17/07/2026
Ecco a voi la nuova puntata di RUST, a cura di RGM .
La domanda è: esiste ancora l’underground? Se c’è, si nasconde bene. Ma noi lo troviamo.
Ogni mese, un viaggio nel sottobosco culturale per scovare chi ancora si sporca le mani, chi fa rumore sotto la patina, chi non si è arreso all’omologazione. Perché la ruggine non si estingue, si propaga.
La nuova puntata ci parla di DLUCIO.
Dlucio fa il trapper a Vila Kennedy. Ha le gambe lunghe, un sorriso ampio e bianchissimo e una massiccia catena dorata al collo. Fino a qualche anno fa tagliava barbe e capelli e non immaginava neanche lontanamente di poter vivere di musica. La sua carriera è iniziata grazie a uno dei suoi clienti, Delano, uno dei più prominenti artisti funk brasiliani della Gen-Z, che un giorno gli ha chiesto di provare a improvvisare su un beat. Da allora è entrato a far parte della crew di Orochi, una star del rap carioca con nove milioni di follower su Instagram e hit da centinaia di milioni di stream su Spotify.
Sul suo, di profilo Spotify, Dlucio si definisce “cantor de trap e love song”. In un virgolettato, augura a tutti di “poter lottare per i propri sogni, indipendentemente da quali siano”: può sembrare un messaggio retorico, ma per chi viene dal suo background la lotta e il sogno sono tutt’altro che retorica. Sono parte della quotidianità.
Questo progetto è stato realizzato in Brasile, a Rio de Janeiro, nella favela di Vila Kennedy, grazie al contributo di Roberto Graziano Moro e Federico Ceravolo, che hanno collaborato alla realizzazione di un contenuto video dedicato alla storia di DLucio e alla sua realtà. Un ringraziamento speciale va anche a Ferrujo, Herbert Gadelha, Samuele Arto, Bams, Catrame e a tutte le persone della favela di Vila Kennedy, che hanno reso possibile questo progetto con il loro supporto e la loro accoglienza.
A cura di Roberto Graziano Moro
Fotografie di Roberto Graziano Moro
Testo di Chiara Franchi
Graphic Design Giacomo Dal Ben