21/08/2026
Ma perché proprio quello st***zo?
Voi non avete idea di quante volte, in consulenza e non solo, mi venga rivolta questa domanda.
E allora parliamone un momento, ma facciamolo in chiave astrologica, nel linguaggio che conosco meglio...quello del mio amato Cielo.
Perché, prima o poi capita a tutti, o quasi.
Incontriamo una persona e, nonostante una parte sufficientemente funzionante del nostro cervello ci suggerisca di scappare, noi restiamo lì.
Anzi, no, facciamo anche di peggio...noi ci innamoriamo.
E magari i segnali c'erano tutti.
Complicato, anaffettivo, inaffidabile, impegnato, sfuggente o solo tanto st***zo.
E più ne vediamo le miserie e più ci ritroviamo lì dentro, in quel miscuglio di emozioni contrastanti.
E allora la domanda nasce spontanea: "Perché proprio quello st***zo?"
E qui l'Astrologia può raccontare cose molto interessanti.
Perché noi siamo convinti di scegliere le persone che ci piacciono.
Ma non sempre è così...anzi, non è quasi mai così
Perché, molto spesso, scegliamo quelle che riconosciamo.
E le due cose sono profondamente diverse.
Il nostro Tema Natale racconta anche il nostro modo di amare, ciò che desideriamo, quello di cui abbiamo bisogno e, soprattutto, quelle parti di noi che ancora non conosciamo abbastanza.
Ed è proprio lì che spesso si nascondono le attrazioni più devastanti.
Venere é quello che ci piace...e allora partiamo da lei
Venere racconta ciò che ci attrae, il nostro modo di vivere l'amore, il piacere, la seduzione.
Ma racconta anche quanto pensiamo di meritare.
E questo dettaglio non è da poco.
Perché se dentro di me esiste la convinzione, costruita nell'infanzia e nei limiti affettivi di quel tempo, di dovermi conquistare l'amore, probabilmente troverò irresistibile qualcuno che me lo farà sudare.
Se ho imparato che amare significa aspettare, potrei innamorarmi proprio di chi non arriva mai.
Se ho imparato che l'amore va meritato, quello che mi ama semplicemente potrebbe sembrarmi persino poco interessante.
"Non sento le farfalle."
E grazie al caxxo.
Magari quelle che chiami farfalle sono semplicemente ansia.
Poi c'è Marte.
Lui parla del desiderio, dell'istinto, della sessualità, di ciò che ci accende...e, purtroppo, ciò che ci accende non coincide necessariamente con ciò che ci fa bene.
Possiamo avere davanti una persona meravigliosa, affidabile, presente, emotivamente disponibile...e non provare assolutamente nulla.
Poi arriva quello che sparisce per tre giorni, torna con un "ciao, che fai?" alle undici di sera e improvvisamente sentiamo Beethoven.
Ecco, quel trambusto emotivo non è detto che sia necessariamente amore.
A volte è Marte...e si sa, lui è un po' caxxone e molto istintivo.
Ed eccoci alla Luna...a colei che ci racconta quali siano i nostri bisogni.
Lei è la parte più antica, fragile e inconsapevole di noi.
La Luna racconta ciò che abbiamo imparato molto presto sull'amore.
Come siamo stati accuditi.
Come abbiamo imparato a chiedere attenzione.
Che cosa significhi, per noi, sentirci al sicuro.
Ed è qui che la faccenda si complica.
Perché spesso da adulti cerchiamo inconsapevolmente qualcosa che somigli a ciò che abbiamo già conosciuto...anche quando quel qualcosa altro non è che la memoria di un dolore.
Non perché siamo masochisti, ma perché è familiare.
E l'Anima tende spesso a tornare nei luoghi conosciuti, e lo fa nella speranza, questa volta, di cambiare il finale.
Come andrà a finire è facilmente intuibile
Poi guardiamo la settima casa, quella delle relazioni.
Quella dell'altro, ma anche, molto spesso, quella delle parti di noi che proiettiamo sugli altri.
Ed ecco che incontriamo qualcuno che possiede esattamente ciò che noi non riusciamo a vivere.
La persona estremamente libera per chi non riesce mai a concedersi libertà.
Quella dominante per chi non sa affermarsi.
Quella irresponsabile per chi passa la vita schiacciato dal senso del dovere.
Quella emotivamente irraggiungibile per chi continua disperatamente a cercare conferme.
E ce ne innamoriamo.
Perché, in qualche modo, quella persona sta vivendo qualcosa anche al posto nostro.
E Plutone?
Ecco, quando entra pesantemente nelle dinamiche affettive, soprattutto con Venere, Luna o Marte, l'amore può smettere di essere una passeggiata.
Diventa ossessione, magnetismo, possesso, paura di perdere.
Quelle relazioni nelle quali sai perfettamente che stai male, tutti intorno a te sanno che stai male, probabilmente persino il gatto sa che stai male...ma tu non riesci ad andartene.
Perché Plutone non vuole semplicemente farci innamorare...non no, lui vuole trasformarci.
E certe persone entrano nella nostra vita non per restare.
Entrano per demolire qualcosa.
E Nettuno, con l'amore che non esiste...ne vogliamo parlare?
Lui è quello del: "Io so che in fondo mi ama."
Ma in fondo dove?
Perché magari questo non telefona, non si presenta, non prende una decisione da sette anni e vive felicemente con un'altra persona.
Ma noi abbiamo visto la sua Anima.
Certo.
Peccato che sarebbe stato utile vedere anche la realtà.
Nettuno può regalarci un amore meraviglioso, spirituale, profondo.
Ma quando viene vissuto nella sua parte più fragile può farci innamorare non della persona che abbiamo davanti, ma di quella che immaginiamo possa diventare.
E lì possiamo aspettare una vita.
E poi c'è lui, il grande vecchio. Saturno.
Ecco, nelle relazioni è quello che ci presenta il conto.
Può farci incontrare persone difficili, distanti o apparentemente irraggiungibili, ma soprattutto ci costringe a capire dove finisce l'amore e comincia la paura di restare soli.
E quando abbiamo imparato la lezione, spesso scopriamo che quello che chiamavamo "amore eterno" era soltanto qualcosa che non avevamo il coraggio di lasciare.
Urano, invece, arriva e scompiglia tutto.
È il colpo di fulmine, l'attrazione improvvisa per qualcuno completamente diverso da ciò che avremmo immaginato, quello che entra nella nostra vita, ribalta il tavolo e magari dopo sei mesi se ne va. Non sempre viene per costruire: qualche volta viene semplicemente per liberarci.
E poi c'è Giove, che amplifica tutto ciò che incontra.
Può regalarci entusiasmo, fiducia e la sensazione di aver finalmente trovato "quello giusto", ma può anche farci vedere una relazione molto più grande e meravigliosa di quanto sia realmente.
Perché pure l'ottimismo, quando esagera, può farci prendere delle gran cantonate.
Quindi siamo condannati?
Ma no!
Ed è questa la parte più bella dell'Astrologia.
Perché il Tema Natale non è una condanna: è una mappa.
E conoscere certi meccanismi non significa evitare qualsiasi dolore.
Significa almeno imparare a riconoscerlo.
La domanda iniziale era sullo st***zo e a quella ho risposto, cercando di spiegare, ovviamente in linea generale, i punti del Tema, e della personalità, nei quali si possa ricercare una dinamica così dolorosa.
Poi, ovviamente, ad ognuno il proprio Tema e la propria analisi.
Ma, ad un certo punto della vita, a patto che si sia veramente lavorato su se stessi, dovrebbe succedere una cosa meravigliosa. Quello che prima ci attraevacomincia a non piacerci più.
Non perché siamo diventati freddi, ma perché siamo cresciuti.
Allora quello che prima chiamavamo passione iniziamo a riconoscerlo come instabilità.
Quello che chiamavamo mistero diventa indisponibilità emotiva.
Quello che chiamavamo destino magari era soltanto una ferita, magari di mamma e papà, che ne aveva riconosciuta un'altra.
E allora forse la domanda da fare non è più: Perché incontro sempre gli stronzi?"
La domanda è: "Perché, tra cento persone, io continuo a scegliere proprio quello?"
Perché gli stronzi esistono.
Esisteranno sempre, ma noi non siamo obbligati a innamorarcene.
E quando finalmente comprendiamo quale parte di noi li trovava così irresistibili...magari continuano pure ad essere stronzi.
Solo che a noi non piacciono più.
Ed è già un'enorme forma di libertà.
Insomma, non c'è nulla che somigli al "per sempre", come non esiste la sfiga o roba avaria
C'è solo una vita con le sue ferite, con mancanze affettive, magari accompagnata da un' infanzia faticosa, e da lì parte tutto.
" Conosci te stesso", diceva qualcuno.
"Conosci il tuo Cielo", dico io.
Perché quel Cielo è il cammino dell'Anima e il riconoscimento delle nostre ferite, con la consapevolezza che ne consegue.
E allora, forse, smetteremo pure di scegliere stronzi.
Federica Giannini