Satisfiction

Satisfiction La rivista di critica letteraria che rimborsa ideata e diretta da Gian Paolo Serino.

Che cosa può ancora suscitare il sentimento del sublime nel paesaggio contemporaneo? È questa la domanda da cui prende a...
01/07/2026

Che cosa può ancora suscitare il sentimento del sublime nel paesaggio contemporaneo? È questa la domanda da cui prende avvio l’introduzione a Il sublime circostante. Esperienze del limite nel paesaggio contemporaneo, volume che raccoglie undici racconti accompagnati da un saggio di Fiammetta Palpati dedicato alla possibilità di riconoscere il sentimento del sublime nei luoghi ordinari del nostro presente e seguiti da una postafazione di Giulio Mozzi.


Che cosa può ancora suscitare il sentimento del sublime nel paesaggio contemporaneo? È questa la domanda da cui prende avvio l’introduzione a Il sublime circostante. Esperienze del limite nel paesaggio contemporaneo, volume che raccoglie undici racconti accompagnati da un saggio di Fiammetta Pal...

L’analisi del capitolo VII di Casa d’altri di Silvio D’Arzo si concentra su molteplici livelli: narrativo, simbolico, li...
01/07/2026

L’analisi del capitolo VII di Casa d’altri di Silvio D’Arzo si concentra su molteplici livelli: narrativo, simbolico, linguistico e psicologico. Questo capitolo rappresenta un punto di svolta nel racconto e uno dei momenti di massima intensità drammatica e psicologica.


VII CAPITOLO L’analisi del capitolo VII di Casa d’altri di Silvio D’Arzo si concentra su molteplici livelli: narrativo, simbolico, linguistico e psicologico. Questo capitolo rappresenta un punto di svolta nel racconto e uno dei momenti di massima intensità drammatica e psicologica. Sintesi La...

Hurbinek non ebbe relazioni familiari o sociali e morì che non aveva quattro anni.
30/06/2026

Hurbinek non ebbe relazioni familiari o sociali e morì che non aveva quattro anni.

Hurbinek non ebbe relazioni familiari o sociali e morì che non aveva quattro anni. Levi ha scritto della sua volontà di esprimersi con lo sguardo, che diceva l’incapacità di parlare: “La parola che gli mancava, e che nessuno si era curato di insegnargli, il bisogno della parola, premeva nel s...

Pur avendo appuntamento con Reger soltanto per le undici e mezzo al Kunsthistorisches Museum, mi trovai là fin dalle die...
30/06/2026

Pur avendo appuntamento con Reger soltanto per le undici e mezzo al Kunsthistorisches Museum, mi trovai là fin dalle dieci e mezzo per poterlo finalmente osservare, come già da tempo mi ero ripromesso, senza alcun disturbo e da un'angolazione possibilmente ideale, scrive Atzbacher. Poiché di mattina il suo posto riservato è nella cosiddetta Sala Bordone di fronte all'Uomo dalla barba bianca di Tintoretto, sulla panca rivestita di velluto dove ieri, dopo avermi illustrato la sonata chiamata Tempesta, ha continuato la sua conferenza sull'Arte della fuga da prima di Bach fino a dopo Schumann, come lui la definisce, pur non avendo fatto altro, spinto dal suo estro, che parlare di Mozart e non di Bach, io dovetti appostarmi nella cosiddetta Sala Sebastiano; a malincuore fui dunque costretto, per poter osservare Reger davanti all'Uomo dalla barba bianca di Tintoretto, a sorbirmi Tiziano..

Thomas Bernhard, Antichi maestri
(Traduzione: Anna Ruchat)

È in libreria Il direttore rompiscatole Storie della mia vita di Vittorio Feltri con Alessandro Gnocchi (Foglio Edizioni...
30/06/2026

È in libreria Il direttore rompiscatole Storie della mia vita di Vittorio Feltri con Alessandro Gnocchi (Foglio Edizioni 2026, pp. 192, € 18,00).
Carlo Tortarolo

“Se scrivi quello che pensano tutti, sei inutile. Il giornale deve essere un pugno nello stomaco, non una carezza sul viso. Ma gli editori oggi hanno troppi interessi collaterali: banche, assicurazioni, appalti. Come vuoi che siano liberi? L’unico editore libero è quello che vive solo di copie ...

"E ora a noi due!" mi dico, mentre l'aeroporto d'Orly, sommesso e complice come un felino che fa le fusa - un aerogatto ...
29/06/2026

"E ora a noi due!" mi dico, mentre l'aeroporto d'Orly, sommesso e complice come un felino che fa le fusa - un aerogatto internazionale - mi consegna in prima assoluta a Parigi. Un maggiordomo travestito da flic mi addita un benevolo tassì, attraverso una periferia tipo torinese affabile, immersa in un'aria densa, evidentemente importata da Roma. La condizione d'italiano espatriato attiva il complesso dell'orfano sannita, un che di sventurato e diffidente, di irto e rusticamente astuto. Arrivo a Parigi fornito di aspirina, Focillon, cavigliera, temperino (arma impropria?) e guida rilegata in plastica: dopo tutto, D'Artagnan aveva di meno.

Giorgio Manganelli, L'orfano sannita scopre Parigi

Proponiamo un racconto inedito di
29/06/2026

Proponiamo un racconto inedito di

La legge lo diceva chiaro: dovevo morire! Durante l’assedio degli ateniesi il cibo scarseggiava. I bimbi strillavano per la fame. L’acqua nei pozzi diminuiva in modo preoccupante. Gli assedianti non risparmiavano le torture più crudeli verso chi tentava di fuggire. Davano l’esempio lasciandol...

Il quarto capitolo di Casa d’altri è un punto di svolta profondo, quasi un ritorno del rimosso, in cui ciò che fino ad a...
29/06/2026

Il quarto capitolo di Casa d’altri è un punto di svolta profondo, quasi un ritorno del rimosso, in cui ciò che fino ad allora era solo un’ossessione muta e remota diventa finalmente presenza reale.


IV CAPITOLO Il quarto capitolo di Casa d’altri è un punto di svolta profondo, quasi un ritorno del rimosso, in cui ciò che fino ad allora era solo un’ossessione muta e remota diventa finalmente presenza reale. È qui che l’incontro con Zelinda – la “vecchia della capra e degli stecchi”...

Subito, Istanbul si annuncia come un percorso nella memoria di Pamuk a partire dall’infanzia, dal territorio incerto e “...
28/06/2026

Subito, Istanbul si annuncia come un percorso nella memoria di Pamuk a partire dall’infanzia, dal territorio incerto e “romanzesco” dei ricordi più lontani, quando l’autore era convinto che in città vivesse un altro Orhan, del tutto simile a lui, in una casa simile alla sua.

La memoria e la città

Nella seconda metà degli anni Sessanta mi recavo di frequente, in parte per motivi di studio, in parte per altre ragioni...
26/06/2026

Nella seconda metà degli anni Sessanta mi recavo di frequente, in parte per motivi di studio, in parte per altre ragioni a me stesso non ben chiare, dall'Inghilterra al Belgio, a volte solo per un giorno o due, a volte per parecchie settimane. Durante una di quelle puntate in Belgio che - questa era allora la mia impressione - mi portavano in terre sempre molto lontane, capitai anche, in una scintillante giornata di inizio estate, ad Anversa, città che fino a quel momento conoscevo soltanto di nome. Già all'arrivo, mentre sferragliando il treno avanzava lentamente sotto la volta buia della stazione, dopo aver attraversato un viadotto dalle strane torrette a guglia su entrambi i lati, fui subito colto da un senso di malessere che, per tutto il tempo trascorso quella volta in Belgio, non mi avrebbe più abbandonato.

Winfrid G. Sebald, Austerlitz
(Traduzione: Ada Vigliani)

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