01/10/2026
Se la qualità dell’ospitalità made in Italy è cresciuta, si deve anche alle cantine italiane che, negli ultimi anni, hanno puntato forte sul turismo del vino per diversificare il business con ingenti investimenti in strutture ricettive di alto livello e in ristoranti di alta cucina, spesso ispirando l’intero settore dell’hôtellerie. Lo conferma la nuova selezione delle “Chiavi Michelin”, svelata, nei giorni scorsi, dalla , con l’Italia “regina” europea con 224 hotel premiati su 2.832 strutture in tutto il mondo (con gli Stati Uniti al primo posto, e con la Francia dietro al Belpaese), e delle quali ben 19 sono legati al vino (2 w**e resort con “Tre Chiavi”, 5 con “Due Chiavi” e 12 con “Una Chiave”, con 2 new entry). Una selezione che racconta un nuovo concetto di lusso in chiave esperienziale, che porta i viaggiatori a cercare privacy, autenticità, benessere e un legame sempre più forte con il territorio di cui il vino è un simbolo, e con l’enogastronomia che si conferma una delle principali motivazioni di viaggio, tanto che molte strutture comprendono anche ristoranti stellati immersi tra i vigneti. Come il “Tre Chiavi Michelin” Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel, del gruppo Rosewood Hotels con la sua ampia proprietà, con 42 suite e 11 ville private, la Spa, l’unico golf club privato d’Italia, oltre alla storica cantina Castiglion del Bosco con i vigneti di di Montalcino circondati dalla splendida macchia mediterranea, e che vanta il ristorante bistellato Campo del Drago con lo chef Matteo Temperini ed il suo grande orto (e, che giovedì 24 settembre, ospiterà il riservatissimo matrimonio tra il cantante e leader dei Måneskin, Damiano David, e l’attrice americana, Dove Cameron).
Domina la Toscana, ed anche Montalcino, anche tra i w**e relais con “Una Chiave Michelin”. Si va da Castello Banfi Il Borgo Relais & Châteaux, tornando a Montalcino, che, con 14 tra camere, ville e suite, una Spa, due ristoranti, di cui uno stellato, la “Sala dei Grappoli”, con lo chef Domenico Francone, un’enoteca, una balsameria ed il Museo del Vetro, rappresenta da sempre uno dei riferimenti del turismo del vino in Italia, oltre che una pietra miliare della storia del Brunello di Montalcino, a Villa Le Prata - Residenza del Vescovo, raffinato w**e resort ancora tra i vigneti di Brunello, nato dal restauro di un casino di caccia ottocentesco.
https://www.montalcinonews.com/2026/10/enoturismo-montalcino-ai-vertici-con-tre-campioni-chiavi-michelin-le-cantine-che-fanno-crescere-la-qualita-dellospitalita/