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Oggi, 9 giugno, alle 18.00, la Libreria Bocca dal 1775  di Milano ospiterà un incontro speciale. Il curatore Luca Nannip...
08/06/2026

Oggi, 9 giugno, alle 18.00, la Libreria Bocca dal 1775 di Milano ospiterà un incontro speciale. Il curatore Luca Nannipieri presenterà il volume «Scritti e pensieri» di Antoni Gaudí dialogandone con Paolo Repetto e Giorgio Lodetti.
Sarà possibile seguire l'evento sul canale YouTube

«Le grandi chiese non sono mai state l’opera di una sola persona. […]Il respiro religioso è quello che apre sempre a qua...
02/06/2026

«Le grandi chiese non sono mai state l’opera di una sola persona. […]
Il respiro religioso è quello che apre sempre a quanto di più grandioso possa esserci, poiché il suo orizzonte è il mistero».

Il volume offre una selezione degli scritti e dei pensieri di Antoni Gaudí (1852-1926), articolata attraverso i concetti chiave fondamentali per comprenderne la visione, l’ingegno e la verticalità spirituale. Elementi che hanno reso l’architetto spagnolo non solo il protagonista del movimento del modernismo catalano, che ha cambiato il volto della città di Barcellona, ma anche una figura venerabile per il cattolicesimo, animata da una fede fattasi sacrificio, invocazione, perseveranza e condivisione. Capolavori come Casa Milà, Casa Battló, Park Güell, Casa Vicens, Casa Calvet e soprattutto la sfida monumentale della Sagrada Familia (edificata grazie a libere donazioni), vengono così illuminati dalle parole dell’artista. La raccolta spazia dai migliori scritti giovanili sulla decorazione agli epistolari, dal quaderno di annotazioni alle relazioni dei progetti per le piazze e i viali di Barcellona, fino alle disamine storiche e religiose sulla sepoltura dei defunti nella cripta della Sagrada Familia e alle frasi apodittiche dispensate agli allievi.
Emergono così i motivi per cui dopo la sua morte accidentale (fu investito da un tram) migliaia di persone accorsero alle esequie per rendergli l’estremo saluto, e che lo rendono ancora oggi una figura imprescindibile per la cultura europea tra fine Ottocento e inizio Novecento.
A cura di Luca Nannipieri

«Percorrendo la varia, vasta superficie della nostra madre terra, ho visto che solo laddove l’uomo edificò le sue opere ...
02/06/2026

«Percorrendo la varia, vasta superficie della nostra madre terra, ho visto che solo laddove l’uomo edificò le sue opere migliori e la ragionevolezza creò la bellezza e la bellezza fu ragionevolezza, troviamo costruzioni fatte dal popolo seguendo le proprie idee – fedeli al tempo, al luogo, all’ambiente e all’uso. Le potremmo definire costruzioni popolari.
È impossibile non avvertire che, a parte le realizzazioni nei campi sanitario, igienico e meccanico, la cultura accademica occidentale non ha avuto molto più che un’influenza distruttiva sull’amore che è bellezza e sulla bellezza che è amore, sempre e ovunque questo amore abbia cercato una forma.
Il buon senso che, solo, può dar vita alla bellezza nella coscienza dell’oggi giace lì, morto.
Tuttavia nell’era moderna, l’arte, la scienza e la religione si uniranno, e l’unità raggiunta avrà il suo centro nell’architettura organica. Quale sarà l’estensione di questa circonferenza? Chi lo può dire?
Credo sia venuto il momento in cui la bellezza, perché integra, debba avere un significato, un significato superiore non solo per i nostri giorni ma per tutti i tempi.
La civiltà del denaro si avvicina alla sua fine inevitabile».

Oggi, 11 maggio, presso la Libreria Bocca dal 1775 di Milano, alle 18.00, Silvana Borutti e Giovanni Scibilia dialoghera...
06/05/2026

Oggi, 11 maggio, presso la Libreria Bocca dal 1775 di Milano, alle 18.00, Silvana Borutti e Giovanni Scibilia dialogheranno del loro «Mark Rothko. Genoforme» con Paolo Repetto e Giorgio Lodetti.
L'evento è a porte chiuse, ma sarà possibile seguirlo sul canale YouTube

Nel clima inquieto apertosi con la crisi del 1929 e in una scena artistica attraversata da internazionalismo e migrazion...
28/04/2026

Nel clima inquieto apertosi con la crisi del 1929 e in una scena artistica attraversata da internazionalismo e migrazioni, nasce a Parigi «Cercle et Carré», rivista che si propone come luogo di riflessione sul ruolo del pensiero razionale nei processi costruttivi dei linguaggi artistici. Fondata da Michel Seuphor e Joaquín Torres-García (due outsider della scena culturale dell’epoca), riunisce pittori, architetti, cineasti e poeti che, pur muovendo da posizioni differenti, condividono l’urgenza di pensare l’opera oltre l’orizzonte dell’espressione soggettiva.
Più che il manifesto di un gruppo compatto, «Cercle et Carré» si configura come un campo di tensioni, attraversato dal confronto fra intuizione e metodo scientifico, autonomia dell’arte e responsabilità pubblica.
La presente edizione restituisce per la prima volta in traduzione italiana i tre numeri pubblicati nel 1930, fornendo un documento prezioso per comprendere uno snodo cruciale della modernità europea: vi si intrecciano le voci di Mondrian, Kandinskij, Léger, Arp, Vantongerloo, Russolo, Prampolini, Le Corbusier, Richter, Gropius e molti altri.

«Il rettangolo sembra imporsi come una sorta di minimo comune denominatore della forma, o un “grado zero” della forma – ...
01/04/2026

«Il rettangolo sembra imporsi come una sorta di minimo comune denominatore della forma, o un “grado zero” della forma – uno “schema”, o, ancora, una “cellula genetica”, pensando con Rothko ai quadri come organismi: una genoforma. Non a caso i rettangoli che vediamo, nella grande maggioranza dei casi, non sono mai troppo geometricamente definiti: i loro bordi sono quasi sempre sfrangiati, fuori fuoco, confusi con lo sfondo o con altri rettangoli... In essi avviene una lotta tra forma e informe, dove l’informe è ferita e alterazione che infetta la forma e lascia un resto, un’eccedenza: qualcosa di incompiuto riapre continuamente il lavoro dell’immaginazione come uno strappo o un fulmine e, come un centro esterno e tuttavia interiore, assilla l’immagine, e dà forma».

Divenuta capitale dell’Impero tedesco, la Berlino di inizio Novecento appare come un grande esperimento di modernità. Bo...
20/03/2026

Divenuta capitale dell’Impero tedesco, la Berlino di inizio Novecento appare come un grande esperimento di modernità. Borghesia dilagante e nuovi ceti affluenti edificano lo scenario entro cui si muovono le forze di una modernità affascinante quanto contraddittoria.
Nelle pagine acute e dall’andamento fratto e aforistico di Endell la sociologia di Georg Simmel s’intreccia con l’analisi del capitalismo di Werner Sombart, sullo sfondo di quella Parigi tratteggiata da Baudelaire e che diverrà l’ossessione di Walter Benjamin.
L’arabesco fiorito dello Jugendstil incornicia un’incantevole epoca di ottimismo quanto di consapevole crisi; le aperture di credito al dinamismo della società industriale convivono col ripiegamento nostalgico e il vagheggiamento di valori irrimediabilmente sorpassati. Di qui una continua tensione tra ragione e sentimento, autoritarismo e libertà individuale, funzionalismo e anarchia: tratti costitutivi del dramma storico europeo del Novecento.
In un’epoca in cui lo sviluppo tecnico, industriale e commerciale sono le uniche forze presenti nella città moderna, Endell invita a scoprirne la bellezza strutturale. La città si offre così come un paesaggio altro, disponibile a un nuovo processo di visione e al reperimento di un’inedita forma di rappresentazione.

«Si ha un bel ridire che Caravaggio è il fondatore di tutto il ’600 europeo, che è quanto dire dell’arte moderna; un bel...
19/03/2026

«Si ha un bel ridire che Caravaggio è il fondatore di tutto il ’600 europeo, che è quanto dire dell’arte moderna; un bel domandare come si farebbe a spiegare, storicamente, Velázquez, o Rembrandt, o Vermeer, o Frans Hals tirando una tenda sui quadri di Caravaggio e lasciando alla vista, accanto, Giorgione, Tiziano, Tintoretto […] per veder se sia proprio fra di essi figliazione diretta, o se non si senta mancar un anello in quella curiosa catena della storia dei pittori […]; questo delle basi caravaggesche del ’600 finirà per doventare un articolo, un domma accettato ma non accetto.
Per ciò, forse – poiché anche il sentimento in arte è affare di educazione e di intelletto – è meglio condurre alla spontaneità di questo riconoscimento, attraverso preparazioni mediate; attraverso nessi storici secondari, pure esistenti e che meglio servano a specificare, a controllare, a guidare».
Così Roberto Longhi inizia questo suo scritto giovanile dedicato a Orazio Gentileschi «il più meraviglioso sarto e tessitore che mai abbia lavorato tra i pittori» e alla figlia Artemisia «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità».

«Paulette Jourdain, che era allora una bambina, si ricorda che, la notte in cui Modigliani morì all’ospedale, Zborowski ...
19/03/2026

«Paulette Jourdain, che era allora una bambina, si ricorda che, la notte in cui Modigliani morì all’ospedale, Zborowski non volle che Jeanne, la sua compagna, dormisse nello studio della Grande Chaumière. Paulette l’accompagnò in un piccolo albergo della rue de Seine. L’indomani Jeanne andò all’ospedale per rivedere Amedeo. Il padre, silenzioso e ostile, eppure profondamente fedele, l’accompagnò. Rimase sulla soglia, mentre Jeanne si avvicinava al ca****re. “Non lo baciò, ma lo guardò a lungo, senza dir nulla, come se i suoi occhi si appagassero della sua disgrazia. Si ritirò camminando a ritroso, fino alla porta. Conservava il ricordo del viso del morto quando la incontrammo, e si sforzava di non vedere nient’altro”.
L’indomani, all’alba, Jeanne Hébuterne si gettò dal quinto piano. “Sembrava un angiolo” disse Foujita.
I funerali di Modigliani furono imponenti. Tutta Parigi era al Père-Lachaise. Quanti fiori! Poiché si usciva dalla guerra non si voleva avere l’aria triste, si aveva l’abitudine alla morte. Modigliani era un altro eroe che si era perduto per lasciarci della bellezza».

Domenica prossima, 8 marzo, presso la Libreria Bocca di Milano, alle 18, Sandrina Bandera presenterà «Sulle tracce di Pi...
05/03/2026

Domenica prossima, 8 marzo, presso la Libreria Bocca di Milano, alle 18, Sandrina Bandera presenterà «Sulle tracce di Piero della Francesca» di John Pope-Hennessy.

L'evento è a porte chiuse, ma sarà possibile seguirlo su YouTube ().

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