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L’abitazione realizzate da Daria Sheina  nelle foreste dell’isola di Keats, posta all’apertura della baia di Howe, a cir...
28/05/2026

L’abitazione realizzate da Daria Sheina nelle foreste dell’isola di Keats, posta all’apertura della baia di Howe, a circa trenta km da Vancouver, è stata completata in due giorni a partire da elementi prefabbricati con una tecnologia CLT trasportati in loco prima via nave e poi in elicottero. Sviluppata su tre livelli, la casa massimizza la superficie edificabile giocando con l’interazione tra i due volumi geometrici ruotati che permette di ottenere una copertura trasparente, aperta verso il cielo, e una porzione di superficie inclinata perfetta per l’allocazione dell’impianto fotovoltaico. La struttura, completamente realizzata in pannelli di legno massiccio senza uso di acciaio, è rivestita di cedro rosso occidentale che, con la patina del tempo, prenderà il colore dei tronchi delle conifere circostanti. Autosufficiente energeticamente, presenta interni minimalisti caratterizzati da finiture di legno a vista e pavimenti in Marmoleum verde che riprendono il colore del muschio esterno.

The house constructed by Daria Sheina in the forest on Keats Island, located at the mouth of Howe Sound about thirty kilometres from Vancouver, was built in just two days from prefabricated elements made using CLT technology and transported to the site first by barge and then by helicopter. On its three levels, the house maximizes the area available for construction through the interplay of two rotated geometric volumes that creates a transparent roof opening towards the sky as well as an inclined surface perfectly suited for the installation of the photovoltaic system. The structure, built entirely from panels of mass timber without the use of any steel, is clad in Western red cedar that will take on the colour of the trunks of the surrounding conifer trees as it ages. Self-sufficient in energy, the cabin features minimalist interiors that are characterized by finishes of exposed wood and floors of green Marmoleum that echo the colour of the moss outside.

Photos: Andrew Latreille 
Words: Luca Maria Francesco Fabris

È un raffinato equilibrio tra tecnologia e design la nuova minipiscina a sfioro Drip di Treesse. Perfetta in&outdoor. Pa...
28/05/2026

È un raffinato equilibrio tra tecnologia e design la nuova minipiscina a sfioro Drip di Treesse. Perfetta in&outdoor. Partnership pubblicitaria con Treesse

È un raffinato equilibrio tra tecnologia e design la nuova minipiscina a sfioro Drip di Treesse. Perfetta in&outdoor

Appuntamento domani 28 maggio alle 18 al Casva di Milano (via Isernia 5): Orsina Simona Pierini, Giampiero Bosoni e Sara...
27/05/2026

Appuntamento domani 28 maggio alle 18 al Casva di Milano (via Isernia 5): Orsina Simona Pierini, Giampiero Bosoni e Sara Banti presentano il libro 'I colori delle case'.

Ha una presenza decisa la casa cubica realizzata dallo studio Forma .ny a Hillsdale, tra le colline della Hudson Valley....
22/05/2026

Ha una presenza decisa la casa cubica realizzata dallo studio Forma .ny a Hillsdale, tra le colline della Hudson Valley. Eppure il suo impatto sul paesaggio è sorprendentemente minimo: è una piccola opera d’arte abitabile. Con un’impronta a terra di soli 65 mq, l’abitazione su tre livelli - living a doppia altezza più cucina e tre camere da letto con bagno - è rivestita esternamente da tavole di cedro scurito. A ovest l’allineamento delle aperture svela la zona notte, definendo una facciata compatta e saldamente ancorata al terreno. A est la composizione si fa invece più dinamica e rivela soluzioni inattese. Come un origami, il cubo sembra infatti smaterializzarsi lungo le diagonali, dando vita ad aperture pentagonali in corrispondenza della zona giorno e del portico. Lasciato al vivo, questo spazio-filtro introduce al gioco di contrasti che oppone l’involucro - dalle tonalità fredde e cupe - ai caldi e accoglienti interni, caratterizzati da superfici di legno naturale.

The cubic house built by the FORMA studio at Hillsdale, amongst the hills of the Hudson Valley, has a decided presence. And yet its impact on the landscape is surprisingly minimal: it is a small inhabitable work of art. With a footprint of just 65 square metres, the house - clad on the outside with dark cedar siding - is organized over three levels: a double-height living room with kitchen, and three bedrooms with bathroom. To the west the alignment of the openings reveals the sleeping area, defining a compact front firmly anchored to the ground. To the east the composition grows more dynamic and reveals unexpected solutions. Like a piece of origami, the cube seems in fact to be dematerialized along diagonals, creating pentagonal openings around the living area and the porch. Left without borders, this filter space introduces the play of contrasts that opposes the envelope – with its cold and dark tones – to the warm and cosy interiors, characterized by surfaces of natural wood.

Words: Maria Chiara Virgili
Photos: Devon Banks

Flessibile e riconfigurabile, il complesso polifunzionale Mobilis ad Anderlecht ha guadagnato la certificazione Breeam O...
22/05/2026

Flessibile e riconfigurabile, il complesso polifunzionale Mobilis ad Anderlecht ha guadagnato la certificazione Breeam Outstanding. Grazie alle scelte in materia energetica e alle facciate vetrate di AGC Glass Europe. Partnership pubblicitaria con AGC Glass Europe

Il complesso polifunzionale Mobilis ha guadagnato la certificazione Breeam Outstanding. Anche grazie alle facciate vetrate di AGC Glass Europe

Austriaco, classe 1989, .gallee appartiene a quella generazione di designer che usa la materia come strumento analitico ...
20/05/2026

Austriaco, classe 1989, .gallee appartiene a quella generazione di designer che usa la materia come strumento analitico più che come mezzo espressivo. Dallo studio di Rotterdam, aperto nel 2017, sviluppa una ricerca al confine tra design, scultura e artigianato, in cui il processo ha un peso pari, se non superiore, al risultato finale. La resina, ultimamente, è al centro del suo lavoro. Non come materiale da stampo, ma come corpo solido da scolpire: blocchi pieni modellati con frese, scalpelli e carteggiature, in un procedimento più vicino alla lavorazione della pietra che alle tecniche industriali. La luce – integrata con Led ad alta efficienza e calcolata con software ottici – attraversa il materiale generando rifrazioni interne, gradienti e vibrazioni cromatiche. «La forma è un risultato», racconta, «guidata dal modo in cui la luce ‘danza’ nella resina». In parallelo, Gallée porta avanti un lavoro sul legno. Anche qui la tecnica è ibrida: incisioni laser sul massello e un lungo lavoro di pittura a strati, mascherature e vernici.

Austrian, born in 1989, Laurids Gallée belongs to the generation of designers who use material as an analytical tool, rather than as a simple means of expression. In his studio in Rotterdam, opened in 2017, he carries out research on the borderline between design, sculpture and craftsmanship in which the process has as much weight as the end result, if not more. Recently resin has been the focus of his work. Not as a material for use in moulds, but as a solid block to be sculpted: modelled with cutters, scalpels and sandpaper, in a procedure closer to the working of stone than to industrial techniques. Light – supplied by high-efficiency LEDs and calculated using optical software – passes through the material, generating internal refractions, gradients and chromatic vibrations. “The resulting form,” he says, “is guided by the way in which the light ‘dances’ in the resin.” In parallel, Gallée works with wood as well. Here too the technique is hybrid: laser-cut solid wood and a long time spent painting in layers and applying masks and varnishes.

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Asta benefica presso lo studio Park, in via Garofalo 31 a Milano. Giovedì 21 maggio dalle 18,30 alle 19,30 verranno batt...
18/05/2026

Asta benefica presso lo studio Park, in via Garofalo 31 a Milano. Giovedì 21 maggio dalle 18,30 alle 19,30 verranno battuti pezzi selezionati di The Meanwhile Club, sedute progettate dal collettivo Park ed edizioni speciali realizzate con diversi partner creativi. Il ricavato sosterrà i programmi educativi di Associazione Mercurio. Per confermare la presenza: [email protected].

Nel cuore del 751 D·Park di Pechino, un’ex centrale a carbone del 1954 si trasforma in The Future Ruin, il flagship stor...
14/05/2026

Nel cuore del 751 D·Park di Pechino, un’ex centrale a carbone del 1954 si trasforma in The Future Ruin, il flagship store del marchio di biciclette Aitashop firmato da . Il progetto non si limita a riconvertire un impianto industriale, ma indaga la possibilità di far convivere commercio, tecnica e socialità all’interno di una rovina contemporanea, preservata nella sua forza materica. Il sito conserva una massa imponente di infrastrutture: tubazioni, torri, superfici ossidate. «Siamo stati colpiti dalla ruvidità dell’archeologia industriale, da quei dieci serbatoi di desolforazione monumentali, fermi come testimoni del passato», spiegano gli architetti Yihan Xiang e Angela Lindahl. Così i dieci serbatoi diventano presenze scultoree attorno a cui si costruisce l’Experience Hub, la zona retail, e altri volumi accolgono camerini e servizi realizzati con materiali tipici del ciclismo. Aitashop è un luogo dove acquistare, riparare, sostare, mentre la rovina, lontana dall’essere un limite, si fa filtro culturale.

At the heart of 751 D·Park in Beijing, a former coal gas plant built in 1954 has been turned into The Future Ruin, flagship store of the AITASHOP cycling brand designed by the Yatofu Creatives office. The project was not limited to the conversion of an industrial facility, but investigated the possibility of combining commerce, technology and sociality inside a contemporary ruin, with its material force left intact. The site still has an imposing amount of infrastructure: pipes, towers, oxidized surfaces. “We were struck by the rough texture of the industrial archaeology, by those ten towering desulfurization tanks, standing there as witnesses to the past,” explain architects Yihan Xiang and Angela Lindahl. So the ten tanks became sculptural presences around which the retail area known as the Experience Hub was constructed, and other volumes house fitting rooms and bathrooms, realized with materials typical of cycling. AITASHOP has become a meeting point, a place in which to hang out as well as buy and repair things, while the ruin, far from being a limitation, acts as a cultural filter.

✍️ Luca Trombetta
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Ci sono voluti quasi 20 anni per completare la nuova stazione ferroviaria di Mons, in Belgio. Il concorso del 2006, vint...
07/05/2026

Ci sono voluti quasi 20 anni per completare la nuova stazione ferroviaria di Mons, in Belgio. Il concorso del 2006, vinto da Santiago Calatrava, prevedeva solo un ponte pedonale per collegare il centro storico al quartiere Les Grands Prés, oltrepassando il vecchio edificio. L’arrivo dell’Alta Velocità e la demolizione del fabbricato hanno però portato a una revisione del progetto e alla realizzazione di un nuovo hub intermodale. Calatrava elabora una soluzione in cui si avvale della sua esperienza di architetto-ingegnere. La lunga galleria che sovrasta e serve le banchine si trasforma in opera scultorea grazie all’abilità di plasmare acciaio, vetro e arenaria blu del Belgio. Il bianco totale si contamina poi di suggestioni: le pensiline gemelle d’ingresso ricordano quelle della fermata della metro parigina di Guimard, mentre la galleria si ispira alle Galeries Royales Saint-Hubert di Bruxelles. La stazione pulsa di modernità retro-futurista e pare la versione contemporanea di una composizione Art Nouveau.

It has taken almost 20 years to bring to completion the new railway station of , Belgium. The competition staged in 2006, won by , called only for the construction of a footbridge to connect the historic centre of the city with the new district of Les Grands Prés, passing over the old building. However, the arrival of high-speed rail and the demolition of the existing structure led to a revision of the project and the construction of a new intermodal hub. Calatrava came up with a solution in which he drew on his experience as architect-engineer. The long gallery spanning and serving platforms becomes a sculptural work thanks to the ability to shape steel, glass, and Belgian Bluestone. The all-white colour scheme is infused with evocative references: the grand twin canopies at the entrance recall those of Guimard’s Paris Métro stop, while the gallery echoes the Galeries Royales Saint-Hubert in Brussels. The station pulsates with retro-Futurist modernity, looking like a contemporary version of an Art Nouveau composition.

✍️ Luca Maria Francesco Fabris
📸 Oliver Schuh/Palladium Photodesign

Indirizzo

Via Rizzoli 8
Milan
20132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+390225843420

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