InsideOver

InsideOver InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

Scopri i nostri corsi on-demand

https://it.insideover.com/academy

C’è chi l’ha chiamata la “valanga blu” e chi ha fatto risuonare l’allarme per il “ritorno dei nazisti”. Cosa è successo ...
09/09/2026

C’è chi l’ha chiamata la “valanga blu” e chi ha fatto risuonare l’allarme per il “ritorno dei nazisti”. Cosa è successo nello stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt?

La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt ha riacceso il dibattito sull’ascesa dell’ultradestra e sul futuro politico della Germania

09/09/2026

Martedì 8 settembre, il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha incontrato il segretario di Stato Usa Marco Rubio nella sua residenza di Barranquilla, nella prima visita di alto livello per il presidente.

"Abbiamo discusso di molte questioni di sicurezza, e questo è fondamentale, perché senza sicurezza non può esserci prosperità. Le opportunità tra Colombia e Stati Uniti vanno ben oltre la semplice sicurezza", ha dichiarato Rubio al termine dell'incontro, durante una conferenza stampa.

De la Espriella ha invece illustrato i punti dell'intesa, riassumendoli in tre obiettivi: "Ricostruire la nazione, rilanciare l'economia e garantire la sicurezza dell'emisfero".

Il tema centrale resta la lotta al narcotraffico. De la Espriella ha dichiarato di voler "consolidare la posizione della Colombia come principale partner di sicurezza emisferica di Washington". A questo scopo ha rilanciato il Piano Patriota, che prevede la modernizzazione delle capacità militari colombiane, con nuovi radar, droni, sistemi di intelligence e altre tecnologie.

"La Colombia contribuirà con le proprie risorse, ma abbiamo bisogno degli investimenti statunitensi. Lavoreremo alla lotta contro il narcotraffico", ha affermato il presidente, aggiungendo: "Qualsiasi bandito che non si sottometterà verrà arrestato. O carcere o tomba".

Sul fronte della "prosperità condivisa", il presidente colombiano ha proposto di valorizzare le risorse e la forza lavoro del Paese attraverso grandi progetti economici, accennando alla sua volontà di cooperare con gli Stati Uniti nel settore dei minerali critici, delle terre rare e dell'energia nucleare per uso civile.

Infine, De la Espriella ha avanzato una richiesta personale: la riapertura del consolato statunitense a Barranquilla, sua città natale, chiuso da oltre 30 anni. "Le chiedo di cuore, come figlio di questa regione, di aprirci un consolato degli Stati Uniti", ha dichiarato, offrendo che sia il governo colombiano a farsi carico della sede. Rubio non si è sbilanciato: ha detto che la richiesta "va studiata" e di non essere contrario, ma che non gli era ancora arrivata direttamente prima di quel momento.

08/09/2026

7 ottobre. Netanyahu sapeva tutto e non ha fatto nulla.

Nonostante gli avvertimenti giunti da più canali.

Poco prima del 7 ottobre, un funzionario di Fatah, che aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e che in precedenza aveva mediato tra Israele e Hamas, viene convocato da Sinwar, allora capo di Hamas a Gaza.

Sinwar vuole far arrivare a Tel Aviv un messaggio preciso.

C’era un accordo per uno scambio di prigionieri, raggiunto con Israele e approvato da Netanyahu, ma che il premier israeliano continuava a rimandare.

A quel punto Sinwar manda a dire: o Israele dà seguito all’intesa, oppure ci sarà uno “zilzal”, un terremoto.

È proprio Sinwar a volere che il messaggio arrivi agli israeliani.

Ma non basta.

Dopo un secondo incontro, Sinwar ordina al mediatore di riferire agli israeliani, parola per parola, che sta preparando “la madre di tutte le sorprese”, “un’operazione terrificante”, qualcosa di straordinario.

Poi ci sono le telefonate.

Una, di 45 minuti, tra Mohammed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti, e lo stesso Netanyahu. Bin Zayed lo avverte delle intenzioni di Sinwar.

Ad avvisare il premier israeliano c’è anche l’intelligence egiziana, che parla di “un’operazione terrificante” che Hamas sta per lanciare.

A quest’ultima telefonata assiste anche la giornalista Smadar Perry, che ne ha parlato con Haaretz, il giornale israeliano che ha pubblicato l’inchiesta-bomba.

Ma Netanyahu non fa nulla.

Nonostante gli avvertimenti arrivati a fine settembre. Nonostante fosse pressato dai vertici della sicurezza e della difesa.

Netanyahu insiste per “non intensificare le ostilità” e per preservare quella che viene definita la “risorsa” chiamata Hamas.

La notizia di oggi è una vera e propria bomba mediatica.

Ma non è un fulmine a ciel sereno.

Già due anni fa, su InsideOver, parlavamo di tutto ciò che non tornava sull’attacco del 7 ottobre: degli avvertimenti, delle falle nella sicurezza, delle domande rimaste senza risposta.

E ci siamo presi volentieri le varie etichette del caso: complottisti, revisionisti, e via discorrendo.

Non perché avessimo già le risposte. Ma perché quelle domande c’erano già. Ma chissà come, altri giornali, non si sono degnati di fare.

Oggi una parte del mondo, grazie al coraggio di Haaretz, sa.

E non può più non sapere.

Lo scopo della visita, nonostante le dichiarazioni di Trump sulle possibilità del negoziato, era quello di rilanciare la...
08/09/2026

Lo scopo della visita, nonostante le dichiarazioni di Trump sulle possibilità del negoziato, era quello di rilanciare la diplomazia, riavviare un processo da tempo in sonno, per evitare che il sonno si traducesse in collasso.

lo scopo della visita, era quello di rilanciare la diplomazia, per evitare che il sonno si traducesse in collasso.

Il sito Volkswagen di Osnabrück cambia rotta: dalle auto alla difesa aerea, con un ruolo centrale per due attori israeli...
08/09/2026

Il sito Volkswagen di Osnabrück cambia rotta: dalle auto alla difesa aerea, con un ruolo centrale per due attori israeliani.

Volkswagen cederà l'impianto ad Aurelius, fondo d'investimento con sede a Tel Aviv specializzato in difesa e sicurezza, e al Land della Bassa Sassonia, che detiene già il 20% del capitale Volkswagen ed è tra i suoi principali azionisti.

Il progetto iniziale riguarda la produzione di sistemi di difesa aerea.

Nel comunicato ufficiale, Volkswagen descrive l'obiettivo come la trasformazione del sito in "un centro di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa". Fino alla metà del 2027 l'impianto continuerà a produrre gli attuali modelli, prima di passare alla nuova gestione.

Tra i soggetti coinvolti c'è Rafael Advanced Defense Systems, l'azienda israeliana dietro l'Iron Dome. Rafael compare anche nel rapporto "From Economy of Occupation to Economy of Genocide", presentato nel giugno 2025 dalla relatrice speciale ONU Francesca Albanese al Consiglio per i Diritti Umani, che accusa oltre 60 aziende internazionali di trarre profitto dalla distruzione di Gaza.

Nel luglio 2025 l'azienda aveva diffuso un video promozionale del drone SPIKE Firefly che mostrava il velivolo seguire e colpire una persona disarmata in un quartiere di Gaza.

L'operazione di Osnabrück si inserisce in un legame sempre più stretto tra Germania e industria bellica israeliana. Berlino è oggi il secondo fornitore militare di Israele dopo gli Stati Uniti, mentre la cooperazione con aziende israeliane garantisce alla Germania accesso a tecnologie avanzate nel settore della difesa.

Nei primi sei mesi del 2026 il governo tedesco ha autorizzato esportazioni militari verso Israele per quasi 930 milioni di dollari — oltre quattro volte il totale delle licenze concesse in tutto il 2025.

L’articolo di andrea muratore in stories
https://it.insideover.com/difesa/dalle-auto-alle-componenti-per-iron-dome-la-svolta-del-sito-volkswagen-di-osnabruck.html

La crescita della marina cinese certifica il definitivo tramonto della supremazia unilaterale americana sui mari del glo...
08/09/2026

La crescita della marina cinese certifica il definitivo tramonto della supremazia unilaterale americana sui mari del globo.

"In 10 giorni, gli Stati Uniti hanno attaccato 5 imbarcazioni ecuadoriane, causando la scomparsa di 32 persone." A dirlo...
08/09/2026

"In 10 giorni, gli Stati Uniti hanno attaccato 5 imbarcazioni ecuadoriane, causando la scomparsa di 32 persone."

A dirlo è Camila Lourdes Galarza Zavala, giornalista investigativa di Drop Site News, che da mesi documenta gli attacchi statunitensi nel Pacifico orientale contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti.

I sopravvissuti, aggiunge la giornalista, "sono stati rilasciati senza accuse per mancanza di prove di reato".

Da settembre 2025 l'amministrazione Trump ha condotto 68 attacchi nel Mar dei Caraibi e nell'Oceano Pacifico, uccidendo complessivamente 227 civili. Gli USA non hanno mai fornito prove sull'identità delle vittime come narcotrafficanti, e nessuna di esse era stata formalmente accusata di un crimine né risulta documentato alcun tentativo di arresto.

L'ultimo episodio risale al 7 settembre: il Comando Meridionale degli Stati Uniti (SOUTHCOM) ha annunciato l'intercettazione nel Pacifico orientale di una stazione galleggiante di rifornimento che, secondo l'intelligence americana, avrebbe sostenuto attività di "narcotraffico" legate all'organizzazione Los Choneros.

Dopo aver fatto sbarcare l'equipaggio e trasferito le persone alle autorità ecuadoriane, le forze statunitensi hanno affondato l'imbarcazione.

"L'intelligence ha confermato il coinvolgimento dell'imbarcazione con la violenta organizzazione narco-terroristica Los Choneros", ha dichiarato SOUTHCOM, aggiungendo che la Task Force "continuerà a condurre operazioni precise e professionali per smantellare le reti che alimentano il narcotraffico".

Ma proprio la definizione di "operazioni precise e professionali" è contestata da analisti e organizzazioni per i diritti umani, che denunciano attacchi illegittimi ed esecuzioni extragiudiziali.

Nell'ultimo anno 143 dei pescatori attaccati dall'esercito statunitense erano ecuadoriani che rappresentano "oltre il 50% delle vittime" dell'Operazione Southern Spear.

Lo scorso 22 aprile, Drop Site News ha riportato le testimonianze di 36 pescatori ecuadoriani sopravvissuti a due attacchi nel Pacifico, che hanno raccontato di essere stati rapiti, torturati e trasferiti via mare fino a El Salvador prima di essere ricondotti nel loro Paese.

Il ruolo egemone nei decenni dopo il crollo del Muro di Berlino ha consentito a Washington di sviluppare ulteriormente i...
08/09/2026

Il ruolo egemone nei decenni dopo il crollo del Muro di Berlino ha consentito a Washington di sviluppare ulteriormente il concetto.

il ruolo egemone nei decenni dopo il crollo del Muro di Berlino ha consentito a Washington di sviluppare ulteriormente il concetto.

Il Regno Unito annuncia un pacchetto di sanzioni economiche contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata,...
08/09/2026

Il Regno Unito annuncia un pacchetto di sanzioni economiche contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata, Israele risponde chiedendo ritorsioni contro Londra.

L'8 settembre il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha confermato che il Regno Unito vieterà l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, considerati illegali dal diritto internazionale. Il ministro UK ha inoltre denunciato la "pulizia etnica" perpetrata dai "terroristi coloni" e accusato il governo israeliano di "chiudere un occhio" di fronte alle violenze contro i palestinesi.

La risposta israeliana non si è fatta attendere.

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha chiesto l'espulsione dell'ambasciatore britannico in Israele, accusando Londra di antisemitismo e dichiarando: "Non saremo lo zerbino calpestato di un governo antisemita in un Paese conquistato dall'islam radicale, che cerca di salvarsi dal declino economico e sociale attaccando gli ebrei e lo Stato di Israele".

Anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha chiesto sanzioni contro il Regno Unito, facendo leva sulla disputa delle Falkland contese da Gran Bretagna e Argentina, che le chiama Malvine.

Ben-Gvir ha esortato il premier Benjamin Netanyahu a riconoscere la sovranità argentina sull'arcipelago e a imporre sanzioni a Londra finché, a suo dire, "l'occupazione" continuerà.

Già prima dell’annuncio del governo britannico, il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar aveva minacciato gli UK di ritorsioni in caso di sanzioni: “Se la Gran Bretagna agirà contro Israele, Israele agirà contro la Gran Bretagna".

Argentina e Regno Unito rivendicano la sovranità sulle isole dell'Atlantico meridionale.

Nei giorni scorsi, il presidente argentino Javier Milei ha elogiato Trump per aver aperto alla possibilità di rivedere la posizione USA sulla questione e ha annunciato nuove misure contro il progetto petrolifero offshore Sea Lion, situato a circa 200 chilometri a nord delle Falkland e controllato in maggioranza dalla israeliana Navitas Petroleum, con una quota britannica di Rockhopper.

"Utilizzeremo tutti gli strumenti diplomatici, economici e legali a disposizione per scoraggiare chi viola la nostra sovranità", ha dichiarato Milei.

Le società coinvolte nel progetto senza il consenso argentino, ha avvertito il presidente argentino, potrebbero essere escluse dal mercato del Paese.

L'India corre, ma la sua crescita lascia indietro milioni di cittadini e non riesce a sfruttare le sue enormi potenziali...
08/09/2026

L'India corre, ma la sua crescita lascia indietro milioni di cittadini e non riesce a sfruttare le sue enormi potenzialità turistiche.

Indirizzo

Via G. Massarenti
Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando InsideOver pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a InsideOver:

Scelte rapide

Condividi