22/08/2026
"...la politica, è rimasta indietro rispetto alla realtà. Parla di remigrazione, assimilazione. Cosa vuol dire emigrazione di un bambino nato in Italia. Come ha detto una mia alunna marocchina di otto anni ormai anni fa: «L’Italia è la mia mamma, il Marocco è il mio papà. Ma io mi sento dentro soprattutto italiana, perché lo sento dentro».
Il ministro non tiene conto di come sono distribuiti nel nostro Paese famiglie e minori stranieri. Spesso in gruppo. O in alcuni paesi della provincia. O in alcuni quartieri delle città. Sia perché tendono a formare comunità tra loro, sia per la crescente ghettizzazione. Un esempio. Novellara, a pochi chilometri da Reggio Emilia. La popolazione di nazionalità indiana è il 3,6 per cento della popolazione e il 24 per cento dell’intera popolazione straniera. Nelle classi si arriva a circa il 25 per cento di stranieri, con punte del 40 per cento e più. A Reggio Emilia sono presenti oltre 120 comunità di stranieri, in provincia risiedono circa 65mila stranieri, il 12,3 per cento della popolazione totale provinciale e in città 28.400, pari a oltre il 16,5 per cento dell’intera popolazione urbana. Ciò vuol dire che ci sono paesi della provincia e quartieri della città dove si concentrano le famiglie straniere. Con percentuali di alunni in classe oltre il 30 per cento.
Dunque, che farne dei bambini in più? il ministro Valditara prevede una deportazione di questi alunni da un quartiere o da un paese all’altro della città? E a spese di chi? Comuni? Stato? Genitori? E in ogni caso, sarebbe sensato educare minori in scuole lontane dal loro contesto sociale?
Attendiamo risposte dal ministro per risolvere nel modo più pedagogicamente e didatticamente responsabile la situazione che rischia di ingolfare, e fascistizzare, la scuola pubblica statale".
Su il manifesto un articolo di Giuseppe Caliceti sul ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara che ha annunciato che dal prossimo anno scolastico non ci saranno più classi con più del 30 per cento di alunni stranieri. Link nei commenti.
Illustrazione di Beatrice Alemagna