07/06/2026
"I segreti più preziosi sono nascosti all’interno dei posti più strani. Si possono cercare, scovare, osservare, mai da vicino, sono quasi intoccabili, fatti di una materia immateriale incapsulata tra le pieghe del tempo e profumano di bellezza che si perpetua di movimento in movimento, di evoluzione in evoluzione.
Ascoltare, mettersi in ascolto, entrare in sintonia con chi parla, costruire ponti e relazioni, rallentare e abbassarsi, muoversi in punta di piedi, cercare di immaginare questi segreti per dare loro un senso unico e soggettivo, quel senso unico imprigionato nel nostro essere bambini, nel valorizzare, attingendo dai vissuti, la nostra personalità, il nostro crescere.
Raccogliere meraviglia per non dimenticare.
Una scatola quindi. Semplice carta piegata e illustrata. Dentro venti carte scritte da Giovanna Zoboli con i disegni di Yoshiko Hada. Strutture semplici, minimali e nel contempo colorate e contagiose attraggono senza respingere e si fanno indagine e gioco e poi ancora analisi e libertà espressiva.
Venti buone ragioni per ascoltare un bambino diventa canale di percezione da annusare con l’esperienza anche se la forma, immediata nella sua totalità, risulta fruibile e maneggevole da chiunque voglia impreziosire, implementare, conoscere, per la prima volta, ciò che risiede, da sempre, nelle nostre profondità e chiede, quotidianamente, di emergere nel rispetto della crescita individuale.
Un concetto grafico, questo, pubblicato da Topipittori che ricorda le sperimentazioni di Bruno Munari e l’espressività artistica, a tratti fuori controllo, di Hervé Tullet, pur mantenendo un’anima del tutto personale dove la tangibilità del messaggio da veicolare si fa potenzialmente essenzialità nel prendersi cura dell’altro, nel ricercare, ancora una volta, quell’universo affascinante e tante volte lontano che ingloba l’infanzia nella sua totalità.
A distanza di dieci anni da 20 buone ragioni per regalare un libro a un bambino, Giovanna Zoboli ci consegna, idealmente, una sorta di proseguo che non smette di intrecciare esperienza e analisi ad una forma concettuale e primordiale di trame e tessuti che gettano inevitabilmente le basi per una società che si pone in ascolto".
Grazie a Marco Zordan che su Indiepercui recensisce "Venti buone ragioni per ascoltare un bambino" di Giovanna Zoboli e Yoshiko Hada.