17/06/2026
Da oggi in libreria
Dall'altra parte
di Bernardo Atxaga
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“Gufo solitario, gufo che grazie alla morbidezza delle tue piume ti muovi senza fare il minimo rumore, tu, il più silenzioso degli uccelli, con i tuoi grandi occhi e il tuo udito finissimo, tu che fin dai tempi dell’antica Grecia hai goduto di una meritata fama di saggio, tu che sei sempre vigile, dimmi, cosa hai visto ieri notte, mercoledì 28 aprile 2010, al Rancho San Rafael Regional Park di Reno, Nevada?”
“Senza entrare nei dettagli, ti dirò che ho visto un centinaio di oche, quelle che con i loro continui escrementi trasformano la zona dello stagno in un fango disgustoso e che poi, quando vagano, sporcano la zona della reception e talvolta anche il padiglione Cinese. Ho visto anche una cinquantina di anatre, delle quali potremmo dire lo stesso.
Non ho visto cani, perché i loro proprietari li avevano già portati a casa dopo aver fatto, anche loro, i loro bisogni. C’erano scoiattoli, rospi, uccellini, ragni e procioni, e una famiglia di coyote che girava stupidamente intorno al recinto dei pavoni, perché è da stupidi cercare di entrare in un recinto completamente chiuso. Come è logico, non mancavano i topi. Ce n’erano tantissimi. Da questo punto di vista, questo parco seminaturale di Reno è meraviglioso.
Mi ricordo che quando vivevo nel New Mexico non ce n’erano quasi, ed ero costretto a mangiare serpenti, il che era un po’ scomodo. I serpenti hanno un sapore più strano dei topi e sono più difficili da cacciare. A proposito, anche qui ci sono serpenti, soprattutto nella parte alta del parco, dall’altra parte della tangenziale McCarran, già in montagna; ma, in generale, non mi avvicino quasi mai a quel posto, solo quando sento nostalgia dei sapori del New Mexico”.