MNT TV

MNT TV MNT TV è la TV della diocesi di Mileto per promuovere una comunicazione che educa, unisce e costruisce comunità.

Ispirata al Global Compact on Education, racconta il territorio con uno sguardo evangelico su persone, famiglie e opere della diocesi

Caria, un Grest che diventa comunitàA Caria, in provincia di Vibo Valentia, il Grest 2026 “Laudato si’” promosso dalla P...
14/06/2026

Caria, un Grest che diventa comunità

A Caria, in provincia di Vibo Valentia, il Grest 2026 “Laudato si’” promosso dalla Parrocchia Trasfigurazione si conferma molto più di una semplice proposta estiva per ragazzi: è un vero cammino di fede, amicizia e condivisione che coinvolge l’intera comunità. Sotto la guida instancabile di Don Felice Palamara, parroco capace di parlare al cuore di tutti, l’iniziativa si trasforma in un’esperienza corale che unisce bambini, giovani, famiglie e anziani attorno ai valori del Vangelo e della fraternità. 🙏✨

Il Grest, in programma dal 15 al 30 giugno, si apre sabato 13 giugno con la Santa Messa, la consegna del kit, la salicciata e una serata di festa con spettacolo mangiafuoco e trampolieri 🔥🎪, segno di un avvio allegro e coinvolgente. Nei giorni successivi, il programma alterna momenti di preghiera, canto, laboratori creativi, giochi e pranzi comunitari, offrendo ai ragazzi un percorso ricco di contenuti educativi e relazionali. 🎶🤝🎨

Un paese in festa

Quello di Caria non è un Grest chiuso dentro i confini dell’oratorio, ma una proposta che ha saputo coinvolgere davvero tutto il paese. Le attività, infatti, non parlano soltanto ai più piccoli: la partecipazione dell’intera comunità fa sentire ciascuno parte di un unico progetto, in cui la parrocchia diventa casa comune, luogo di incontro e spazio di crescita condivisa. 🌟👨‍👩‍👧‍👦

Particolarmente significativa è la figura di Don Felice Palamara, oblato del Sacro Cuore di Don Mottola, sacerdote che con semplicità, zelo pastorale e sensibilità educativa riesce a creare legami autentici e a raggiungere persone di ogni età. La sua presenza è il segno di una pastorale viva, attenta, capace di unire spiritualità e concretezza, preghiera e servizio, formazione e gioia. ❤️⛪

I momenti principali

Il programma del Grest è ricco e ben articolato. Tra i punti salienti emergono le giornate di accoglienza con bans e preghiera, i laboratori manuali e creativi, i momenti di riflessione sul tema del giorno e i giochi di gruppo, che aiutano i ragazzi a crescere nello stare insieme. Non mancano iniziative speciali come la Giornata del Pane🍞, la Serata della Legalità con il dott. Pietro Comito, e le giornate fuori porta, tra cui la gita a Simbario al Parco dei Dinosauri 🦖 e quella a Monteporo, dedicata al rispetto dell’ambiente. 🌿

Tra gli appuntamenti più attesi anche la Giornata didattica a Pira Pora con contatto con la natura, la discesa della sacra effigie il 28 giugno, i giochi d’acqua e schiuma party a Tropea 💦🎉, e la grande conclusione del 30 giugno con festa finale, spettacolo e color party 🌈. È un calendario che unisce fede, educazione, divertimento e attenzione ai valori civili e ambientali, rendendo il Grest una vera scuola di vita. 📚💛

Il cuore dell’esperienza

Il tema scelto, Laudato si ,richiama con forza la cura del creato, la gratitudine per il dono della vita e la responsabilità verso gli altri e verso la casa comune. In questo senso, il Grest di Caria non è soltanto un insieme di attività estive, ma un percorso educativo che aiuta i ragazzi a scoprire la bellezza del fare squadra, del pregare insieme e del sentirsi parte di una comunità viva. 🌍🙏

Caria, grazie a Don Felice e alla sua parrocchia, mostra ancora una volta come una realtà piccola possa esprimere una grande ricchezza spirituale e umana. Quando una comunità sa mettere al centro i ragazzi, senza dimenticare nessuno, allora l’estate diventa davvero un’occasione di crescita per tutti. 💫🤍

Don Ignazio Schinella: la sua vita diventa il cuore della biblioteca diocesanaLa diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ha co...
12/06/2026

Don Ignazio Schinella: la sua vita diventa il cuore della biblioteca diocesana

La diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ha compiuto un atto di giustizia storica e riconoscenza spirituale. Il 11 giugno 2026, il vescovo Attilio Nostro ha deciso di intitolare la biblioteca diocesana a don Ignazio Schinella, sacerdote scomparso il 2 novembre 2017, con l'approvazione unanime del Consiglio Presbiterale. Non è una scelta arbitraria: è il riconoscimento di una vita che incarna per 44 anni l'ideale del "prete universale".

Don Ignazio nasce ad Arena, nella provincia di Vibo Valentia, il 1 febbraio 1949. Viene ordinato presbitero il 29 dicembre 1973 per la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. I suoi primi anni di sacerdozio lo portano a Posillipo, in Napoli, dove anima e accompagna giovani seminaristi verso il sacerdozio come educatore credibile, instancabile nella formazione delle nuove generazioni.

Rientrato in Calabria, a Catanzaro, diventa padre spirituale e successivamente rettore del Pontificio Seminario Teologico Regionale "San Pio X". Professore dell'Istituto Teologico Calabro, docente di teologia morale presso la Facoltà teologica dell'Italia Meridionale, si distingue come autore di numerose pubblicazioni di spessore etico, teologico e spirituale. La sua ricerca intellettuale si fonda sulla devozione al Beato Francesco Mottola, verso cui nutrì particolare devozione e dalla cui esperienza spirituale attinge costantemente nel ministero.

La sua missione non si limita agli uffici ufficiali. È padre spirituale al Seminario Maggiore di Napoli, vice-preside della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sezione "San Tommaso". Realizza viaggi faticosi e pieni di preghiera in tutta la Calabria, visitando persone in momenti difficili, attuando la compassione di Cristo con vicinanza umana e spirituale che tocca i cuore.

Don Enzo Chiodo, nel ricordo del compianto monsignore, lo descrive come "un vero padre. Capace di autentico e faticoso ascolto, mai superficiale o carico di pregiudizi, ma accogliente e consolante". È un vero oblato, capace di offerta e dono della sua vita per il bene delle anime e della Chiesa. La sua umanità, fede e ca**tà sono testimoniati da laici, seminaristi, religiosi, sacerdoti e vescovi che sperimentano un pastore "secondo il cuore di Cristo".

Evita sempre la superbia, confrontandosi con il popolo anonimo e semplice dal quale imparà a fare teologia e poesia. Le sue doti umane, culturali e spirituali lo rendono punto di riferimento per quanti lo conoscono. Lascia un segno profondo non solo in Calabria ma oltre i confini regionali.

Il vescovo Nostro decide l'intitolazione con approvazione unanime del Consiglio Presbiterale perché don Schinella unì doti umane, culturali e spirituali, diventando riferimento fondamentale. La biblioteca intitolata a lui tramanderá il suo impegno intellettuale e pastorale costante, essenziale per la formazione dei giovani sacerdoti.

Questa intitolazione si inserisce nel progetto di riqualificazione degli spazi del Seminario Vescovile "don Rocco Iaria" di Mileto. La cerimonia ufficiale avverrà questo autunno, quando la comunità diocesana si stringerà attorno al ricordo di un presbitero che seppe incarnare l'ideale mottoliano di prete universale.

Don Ignazio Schinella continua a essere "l'amico di Dio e degli uomini" che nella comunione dei santi intercede per la sua Calabria, terra di santi e peccatori. Intitolare la biblioteca a lui è atto di riconoscenza per il seme che, caduto a terra, produsse molto frutto nella Chiesa calabrese.

È giusto intitolare questa biblioteca proprio a lui perché la sua vita fu un'offerta costante, un esercizio continuo della compassione cristiana, un esempio di intelletto illuminato dalla fede. La biblioteca non sarà solo un luogo di libri, ma il cuore vivo di una spiritualità che continua a formare menti e anime.

Il suo nome ora illumina ogni volume, ogni pagina, ogni ricerca. Don Ignazio Schinella vive ancora, perché la sua eredità diventa strumento di formazione per le nuove generazioni di sacerdoti. La Chiesa Calabrese riconosce in lui uno dei suoi presbiteri più luminosi, un Modello di pastore che sapeva unire cultura profonda e amore pastorale.

Questa decisione è giusta, necessaria, doverosa. Perché don Schinella non fu solo un sacerdote: fu un prete universale, un intellettuale fedele, un padre spirituale instancabile, un uomo di Dio che amò la Calabria con tutto il cuore.

12/06/2026

🎬 La Lectio Divina di questa domenica è già disponibile! 🎬

Queste ultime settimane sono state un tempo di grazia e riflessione profonda. 🙏
In questa domenica del 14 giugno, XI del T.O. la Lectio Divina curata da Don Yesu, ci accompagna in un cammino di ascolto e incontro con il Signore. ✨📖

Ti invitiamo a guardare il video, lasciarti toccare dal messaggio e condividere questo dono con chi ami. ❤️📲

👉 Guarda, ascolta e rifletti insieme a noi.
Che il Signore sani il nostro cuore attraverso la Sua Parola. 🕊️✝️

🙏✨

12/06/2026

Oggi la nostra Diocesi si unisce alla Chiesa universale nella Giornata della Santificazione Sacerdotale. 🌍✝️

Preghiamo per tutti i nostri sacerdoti, per il loro ministero, per la loro fedeltà e per la loro gioia nel servizio, e in modo particolare per quelli che stanno vivendo la malattia, la fatica o la solitudine. 🤒🙏

La Chiesa ci ricorda che pregare per la santificazione dei sacerdoti significa pregare per il bene di tutto il Popolo di Dio, perché il loro ministero è ordinato alla santità di tutti. 🕊️❤️

Con Papa Leone XIV, rinnoviamo anche noi l’invito a vivere il sacerdozio come un dono totale, radicato nell’amore di Cristo e nella vicinanza al suo popolo. ✨✝️

Affidiamo tutti i nostri sacerdoti al Sacratissimo Cuore di Gesù ❤️, chiedendo per loro grazia, consolazione e forza. E chiediamo a tutti i laici della nostra Diocesi di sostenerli con la preghiera, con l’affetto e con la gratitudine. 🙏💞

SPAGNA OLTRE LA NARRATIVA: F***E OCEANICHE ACCOLGONO PAPA LEONE XIV DURANTE IL VIAGGIO APOSTOLICODi Don Salvatore Danilo...
10/06/2026

SPAGNA OLTRE LA NARRATIVA: F***E OCEANICHE ACCOLGONO PAPA LEONE XIV DURANTE IL VIAGGIO APOSTOLICO
Di Don Salvatore Danilo D'Alessandro

Mentre scrivo questo articolo, sto osservando le immagini che arrivano dalla Spagna in diretta. I foto e i video che circolano sui social mostrano f***e oceaniche a Madrid e a Barcellona, persone in attesa per ore lungo le strade, giovani accalpati per ascoltare. Papa Leone XIV incontra la gente con un sorriso semplice, mentre mani si protendono per toccare l'abito bianco.

Queste immagini stanno sorprendendo molti osservatori. A Madrid e a Barcellona, le f***e hanno atteso il Papa per ore. Migliaia di giovani si sono radunati nell'incontro con la gioventù, desiderosi di ascoltare parole vere. Nel Parlamento spagnolo, il Pontefice ha pronunciato un invito alla speranza e alla normalità con parole decise e ferme.

Questa realtà che stiamo vedendo ora non smentisce la Spagna descritta come paese progressista, secolarizzato, aperto ai diritti civili. La completa. Perché sotto la superficie di una società pluralista continua a vivere una domanda profonda di verità, di senso, di orientamento morale.

DATI CHE INVERTONO LA TENDENZA

Mentre i media internazionali raccontavano la Spagna come paese ormai lontano dalla fede, emergono dati che invertono la tendenza:

- Nel 2025, il 45% degli spagnoli tra i 15 e i 29 anni si è definito cattolico. Un dato che sorprende: nel 2020 erano appena il 31,6%.
- Nella fascia 18-24 anni, dal 33,9% del 2021 (il dato più basso di sempre) il numero è salito al 38,5% nel 2025, in soli quattro anni.
- I seminaristi in Spagna sono attualmente 1.066 giovani, con un aumento costante rispetto agli anni precedenti. L'età media è tra 25 e 30 anni, segno di una scelta più matura e consapevole.
- L'arcidiocesi di Madrid ha registrato 16.000 volontari per la visita del Papa, la maggior parte tra 18 e 35 anni.

LE IMMAGINI CHE STO VEDENDO

Le immagini che circolano ora sui social mostrano:

- Giovani che cantano e salutano il Papa con entusiasmo
- Famiglie con bambini in braccio che attendono per ore
- Persone anziane in prima fila con le bandiere spagnole
- Tante di folla che si spostano lungo le strade per seguire il Papa
- Espressioni di gioia e commozione nei momenti di incontro

GIOVANI PIÙ SPIRITUALI DELLE ALTRE FASCE D'ETÀ

Secondo i sociologi, i giovani oggi sono i più spirituali tra gli spagnoli delle diverse fasce d'età. Hanno molto meno timore di mostrarsi cattolici rispetto a qualche anno fa e si muovono con protagonismo sui social network.

UN SEGNALE PER LA CHIESA

Per la Chiesa il messaggio è chiaro: quando smette di inseguire le mode e torna ad essere sé stessa, annunciando con semplicità e verità, ritrova una capacità di parlare al cuore delle persone. La chiarezza non allontana, quando è accompagnata da credibilità e testimonianza. Al contrario, può diventare attrattiva.

La Spagna che vediamo in questi giorni non è un'altra Spagna. È la stessa, nella sua complessità. Una società attraversata da tensioni, ma anche da attese profonde.

Mentre le immagini del viaggio continuano ad arrivare, resta un dato evidente: quando la Chiesa parla con identità chiara e linguaggio comprensibile, non allontana automaticamente. Anzi, può sedurre.

Maierato, l’Infiorata che educa alla fede e costruisce comunità di Marilena ScolieriColori, profumi e immagini hanno ado...
09/06/2026

Maierato, l’Infiorata che educa alla fede e costruisce comunità di Marilena Scolieri

Colori, profumi e immagini hanno adornato le vie di Maierato, ma il significato più autentico dell'Infiorata del Corpus Domini è andato ben oltre la bellezza dei tappeti floreali. A rendere speciale la celebrazione è stata soprattutto la partecipazione di un'intera comunità che ha saputo ritrovarsi attorno a un progetto comune, coinvolgendo bambini, giovani e famiglie in un'esperienza di fede condivisa.

Dietro la bellezza dei tappeti floreali c'è stato un lungo percorso di preparazione che ha coinvolto l'intera comunità. Nelle settimane precedenti il Corpus Domini,il parroco Don Bernardino ha promosso incontri e momenti di confronto con i fedeli per approfondire il significato religioso della solennità. Un lavoro pastorale che ha accompagnato famiglie, giovani e bambini a riscoprire il valore dell'Eucaristia e il senso profondo della processione, trasformando la partecipazione all'Infiorata in un'esperienza di fede vissuta e condivisa, oltre che in una manifestazione di devozione popolare.

Nei giorni che hanno preceduto la festa, il lavoro di preparazione ha trasformato strade e piazze in luoghi di incontro e collaborazione. Accanto ai volontari, sono state soprattutto le famiglie a dare vita all'Infiorata, condividendo tempo, impegno e passione. Genitori e figli hanno lavorato fianco a fianco nella raccolta dei fiori, nella preparazione dei materiali e nella realizzazione dei quadri floreali, trasformando un'antica tradizione religiosa in una preziosa occasione di incontro tra generazioni. L'Infiorata è diventata così uno spazio di dialogo, partecipazione e trasmissione di valori, dove i più piccoli hanno potuto apprendere il significato dell'impegno comunitario attraverso l'esempio degli adulti.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione dei giovani, che hanno vissuto l'Infiorata come un'esperienza di crescita e condivisione. «Abbiamo lavorato insieme per diversi giorni e questo ci ha permesso di rafforzare amicizie, conoscerci meglio e sentirci parte di qualcosa di importante per il nostro paese. Non abbiamo soltanto preparato dei tappeti di fiori, ma contribuito a costruire un momento di unione per tutta la comunità. Vedere il risultato finale e la partecipazione di tante persone ci ha riempito di gioia e soddisfazione ha detto Davide
Parole che raccontano il valore di un'iniziativa capace di avvicinare le nuove generazioni alle tradizioni e alla vita della comunità ecclesiale.

La scelta di dedicare l'Infiorata a San Francesco d'Assisi, nell'anno dell'ottavo centenario legato alla spiritualità francescana, ha offerto ulteriori spunti di riflessione. Le immagini realizzate con i fiori hanno richiamato il messaggio di fraternità, semplicità e amore per il creato, valori che continuano a parlare con forza anche alle nuove generazioni.

Uno dei momenti più significativi è stato quello della processione eucaristica. A percorrere le strade infiorate non sono stati soltanto i bambini della Prima Comunione, ma tutti i bambini della comunità parrocchiale. Una scelta che ha reso ancora più evidente il carattere inclusivo della celebrazione e il desiderio di coinvolgere ogni famiglia nel cammino di fede della parrocchia. La presenza dei più piccoli, accompagnati dai loro genitori, ha donato alla processione un'immagine concreta di Chiesa vissuta come famiglia di famiglie.

Nel corso dell'omelia, il parroco Don Bernardino ha richiamato i fedeli al significato più profondo della solennità del Corpus Domini. Soffermandosi sul mistero dell'Eucaristia, ha spiegato la differenza tra una semplice trasformazione e la transustanziazione, evidenziando come, secondo la fede cattolica, nel pane e nel vino consacrati avvenga un cambiamento sostanziale che li rende realmente Corpo e Sangue di Cristo pur mantenendo immutate le apparenze esteriori. Un richiamo che ha aiutato i presenti a comprendere il cuore della celebrazione e il valore della presenza reale di Cristo nella vita della Chiesa.

Rossano ospita la Conferenza Episcopale Calabra: presente il neo vescovo di Locri-GeraceLa città di Rossano ha ospitato,...
09/06/2026

Rossano ospita la Conferenza Episcopale Calabra: presente il neo vescovo di Locri-Gerace

La città di Rossano ha ospitato, nelle giornate dell’8 e 9 giugno, la sessione di lavoro della Conferenza Episcopale Calabra, offrendo uno scenario di grande valore storico e spirituale per un importante momento di comunione ecclesiale. L’incontro ha riunito i vescovi delle diocesi calabresi in un clima di fraternità, preghiera e confronto, volto ad affrontare le principali sfide pastorali del nostro tempo.

Tra i partecipanti ai lavori, anche il neo eletto vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, S.E. Mons. Cesare Di Pietro, accolto con gioia da tutto l’episcopato calabrese. La sua presenza ha rappresentato un segno significativo di continuità e rinnovamento per la comunità diocesana, che si prepara ad accogliere il suo nuovo pastore.

Nel corso delle sessioni, i vescovi hanno condiviso riflessioni e orientamenti sui temi pastorali più urgenti, con uno sguardo attento alle realtà sociali, culturali e spirituali della Calabria. Il dialogo fraterno ha permesso di individuare percorsi comuni e rinnovare l’impegno della Chiesa nel servizio alle comunità, soprattutto in un contesto segnato da trasformazioni profonde e nuove esigenze pastorali.

Particolarmente significativa è stata la visita al Codex Purpureus Rossanensis, prezioso evangelario del VI secolo e riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Questo straordinario manoscritto, testimonianza viva della tradizione cristiana, ha offerto ai partecipanti un’occasione di contemplazione e di riscoperta delle radici della fede, custodite e trasmesse nel corso dei secoli.

L’incontro di Rossano rappresenta così non solo un momento istituzionale, ma anche un segno concreto di unità e corresponsabilità ecclesiale. Per la Diocesi di Locri-Gerace, esso segna l’avvio di un nuovo cammino, vissuto nella gratitudine e nella speranza, affidando al Signore la missione del nuovo vescovo e di tutta la comunità diocesana.

Pizzo rinnova la tradizione: la solenne processione del Corpus Domini nella fede e nella devozione popolare di Anna Nirt...
08/06/2026

Pizzo rinnova la tradizione: la solenne processione del Corpus Domini nella fede e nella devozione popolare di Anna Nirta

PIZZO CALABRO – La città di Pizzo ha vissuto, domenica 7 giugno, un momento di straordinaria intensità spirituale e comunitaria. In occasione della solennità del Corpus Domini, le vie del centro storico e della marina si sono trasformate in un unico, grande percorso di fede, celebrando il legame profondo tra la comunità locale e la tradizione eucaristica.

Nel pomeriggio, presso il Santuario di San Francesco di Paola, ha avuto luogo la Celebrazione Eucaristica, presieduta dai sacerdoti della comunità pizzitana, e al termine si è svolta la solenne processione.
Da lì, il corteo, composto da fedeli, confraternite e autorità cittadine, ha iniziato il suo lento e solenne incedere attraverso le caratteristiche viuzze del centro storico. Un’atmosfera carica di raccoglimento ha accompagnato il passaggio del
Santissimo Sacramento, trasformando le strade in un santuario a cielo aperto.

Non è stata solo una celebrazione religiosa, ma una vera e propria testimonianza di identità culturale. Seguendo un’antica e sentita usanza locale, le famiglie residenti lungo il percorso hanno abbellito i propri balconi con coperte antiche, ricami preziosi e drappi colorati, un gesto simbolico per accogliere degnamente il passaggio dell'Eucaristia.

Questo "abbraccio" visivo delle case ha reso le strette vie di Pizzo un palcoscenico di devozione domestica: vedere questi tessuti, spesso custoditi con cura dalle nonne e tramandati come cimeli di famiglia, esposti al passaggio del Santissimo, ha regalato un senso di continuità storica che ha emozionato molti dei presenti.

Ad arricchire ulteriormente il cammino, la maestria e la devozione dei fedeli hanno dato vita a numerosi altarini, allestiti con cura certosina in vari punti del tragitto.
Decorati con fiori freschi, candele e simboli eucaristici, questi angoli di preghiera sono diventati tappe fondamentali di sosta, dove il corteo si è fermato per brevi momenti di
adorazione, creando un contrasto suggestivo tra la bellezza paesaggistica di Pizzo e il fervore spirituale dell'istante.

La processione ha poi concluso il suo itinerario raggiungendo la Parrocchia del borgo marinaro, dove il rito si è chiuso in un clima di gioia condivisa.
Quella vissuta ieri a Pizzo non è stata solo una ricorrenza liturgica, ma un momento di forte coesione sociale: un’occasione in cui il tempo sembra essersi fermato per far spazio alla preghiera comunitaria, rinsaldando le radici di una cittadina che, ancora una volta, ha saputo onorare con solennità e partecipazione le proprie tradizioni più care, confermando come queste non siano solo ricordi del passato, ma pilastri vivi su cui poggia l'identità collettiva della cittadina di Pizzo.

Giubileo parrocchiale di don Vincenzo ZapponeLa comunità parrocchiale "Santa Maria de Latinis e San Sebastiano" in Geroc...
08/06/2026

Giubileo parrocchiale
di don Vincenzo Zappone

La comunità parrocchiale "Santa Maria de Latinis e San Sebastiano" in Gerocarne sta vivendo un anno speciale di indulgenza in occasione del centenario della dedicazione della chiesa.
Prima del terremoto del 1783 in Gerocarne vi erano due parrocchie: una di rito Greco (San Sebastiano martire) edificio che risulta già attivo nel 1630, l’altra di rito latino (Santa Maria de Latinis).
Dopo il terremoto del 1783, vi è stata l’unificazione delle due parrocchie nel titolo di “Santa Maria de Latinis e San Sebastiano”.
L’attuale chiesa parrocchiale è stata ricostruita in tre tempi: 1813-1814-1815. L’ultimo restauro importante è stato eseguito nel 1924/25.
Il 29 Agosto del 1925 S. E. Mons. Paolo Albera, Vescovo di Mileto, alla presenza del parroco del tempo, Sac. Andrea Sirgiovanni, «circondato da numeroso clero e da tutto il popolo plaudente» consacrava l’edifico sacro con rito solenne.
Per tale motivo la Chiesa parrocchiale ha ottenuto dalla Penitenzeria Apostolica la grazia di vivere un anno straordinario dal 1 Agosto 2025 al 1 Agosto 2026. Il 29 Agosto 2025 il nostro vescovo Mons Attilio con una solenne celebrazione Eucaristica ha commemorato questo lieto evento.
Ieri, in occasione della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, tutta la comunità si è riunita per celebrare al meglio il Signore.
In diversi punti della comunità sono stati preparati altarini, infiorate me addobbi vari coinvolgendo diverse persone nell'iniziativa.
Ognuno ha collaborato come ha potuto: un'intera comunità si è stretta in Adorazione attorno al Re dei Re, Cristo Gesù.

08/06/2026

Comunità viva !
di Maria Teresa Ruggiero

Dietro la meraviglia dell'Infiorata di ogni anno non ci sono solo disegni e colori. C’è qualcosa di molto più grande: il valore del noi.

Vedere l’intero paese di Filadelfia stringersi intorno a una tradizione, lavorare fianco a fianco per ore, condividere la fatica e i sorrisi, ci ricorda una verità fondamentale: lavorare insieme non è solo produttivo, è profondamente arricchente.

Un grande grazie a chi ha progettato, a chi ha faticato, a chi ha regalato un sorriso o un'ora del proprio tempo.

Ogni tappeto decorativo terminato oggi per il Corpus Domini è il ritratto della nostra comunità. Unita, forte e capace di creare pura bellezza quando unisce le forze per accogliere il passaggio del Santissimo.

Questa è la bellezza di essere una comunità viva, attiva e connessa.❤

Indirizzo

Via C. Battisti, 2
Mileto
89852

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