubblica e dell’impegno civile di Albert Einstein, dal rapporto con l’FBI alle questioni razziali. Tra le sue opere, “The Einstein File” e, con Rodger Taylor, “Einstein on Race and Racism”.

“Einstein, Israele e il sionismo. Il pensiero dello scienziato tra falsi miti e realtà” di Fred Jerome arriva in libreria per Meltemi il 18 settembre!

Esprimiamo piena solidarietà alla casa editrice Sensibili alle foglie e all’autore Francesco Lazzeri, colpiti da una ric...
15/09/2026

Esprimiamo piena solidarietà alla casa editrice Sensibili alle foglie e all’autore Francesco Lazzeri, colpiti da una richiesta di rimozione della pagina dedicata al volume "Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia".

Riteniamo grave e inaccettabile che strumenti di pressione di questo tipo vengano utilizzati per ostacolare la circolazione di un libro e restringere lo spazio della ricerca, della critica e del confronto pubblico.

Condividiamo qui integralmente il comunicato di Sensibili alle foglie.

Per dovere civico Sensibili alle foglie segnala la richiesta, pervenutaci tramite il provider che ospita la nostra libreria online, di rimuovere la pagina dedicata al libro Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia, di Francesco Lazzeri, da noi edito nel 2025. La richiesta è stata inviata al provider dall'Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei e CoDe RTDSrl con la motivazione che “il contenuto è segnalato come incitamento o approvazione della violenza; incitamento all'odio e contenuti discriminatori su basi etniche o religiose, con particolare riferimento alle narrazioni antisemite; negazione o grossolana banalizzazione della Shoah; disinformazione che contribuisce alla diffusione dell'odio o alla giustificazione della violenza”.

Si tratta con tutta evidenza di una richiesta intimidatoria, intentata strumentalmente da soggetti provocatori, con lo scopo ultimo, probabilmente, di ottenere una causa civile attraverso la quale chiedere aleatori “indennizzi” in denaro.
Come editori siamo impegnati da trentasei anni a combattere l'odio e la discriminazione su basi etniche o religiose, e in questo quadro, il libro “Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia” documenta come gli ebrei siano stati, nel corso della storia, vittime del sionismo oltre che del nazismo (e in generale dei Paesi europei). In un tempo storico in cui la propaganda israeliana viene quotidianamente alimentata per impedire legittime critiche all'operato dello Stato di Israele, e a ridosso della discussione, nel parlamento italiano, del ddl che mira a equiparare l'antisionismo all'antisemitismo, non ci stupisce che venga presa di mira la pagina online del libro di Francesco Lazzeri, con il quale vi invitiamo a organizzare incontri in presenza per parlare della sua preziosa ricerca storica.

Tenuto conto che
a) in questo momento storico chi esercita fisicamente violenza e odio al di fuori di qualsiasi diritto internazionale è sotto gli occhi di tutti nella cronaca di ogni giorno;

b) la discriminazione su base etnica o religiosa in questo momento è in atto fisicamente contro i palestinesi e gli islamici, peraltro anch'essi provenienti da popolazioni di lingua semitica;

c) le radici dell'attuale regime di apartheid, di pulizia etnica e di pratiche genocidarie messe in atto da Israele risalgono all'ideologia sionista;

d) non si può considerare disinformato un lavoro che presenta 58 pagine di fonti documentarie e di bibliografia di testi riconosciuti in tutto il mondo come testi di qualità

chiediamo a tutti e tutte di non dimenticare la Palestina e le indicibili violenze di cui sono ogni giorno bersaglio i palestinesi di ogni età e genere, affermando con forza in ogni sede il loro diritto alla resistenza e all'autodeterminazione.

Che cosa rende scientifico un sapere? E attraverso quali procedure, linguaggi e pratiche arriviamo a considerare una con...
12/09/2026

Che cosa rende scientifico un sapere? E attraverso quali procedure, linguaggi e pratiche arriviamo a considerare una conoscenza valida, autorevole, vera?

Percorsi del sapere, sesto numero degli Annali del Centro internazionale di Scienze Semiotiche di Urbino “Umberto Eco”, porta queste domande nel campo delle scienze umane e sociali, attraversando discipline come la storia, l’antropologia, la sociologia, la psicologia, la linguistica e la semiotica.

Dalle grandi questioni dell’epistemologia alla quotidianità della ricerca, i contributi raccolti nel volume osservano da vicino metodi, procedure di scoperta, forme di validazione e retoriche della verità. L’obiettivo è aprire la “scatola nera” del sapere scientifico e mostrare i processi attraverso cui la conoscenza viene costruita e legittimata.

Gianfranco Marrone, saggista e scrittore, è professore ordinario di Semiotica all’Università degli Studi di Palermo. Dirige il Centro internazionale di Scienze Semiotiche di Urbino “Umberto Eco” e la rivista “E/C” e lavora sui linguaggi e sui discorsi della contemporaneità.

Percorsi del sapere a cura di Gianfranco Marrone è in libreria!

Viviamo davvero in una società che nega la morte, la rimuove e la tiene fuori dallo spazio pubblico? Marina Sozzi ha sos...
11/09/2026

Viviamo davvero in una società che nega la morte, la rimuove e la tiene fuori dallo spazio pubblico? Marina Sozzi ha sostenuto a lungo questa tesi, fino a quando la sua esperienza personale della malattia l’ha portata a rimetterla radicalmente in discussione.

In "La morte negata", l’autrice osserva i profondi cambiamenti avvenuti nel nostro rapporto con il morire: il fine vita è entrato nel dibattito pubblico, le questioni dell’eutanasia interrogano diritto ed etica, hospice e Death café aprono nuovi spazi di accompagnamento e condivisione.

Al centro di questa trasformazione ci sono soprattutto le cure palliative, che hanno cambiato concretamente l’esperienza della fine della vita, offrendo strumenti per affrontare il dolore, la paura e la perdita.

Il libro non si limita però a raccontare ciò che sta cambiando. Sozzi riflette anche sui modi in cui possiamo dare senso alla morte, onorare chi non c’è più e costruire forme di lutto capaci di consolare i vivi e tenere insieme la comunità.

Marina Sozzi, filosofa, si dedica da trent’anni allo studio della malattia e del fine vita, dei rituali della morte e del lutto. Ha insegnato Tanatologia storica all’Università degli Studi di Torino e oggi lavora nell’Ufficio culturale della Fondazione FARO. È autrice del blog “Si può dire morte”.

"La morte negata. Storia di un mito del nostro tempo" di Marina Sozzi è in libreria!

Indirizzo

Piazza Don Mapelli 75
Milan
20099

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