17/06/2026
“Cari colleghi, vi scrivo per informarvi che, a seguito di una recente valutazione della sicurezza riguardante le accuse mosse da Israele contro singoli membri del personale dell’UNRWA a Gaza, ho preso la decisione di interrompere il rapporto di lavoro di 70 membri del personale con effetto immediato. Questa decisione non è né una misura disciplinare, né una convalida delle accuse mosse dalle autorità israeliane”.
Inizia così l’email condivisa sui social da un’ex dipendente dell’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, dopo l’annuncio del licenziamento di 70 membri del personale.
Nella comunicazione inviata al personale, il Commissario Generale ad interim dell’UNRWA, Christian Saunders, precisa che nonostante Israele non abbia mostrato alcuna prova di legami tra membri del personale UNRWA e Hamas, la decisione è stata adottata per “mitigare i rischi per la sicurezza dei rifugiati assistiti dall’Agenzia nell’ambito del suo mandato, nonché per il personale e le sedi dell’UNRWA”.
Nel post, Alaa From Gaza (questo l’account dell’ex dipendente UNRWA), critica la decisione dell’agenzia per un fattore in particolare: “La cosa paradossale è che i dipendenti ‘occidentali’ dell’UNRWA non sono stati licenziati, pur trovandosi anch’essi fuori da Gaza. Continuano a percepire stipendi almeno quindici volte superiori ai nostri, oltre ai benefici previsti per il personale internazionale. Un’agenzia nata per assistere i rifugiati palestinesi ha finito per licenziare rifugiati palestinesi come me, continuando invece a mantenere e retribuire il personale internazionale. Sembra una battuta, ma è la realtà”.
Secondo funzionari delle Nazioni Unite, la scelta rappresenta un tentativo di favorire una ripresa del dialogo tra l’UNRWA e Israele.
L’ex Commissario Generale UNRWA Philippe Lazzarini aveva pessimi rapporti con Israele in quanto ha sempre denunciato il genocidio del popolo palestinese e negato qualsiasi accusa di legami con Hamas.
Accuse per cui Israele non ha mai fornito prove.