04/02/2015
Italia, food couture e l'attualità
Il 2015 è per l’Italia l’anno delle sfide sul piano internazionale. Dopo anni di preparativi il “Bel paese” si appresta ad aprire le sue porte al mondo con un’Expo d’eccezione dedicata alla nutrizione e all’energia rinnovabile. Un’occasione da non perdere che pone il nostro paese sotto i riflettori e al centro del panorama mondiale lasciando per un istante da parte malumori e diffondendo un pizzico di ottimismo nell’economia e tra la gente. Il grande interesse mediatico originato dall’ Esposizione Universale di Milano non è però riuscito a mettere in ombra l’evento più atteso nel panorama dell’alta moda italiana: AltaRoma. Tra le case di moda più rappresentative sicuramente è da citare come sempre Gattinoni. La storica maison romana ancora una volta si distingue non solo proponendo degli abiti di eccezionale pregio ma mettendo al centro della sua collezione il tema del momento: l’alimentazione. Per il debutto della sua collezione primavera-estate Gattinoni sceglie una location d’eccezione il ristorante Open Colonna. Entrando nella sala l’attenzione viene rapita da una splendida Dayane Mello, posta in piedi al centro di un tavolo cosparso di ogni tipo di specialità di pane; vestita con un originale completo costituito da pantaloni palazzo in iuta decorati con mini bretzel e salatini a forma di stelline e un bustino di spighe di grano; a completare l’outfit per l’occasione sono poi gli accessori in pasta di pane e pietre preziose, creati da Gianni De Benedettis, ed un cappello a tesa larga sempre di pane. Una lunga tavolata disposta a ferro di cavallo e apparecchiata con cura presenta l’originale collezione moda “à la carte” dove colori che ricordano il colore de frutti, delle spezie e dei cibi rendono vivi e unici capi classici ed eleganti tipici dell’alta moda italiana, della maison Gattinoni e del suo direttore creativo Guillermo Mariotto.
E’ qui con noi Stefano Dominella, Amministratore Delegato della Gattinoni Due a Roma:
- E’ palese vedendo la presentazione della vostra collezione la volontà di ricollegarsi al tema dell’Esposizione
Universale di Milano. L’expo2015 fornirà senza dubbio all’Italia un’importante occasione di rilancio sul piano internazionale e dal punto vista economico. Come vede l’impatto della crisi sulla moda? Possiamo dire di stare uscendo da questo momento? Qual è il ruolo della moda in questo ambito?
“Sicuramente speriamo che questa ripresa questa volta sia vera e che non sia come quello che un po’ stiamo vivendo da diversi anni; La moda e il cibo sono due eccellenze per il made in Italy: due piaceri straordinari e soprattutto due fatti importanti per l’economia e per la cultura internazionale.”
- Cosa pensa di AltaRoma così come è stata strutturata quest’anno, tenendo anche conto delle altre manifestazioni dello stesso genere organizzate a Milano e nel resto del mondo?
“Io credo che tutto ha un termine e che bisogna guardare avanti rinnovarsi e che quindi anche AltaRoma dopo dodici anni di attività vada rivisitata completamente: va ridata una struttura al territorio, vanno fatti dei programmi e dei progetti che partono dal territorio: che partono da Roma dove negli ultimi anni hanno chiuso il 40% delle maison, laboratori o sartorie, dove non nasce più un ufficio di pubbliche relazioni, dove la stampa straniera non viene, dove veramente c’è bisogno di un “colpo di spugna”, di rifare una nuova AltaRoma o un evento completamente nuovo con dei progetti nuovi legati al momento che stiamo vivendo.”
- Si parla molto ultimamente di politiche per i giovani, cosa ne pensa? Quale crede debba essere il ruolo delle nuove generazioni nella moda?
Insegno all’università alla facoltà di comunicazione e sono a contatto con i giovani più volte a settimana.
Sicuramente i giovani vanno coltivati perché altrimenti rischiamo, con l’età ormai avanzata degli stilisti italiani, di rimanere “senza benzina” quindi vanno fatti e continuati a fare dei progetti per i giovani; ai giovani però non basta dare “la targa”, offrirgli uno stage in un atelier: gli va data la linfa vitale, i denari, le occasioni per aprire delle micro aziende possibilmente a Roma cosicché sia ridato a Roma il ruolo di “Città shopping”, di “Città alternativa” e di Città, oltre che di negozi internazionali, di negozi che diano dei prodotti nuovi, creativi, alternativi e soprattutto made in Italy.
di Giulia Cavaliere