28/04/2026
Nel clima inquieto apertosi con la crisi del 1929 e in una scena artistica attraversata da internazionalismo e migrazioni, nasce a Parigi «Cercle et Carré», rivista che si propone come luogo di riflessione sul ruolo del pensiero razionale nei processi costruttivi dei linguaggi artistici. Fondata da Michel Seuphor e Joaquín Torres-García (due outsider della scena culturale dell’epoca), riunisce pittori, architetti, cineasti e poeti che, pur muovendo da posizioni differenti, condividono l’urgenza di pensare l’opera oltre l’orizzonte dell’espressione soggettiva.
Più che il manifesto di un gruppo compatto, «Cercle et Carré» si configura come un campo di tensioni, attraversato dal confronto fra intuizione e metodo scientifico, autonomia dell’arte e responsabilità pubblica.
La presente edizione restituisce per la prima volta in traduzione italiana i tre numeri pubblicati nel 1930, fornendo un documento prezioso per comprendere uno snodo cruciale della modernità europea: vi si intrecciano le voci di Mondrian, Kandinskij, Léger, Arp, Vantongerloo, Russolo, Prampolini, Le Corbusier, Richter, Gropius e molti altri.