22/09/2026
Uno studente delle scuole superiori si accosta a una piccola sezione politica. All’esterno nessuna insegna, solo una porta stretta. Bisogna piegarsi per entrare, e poi lasciare i telefoni spenti su uno scaffale. Su una parete in alto tre foto in bianco e nero. A destra Léon Degrelle, politico e militare belga, collaborazionista del nazismo e mito della lotta al comunismo. Più al centro Corneliu Zelea Codreanu, martire romeno del nazionalismo radicale. Accanto c’è un volto che non ha bisogno di presentazioni: Benito Mussolini.
In quella stanza si incontrano i camerati: preparazione continua, discussioni di geopolitica, filosofia, organizzazione di dibattiti, stesura di articoli. Non interessa il gioco democratico, non interessa il compromesso. «Siamo una milizia. E le nostre armi sono lo studio, la formazione, la memoria». E ancora: «Questa non è la giovanile di un partito qualsiasi. Lì contano solo i selfie e i sorrisi ai comizi. Dei sorrisi noi, qui dentro, ce ne freghiamo. Dobbiamo studiare e combattere».
Andrea Oriente è uno scrittore di ventiquattro anni che racconta in prima persona l’adesione di un ragazzo a un’associazione neofascista. Questo suo esordio è un tentativo di andare oltre l’autobiografia, di spingere la finzione verso una forma di verità concreta, prepotente, severa, per rappresentare nei corpi, nello sguardo verso il mondo e verso se stessi, la tentazione dell’obbedienza e della sovversione.
“La nostra giovinezza” mostra il fascino e l’attrazione della politica spogliata di ogni ornamento: il bisogno di appartenenza, il vuoto che chiede di essere riempito, la fame di esserci, di contare qualcosa. Il protagonista aderisce, asseconda, si trasforma grazie a regole non scritte, prove fisiche, rituali e punizioni. In quella fatica, in quel dolore, esplode l’energia di un adolescente pronto ad accettare la sfida: cambiare se stessi, uccidere la noia, abbattere il sistema.
“La nostra giovinezza” di Andrea Oriente , edito da Sellerio editore, è da oggi in libreria.