23/08/2026
Ci ha lasciato Rosellina Archinto, a 93 anni, dopo una vita trascorsa a inventare libri, case editrici, incontri e possibilità.
Lei ha scelto, in un’epoca in cui alle donne erano assegnati ruoli già scritti, di diventare editrice. Ed editrice per un pubblico che il mondo culturale considerava di serie B: i bambini e le bambine.
Ha poco più trent’anni quando, nel 1963, fonda Emme Edizioni (“M” come il suo cognome da ragazza, Marconi). Ha già cinque figli e non trova libri abbastanza belli per loro.
Nasce da qui, da un disagio, un progetto culturale radicale: decidere che l’infanzia merita libri importanti. Significa prendere sul serio lo sguardo delle creature, la loro intelligenza, la loro capacità di comprendere immagini, forme, colori, silenzi.
Rosellina Archinto prende quel che viene considerato secondario e lo mette al centro.
La sua Emme Edizioni trasformerà il libro per l’infanzia in un oggetto artistico, grafico e letterario.
Un libro può essere esperienza, non lezione. Non sono soltanto scelte estetiche: sono modi di educare alla libertà. Archinto lo capisce molto prima che diventi una formula.
Gli editori sono spesso invisibili dietro gli autori.
Le editrici, ancora di più.
Rosellina Archinto è stata una editrice, che ha esercitato il potere di scegliere. Scegliere cosa leggere, cosa pubblicare, con chi lavorare. Non si è limitata a entrare in un mondo costruito da altri.
Ne ha costruito uno suo. Che ha fatto spazio alle creature piccole, a immagini nuove, alla differenza, alla curiosità.