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26/01/2026

"Attività di sabotaggio, incendi dolosi attacchi alle infrastrutture, omicidi mirati di dissidenti in Europa. Gli esperti la chiamano guerra ombra, per sottolineare il carattere occulto o semi-occulto e il ruolo centrale dei servizi segreti russi. E un conflitto che resta sotto la soglia della guerra aperta, ma può essere distruttivo".

Sergio Germani direttore dell'Istituto Gino Germani, massimo esperto di Russia e guerra ibrida. "Dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Abbiamo notato un'escalation di metodologie sovversive per destabilizzare la nostra società dall'interno: disinformazione, uso della leva migratoria, cyber attacchi sono strumenti usati da diversi anni ma che negli ultimi tre sono diventati più violenti. E se ci sarà una pace percepita dai russi come un premio all'aggressione, sarà anche peggio. L'escalation aumentera".

C'è un legame diretto tra Ucraina e
guerra ombra in Europa?

"Certo. In Italia lo vediamo meno, ma in Germania, Lituania, Scandinavia, Polonia e Francia il fenomeno è più evidente. L'obiettivo e testare e trarre informazioni dalle reazioni europee.
Non è una guerra ad alta intensità, ma può causare danni enormi, come nel caso dei pacchi esplosivi trovati nel 2024 in Germania e Gran Bretagna, che potevano far saltare degli aerei".

Dobbiamo prepararci al peggio?

"L'escalation è sicura. L'élite russa, proveniente dai servizi, ritiene che una pace stabile con l'Occidente non sia possibile. Vive la guerra come una condizione permanente: ha la visione paranoica di un Occidente che li avrebbe umiliati e vorrebbe distruggerli, e di una Russia che deve tornare grande potenza e soggiogare i Paesi ex sovietici. Putin è sembrato per anni, allinizio, un modernizzatore autoritario, in realtà incarnava il risentimento verso l'Occidente per la perdita dell'Impero, e l'`idea propria della Chiesa ortodossa di un Occidente decadente e immorale".

Che cosa dobbiamo aspettarci?

"Un'ulteriore escalation. Ouesto loro testare tende a diventare più violento. È fondamentale che la Russia non percepisca di aver vinto in Ucraina. Se un accordo la premiasse, la guerra ibrida si intensificherebbe usando pure la criminalità. I servizi segreti russi sona abituati a reclutare dilinquenti comuni su Telegram e impiegano organizzazioni criminali. Wagner stessa una struttura mafosa transnazionale".

Quanto sono infiltrati in Europa e in Italia?

"Nel 2022 hanno subito un colpo con l'espulsione di centinaia di funzionari, ma restano reti di informatori e agenti di influenza, anche italiani. Hanno infiltrato il mondo mediatico. Continuano a reclutare collaboratori con coperture non diplomatiche. Dispongono di grandi risorse finanziarie e criminali".

L'Italia è vulnerabile?

"Sì. La guerra ibrida sfrutta le divisioni interne. Il movimento antagonista e le proteste violente controтIsraele pongono interrogativi: gli appoggi russi sono ipotesi coerenti con la logica della destabilizzazione. L'obiettivo non è invadere l'Europa, ma creare il caos. Si risponde con una deterrenza più aggressiva. Devono sapere che ogni azione ibrida avrà un costo. In questa direzione va il ministro Crosetto".

Quali rischi concreti esistono?

"Attacchi ai sistemi di pagamento, alle banche, alle infrastrutture critiche.
Possono mettere in ginocchio un Paese. Occorrono resilienza, deterrenza e un'architettura di sicurezza nazionale più coordinata. Usano immigrazione strumentale, disinformazione, sabotaggi, campagne di panico. Negli ultimi anni sono stati scoperti complotti per uccidere o rapire cittadini Ue. Anche in Italia ci sono persone sotto scorta, minacciate direttamente dai russi".

https://www.ilmessaggero.it/mondo/guerra_ibrida_putin_russia_italia_infiltrati_informatori_chi_sono_germani_esperto_servizi_segreti-9249190.html

11/08/2025
08/08/2025
04/08/2025

C’è una categoria diplomatica che ricorre sistematicamente nelle inchieste sulle influenze russe in Italia, sull’elusione delle sanzioni europee e sul riciclaggio: i consoli onorari della Federazione Russa.

Protetti da uno status semi-istituzionale e da relazioni capillari con l’apparato statale, questi soggetti agiscono come veri emissari del Cremlino. Da Nord a Sud, gestiscono contatti, promuovono iniziative culturali e commerciali, indirizzano risorse e facilitano operazioni che favoriscono l’economia di guerra russa, aggirando vincoli internazionali.

Il caso più emblematico si trova nel Nord-Est, a Verona, dove Antonio Fallico – già numero uno di Banca Intesa in Russia – è console onorario della Federazione Russa e fondatore dell’Associazione Conoscere Eurasia. Dal Forum Economico Eurasiatico di Verona, poi traslocato a Baku a causa delle sanzioni, è diventato un punto di riferimento per oligarchi e operatori economici russi, contribuendo a creare canali alternativi per il commercio e la finanza attraverso triangolazioni con Bosnia, Turchia e Azerbaigian.

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Via Alessandro Tadino, 18
Milan
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