08/09/2026
Con 7 milioni di iscritti, più di 3.600 video e milioni di visualizzazioni su Youtube, i Me Contro Te sono indubbiamente diventati una presenza enorme nella vita di tantissimi bambini italiani. Un po’ come lo erano un tempo i protagonisti di Nickelodeon o Disney Channel.
Solo che c’è una differenza importante, e non riguarda semplicemente il fatto che siano cambiate le generazioni.
Noi vedevamo il prodotto finito. Oggi, invece, anche il dietro le quinte è diventato parte del prodotto: la casa, i viaggi, la relazione, la proposta di matrimonio e, alla fine, persino il matrimonio stesso.
È difficile immaginare quanto possa essere potente una cosa del genere per un bambino. Hai seguito queste due persone per anni, hai visto i loro video, commentato, messo like, comprato magari i loro giochi. Poi un giorno puoi andare davvero al loro matrimonio.
Se fossi un bambino oggi, probabilmente mi gaserei tantissimo anche io.
E infatti il problema non sono nemmeno i genitori che comprano il biglietto, perchè stanno semplicemente cercando di fare felice il proprio figlio.
La domanda interessante è un’altra: che idea di intrattenimento stiamo costruendo per quei bambini?
I contenuti per l’infanzia hanno sempre avuto dietro un business gigantesco, inutile negarlo.
Ma almeno, in mezzo a tutto questo, si provava a raccontare qualcosa: l’amicizia, il coraggio, l’amore, la crescita (c’è da ammetterlo: non sempre questo accadeva, ma almeno ci si provava).
Non credo che i Me Contro Te abbiano fatto un pessimo lavoro da questo punto di vista, soprattutto se piacciono così tanto anche ai genitori. Solo che poi arriva la tentazione del “sacro e divino content”: qualunque cosa tenga alta l’attenzione può diventare materiale da pubblicare, e la bussola finisce inevitabilmente per puntare verso ciò che genera più visualizzazioni e più soldi.
E se quei soldi arrivano dalla tua vita privata e sei disposto a “venderla”, probabilmente hai fatto jackpot.
A cura di Antonio Forte