Salviamo l'Arca

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COMBATTIMENTI CLANDESTINI TRA CANI: GELA NON È UNA NOVITÀ. GLI INTERVENTI RESTANO TROPPO POCHI RISPETTO ALL’ESTENSIONE D...
15/09/2026

COMBATTIMENTI CLANDESTINI TRA CANI: GELA NON È UNA NOVITÀ. GLI INTERVENTI RESTANO TROPPO POCHI RISPETTO ALL’ESTENSIONE DEL FENOMENO

SICILIA – GELA (CL) – 15/09/2026 - 13 pitbull sequestrati, 6 persone indagate, attrezzature per l’allenamento, pesi, catene, farmaci, integratori e anabolizzanti.

Bene. Complimenti alla Procura di Gela, alla Polizia di Stato e ai Carabinieri che hanno condotto l’operazione.

Ma adesso, passata l’indignazione a profusione – anche da parte di chi ricopre cariche pubbliche – SEGUE una domanda molto meno comoda: QUANTO SI STA REALMENTE INVESTIGANDO SU QUESTO FENOMENO?

Perché Gela non è una novità e non è un’anomalia siciliana.

I combattimenti clandestini tra cani vengono documentati in Italia da DECENNI e le indagini hanno interessato territori DAL NORD AL SUD.

Lo stesso Rapporto Zoomafia descrive gruppi ramificati sul territorio nazionale, capaci di utilizzare Internet e i social per organizzare incontri, vendere o scambiare cani, concordare scommesse e diffondere materiale.

DAL 1998 AL 2025 SONO STATI SEQUESTRATI CIRCA 1.373 CANI DA COMBATTIMENTO, 570 PERSONE SONO STATE DENUNCIATE E SOLTANTO 4 COMBATTIMENTI RISULTANO INTERROTTI IN FLAGRANZA.

Quattro.
In quasi trent’anni.

Questo SIGNIFICA CHE, RISPETTO ALLA DIMENSIONE E ALLA NATURA SOMMERSA DEL FENOMENO, GLI INTERVENTI CHE RIESCONO A EMERGERE SONO TROPPO POCHI.

La stessa LAV ha evidenziato negli anni che LA DIMINUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI POLIZIA GIUDIZIARIA NON CORRISPONDE AFFATTO A UNA DIMINUZIONE DELL’ATTIVITÀ CRIMINALE.

Il fenomeno cambia forma. Si sposta. Usa chat private. Usa gruppi social. Cambia territori e luoghi degli incontri.

BISOGNA CERCARE I SEGNALI PRIMA DEL COMBATTIMENTO.

Uno di questi riguarda gli animali utilizzati nell’addestramento.

Gatti, cani, cinghiali e altri esseri viventi possono essere utilizzati come SPARRING PARTNER, cioè animali sui quali far esercitare il cane destinato al combattimento.

Il Rapporto Zoomafia indica espressamente tra gli elementi collegati a questo mondo anche FURTO E RICETTAZIONE DI CANI.

E già da anni vengono considerati segnali da non sottovalutare I FURTI E I RAPIMENTI DI CANI, I RITROVAMENTI DI CANI FERITI O MORTI CON LESIONI COMPATIBILI CON LE LOTTE, GLI ALLEVAMENTI CLANDESTINI E LE SEGNALAZIONI TERRITORIALI.

Questo apre una questione che continuiamo a EVIDENZIARE!

QUANDO IN DETERMINATE AREE SI ACCUMULANO DECINE O CENTINAIA DI SEGNALAZIONI DI CANI E GATTI DI PROPRIETÀ SCOMPARSI, PERCHÉ QUEL DATO NON VIENE ANALIZZATO COME POSSIBILE FENOMENO AGGREGATO?

Non stiamo dicendo che ogni cane o gatto scomparso finisca nei combattimenti. SAREBBE FALSO E IRRESPONSABILE.

Stiamo dicendo che SE IN UNA STESSA AREA SI RIPETONO LE SPARIZIONI, QUELLA CONCENTRAZIONE È UN DATO CHE MERITA DI ESSERE INCROCIATO CON ALTRI INDICATORI INVESTIGATIVI.

Furti. Segnalazioni. Allevamenti abusivi. Cani detenuti in condizioni anomale. Spostamenti frequenti di determinati soggetti. Video pubblicati online. Profili dedicati all’esaltazione della forza e dell’aggressività dei cani. Vendite sospette. Sostanze dopanti. Precedenti specifici. Scommesse clandestine.

PERCHÉ QUESTI DATI NON VENGONO MESSI SISTEMATICAMENTE IN RELAZIONE TRA LORO?

Perché troppo spesso si arriva al cane già ferito, al ring già utilizzato, al video già pubblicato?

SERVE UN CAMBIO DI PASSO.
NON QUALCHE MAXI OPERAZIONE OGNI TANTO.
SERVONO INDAGINI SPECIALISTICHE E CONTINUATIVE.
Servono nuclei formati sul fenomeno.
Serve intelligence sul web.
Servono attività sotto copertura dove consentite e necessarie.
Serve una BANCA DATI INTERFORZE sui reati contro gli animali, come viene chiesto anche dall’Osservatorio Zoomafia.

E servirebbe analizzare seriamente anche le concentrazioni territoriali delle sparizioni. Perché le reti criminali lasciano tracce.
Bisogna cercarle.

L’operazione di Gela lo dimostra: i cani venivano sottoposti ad allenamenti estremi e sono stati trovati TAPIS ROULANT, PESI UTILIZZATI PER IL POTENZIAMENTO, CATENE, FARMACI, INTEGRATORI E ANABOLIZZANTI.

I combattimenti venivano FILMATI e il materiale circolava attraverso i social.

CHIUNQUE BAZZICHI IL WEB HA IL DOVERE DI FARE LA SUA PARTE. QUANDO TROVATE ONLINE VIDEO SOSPETTI, NON FATE GLI EROI NEI COMMENTI. NON SCRIVETE “TI HO DENUNCIATO”. NON AVVISATE IL PROFILO. NON INIZIATE A INSULTARE. NON RIPUBBLICATE IL VIDEO PER FARLO GIRARE ANCORA DI PIÙ.

Conservate URL, nome del profilo, data, screenshot e ogni elemento utile.

E SEGNALATE.

Polizia di Stato. Carabinieri.
Polizia Postale quando il materiale viene diffuso attraverso Internet.
Se c’è un pericolo immediato, 112.

POI SILENZIO!

Perché SE avvisate pubblicamente chi potrebbe essere coinvolto gli date il tempo di cancellare account, chat, video e contatti.

LA TUTELA ANIMALE, QUANDO CI SONO POSSIBILI REATI, SI FA ANCHE IN SILENZIO, PER IL BENE DEGLI ANIMALI.

SERVE UNA SEGNALAZIONE FATTA BENE ALLA PERSONA GIUSTA.

E soprattutto serve che a quelle segnalazioni seguano analisi, collegamenti investigativi e attività continuativa.

Perché dietro ai combattimenti ci sono SCOMMESSE CLANDESTINE, DOPING, ALLEVAMENTI ABUSIVI, FURTO E RICETTAZIONE DI ANIMALI, DENARO E CIRCUITI CRIMINALI.

Il Rapporto Zoomafia segnala inoltre reati correlati che, nelle diverse indagini, hanno compreso anche ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E SPACCIO DI STUPEFACENTI.

Non significa che ogni ring faccia parte di un clan mafioso o finanzi automaticamente il traffico di droga.

Significa che QUESTI CIRCUITI POSSONO INTERSECARSI CON ALTRE ECONOMIE CRIMINALI.

E infatti gli stessi rapporti ricordano il coinvolgimento, in alcuni casi, di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata.

Un combattimento clandestino tra cani NON È UN “REATO MINORE CONTRO GLI ANIMALI”.

È UN FENOMENO CHE PUÒ PORTARSI DIETRO DENARO, SCOMMESSE, VIOLENZA, DOPING, RICETTAZIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO.

Gela è un’ottima operazione.
MA NON PUÒ BASTARE.

Se il fenomeno è nazionale, anche l’azione investigativa deve diventare STRUTTURALE, CONTINUATIVA E NAZIONALE.

Perché quattro combattimenti interrotti in flagranza in quasi trent’anni, di fronte a una realtà che gli stessi osservatori definiscono DIFFUSA E PREOCCUPANTE, sono un numero che dovrebbe farci porre qualche domanda.

MOLTE PIÙ INDAGINI.
MOLTO MENO RUMORE.

E QUANDO SAPETE QUALCOSA: SEGNALATE. IN SILENZIO!

FONTI:
ANSA – Scoperta organizzazione di combattimenti tra cani, sei indagati a Gela – 14 settembre 2026 - https://videoembed.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/14/scoperta-organizzazione-di-combattimenti-cani-sei-indagati-a-gela_7a14f509-faf4-40ef-b75d-f47023842a75.html

LAV – Rapporto Zoomafia 2026 - https://www.lav.it/news/rapporto-zoomafia-2026-reati-contro-animali

LAV – Osservatorio Zoomafia - https://www.lav.it/scopri-cosa-facciamo/contro-il-maltrattamento/osservatorio-zoomafia

CARABINIERI – Il business dei combattimenti clandestini – maggio 2026 - https://enteeditorialecarabinieri.it/2026/05/il-business-dei-combattimenti-clandestini/

LAV – Rapporto Zoomafia 2025 – capitolo sui combattimenti tra animali -https://static.lav.it/docs/lav-rapporto-zoomafia-2025-def.pdf

POLIZIA POSTALE – Commissariato di P.S. Online
https://www.commissariatodips.it/

🚫GALÁPAGOS, SPECIE RARE VENDUTE FINO A 500.000 DOLLARI. 🇮🇹  L’ITALIA NON È FUORI DALLE ROTTE DEL TRAFFICO DI FAUNAECUADO...
15/09/2026

🚫GALÁPAGOS, SPECIE RARE VENDUTE FINO A 500.000 DOLLARI. 🇮🇹 L’ITALIA NON È FUORI DALLE ROTTE DEL TRAFFICO DI FAUNA

ECUADOR – ISOLE GALÁPAGOS – 15/09/2026

Iguane marine, iguane rosa e tartarughe giganti sottratte a uno degli ecosistemi più delicati del pianeta e trasformate in MERCE destinata al mercato internazionale dei collezionisti.

Le autorità stanno ricostruendo una FILIERA ORGANIZZATA: qualcuno cattura gli esemplari, altri li raccolgono e li concentrano in zone remote dell’arcipelago, altri ancora organizzano il trasferimento verso il continente e successivamente all’ESTERO.

Negli ultimi 5 anni sono stati investigati 4 CASI NEI QUALI SI È TENTATO DI TRAFFICARE COMPLESSIVAMENTE 324 IGUANE E TARTARUGHE.

Il 19 maggio 2026, all’aeroporto di Guayaquil, tre cittadini thailandesi sono stati fermati mentre tentavano di portare verso Amsterdam 12 IGUANE MARINE DELLE GALÁPAGOS. Gli esemplari erano nascosti nei bagagli. Dieci sono poi riusciti a rientrare alle Galápagos dopo gli accertamenti sanitari.

Tre mesi dopo, all’aeroporto di Quito, una cittadina russa è stata fermata con ALTRE 32 IGUANE MARINE GIOVANI, distribuite in otto piccoli contenitori. Gli esemplari erano deboli e disidratati.

IL MOTIVO È COME SEMPRE ECONOMICO.

Un’iguana marina può raggiungere circa 25.000 DOLLARI sul mercato internazionale.

L’IGUANA ROSA DELLE GALÁPAGOS, specie rarissima il cui habitat è ristretto all’area del vulcano Wolf, può arrivare FINO A 500.000 DOLLARI PER UN SINGOLO ESEMPLARE.

Una tartaruga gigante giovane può essere venduta tra 5.000 e 7.000 dollari; un esemplare adulto può raggiungere circa 60.000 DOLLARI.

Con cifre del genere NON STIAMO PARLANDO DEL TURISTA CHE NASCONDE UN RETTILE IN VALIGIA.

I guardaparco hanno individuato punti di raccolta in aree remote e difficilmente accessibili. Il responsabile degli Ecosistemi del Parque Nacional Galápagos ha dichiarato che ESISTE UNA RETE INTERNA ALL’ARCIPELAGO che rifornisce il traffico diretto verso il continente e l’estero.

ED È QUI CHE EMERGE IL MECCANISMO DELLA FALSA NASCITA IN CATTIVITÀ, alla base del cosiddetto WILDLIFE LAUNDERING: esemplari catturati illegalmente in natura possono essere successivamente fatti apparire come nati in cattività, utilizzando strutture di allevamento e documentazione per fornire una COPERTURA apparentemente lecita alla loro commercializzazione internazionale.

IN ALTRE PAROLE, UN ESEMPLARE PRELEVATO DALLA NATURA PUÒ ESSERE “RIPULITO” SULLA CARTA.

Per questo il controllo non può fermarsi alla valigia intercettata all’aeroporto.

SERVONO VERIFICHE SULLA PROVENIENZA, SULLA DOCUMENTAZIONE CITES, SULLE MARCATURE, SUI PASSAGGI DI PROPRIETÀ, SUI RIPRODUTTORI DICHIARATI E SULLA COERENZA TRA GLI ESEMPLARI PRESENTI E LE NASCITE REGISTRATE.

Dal 5 marzo 2026 l’iguana marina delle Galápagos è sottoposta al regime dell’APPENDICE I DELLA CITES, dopo la decisione adottata alla fine del 2025. Il commercio internazionale di esemplari selvatici è quindi sottoposto al livello più restrittivo della Convenzione.

Ma controllare le Galápagos significa sorvegliare 324 ISOLE E ISOLOTTI e circa 1.660 CHILOMETRI DI COSTA.

Il Parque Nacional Galápagos dispone attualmente di 289 dipendenti; circa 150 lavorano sul campo e soltanto una quarantina risultano specificamente destinati alle attività di controllo.

🇮🇹 E L’ITALIA?
Non abbiamo trovato, tra i sequestri pubblicamente documentati esaminati, recenti casi italiani specificamente riferiti alle iguane marine o alle iguane rosa delle Galápagos (strano).

MA L’ITALIA COMPARE REGOLARMENTE NELLE ATTIVITÀ DI CONTRASTO AL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI SPECIE PROTETTE E DEI LORO DERIVATI.

ROMA – FIUMICINO
Nel marzo 2026 Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane hanno individuato un traffico illecito di prodotti realizzati con pelli di rettili protetti. Le spedizioni provenivano da Messico e Stati Uniti e alcuni prodotti erano stati dichiarati come comuni stivali da equitazione.
Le successive verifiche hanno portato al sequestro di materiali in PELLE DI COCCODRILLO, PITONE, TEGU ROSSO E VARANO privi della necessaria documentazione di importazione.

MILANO – MALPENSA
Nel giugno 2026 sono stati sequestrati DUE CRANI DI COCCODRILLO SIAMESE provenienti dalla Cambogia. La spedizione disponeva di una licenza di esportazione cambogiana, ma era priva della documentazione necessaria per l’importazione in Italia. Il coccodrillo siamese è una specie protetta e a rischio di estinzione.

TORINO – CASELLE
L’8 settembre 2026 un passeggero proveniente da Miami, via Istanbul, è stato trovato con una TESTA ESSICCATA DI COCCODRILLO nascosta nel bagaglio. L’esemplare, appartenente a una specie tutelata dalla CITES, era privo della documentazione necessaria per l’importazione.

PORTI E ROTTE MARITTIME
Nel 2019, al porto di Ancona, Guardia di Finanza e Dogane intercettarono un automezzo proveniente dalla Grecia con 138 PITONI. Secondo quanto riferito dalle autorità, i documenti presentati non erano validi secondo la normativa italiana. I rettili erano destinati a una manifestazione del settore a Verona.

E POI C’È IL MERCATO CLANDESTINO INTERNO.

Il 26 marzo 2026, a Sannicandro di BARI, i Carabinieri del Nucleo CITES hanno scoperto dietro una parete fittizia un RETTILARIO CLANDESTINO. Fatevi un'idea, numeri alla mano:
- 2 ANACONDE VERDI lunghe circa 5 metri e del peso di circa 60 chili ciascuna;
- 1 ANACONDA GIALLA;
- 1 ANACONDA BOLIVIANA;
- 4 PITONI BIRMANI lunghi circa 3 metri;
- 4 BOA COSTRITTORI lunghi tra 2 e 3 metri;
- 1 VARANO D’ACQUA di circa un metro e mezzo;
- 1 CAIMANO DAGLI OCCHIALI lungo oltre un metro e mezzo.

IN TOTALE, QUATTRO ANACONDE!

Gli esemplari erano detenuti senza la prescritta documentazione CITES e, secondo i Carabinieri, in condizioni ambientali e igienico-sanitarie incompatibili con le loro esigenze.

I Carabinieri hanno inoltre evidenziato che la detenzione di grandi specie esotiche in contesti malavitosi può essere utilizzata anche come STRUMENTO DI INTIMIDAZIONE O DI OSTENTAZIONE DEL POTERE CRIMINALE.

IL PROBLEMA, QUINDI, INIZIA SOLTANTO ALLA FRONTIERA.
Un esemplare catturato illegalmente deve essere trasportato.
Deve essere nascosto. Deve eventualmente essere dotato di una provenienza apparentemente lecita. Deve essere commercializzato.

E ALLA FINE DEVE ESSERCI QUALCUNO DISPOSTO A COMPRARLO.

Quando un singolo essere vivente può raggiungere valori di decine o centinaia di migliaia di dollari, IL COLLEZIONISTA CLANDESTINO È LA DOMANDA CHE LO ALIMENTA.

Per contrastare realmente questo fenomeno bisogna quindi seguire L’INTERA FILIERA. Il traffico di fauna selvatica è UN BUSINESS INTERNAZIONALE CHE SFRUTTA SPECIE RARE, ROTTE COMMERCIALI, FALSIFICAZIONE DOCUMENTALE E DOMANDA PRIVATA.

E FINCHÉ ESISTERÀ QUALCUNO DISPOSTO A PAGARE 25.000, 60.000 O 500.000 DOLLARI PER POSSEDERE UN ESSERE VIVENTE RARISSIMO, CI SARÀ QUALCUNO DISPOSTO A CATTURARLO.

FONTI:

EL PAÍS – 12 settembre 2026
[https://elpais.com/america/2026-09-12/galapagos-el-paraiso-bajo-asedio-criminal.html](https://elpais.com/america/2026-09-12/galapagos-el-paraiso-bajo-asedio-criminal.html?utm_source=chatgpt.com)

TRAFFIC – Report on illegal trafficking and international legal trade in wildlife from Galapagos
[https://www.traffic.org/publications/reports/wildlife-trafficking-networks-are-targeting-galapagos-tortoises-and-iguanas/](https://www.traffic.org/publications/reports/wildlife-trafficking-networks-are-targeting-galapagos-tortoises-and-iguanas/?utm_source=chatgpt.com)

FISCALÍA GENERAL DEL ESTADO – ECUADOR
[https://www.fiscalia.gob.ec/sospechosos-del-traslado-ilegal-de-iguanas-marinas-son-procesados/](https://www.fiscalia.gob.ec/sospechosos-del-traslado-ilegal-de-iguanas-marinas-son-procesados/?utm_source=chatgpt.com)

RAINEWS – traffico di pelli di rettili protetti a Fiumicino
[https://www.rainews.it/tgr/lazio/articoli/2026/03/traffico-di-calzature-in-pelle-pregiata-indagine-a-fiumicino-della-finanza-f736b200-2fdd-41f2-8398-2c1c0bf9194b.html](https://www.rainews.it/tgr/lazio/articoli/2026/03/traffico-di-calzature-in-pelle-pregiata-indagine-a-fiumicino-della-finanza-f736b200-2fdd-41f2-8398-2c1c0bf9194b.html?utm_source=chatgpt.com)

ANSA – sequestro dei due crani di coccodrillo siamese a Malpensa
[https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/06/22/due-crani-di-coccodrillo-siamese-sequestrati-a-malpensa_5aa8ae1d-3d7a-4d1a-8e18-6cdf5e1ab97f.html](https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/06/22/due-crani-di-coccodrillo-siamese-sequestrati-a-malpensa_5aa8ae1d-3d7a-4d1a-8e18-6cdf5e1ab97f.html?utm_source=chatgpt.com)

ANSA – sequestro a Torino Caselle – 8 settembre 2026
[https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/08/testa-di-coccodrillo-nella-valigia-denunciato-un-uomo-a-torino-caselle_a1716d6b-4d1d-4b65-abdd-74b9240da610.html](https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/08/testa-di-coccodrillo-nella-valigia-denunciato-un-uomo-a-torino-caselle_a1716d6b-4d1d-4b65-abdd-74b9240da610.html?utm_source=chatgpt.com)

ANSA – 138 pitoni sequestrati al porto di Ancona
[https://www.ansa.it/amp/umbria/notizie/2019/10/11/138-pitoni-sequestrati-da-gdf-e-dogane_4d552000-fefc-4ef0-a9a5-b613747a1545.html](https://www.ansa.it/amp/umbria/notizie/2019/10/11/138-pitoni-sequestrati-da-gdf-e-dogane_4d552000-fefc-4ef0-a9a5-b613747a1545.html?utm_source=chatgpt.com)

CARABINIERI – sequestro del rettilario clandestino a Sannicandro di Bari – 26 marzo 2026
[https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/informazioni/comunicati-stampa/c.i.t.e.s.-rinvenuti-esemplari-di-anaconda-pitoni-boa-e-un-caimano-nascosti-dietro-una-finta-parete](https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/informazioni/comunicati-stampa/c.i.t.e.s.-rinvenuti-esemplari-di-anaconda-pitoni-boa-e-un-caimano-nascosti-dietro-una-finta-parete?utm_source=chatgpt.com)

🆘 CERCANO CASA!📍MILANO E MONZA BRIANZA
15/09/2026

🆘 CERCANO CASA!
📍MILANO E MONZA BRIANZA

13/09/2026

A 13 anni, Chiocciola non pensava certo di dover ricominciare da capo. 💔

E invece eccola qui.
Dopo essere stata lasciata dai suoi proprietari, Chiocciola si è ritrovata improvvisamente in gattile. Un posto nuovo, odori nuovi, rumori nuovi… e nessuna delle certezze che aveva prima.
È triste, se ne sta un po' sulle sue, come se ancora non riuscisse a capire perché la sua vita sia cambiata così.

E forse è proprio questo che fa più male: pensare che dopo 13 anni una micia possa sentirsi improvvisamente senza più una casa, senza più il suo punto di riferimento. 🥺

Ma noi vorremmo che la storia di Chiocciola non finisse qui.
Chiocciola non cerca una casa perfetta. Cerca una persona che scelga lei. ❤️
Una persona che sappia guardare oltre i suoi 13 anni e oltre la sua paura di questo momento. Qualcuno disposto a darle tempo, pazienza e soprattutto la certezza che, questa volta, sarà per sempre.

Se pensate di poter essere voi la sua famiglia, venite a conoscerla.

Asilo del Cane
Viale Mazzini 140 Palazzolo Milanese
Tel 3454911110

CHIUDONO IL CONTROSOFFITTO, DENTRO RESTANO I PICCIONI: ORA SERVONO ACCERTAMENTILOMBARDIA – BRESCIA (BS) – 12/09/2026Dura...
13/09/2026

CHIUDONO IL CONTROSOFFITTO, DENTRO RESTANO I PICCIONI: ORA SERVONO ACCERTAMENTI

LOMBARDIA – BRESCIA (BS) – 12/09/2026

Durante l’esecuzione di lavori edili alcuni controsoffitti sarebbero rimasti aperti per un periodo sufficiente a consentire l’ingresso dei piccioni e la successiva nidificazione.

Alla chiusura delle aperture, una parte degli animali sarebbe rimasta intrappolata all’interno, compresi dei pulli. All’esterno gli adulti continuerebbero a tentare di raggiungere i nidi, mentre per gli esemplari rimasti nelle intercapedini il rischio è quello di morire per fame, sete o impossibilità di uscire.

La vicenda richiede innanzitutto di verificare chi abbia disposto ed eseguito la chiusura, se la presenza dei piccioni e dei nidi fosse già visibile o comunque conoscibile e quali verifiche siano state effettuate prima di sigillare gli accessi.

Dal 1° luglio 2025, a seguito della Legge n. 82/2025, il D.Lgs. 231/2001 comprende tra i reati presupposto anche alcuni delitti contro gli animali. Il nuovo art. 25-undevicies richiama, tra gli altri, l’uccisione di animali prevista dall’art. 544-bis c.p. e il maltrattamento di animali previsto dall’art. 544-ter c.p.

Questo comporta che, qualora dagli accertamenti emergesse una condotta penalmente rilevante commessa da soggetti inseriti nell’organizzazione dell’impresa nell’interesse o a vantaggio dell’ente, oltre alla responsabilità della persona fisica potrebbe essere valutata anche quella dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Naturalmente la responsabilità ex 231 non è automatica e deve essere verificata sulla base dei presupposti previsti dalla legge.
‼️Ma dopo la riforma del 2025, nei casi in cui un’attività imprenditoriale provochi la morte o il maltrattamento di animali, anche il profilo organizzativo e societario deve entrare negli accertamenti.

⚠️ Nel caso specifico, se vi sono ancora animali vivi nelle intercapedini, occorre consentirne il recupero prima che la situazione diventi irreversibile.

La chiusura di sottotetti, cavità e controsoffitti occupati da piccioni non può essere effettuata senza una preventiva verifica della presenza di adulti, nidi, uova o pulli. Anche le indicazioni adottate da amministrazioni pubbliche per il controllo dei piccioni prevedono espressamente che la chiusura dei siti di nidificazione venga effettuata evitando di intrappolare animali in cova o piccoli.

FONTE:
GIORNALE DI BRESCIA – “Piccioni «murati vivi» nel sottotetto di un palazzo”, via Malta, Brescia.
https://www.giornaledibrescia.it/

UNA COLONIA FELINA NON È UN POSTO DOVE SCARICARE CIBO E RIFIUTILOMBARDIA - LIMBIATE (MB) confini con SENAGO (MI) - 13/09...
13/09/2026

UNA COLONIA FELINA NON È UN POSTO DOVE SCARICARE CIBO E RIFIUTI

LOMBARDIA - LIMBIATE (MB) confini con SENAGO (MI) - 13/09/2026 - Stasera, accanto a una colonia felina regolarmente seguita, ci siamo accorti che un vano tecnico è stato utilizzato come immondezzaio.

Sacchetti, vaschette, contenitori sporchi e residui lasciati lì da chi arriva nel pomeriggio a distribuire cibo ai gatti senza alcun coordinamento con la tutrice della colonia.

Parliamo della classica “PIATTARA”: passa, lascia cibo di bassa qualità e avanzi di cucina, senza conoscere le condizioni sanitarie dei gatti, e poi lascia agli altri il compito di pulire.

STASERA ABBIAMO PULITO NOI.

La tutrice passa tutte le sere e segue questi gatti con continuità. Noi la accompagniamo quando possiamo. Gestire una colonia significa anche mantenere PULITA l’area, rispettare il quartiere, chi ci vive, chi ci lavora e chi consente che questi gatti possano essere seguiti senza creare conflitti con il territorio.

In questa colonia un gatto è già morto. Non attribuiamo quella morte a uno specifico alimento senza accertamenti, ma proprio per questo è inaccettabile che qualcuno continui a distribuire cibo indiscriminatamente senza conoscere condizioni, esigenze o eventuali terapie dei singoli gatti.

INVITIAMO LA PERSONA INTERESSATA A SMETTERLA

Ormai sappiamo quali siano i diversi punti del paese e dei paesi limitrofi nei quali svolge la stessa attività.

Niente più cibo lasciato senza accordarsi con chi gestisce le colonie.
Niente più contenitori abbandonati.
Niente più rifiuti infilati nei vani tecnici o lasciati sul territorio.

Perché oltre alla salute dei gatti c’è anche il rispetto dovuto al quartiere. Chi lascia sporco e rifiuti crea problemi, proteste e tensioni che poi ricadono sulle colonie e su chi le segue seriamente.

Alla prossima situazione documentata procederemo con segnalazione formale agli enti competenti e denuncia, ove ne ricorrano i presupposti.

L’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sono vietati dall’art. 192 del D.Lgs. 152/2006 e sanzionati dall’art. 255.

COMBATTIMENTI TRA CANIIL FENOMENO È DIFFUSO IN TUTTO IL PAESE🇮🇹 ITALIA – 12 SETTEMBRE 2026 - I combattimenti tra cani es...
12/09/2026

COMBATTIMENTI TRA CANI
IL FENOMENO È DIFFUSO IN TUTTO IL PAESE

🇮🇹 ITALIA – 12 SETTEMBRE 2026 - I combattimenti tra cani esistono ancora e sono diffusi su tutto il territorio nazionale.

È quanto emerge dal report “Io non combatto – Inquadramento del fenomeno criminoso”, elaborato nell’ambito del progetto promosso da Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem.

Le indagini ricostruite nel rapporto evidenziano reti operative interregionali e, in alcuni casi, collegamenti oltre i confini nazionali.

Ai combattimenti risultano associate anche altre attività criminali: traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e psicotrope, utilizzo di sostanze dopanti, gioco d’azzardo illegale, maltrattamento e detenzione degli animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

Il report documenta inoltre la presenza di minori durante i combattimenti.

DA DOVE ARRIVANO I CANI?

Bisogna ricostruire e controllare i canali che possono alimentare questi circuiti criminali.

ALLEVAMENTI ABUSIVI.
CESSIONI NON TRACCIATE.
ADOZIONI SENZA CONTROLLI.
STALLI IMPROVVISATI.
CANI CHE ENTRANO ED ESCONO DA STRUTTURE SENZA CHE SIA CHIARA LA LORO DESTINAZIONE.

Serve maggiore attenzione anche sulla tracciabilità delle adozioni provenienti da canili e rifugi, in particolare nelle realtà dove i controlli risultano più deboli o informali.

Chi prende il cane?
Dove viene portato?
A chi viene eventualmente ceduto?
Chi verifica cosa accade dopo l’adozione?

Non si tratta di criminalizzare canili, rifugi o volontari.

Si tratta di chiudere ogni falla che possa essere sfruttata da chi cerca cani da destinare ai combattimenti, alla riproduzione abusiva o ad altri circuiti criminali.

UN CANE AFFIDATO NON PUÒ SPARIRE DAI RADAR.

Servono controlli sulle cessioni, tracciabilità degli spostamenti e verifiche post-affido reali.

La legge n. 82 del 2025 ha introdotto nel codice di procedura penale l’articolo 260-bis, relativo all’affido definitivo degli animali sequestrati o confiscati.

Con la legge di bilancio 2026 è stato inoltre previsto uno stanziamento di 1 MILIONE DI EURO L’ANNO PER IL 2026 E IL 2027 per sostenere i costi di custodia e recupero comportamentale degli animali sequestrati nell’ambito dei combattimenti.

Ma per contrastare davvero il fenomeno bisogna prima di tutto FARLO EMERGERE.

SEGNALATE.
SEGNALATE.
SEGNALATE.

Cani con ferite ricorrenti.
Movimenti sospetti.
Allevamenti abusivi.
Cessioni anomale.
Animali che cambiano continuamente destinazione.
Adozioni senza verifiche.
Strutture nelle quali entrano ed escono cani senza una spiegazione chiara.

SE AVETE ELEMENTI CONCRETI, DENUNCIATE.
Ogni segnalazione può consentire alle autorità di ricostruire spostamenti, collegamenti e reti che altrimenti continuerebbero ad operare nell’ombra.

FACCIAMO EMERGERE IL FENOMENO.
DENUNCIATE.

FONTE
LIFEGATE: https://www.lifegate.it/combattimenti-tra-cani-italia-proteste

A BANNIA, VERGOGNA!
08/09/2026

A BANNIA, VERGOGNA!

Prima il veleno, poi le bastonate. E tutto contro un gatto conosciuto nel quartiere proprio per essere docile, affettuoso e buono con chiunque incontrasse.

È successo a Bannia, frazione di Fiume Veneto, in provincia di Pordenone. Un gatto domestico è stato trovato in condizioni gravissime dopo essere stato avvelenato e picchiato con un bastone.

Il suo piccolo corpo ha resistito per un soffio. È stato salvato da quella che sembrava ormai una morte certa, ma le conseguenze dell'aggressione sono pesanti: il micio è ancora in gravi condizioni e fa fatica persino a percorrere pochi passi.

I suoi proprietari hanno presentato una denuncia, mentre Serena, una loro vicina, ha deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto attraverso Facebook, facendo conoscere la vicenda anche al resto della comunità.

Adesso la speranza più grande è che questo gatto riesca a riprendersi e che venga fatta piena luce su quanto gli è successo.

È difficile comprendere quanta crudeltà serva per accanirsi in questo modo contro un animale che non rappresentava una minaccia per nessuno. Lui, nonostante tutto quello che ha subito, è ancora qui e sta combattendo per rimettersi in piedi.

Indirizzo

Milan

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