19/07/2026
Il primo pensiero è stato rispondere “poco professionale sarà tua sorella “, poi ho pensato invece che fosse una buona occasione per spiegare/raccontare come e perché le radio d’estate vanno in giro.
Primo (rispondo seguendo l’ordine del messaggio): no, non paga l’editore. Semmai ci guadagna. Se le radio vanno in giro è perché ci sono degli sponsor che pagano perché noi lo facciamo.
Non mi risulta che si paghi un abbonamento per sentirci, quindi in qualche modo dovremo pur mantenerci.
Secondo: si, siamo stanchi. E allora?
Qualunque lavoro fatto con costanza e impegno come il nostro richiede un dispendio di energia, fisica ma soprattutto mentale.
Terzo: sì, qualcuno in radio c’è ancora, ma non vedo quale sia la differenza nell’ascoltare un programma dagli studi di Milano o Roma o da uno dei tanti luoghi dove possiamo andare, specie se questo ci permette di coprire i palinsesti estivi.
Dà forse fastidio sentire una voce felice?!?
Quarto: ripeto, poco professionale puoi dirlo a chi vuoi ma non a noi.
Io per esempio detesto trasmettere da un luogo che non sia lo studio, ho bisogno del mio equilibrio perfetto tra quello che sento e quello che esce, ma se serve per far funzionare una situazione mi adatto e cerco di dare il mio meglio.
In sintesi: le radio (tutte) vanno in esterna d’estate perché lo chiedono gli sponsor e anche (noi) perché ce lo chiedono gli ascoltatori.
Ovvio che potendo scegliere preferiamo andare in un bel posto…
Voi non lo fareste?