Primavera non bussa

Primavera non bussa Primavera Non Bussa

15/06/2026

Sgradevole?...eh...

15/06/2026

Il 15 giugno 1933 nasceva Sergio❣️
Il signor Endrigo da Pola è stato più avventuroso di quanto si creda, mai compromesso, mai banale, quasi sempre ispirato.

SERGIOTi chiamavi Sergio.Sergio Endrigo.E sei nato il 15 giugno 1933, a Pola, in una terra che nel Novecento ha insegnat...
15/06/2026

SERGIO

Ti chiamavi Sergio.
Sergio Endrigo.
E sei nato il 15 giugno 1933, a Pola, in una terra che nel Novecento ha insegnato a troppe persone che cosa significhi perdere una casa senza aver fatto nulla per meritarselo. L’esodo istriano non è stato soltanto un fatto storico: è stato uno strappo. E tu quello strappo te lo sei portato dentro per tutta la vita, trasformandolo in musica.

In Italia abbiamo avuto tanti cantautori.

Abbiamo avuto i poeti, gli incendiari, i rivoluzionari, gli intellettuali, i filosofi con la chitarra, i provocatori. Ma tu eri qualcosa di diverso.

Tu eri la malinconia gentile.

Non alzavi la voce. Non cercavi di stupire. Non avevi il bisogno di apparire più intelligente del pubblico. Non facevi del dolore uno spettacolo. Lo raccontavi come si raccontano le cose vere: con pudore.

Cantavi gli amori che finiscono senza sb****re la porta. Le persone che si perdono senza odiarsi. Le nostalgie che non fanno rumore ma restano lì, ostinate, negli angoli della vita.

“Lontano dagli occhi”.

Una delle canzoni più tristi mai scritte sull’assenza. Non il dramma teatrale dell’abbandono. Qualcosa di più adulto e devastante: la consapevolezza che si possa continuare ad amare qualcuno anche mentre lo si perde.

“Canzone per te”.

La vittoria a Festival di Sanremo 1968 insieme a Roberto Carlos. Una canzone che sembra una resa e invece è un atto di coraggio: accettare che l’amore finisca senza trasformarlo in una guerra.

“Teresa”.

Forse una delle tue dichiarazioni d’affetto più luminose. Tenera senza essere sdolcinata. Delicata senza essere fragile.

E poi “Aria di neve”.

Una canzone che contiene già nel titolo tutto il tuo mondo: la bellezza, il freddo, la distanza, il silenzio. Quella capacità tutta tua di rendere poetico persino ciò che fa male.

Eri un uomo schivo, spesso sottovalutato in un Paese che premia chi urla più forte. Hai attraversato gli anni delle grandi personalità della canzone italiana senza mai tradire te stesso. Non hai inseguito le mode. Non ti sei reinventato per convenienza. Sei rimasto Sergio Endrigo.

Che, in fondo, era già abbastanza.

Forse persino troppo, per un’epoca che non sempre ha saputo riconoscere la grazia.

Perché tu non eri il cantautore delle certezze assolute.

Eri il cantautore delle sfumature.

Di quelle persone che si amano male ma sinceramente. Delle separazioni educate. Dei ricordi che arrivano all’improvviso, magari mentre fuori piove. Della tristezza composta di chi sa che vivere significa anche imparare a lasciare andare.

E poi c’erano le canzoni per bambini. “Ci vuole un fiore”, “La casa”, nate dall’incontro con Gianni Rodari. Perché anche lì avevi capito qualcosa che altri ignoravano: parlare ai bambini non significa semplificare il mondo, ma restituirgli stupore.

Sei morto il 7 settembre 2005.

Ma certe voci non se ne vanno davvero.

Restano nelle sere d’inverno, nelle radio accese per caso, nei dischi consumati dai genitori, nelle parole che ci tornano in mente quando qualcuno che abbiamo amato diventa improvvisamente lontano dagli occhi.

E forse anche un po’ dal cuore.

O forse no.

Perché se c’è una cosa che Sergio Endrigo ci ha insegnato è che alcuni sentimenti non finiscono.

Cambiano forma.

E continuano a farci compagnia, con la discrezione dei veri signori.

- Beati quelli di Houston, che hanno solo un problema. -

Avanti un altro! 🤷‍♂️
15/06/2026

Avanti un altro! 🤷‍♂️

14/06/2026

"...ma il tempo.. il tempo chi me lo rende..."
Auguri Guccio!!❣️🫂

Auguri Francesco Guccini ❣️❣️❣️
14/06/2026

Auguri Francesco Guccini ❣️❣️❣️

Auguri Maestrone!!Avevo 19 anni quando uscì "Signora Bovary".Allora un disco quando lo avevi tra le mani si iniziava con...
13/06/2026

Auguri Maestrone!!
Avevo 19 anni quando uscì "Signora Bovary".
Allora un disco quando lo avevi tra le mani si iniziava con leggere tutti i crediti sul retro di copertina...poi la busta con i testi che sapevi sarebbero stati sottolineati, evidenziati....e quel disco...quel rosso intenso - Guccini - "Signora Bovary"...i testi in oro.
Sono partito da lí..."in fondo alla notte c'è ancora c'è ancora" poi sarebbe arrivato il tempo anche della mia "Culodritto", e da lì in tutte le piogge di ogni Aprile ho ricercato " un'occasione ladra, un infinito, un ponte, per ricominciare"
I dischi, che erano pochi o meglio erano pochi quelli che potevo permettermi, duravano mesi, anni.
Quello dura ancora.
Ed il cammino è stato tutto accompagnato dalle "cose" del Maestrone.
Che da lí, si andò a ritroso intanto che ci si viveva addosso e l'anima vibrava al quel QUASI di quella canzone quasi d'amore.
"..perché Siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni e abbiamo gli stessi mali siamo vigliacchi e fieri, saggi, falsi, sinceri...coglioni".
La scoperta di quelle STANZE e la ricerca di quel Piero in ogni amico "...e d'illusioni non ne abbiamo avute o forse si ma nemmeno ricordo,tutte parole che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno.."
E gli sciagurati amori , che poi cosí sciagurati non sono stati mai, avevano sempre una Tua canzone, una Tua frase.
Per le sconfitte rialzar le vele che l'errore era sempre aver creduto speciale una storia normale.
Intanto il tempo passava, è passato e se è pur vero che " da tempo e mare non si impara niente"...si palesa ogni anno " ...che a vent'anni si è stupidi davvero, quante b***e si han in testa a quell'età..." ma anche a trenta poi a quaranta...Mi piace pensarTi anche ad ottanta e cinque... con la testa piena di quelle b***e là ad aspettare ancora quel vento di scirocco che arriva ogni giorno per spingerci a guardare dietro alla faccia abusata delle case, dietro allo specchio segreto di ogni viso, dentro di noi.

Auguri Francesco!

Guccini è nato lo stesso anno di mio padre e di De André. Io l’ho seguito ai concerti quando ero poco più che una ragazz...
13/06/2026

Guccini è nato lo stesso anno di mio padre e di De André. Io l’ho seguito ai concerti quando ero poco più che una ragazzina, con la stessa devozione che molte coetanee riservavano ai Take That o ai Backstreet Boys. Entrai persino nel suo camerino con una lettera lunghissima stretta tra le mani e le lacrime agli occhi.
Avevo 16 o 17 anni quando iniziai ad ascoltarlo. Era una domenica qualunque e mia cugina con l’orgoglio di chi condivide un tesoro, mi disse: "Ascolta questa". Forse era Canzone per Piero, forse L’avvelenata, forse Canzone per un’amica. Poco dopo mi preparò una cassetta e me la affidò con una sola raccomandazione: ascoltarla con calma.
Da quel momento quell’uomo dolce e burbero, con la erre moscia e l’accento emiliano, divenne il traduttore delle emozioni più difficili da nominare. Fu un passaggio di testimone che attraversò generazioni: mio zio, poi mia cugina e io. Poi arrivò la mia amica Oriana, con cui trascorrevo pomeriggi interi a cantare le sue canzoni a squarciagola. Eravamo ragazze fuori moda per la nostra età, eppure Guccini ci faceva sentire più attente alle sfumature della vita. Me lo sono portato dietro ovunque, anche negli anni dell’università a Roma. Nelle sere in cui mia cugina prendeva la chitarra e mi cantava Quattro stracci e nei pomeriggi passati con Ersilia a imparare a memoria le canzoni nuove prima di ogni concerto. Quelle parole accompagnavano le amicizie, le sessione di esami e i sogni di quegli anni. Poi arrivò la tesi sulla Primavera di Praga e sul Partito Comunista Italiano. Recuperai il suo numero grazie a un fan conosciuto sul web e trovai il coraggio di chiamarlo. Mi rispose davvero lui. L’emozione fu tale che riattaccai quasi subito. Richiamai pochi minuti dopo e il Maestro rimase con me al telefono con una disponibilità commovente.
Ancora oggi, quando il peso delle giornate si fa sentire, salgo in macchina e canto le sue canzoni. Ogni volta ritrovo qualcosa di me stessa tra quei versi. E ogni volta mi sento un po’ meno sola, un po' più capita.

Se puoi, porgi al maestro i miei migliori auguri peri suoi splendidi 86.

- Mammawriter -

Non mi svegliate ve ne pregoma lasciate che io dorma questo sonno,sia tranquillo da bambinosia che puzzi del russare da ...
13/06/2026

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perch? volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo.

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
c'è ancora tempo per il giorno
quando gli occhi si imbevono di pianto,
i miei occhi... di pianto.

(Non mi rompete, Banco del mutuo soccorso).

- Francesco Di Giacomo -

𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐚𝐛𝐞𝐫 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐗𝐗𝐈. 🌹Sei serate nel cuore della Gallura, un unico filo rosso: i luoghi di Faber tr...
11/06/2026

𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐚𝐛𝐞𝐫 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐗𝐗𝐈. 🌹
Sei serate nel cuore della Gallura, un unico filo rosso: i luoghi di Faber tra musica, arte e natura.

📍 𝟏𝟒 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 — 𝐀𝐠𝐠𝐢𝐮𝐬, 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚
Moses Concas & Matteo Muscas · Armonica e libertà

📍 𝟏𝟓 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 — 𝐋𝐮𝐫𝐚𝐬, 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨
Denise Gueye & Marco Carta · Le Storie di Ieri

📍 𝟏𝟔 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 — 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐧𝐮𝐬, 𝐀𝐧𝐟𝐢𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐄𝐱 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨
Andrea Filippi & Marianna Vidale · Una notte per Faber

📍 𝟏𝟕 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 — 𝐓𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐮𝐬𝐚𝐧𝐢𝐚 & 𝐍𝐮𝐜𝐡𝐢𝐬
Daniela Bandinu & Sandro Fresi · Faber in Fabula
Sandro Fresi & Iskeliu · Un Destino Ridicolo

📍 𝟏𝟖 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 — 𝐓𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐮𝐬𝐚𝐧𝐢𝐚
Passeggiando con Faber · Showcooking musicale · Stefano Fresi in concerto

📍 𝟏𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 — 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐋𝐢𝐦𝐛𝐚𝐫𝐚
Trekking Marinaio di Foresta · Pranzo del Contadino · The Andre in concerto

𝐏𝐀𝐑𝐓𝐍𝐄𝐑 𝐈𝐒𝐓𝐈𝐓𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐈
Fondazione di Sardegna · Camera di Commercio Sassari · Salude & Trigu · Comune di Tempio Pausania · Comune di Calangianus · Comune di Luras · GAL Alta Gallura · Il Coro di Aggius Matteo Peru · Associazione culturale Iskeliu

𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐃𝐈
Marras Cossu Odontoiatria · Radoff · GEDA Gallura Elaborazione Dati Aisoni · FourGreen · Dolpa · Cantina Gallura Tempio Pausania

𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐋𝐋𝐀𝐁𝐎𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐍
Raikes · Kairos Cooperativa Sociale · Comitato SS Cosma Damiano e Sant'Isidoro · Classe Fidali 77 · Etnosfera Festival di Popoli e Musiche · Teleregione Live

𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐂𝐈𝐍𝐈𝐎 𝐌𝐎𝐑𝐀𝐋𝐄
Fondazione Fabrizio De André Onlus

𝐃𝐈𝐑𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐀𝐑𝐓𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀
Sandro Fresi

𝐏𝐑𝐎𝐃𝐎𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐀
Associazione culturale Iskeliu

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