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Milano, macchine da cucire e soldi a palate. Indovinate di chi stiamo parlando. “Dei cinesi di Paolo Sarpi”. Suvvia, poc...
17/03/2018

Milano, macchine da cucire e soldi a palate. Indovinate di chi stiamo parlando.

“Dei cinesi di Paolo Sarpi”.

Suvvia, poco originali e, soprattutto, i soliti razzistelli..ormai vi conosciamo piccole canaglie.
Eh no, niente lavasecco cinese questa volta, ma una famiglia blasonata della Milano bene: i Necchi Campiglio.
Tra le tranquille vie di Palestro, immersa in un giardino con la prima piscina riscaldata di Milano, sorge la loro umile dimora.

In questo weekend uggioso abbiamo deciso di farvi visita; in totale onestà avevamo un paio di biglietti del FAI..e, anche se l’alternativa di giocare al Monopoly di Game of Thrones ingozzandoci di Ciobar era molto allettante, per una volta abbiamo optato per la cultura e la linea.

Ed eccoci alle porte di questo gioiellino degli anni ’30, dove in ogni stanza troverete un garbato cicerone che vi spiegherà le caratteristiche del mobilio e risponderà ad ogni vostro quesito, come quello della Fico, che, indicando un servizio da tè che le ricorda tanto quello della nonna che non usa mai quando mi invita, domanda “E’ d’oro?”.

“Sì”. Ed è l’unica cosa che apprendiamo della cucina..ma tentate di nuovo e sarete più fortunati!

Vi lasciamo qualche spoiler perché siamo un po’ cattivi. Il primo piano è il nostro preferito, la porta della sala da pranzo (architetto Portaluppi) è degna del portone delle miniere di Moria (se non l’avete capita non riproducetevi mai, ve ne prego), il salone principale e l’area giochi-lettura sono incantevoli..ma uscite dal percorso e pestate un tappeto e vi salteranno addosso in un baleno.
Al secondo piano trovate le stanze da letto, purtroppo non se ne conosce la disposizione dei mobili di un tempo e quindi via di fantasia e gli storiografi si sono sbizzarriti, con ottimi risultati.

A noi piace tanto sbirciare nel pensatoio delle case altrui e beh..i bagni sono praticamente tutti uguali, tranne quello della sarta, nero ma luminoso grazie al materiale riflettente delle piastrelle, e una toilette con una finestra a stella che è una chicca kitsch che non vi può sfuggire.

Quando la Fico ha domandato con nonchalance al custode se fosse in vendita, neanche fosse un agente di Immobiliare.it, ho capito che era giunto il momento di portarla a casa. Avrei già dovuto intuirlo quando indicava i quadri del de Chirico misurando la capienza della sua borsa.

Alla prossima dimora storica mi aspetto il borsone blu Ikea.. quella di Balenciaga ovviamente.

OCA PLANET | La Rocchetta MatteiNata come roccaforte del conte Cesare Mattei, la Rocchetta è diventata successivamente a...
16/03/2018

OCA PLANET | La Rocchetta Mattei

Nata come roccaforte del conte Cesare Mattei, la Rocchetta è diventata successivamente avamposto dell’esercito tedesco, poi meta di rave clandestini e, infine, location di cene a tema Harry Potter.

Tanti scenari diversi per questo castello che è un patchwork di stili architettonici, un mix di moresco e medievale, che stanno tra loro come il parmigiano sulle cozze.
Un’idea moderna, perché non stiamo parlando di un castello feudale ma di un edificio del 1850, creato in modo assurdo e geniale: è tutta un’illusione ottica, i bassorilievi, i marmi sontuosi, le scalinate di legno,altro non sono che materiale economico dipinto sapientemente.

E tutto questo lo rende comunque un luogo estremamente affascinante e suggestivo, nonostante il tentativo dei successivi gestori di renderlo una specie di LunaPark. Sono state infatti aggiunte delle prigioni totalmente fake e un pozzo con i rasoi, perché fa tanto Dungeons and Dragons. Ma mai random quanto una statua di BiancaNeve a dimensioni reali, sì, avete capito bene, hanno tentato anche questa.

Ma perché è stata creata la Rocchetta con tutto il suo simbolismo? Cesare Mattei ha costruito la sua dimora Disneyana per studiare l’elettromeopatia e provare a curare quei malanni a cui la medicina dell’epoca non trovava soluzione.
Da piccoli ipocondriaci quali siamo, parlare di medicina ci fa già sentire annebbiati e non ci sono prove inconfutabili dell’effettiva efficacia del metodo Mattei. Sappiamo però che i pellegrinaggi alla Rocchetta furono tanti, così come le persone che ammirarono l’operato del conte.

A tutti voi ipocondriaci, feticisti di BiancaNeve e amanti dei giochi di ruolo consigliamo una capatina alla Rocchetta. E a una delle tante trattorie tra Grizzana Morandi e Riola, dove la polenta al cinghiale cura ogni male.

DISAVVENTURA NEL BIONDO | Frida mai una gioia  When life gives you lemon, make lemonade. ***Ancora più gettonata di Poke...
08/03/2018

DISAVVENTURA NEL BIONDO | Frida mai una gioia


When life gives you lemon, make lemonade.

***

Ancora più gettonata di PokemonGo, la mostra di Frida Khalo a Milano: e all’improvviso sono tutti diventati critici d’arte e psicologi.
All’ennesima foto di un autoritratto dolente con didascalia in pieno stile Moccia, alziamo i nostri pigri sederi dal divano e andiamo al Mudec, con un certo scetticismo.
Ridondanti sono le luci soffuse e la malinconica musica che ci insegue in ogni stanza, non è certo difficile cogliere note amare nell’arte di Frida, una donna giustamente arrabbiata con una vita che le ha lentamente tolto tutto, tranne il suo disperato bisogno di esprimersi, che a noi è costato 15 euro e qualche battuta su Diego, il marito st***zo che nessuno vorrebbe avere.

Non vogliamo scrivere un’accozzaglia di luoghi comuni sull’emancipazione e la forza di volontà.
Vi consigliamo quindi di andare al Mudec, informarvi sul retroscena delle opere e fare vostra quell’ondata di emozioni, senza bisogno dell’interpretazione romantica di LeprottaCandyGirl69 (se esisti, perdonaci, oh audace roditrice).
Noi ce ne andiamo con l’idea che vivere ed esistere non debbano essere sinonimi, alla ricerca del Biondo in ogni angolo del mondo.

Per il resto .

Ma se oggi, per la festa della donna, volete conoscere le imprese di qualche donna straordinaria, vi accontenteremo. Siete avvisati però, perchè questa non è una storia con un lieto fine. Anzi, non solo non c’è lieto fine, ma nemmeno un lieto inizio, e ben poco di lieto anche in mezzo. Ed infatti la vita di Frida Kahlo è delineata da una lunga serie di sfortunati eventi.

Nata nel 1907, la sua spensieratezza di bambina termina ben presto, quando all’età di 6 anni scambiano la sua schiena bifida per una poliomielite, che le compromette la gamba destra che rimarrà più piccola della sinistra. Fin da subito viene schernita dai suoi coetanei per questo handicap. Ma gli avvenimenti più tragici devono ancora ve**re.
A 18 anni è vittima di un gravissimo incidente in autobus: diverse persone muoiono e lei ne esce gravemente ferita. Tra le terrificanti conseguenze dell’incidente quello peggiore: un corrimano dell'autobus che le entra nel fianco e le esce dalla va**na e che la renderà sterile.
Costretta a letto per un lungo periodo di convalescenza, la sventurata Frida trova un pò di conforto nella pittura: inizia così la serie di autoritratti, essendo se stessa la figura che più spesso vedeva e meglio conosceva.
A 19 anni le sue condizioni si aggravano ulteriormente e le complicazioni dovute all’incidente le rendono necessaria l’applicazione di una protesi alla gamba destra e un busto di ferro per sostenere la colonna vertebrale.
Inutile dire che anche la sua vita sentimentale è ricca di infausti eventi. Si sposa giovane, a 22 anni, con un artista di nome Diego più vecchio di lei, che la tradirà ripetutamente, persino con sua sorella.
A 23 anni subisce un ab**to, il primo di una serie di 3 che la segnano profondamente.
Muore a 47 anni dopo una serie di 32 operazioni (non tutte andate a buon fine) e la definitiva amputazione della gamba destra, ormai incancrenita, che la costringe a portare una protesi e a muoversi in sedia a rotelle. Non si esclude l’idea di suicidio, anche se la causa naturale della morte è un embolia polmonare.

Anche solo la metà di questi nefasti eventi basterebbero a chiunque per chiudere immediatamente facebook e cercare di dimenticarsi di questa infelice storia.
Eppure ce l’ha fatta, verrà ricordata grazie alla sua arte e non per gli accadimenti che segnarono la sua vita. Esempio per tutti di tenacia ed emancipazione.

05/03/2018

OCA ENTERTAINMENT | The Shape of Water

"Non sono bello ma piaccio."

Elisa non fa la vita da bomber di Bobo Vieri; è l’inserviente muta di un laboratorio governativo, un’ordinaria quotidianità spesa tra il mocio lurido e un bugigattolo che condivide con l’illustratore Giles, un animo sensibile alla rassegnata ricerca di lavoro e amore.

Suvvia, non tagliatevi le vene. Elisa veste i panni dell’outsider con grazia e dignità, in un’atmosfera tenera e sognante che ci ricorda Amelie, ma un’Amelie più adulta, consapevole e risoluta.

Nel laboratorio Elisa viene a contatto con una creatura misteriosa, fisico scultoreo da Bronzo di Riace e musetto da rana, con tanto di palpebra anfibia. La fisiologica impossibilità di dialogo tra la fanciulla muta e il sardoncello, viene surclassata da un’intesa che lievita come una focaccina fragrante e sfocia in amore.

“Ma lui è una mezza rana”, direte voi. “E’palmato e viscido”.
Ve lo concediamo, morbosi zoofili cresciuti a pane e Pollon, ma andate oltre, alla metafora di queste due anime forti e delicate che si ritrovano, senza desiderare il riscatto sociale ma, semplicemente, il diritto di sentirsi felici e completi come accidenti pare a loro.

Come in ogni fiaba che si rispetti, col cavolo che vengono ascoltati e parte il testa a testa con l’antagonista dalle dita incancrenite, che sfodera una performance recitativa notevole, facendosi detestare dal minuto uno.

La dolce Elisa/Ariel diventa così il Principe Azzurro, protagonista di un finale di cui abbiamo sentito tante interpretazioni e che vi lasceremo scoprire da soli.

In sintesi, un film delicato ed elegante con una fotografia squisita e la colonna sonora di Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel, The Imitation Game), diretto da Guillermo del Toro, evidentemente più abituato a fiabe dark come il Labirinto del Fauno ma comunque promosso con ottimi voti.

DISAVVENTURE NEL BIONDO | CONSIGLI PER UN WEEKEND SULLE CIASPOLE MA SEMPRE CON STILECiaspole vs Sci: Doppia fatica, metà...
03/03/2018

DISAVVENTURE NEL BIONDO | CONSIGLI PER UN WEEKEND SULLE CIASPOLE MA SEMPRE CON STILE

Ciaspole vs Sci: Doppia fatica, metà del divertimento.

***

Ritrovo easy al parcheggio sotto casa, dove, con estrema lentezza, ci ritroviamo tutti e 11 per partire con un ritardo già di 40 minuti. Destinazione: Ciaspolata al Lago Santo.
Ok, sì... Lago santo... Ma quale?
Se siete persone normali e organizzate saprete che in Italia ci sono almeno una decina di Laghi santi. Ovviamente noi non rientriamo in questa categoria e il Lory, leader della regata che aveva deciso di festeggiare il suo 28esimo compleanno con noi, ci teneva a dimostrarci che l’età non è sempre sinonimo di saggezza. In extremis ci accorgiamo che si tratta del Lago Santo nel modenese, raggiungibile in un paio d’ore di macchina.

Si parte sulle note di Terry e Maggie – magic girls - ma rischiamo di imbottigliare l’autostrada passando in scia nella corsia del telepass. Entriamo in tangenziale ai 160 km/h all'inseguimento dell’unica macchina che conosce la strada... peccato che l’avessimo inavvertitamente sorpassata. Finalmente ci ritroviamo in fila indiana per dirigerci verso la serpentina che ci porterà a destinazione, fino a che una delle macchine non finisce l’olio.
Con un ritardo di soli 120 min, riusciamo ad arrivare super fresh. Siamo già pronti per la cena in baita ma, con l’acquolina in bocca, ci arriva la più terribile delle sorprese: la ciaspolata sarà anche in notturna. Per fortuna abbiamo con noi la giusta attrezzatura:
MURATE MOSCHINO VERSACE OVUNQUE ALWAYS.

SIAMO TUTTE NERE! Ma non più nere delle altre 15 persone che ci stanno aspettando da oltre 2 ore e che ci scrutano tra il cagnesco e il rassegnato. Così inizia la nostra avventura, nella notte con il cielo meno stellato del secolo, più nero del nostro umore.
Le ciaspole sono talmente facili da indossare che nessuno ci spiega come si mettono, ed è così che Allespa le perde al primo giro. Purtroppo per lui stiamo talmente sulle p***e a tutti che nessuno si ferma ad aiutarlo, nè le guide nè i suoi amici di sempre.
Sembra che tutti abbiano svaligiato la Decathlon prima di partire. Tutti tranne noi, che non abbiamo le scarpe da trekking giuste, pantaloni da sci ingombranti e troppo pesanti, ma soprattutto non abbiamo la luce da testa e di conseguenza non possiamo vedere il Lago Baccio. Dopo circa un’oretta di camminata al buio su un sentiero sterrato che sarebbe stato meno faticoso percorrere con le all star, le guide hanno pietà di noi e ci riportano al rifugio.
Lo sforzo è stato accettabile ma la fame è comunque da lupi! Ceniamo nel grazioso Rifugio Vittoria gestito da Dario Fò. Bis di tagliatelle ai funghi (solo per i più privilegiati) e al ragù, polenta con salsiccia, patate, insalata, torte miste. Come digestivo vin brulè e tipico liquore alla liquirizia che ci portano a giocare al “lupo” con una ferocia inaudita. Dopo accese discussioni basate sul nulla, mandiamo al rogo dei poveri innocenti, vincono i cattivi e siamo pronti per andare a letto. Peccato per l’orrida compagnia, letto matrimoniale con Allespa e caldo atomico.

Il giorno seguente sveglia quasi all’alba, colazione esotica in baita con yogurt al mango e caffè e abbiamo di nuovo le ciaspole ai piedi. Alla luce di una giornata assolata e spettacolare ci inoltriamo nella Valle delle Tagliole e ormai ci sentiamo super confident: sculettiamo felici nella natura con i tacchi alti per aiutarci nelle salite. Con noi un cagnolino che ci sbeffeggia correndo e pisciandoci a fianco, fino a che non incontra un San Bernardo che rischia di farmi cadere sotto l’aggraziato peso dei suoi 200kg.
Miracolosamente sopravvivo e, dopo il meritato pranzo al Rifugio Giovo con torta e candeline, siamo pronti per rientrare, consapevoli che non rivedremo le ciaspole almeno fino al 2019.

Consigli utili:
- Se anche voi avete un amico che si chiama Lory evitate di affidargli l’organizzazione dell’escursione. Sottolineiamo infatti che la disorganizzazione del weekend è imputabile esclusivamente a lui, mentre tutti i nostri accompagnatori/guide si sono rivelati cordiali e professionali.
- Prima di partire controllate che la vostra macchina sia ok: gomme invernali e olio.
- Cosa sono le ciaspole? In pratica sono degli sci tozzi, probabilmente creati da chi non ha avuto la fortuna di imparare ad andare sugli sci veri. Doppia fatica, metà del divertimento.
- Cosa dovete indossare? Tutti vi diranno che servono vestiti specifici. Io ho indossato l’attrezzatura da sci e sono ancora viva. Se vi inoltrate in una ciaspolata notturna valutate l’acquisto di una luce da testa.
- Vi serve internet? Non preoccpuatevi, le password dei Wi-Fi nei rifugi sono più banali dei dialoghi dei Teletubbies, provate LagoSanto2017 e sarete subito online.

Contatti:
Località: Lago Santo (MO), Rifugio Alpino Vittoria,
41020 Pievepelago (Modena) Frazione Tagliole - Loc. Lago Santo Rifugio 0536-71509
Per prenotare il tour: http://www.itexists.it/tours/ciaspolata-lago-santo/
Per pranzo: Rifugio Giovo - http://www.rifugiogiovo.it/

La prima Ciaspolata non si scorda mai. Camminare sulla neve fresca con le ciaspole ai piedi, tra abeti bianchi e cieli tersi, è una sensazione ..

28/02/2018

Oca&Rum Entertainment | DARK (Netflix)

E’ il 2019 e nella cittadina tedesca di Winden piove ogni giorno, piove tantissimo, a volte piovono uccelli morti. E, quando succede, salta la luce e scompare un bambino, preferibilmente nel bosco, dove c’è una grotta da cui escono urla pazzesche.
A Winden nessuno sorride, soprattutto Jonas, un ragazzo dolce e tremendamente sfortunato, il cui padre si è tolto la vita misteriosamente e la madre è diventata l’amante di un uomo sposato chiamato Urlich, un ex teppistello con la faccia da pugile a fine carriera.

I costumisti di Dark sono gente pragmatica e Jonas indossa in ogni episodio lo stesso impermeabile giallo, di cui non ha scoperto il cappuccio e, infatti, è sempre fradicio, il che chiaramente non contribuisce al suo umore.
Immaginatevi poi quando scopre che c’è un modo per viaggiare nel tempo, arrivando al 1986, e che sarebbe possibile modificare il corso dei tragici eventi che hanno segnato la piccola cittadina, dove nulla succede, solo il peggio.
Jonas viene inghiottito in un tunnel di alberi genealogici degni di una telenovela sudamericana, schiacciato dalla propria coscienza presente e futura, si innamora della ragazza sbagliata e ci regala un finale più che aperto, lasciandoci perplessi sul perché, sul chi e sicuramente sul quando.

Se non siete meteoropatici e siete in astinenza da Stranger Things (che a parte l’incipit non c’entra una fava), questo è il rompicapo per voi.

DISAVVENTURE NEL BIONDO | CONSIGLI PER UN WEEKEND POCO SOBRIOChi beve acqua ha qualcosa da nascondere… ma le bionde non ...
24/02/2018

DISAVVENTURE NEL BIONDO | CONSIGLI PER UN WEEKEND POCO SOBRIO

Chi beve acqua ha qualcosa da nascondere… ma le bionde non hanno segreti.

***

La domenica è il giorno malinconico e piatto in cui ci riprendiamo dal sabato. Di domenica ci cadono le braccia e la voglia di vivere.
Per ribellarci a questo grigiore, noi Magnifici 7 partiamo alla volta delle langhe piemontesi e di un bel pranzo in famiglia che ci stronchi definitivamente.
Caffè in autogrill, playlist anni 90 e la voglia di programmare viaggi improbabili per i prossimi sei mesi a ve**re. Un brainstorming continuo, ma noi ci crediamo.
Arriviamo alla cantina Ca Neuva affamati come lupi e tentiamo un timido approccio alla vita agreste avvicinandoci con terrore ad un cavallo. Da bravi piemontesi, i padroni di casa sono molto cortesi e ci guidano in una piacevole degustazione di vini e prodotti locali.
Si uniscono a noi una vivace coppia argentina e due torinesi un po’ abbottonati per pareggiare la situazione. Lo show ha inizio e all’ennesimo calice siamo tutti amici. Complice un bicchiere di troppo, l’argentina inizia a parlare di lavoro sociale, di cocreazione e sostenibilità..e Guadio, per cui fatturare è secondo solo a limonare, inizia a sentirsi male. Inutili i tentativi della Fico e della Zorz di coinvolgerlo nella lettura delle “regole del bevitore perfetto”, il piccolo principe della finanza perde la bussola e la galanteria e ci delizia con battute piccate e piccanti..conquistando un invito ad una grigliata dalla coppia argentina!
Pranziamo all’alba delle 5 di pomeriggio alla Locanda del Nocciolo, con uno stinco di maialino che sa di felicità, e un altro round di vini che ci fa rientrare verso casa in un carpool karaoke degno di capodanno in piazza con Gigi D’Alessio.

Contatti
Azienda Agricola Cà Neuva di Abbona Sergio
Frazione S. Lucia 36
12063 Dogliani (cn) – ITALY
http://caneuva.com/cantina/
Consigliamo soprattutto il Langhe Nebbiolo doc, il Dogliani Superiore e L’Excelso.

La Locanda del Nocciolo
Localita' Chiarene, 4, 12060 Novello CN
http://www.locandadelnocciolo.it/
Menù degustazione con ottimo rapporto qualità prezzo

DISAVVENTURA NEL BIONDO | COSA REGALARE ALLA VOSTRA DOLCE META’Grassa cucina, magro testamento.***Marilyn diceva: “Diamo...
22/02/2018

DISAVVENTURA NEL BIONDO | COSA REGALARE ALLA VOSTRA DOLCE META’

Grassa cucina, magro testamento.

***

Marilyn diceva: “Diamonds are a girl's best friend”. Ma si sà, i gusti cambiano ed è così che adesso alle donne piace mangiare. E bene.
Anche alle bionde vamp piace sempre meno il luccichio accecante delle pietruzze e sempre più l'inebriante profumo della polenta taragna. E quindi al posto del solito ferro da stiro, grembiule da cucina o il Pandora da quattro soldi, perchè non regalarle una cena sopraffina?

Se volete proprio fare le cose in grande quello che Oca&Rum vi consiglia è il lussuoso ristorante del Mandarin hotel, niente popò di meno che in Montenapoleone a Milano.
Il nome è Seta: ed è subito doppia stella michelin!

NOTE IMPORTANTI:
• Dress Code: business creative white tie casual radical chic bla bla bla. INSOMMA dovete essere gnocche,del resto c’è stata anche Chiara Ferragni.
• Andate preparati. Lo chef si chiama Antonio Guida e spesso fa un giro tra i tavoli per i saluti. Non schivatelo come se fosse un venditore di rose ed evitate di chiedergli consigli sulla cottura del topinambur.
• Comportatevi a modo: i rutti non sono segno di apprezzamento, almeno in Italia. Schiamazzi e imprecazioni sono più da bar sport (ricordatevelo bene, soprattutto quando vi arriverà il conto).

Se per un attimo dimenticate che sarà la cena più cara della vostra vita, riuscirete a godervi questa esperienza extrasensoriale (e sentirvi un pò Paris Hilton).
Non ci credete? Vi leggo il menu degustazione:

OSTRICHE
con patate, peperoni, friggitelli e salsa allo Champagne.
(Io che sono un pò poco normale detesto le ostriche e mi hanno sostituito il piatto con un altro al cavolo e altri mille ingredienti, col senno di poi però avrei dovuto provarlo)

ASTICE BLU
arrosto con zabaione al passito di Loazzolo, miso bianco e Tè Matcha.
(Sopraffino. Ne avrei mangiate almeno altre 3 porzioni)

RISO
in cagnone con verdure, Maccagno e polvere di lampone.
(Questo è uno dei piatti celebri di Antonio Guida. Siamo rimasti sorpresi da quanto fosse azzeccato il contrasto con il lampone)

SPAGHETTI
con salsa di sgombro e seppie.
(il primo dove conosco tutti gli ingredienti!!!)

TRIGLIA
avvolta in foglie di bieta, salsa di granciporro e conciglie di mare.

TERRINA
tiepida di piccione al vadouvan e rigaglie di pollo.

PETTO DI PICCIONE
farcito con scaloppa di fegato grasso, salsa di pistacchio allo zafferano e rabarbaro.
(Altro piatto forte. E chi se lo immaginava che i piccioni erano così saporiti!)

MANDARINO
farcito con kumquat, castagne e gelato alla grue di cacao.
(Sappiate che si tratta del mandarino cinese dal nome impronunciabile. Talmente impronunciabile che non lo aveva capito nemmeno l'estroverso gruppo di cinesi di fianco a noi)

In più una sorpresa fuori menù: un dolce al mix tabacco/liquirizia/caffè che sostituisce in pieno la pausa sigaretta - ne sentirete il bisogno fisico anche nei mesi successivi (del resto la nicotina crea dipendenza).

Lo consiglio agli amanti del mangiar bene, ancora meglio se avete appena ricevuto al tredicesima.

OCA PLANET | RIEPILOGO MAROCCOIn tanti ci avete chiesto qualche indicazione in più sulla nostra disavventura in Marocco....
18/02/2018

OCA PLANET | RIEPILOGO MAROCCO

In tanti ci avete chiesto qualche indicazione in più sulla nostra disavventura in Marocco. Ecco l'itinerario completo (nella foto) con la lista di hotel e ristoranti che ci hanno veramente fatto sentire a casa e che consigliamo con piacere.
Dalla nostra esperienza, vi suggeriamo di includere la cena nel soggiorno, soprattutto nelle città piccole/di passaggio..tranquilli, non è come la pensione in Riviera con i nonni.

MEKNES
🛌 Riad D’Or http://riaddormeknes.com/
Splendida terrazza panoramica e ottima cucina.

🍸 Pavillon Des Idrissides – rooftop bar con vista sulla piazza principale https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g293735-d2092156-Reviews-Pavillon_des_Idrissides-Meknes_Meknes_Tafilalet_Region.html

FES
🛌 Riad Dar Cordoba http://www.darcordoba.com/en
Location molto suggestiva, da non perdere la bellissima Cordoba suite.

CHEFCHAOUEN
🍽️ Aladdin Restaurant – vista sulla piazza principale e ottimo pollo al limone.

VALLE DEL DADES
🛌 Ecobio Riad http://ecobioriad.com/
Immerso nella natura, un tranquillo rifugio con una vista mozzafiato.

MARRAKECH
🛌 Riad De L’Orientale http://www.riadorientale.com/
Posizione strategica e gentilezza dello staff.

🍸La Salama https://www.le-salama.com/
Radical chic per fumatori eleganti.

🍽️ La Terasse des épices https://terrassedesepices.com/en/
Ottima anche la cucina internazionale.

🍽️ Nomad https://nomadmarrakech.com/
Consigliatissima la “Date cake” allo zafferano.

DISAVVENTURA NEL BIONDO | LA VERITA' SU SAN VALENTINOA cosa serve l’amore quando hai una tartare al salmone.***Sono le o...
15/02/2018

DISAVVENTURA NEL BIONDO | LA VERITA' SU SAN VALENTINO

A cosa serve l’amore quando hai una tartare al salmone.

***

Sono le ore 20. Affaticata da una giornata lavorativa impegnativa, ti ricordi che il tuo frigo piange proprio come te. Hai bisogno di un po’ di coccole e di contatto umano, quindi decidi di accantonare l’idea di Deliveroo ed andare fuori a cena, convinta che quei 5 minuti di conversazione con il cameriere ti basteranno per non suicidarti. Ed è proprio nell'attimo in cui il tuo spirito si stava dando pace che te ne ricordi: è San Valentino.

Inutilmente contatti all'ultimo secondo qualche tua amica, nella speranza che sia sola come te, ma ti ricordi che tutti hanno una vita. Tutti tranne te. I ristoranti sono gremiti di gente, coppiette che mangiano a lume di candela e si sussurrano chissà quali parole d’amore. Eppure, mentre cammini disperato per le vie di Milano, vedi una luce. Un gradevole odore di pesce che ti scalda il cuore e ti solletica le narici. Ed è così che ho scoperto Fisherman, il locale che ha salvato il mio San Valentino ❤️

Menù composto da:
- LE MICCHETTE: panini di pesce sfiziosi a 9 €
- LE TARTARE di pesce da 10 €
- I FRITTI di pesce da 9 €

Ed anche una cena da Fisherman a San Valentino ti può insegnare qualcosa:
"a cosa serve l’amore quando puoi mangiare una tartare al salmone"

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Indirizzo

Via Mozart 14
Milan
20122

Sito Web

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