04/09/2026
Oggi vi presentiamo Luca Casarin, sviluppatore software e curioso per natura.
Ciao a tutti, sono Luca, ho 27 anni e da otto mi occupo di sviluppo software all’interno del team .srl.
Mi definisco , empatico e, soprattutto sul lavoro, un po’ pignolo. In fondo, credo siano tre sfumature della stessa cosa: la voglia di capire.
Mi piace osservare, ascoltare e andare a fondo, soprattutto quando si tratta di capire come funzionano le cose. Non solo nella tecnologia: da sempre mi incuriosisce il modo in cui pensano e si comportano le persone. Per questo, dalla maturità, mi porto dietro la voglia di studiare psicologia, cosa che ancora oggi sorprende i miei colleghi.
La passione per la è nata da bambino, giocando al computer con mia sorella. Da lì sono arrivato alla programmazione, trasformando una passione in un lavoro. Quello che mi affascina di più è trovare soluzioni: non mi basta che qualcosa funzioni, mi piace capire il perché e se può essere fatto meglio.
In questi otto anni in mind@ware sono cresciuto insieme alle persone con cui lavoro. Apprezzo soprattutto la fiducia che mi viene data quando mi affidano un progetto o la ricerca di una soluzione: una responsabilità che mi dà soddisfazione e motivazione.
Fuori dal lavoro mi alleno in palestra, più per sfogo e disciplina che per hobby, e mi piace cucinare per le persone che amo.
Il viaggio che ricordo con più affetto è , un’ esperienza fatta di prime volte: il primo tentativo di fare surf, il primo bagno nell’oceano e paesaggi mozzafiato.
Se potessi scegliere un superpotere, sceglierei di riavvolgere il tempo. Non per cambiare il passato, ma per vedere chi sarei diventato scegliendo strade diverse.
Per il prossimo anno ho un obiettivo concreto: andare a convivere. Tra dieci anni mi vedo con una famiglia, quindi direi che è un buon punto da cui cominciare.
Sulla mia scrivania non possono mancare la mia patata positiva, che avete già conosciuto, e un piccolo ventilatore. Soffro molto il caldo e in ufficio mi definiscono il termosifone umano.
Ultimo dettaglio: l’ora del mio orologio è volutamente sbagliata.
Il motivo? Preferisco lasciare un piccolo mistero.
Luca