30/05/2026
LA MERENDA
Ieri ho preparato la merenda per mio nipote, ma poi ho dimenticato di metterla nello zaino. Eppure devo riconoscere che è un bambino in gamba e che sarebbe perfettamente in grado di preparare la sua cartella da solo. Questa volta, però, si è fidato dell'autorità dell'adulto.
Alle 12 mia figlia mi ha segnalato che il portamerenda era rimasto sul tavolo.
Voglio essere chiara: la cosa, in sé, non era grave. Un bambino non muore di fame per una giornata senza merenda, soprattutto se alle 12.30 lo aspetta il pranzo in mensa.
Io, però, mi sono sentita la solita distratta, incapace di portare a termine le cose. Poi è arrivato il senso di colpa per la lunga mattinata di Noah senza nulla da mangiare e, infine, il dispiacere nei confronti di mia figlia, immaginando che avesse pensato: «Davvero non posso fidarmi di mia madre».
Alle 16.30, però, al ritorno da scuola, ho ricevuto una bellissima risposta.
Noah non aveva diviso la merenda con nessuno e nessuno aveva rinunciato a parte della propria per lui. Semplicemente, teneva sotto il banco un pacchetto di grissini che aveva lasciato lì proprio per affrontare eventuali situazioni impreviste, come una merenda dimenticata.
Che sollievo! Non solo non aveva sofferto la fame, ma ho anche scoperto qualcosa di importante.
Noah dispone già di risorse personali per far fronte alle difficoltà.
Noi adulti dimentichiamo che i bambini non sono piccoli incapaci da proteggere in ogni momento. Sono persone in crescita, che imparano ad affrontare gli imprevisti, a cercare soluzioni e a trovare dentro di sé le risposte ai propri bisogni.