Sipario, mensile dello spettacolo
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22/07/2023
“Peer Gynt”, messo in scena da Fondazione Teatro Due di Parma, è l'esempio di una determinazione accorata di indagare i legami sottili fra musica e parola sul cronale della poesia e del grottesco. La recensione di Nicola Arrigoni�
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20/07/2023
A Kilowatt Festival il paradiso è adesso e si compie nel segno della vertigine del teatro. Il resoconto di Nicola Arrigoni
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📸 Luca Del Pia
18/07/2023
Il Leone d'Oro, Armando Punzo e il Leone d'Argento, FC Bergman raccontano il viaggio di Biennale Teatro vertso Emerald che è semplicemente il teatro, la sua faccia prismatica che riflette ciò che siamo, ma offre, anche, la rifrazione di ciò che non vorremmo essere e di ciò che teniamo nascosto. Il resoconto di Nicola Arrigoni
C’è nella sfilata dei venti attori dell’”Edipo” di Marco Baliani la forza della coralità, l’energia della gioventù, la fede nel teatro che dice e trasforma. La recensione di Nicola Arrigoni �
Teatro dell’Opera di Roma
"CENERENTOLA" - coreografia Rudolph Nureyev
… in un dettaglio messo in scena con elegante sprezzatura, la bellezza unica e irrinunciabile del grande teatro. -La recensione di Pierluigi Pietricola�
INTERVISTA A CECILIA GASDIA - di Federica Fanizza
Sono scelte economiche che fanno far vivere il sistema Arena?�Troppo recente è la memoria di una Arena a rischio fallimento e liquidazione.
"Diptych" dei Peeping Tom un continuum che non lascia fiato, in cui lo disvelamento della finzione cinematografica (e teatrale) diventano un di più di realtà, non disvelano, ma mostrano l’esatto contrario: come la finzione sia più vera del vero. La recensione di Nicola Arrigoni
“Come nei giorni migliori" è (...) un riflettere sull’idea di Amore, e sulle sue infinite declinazioni ed interpretazioni, che dalla scena si riversa sul pubblico come una magmatica linfa di cui, nella veste di spettatori teatrali ed ancor più di società civile, abbiamo tutti tremendamente bisogno. La recensione di Roberto Canavesi
“Tempo di seconda mano" di Svetlana Aleksievič è una sorta di oratorio laico, è un viaggio polifonico ma con vocalità monodica nella storia e nel tempo della Russia. La recensione di Nicola Arrigoni
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Fondata nel 1946 da Ivo Chiesa e da Gian Maria Guglielmino, dall'anno successivo la rivista venne pubblicata a Milano in seguito a un accordo raggiunto con l'editore Valentino Bompiani. Sin dalle origini Sipario ha seguito una linea editoriale che intendeva raggiungere un duplice scopo: informare e invitare alla riflessione sui vari aspetti e necessità del mondo dello spettacolo, nell'ampio arco delle sue manifestazioni, dalla prosa alla lirica, dal balletto al cinema, dalla musica alla scenografia. Attraverso la sua lettura si può agevolmente ricostruire la storia del teatro dal dopoguerra a oggi, sia di quello italiano sia di quello europeo e di altri continenti.
Con gli anni, ferma restando la direzione assunta da Bompiani, sono cambiati i responsabili redazionali, costante rimaneva invece la linea editoriale. Quando, in seguito ai movimenti studenteschi iniziati alla fine degli anni Sessanta, nella società italiana cominciarono a manifestarsi dei cambiamenti, non da tutti accolti con simpatia, la rivista non trascurò di riferirli. Risale a quegli anni la decisione di Valentino Bompiani di rinunciare alla pubblicazione della rivista per il verificarsi di mutamenti anche nella sua Casa Editrice.
Dal 1971, e per circa quattro anni, Sipario venne pubblicato a Roma, diretto da Tullio Kezich. Dal 1980 è ritornata a essere pubblicata a Milano, e dal maggio 1984 è stata acquistata dall'Editrice C.A.M.A. di Mario Mattia Giorgetti che ha dato alla rivista un apporto sia di linea di tendenza sia di collaborazione giornalistica. La simpatia e la fiducia dei lettori si è rinnovata, come dimostra la crescente tiratura e l'aumento del numero degli abbonati.
In occasione del quarantesimo anniversario della sua fondazione (1986) Sipario ha cominciato a pubblicare a puntate la sua "storia" (gli ultimi dieci anni di storia vengono pubblicati a partire dal numero di maggio '96) che, successivamente, apparirà in volume.
Con la nuova direzione si è accentuata quella che era la linea editoriale della rivista, che si propone con uno sguardo a trecentosessanta gradi sul mondo dello spettacolo, comprendente teatro, danza, lirica, musica, cinema e rassegne, ai quali la rivista dedica ogni anno altrettanti speciali, comprendenti notizie ma soprattutto articoli di analisi e documentazione delle tendenze del settore.
Particolare attenzione è dedicata alla drammaturgia contemporanea, italiana e straniera, sempre privilegiata nelle scelte editoriali e critiche. Ai testi di autori esordienti o poco noti al pubblico, Sipario dedica infatti uno spazio mensile, pubblicando uno o più testi, promuovendo anche la diffusione e la traduzione di testi stranieri.