Inchiostro Nero

Inchiostro Nero Il podcast che svela gli aspetti più inquietanti della psiche umana.

03/08/2026

24 dicembre 1995, all’alba, isola di Creta. Su una spiaggia isolata vengono trovati due corpi: un uomo e una donna, legati insieme da una corda. Sono distesi sulla ghiaia, senza segni evidenti di colluttazione attorno.
L’uomo è Giovanni Baù, noto in Italia come “Mago Bauer”. La donna è Deborah Portoghese, sua compagna.
Le autorità greche parlano di un gesto volontario. Ma la ricostruzione presenta incongruenze: la posizione dei corpi, la corda, gli oggetti trovati, e alcuni dettagli della scena non coincidono con la dinamica ipotizzata.
Nei mesi emergono elementi che mostrano una vita complessa, rapporti tesi, movimenti e orari che non si allineano del tutto alla versione ufficiale. La scena del ritrovamento rimane difficile da decifrare.
Nonostante indagini e testimonianze, la morte di Giovanni Baù e Deborah Portoghese resta senza una verità definitiva, imprigionata in una dinamica che nessuno è mai riuscito a ricostruire fino in fondo.

30/07/2026

24 dicembre 1995, all’alba, isola di Creta. Su una spiaggia isolata...

22/07/2026

Il 26 luglio 1988 Roberta Lanzino, 19 anni, parte da Rende con il motorino per raggiungere la casa al mare della famiglia. I genitori la seguono in auto, ma una breve sosta li fa ritardare. Roberta imbocca una strada secondaria, chiede indicazioni a più persone, si perde, poi scompare. Il motorino viene ritrovato poco dopo, abbandonato vicino alla carreggiata. Il corpo di Roberta è scoperto in una scarpata, a pochi metri dalla strada: è stata aggredita, violentata, picchiata e uccisa. L’inchiesta parte subito in modo confuso: errori procedurali, reperti distrutti, testimonianze che non coincidono. Tre agricoltori locali vengono arrestati e poi assolti. Negli anni successivi emergono anche piste legate alla ’ndrangheta. Dopo due processi, depistaggi e indagini fallimentari, il caso resta irrisolto. I genitori di Roberta creano la “Fondazione Roberta Lanzino”, che da allora lavora contro la violenza sulle donne e sostiene le vittime.

13/07/2026

Parigi, agosto 1911. Il Louvre è chiuso, i corridoi sono quasi vuoti. Tra gli operai che circolano c’è un italiano di trent’anni, Vincenzo Peruggia, che ha lavorato più volte nel museo e conosce bene ingressi, abitudini, orari.
Quella mattina entra nel Salon Carré, stacca la Gioconda dalla parete, rimuove cornice e vetro, avvolge la tavola nel camice da lavoro e imbocca una scala laterale. Nessuno lo vede. Un gesto semplice, quasi ordinario.
Peruggia porta il dipinto nel suo appartamento parigino. Per due anni vive con il quadro in un ripiano ricavato sotto al tavolo, mentre la polizia francese brancola nel buio e il Louvre diventa teatro di sospetti, scandali e teorie fantasiose.
Nel 1913 decide di “restituirla”. Contatta l’antiquario fiorentino Alfredo Geri, proponendo la vendita del dipinto. L’incontro viene organizzato in un albergo: Peruggia apre la cassa, mostra la Gioconda. Il giorno dopo viene arrestato.
Al processo appare come un uomo ingenuo, convinto di aver compiuto un gesto patriottico. La condanna è lieve. Da quel momento la sua impresa sarà ricordata come il furto più famoso della storia.

05/07/2026

A Brindisi è una mattina tranquilla. Nella casa di via Tirolo, Fernanda Ricciardi, 84 anni, segue la sua routine: la cucina, le piccole cose di ogni giorno. Poco dopo mezzogiorno qualcuno entra in casa. Non ci sono segni di scasso, nessun oggetto fuori posto.
In cucina si consuma un’aggressione improvvisa e feroce: 94 coltellate. La scena non racconta una rapina, non suggerisce l’arrivo di estranei. È una violenza che nasce dentro quelle mura.
Gli investigatori ricostruiscono orari, spostamenti, testimonianze. Le tracce di viaggio, i comportamenti delle settimane precedenti, le parole dette a mezza voce da chi conosce la famiglia.
A poco a poco, il cerchio si chiude. L’aggressore non è un intruso: è qualcuno che Fernanda conosceva e che quella mattina ha varcato la soglia senza forzare nulla.
La verità arriverà solo alla fine dell’indagine: Davide Antonelli, suo nipote, un ragazzo di vent’anni in preda a confusione mentale e allucinazioni, è l’autore dell’omicidio.

Indirizzo

Milano
Milano

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Inchiostro Nero pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi