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Lunedì 21 settembre, alle 17.30, la Libreria Bocca dal 1775  di Milano ospiterà un incontro speciale. La curatrice Deian...
19/09/2026

Lunedì 21 settembre, alle 17.30, la Libreria Bocca dal 1775 di Milano ospiterà un incontro speciale. La curatrice Deianira Amico presenterà il volume «Cercle et Carré. Arte e architettura a Parigi nel 1930» dialogandone con Paolo Repetto e Giorgio Lodetti.
Sarà possibile seguire l'evento sul canale YouTube Libreria Bocca dal 1775

Sabato 19 settembre alle 17.30, nel Chiostro del Convento degli Agostiniani di Certaldo, si terrà il terzo appuntamento ...
17/09/2026

Sabato 19 settembre alle 17.30, nel Chiostro del Convento degli Agostiniani di Certaldo, si terrà il terzo appuntamento di «Dialoghi nel Chiostro», incentrato su Antoni Gaudí. Gli studenti del liceo Enriques di Castelfiorentino, guidati dalla professoressa Elisabetta Pieri, leggeranno estratti dal nostro libro Antoni Gaudí, «Scritti e pensieri». A seguire, dibattito con il curatore Luca Nannipieri

«Cosa credete che sia un artista? Un imbecille che non ha che occhi se è pittore, orecchie se è musicista, una lira a og...
01/09/2026

«Cosa credete che sia un artista? Un imbecille che non ha che occhi se è pittore, orecchie se è musicista, una lira a ogni piano del cuore se è poeta, o, se è un pugile, solo dei muscoli? Al contrario, egli è al tempo stesso un essere politico, costantemente vigile dinanzi ai laceranti, ardenti o dolci accadimenti del mondo, e che si modella completamente a loro immagine. Come ci si potrebbe disinteressare degli altri uomini? E in virtù di quale eburnea indifferenza ci si distaccherebbe da una vita che gli stessi uomini donano così generosamente? No, la pittura non è fatta per decorare gli appartamenti, è uno strumento di guerra contro il nemico, offensivo e difensivo».

«A noi soltanto interessa conoscere come, di fronte all’abbaco meccanico dell’oriente, che dell’antichità ha conservato ...
23/06/2026

«A noi soltanto interessa conoscere come, di fronte all’abbaco meccanico dell’oriente, che dell’antichità ha conservato qualche astuzia artigiana ma ha perso affatto la pressione sentimentale, stia invece quella macerazione romanzesca dei mirabilia del mondo antico entro il sentire violento, la forma pateticamente inclinata dei romanici d’occidente fra cui figurano, ciascuno a suo modo, anche i pochi grandi dugentisti italiani. Ed è al punto del loro esito, tremendamente desolato nella sua grandezza, che si pone ed apre il problema, ormai non tanto stilistico quanto mentale, e in tutto spirituale, di Giotto giovane: un problema da non conchiudersi che con il rinnegamento della tristezza storica di quella cultura; con un congedo definitivo dall’“Ytalia” vetusta e rovinosa dipinta da Cimabue nella volta di Assisi».

Oggi, 9 giugno, alle 18.00, la Libreria Bocca dal 1775  di Milano ospiterà un incontro speciale. Il curatore Luca Nannip...
08/06/2026

Oggi, 9 giugno, alle 18.00, la Libreria Bocca dal 1775 di Milano ospiterà un incontro speciale. Il curatore Luca Nannipieri presenterà il volume «Scritti e pensieri» di Antoni Gaudí dialogandone con Paolo Repetto e Giorgio Lodetti.
Sarà possibile seguire l'evento sul canale YouTube

«Le grandi chiese non sono mai state l’opera di una sola persona. […]Il respiro religioso è quello che apre sempre a qua...
02/06/2026

«Le grandi chiese non sono mai state l’opera di una sola persona. […]
Il respiro religioso è quello che apre sempre a quanto di più grandioso possa esserci, poiché il suo orizzonte è il mistero».

Il volume offre una selezione degli scritti e dei pensieri di Antoni Gaudí (1852-1926), articolata attraverso i concetti chiave fondamentali per comprenderne la visione, l’ingegno e la verticalità spirituale. Elementi che hanno reso l’architetto spagnolo non solo il protagonista del movimento del modernismo catalano, che ha cambiato il volto della città di Barcellona, ma anche una figura venerabile per il cattolicesimo, animata da una fede fattasi sacrificio, invocazione, perseveranza e condivisione. Capolavori come Casa Milà, Casa Battló, Park Güell, Casa Vicens, Casa Calvet e soprattutto la sfida monumentale della Sagrada Familia (edificata grazie a libere donazioni), vengono così illuminati dalle parole dell’artista. La raccolta spazia dai migliori scritti giovanili sulla decorazione agli epistolari, dal quaderno di annotazioni alle relazioni dei progetti per le piazze e i viali di Barcellona, fino alle disamine storiche e religiose sulla sepoltura dei defunti nella cripta della Sagrada Familia e alle frasi apodittiche dispensate agli allievi.
Emergono così i motivi per cui dopo la sua morte accidentale (fu investito da un tram) migliaia di persone accorsero alle esequie per rendergli l’estremo saluto, e che lo rendono ancora oggi una figura imprescindibile per la cultura europea tra fine Ottocento e inizio Novecento.
A cura di Luca Nannipieri

«Percorrendo la varia, vasta superficie della nostra madre terra, ho visto che solo laddove l’uomo edificò le sue opere ...
02/06/2026

«Percorrendo la varia, vasta superficie della nostra madre terra, ho visto che solo laddove l’uomo edificò le sue opere migliori e la ragionevolezza creò la bellezza e la bellezza fu ragionevolezza, troviamo costruzioni fatte dal popolo seguendo le proprie idee – fedeli al tempo, al luogo, all’ambiente e all’uso. Le potremmo definire costruzioni popolari.
È impossibile non avvertire che, a parte le realizzazioni nei campi sanitario, igienico e meccanico, la cultura accademica occidentale non ha avuto molto più che un’influenza distruttiva sull’amore che è bellezza e sulla bellezza che è amore, sempre e ovunque questo amore abbia cercato una forma.
Il buon senso che, solo, può dar vita alla bellezza nella coscienza dell’oggi giace lì, morto.
Tuttavia nell’era moderna, l’arte, la scienza e la religione si uniranno, e l’unità raggiunta avrà il suo centro nell’architettura organica. Quale sarà l’estensione di questa circonferenza? Chi lo può dire?
Credo sia venuto il momento in cui la bellezza, perché integra, debba avere un significato, un significato superiore non solo per i nostri giorni ma per tutti i tempi.
La civiltà del denaro si avvicina alla sua fine inevitabile».

Oggi, 11 maggio, presso la Libreria Bocca dal 1775 di Milano, alle 18.00, Silvana Borutti e Giovanni Scibilia dialoghera...
06/05/2026

Oggi, 11 maggio, presso la Libreria Bocca dal 1775 di Milano, alle 18.00, Silvana Borutti e Giovanni Scibilia dialogheranno del loro «Mark Rothko. Genoforme» con Paolo Repetto e Giorgio Lodetti.
L'evento è a porte chiuse, ma sarà possibile seguirlo sul canale YouTube

Nel clima inquieto apertosi con la crisi del 1929 e in una scena artistica attraversata da internazionalismo e migrazion...
28/04/2026

Nel clima inquieto apertosi con la crisi del 1929 e in una scena artistica attraversata da internazionalismo e migrazioni, nasce a Parigi «Cercle et Carré», rivista che si propone come luogo di riflessione sul ruolo del pensiero razionale nei processi costruttivi dei linguaggi artistici. Fondata da Michel Seuphor e Joaquín Torres-García (due outsider della scena culturale dell’epoca), riunisce pittori, architetti, cineasti e poeti che, pur muovendo da posizioni differenti, condividono l’urgenza di pensare l’opera oltre l’orizzonte dell’espressione soggettiva.
Più che il manifesto di un gruppo compatto, «Cercle et Carré» si configura come un campo di tensioni, attraversato dal confronto fra intuizione e metodo scientifico, autonomia dell’arte e responsabilità pubblica.
La presente edizione restituisce per la prima volta in traduzione italiana i tre numeri pubblicati nel 1930, fornendo un documento prezioso per comprendere uno snodo cruciale della modernità europea: vi si intrecciano le voci di Mondrian, Kandinskij, Léger, Arp, Vantongerloo, Russolo, Prampolini, Le Corbusier, Richter, Gropius e molti altri.

«Il rettangolo sembra imporsi come una sorta di minimo comune denominatore della forma, o un “grado zero” della forma – ...
01/04/2026

«Il rettangolo sembra imporsi come una sorta di minimo comune denominatore della forma, o un “grado zero” della forma – uno “schema”, o, ancora, una “cellula genetica”, pensando con Rothko ai quadri come organismi: una genoforma. Non a caso i rettangoli che vediamo, nella grande maggioranza dei casi, non sono mai troppo geometricamente definiti: i loro bordi sono quasi sempre sfrangiati, fuori fuoco, confusi con lo sfondo o con altri rettangoli... In essi avviene una lotta tra forma e informe, dove l’informe è ferita e alterazione che infetta la forma e lascia un resto, un’eccedenza: qualcosa di incompiuto riapre continuamente il lavoro dell’immaginazione come uno strappo o un fulmine e, come un centro esterno e tuttavia interiore, assilla l’immagine, e dà forma».

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