EBook Aletti Editore

EBook Aletti Editore Gli eBook della Aletti Editore (libri di narrativa, poesia, saggistica e varia)

Tutti i titoli, pubblicati in formato eBook,della casa editrice Aletti: una realtà editoriale attiva nel panorama librario che pubblica libri di narrativa, poesia, saggistica e varia, sia in formato cartaceo che in eBook, usufruendo delle nuove modalità e dei nuovi canali di promozione del libro, con l'attenzione ai social network (facebook, twitter, youtube).

☑️Bollettino Poetico: [-1] L'amore ti ha lasciato?Here lies one whose name was writ in waterQui giace uno il cui nome fu...
14/09/2026

☑️Bollettino Poetico: [-1] L'amore ti ha lasciato?

Here lies one whose name was writ in water
Qui giace uno il cui nome fu scritto nell’acqua
-.John Keats


Buongiorno 💞

la storia di John Keats sembra divisa in due vene che scorrono insieme: quella del medico che studia il corpo e quella del poeta che lo trascende con la parola.

Keats non nasce con la penna in mano, ma con gli strumenti di anatomia.

Prima di essere uno dei grandi del Romanticismo, si forma come chirurgo e assistente medico al Guy’s Hospital di Londra. Passava le giornate tra sale operatorie, corsie e dolori reali, quelli che non si possono ignorare o rimandare.

Era un giovane attento, preciso, uno che osservava le ferite e le malattie con rispetto, e che imparava presto quanto fragile sia la carne quando manca il respiro della cura.

Eppure, mentre la scienza gli insegnava a intervenire sul corpo, la poesia gli apriva un varco nell’anima.

Nei suoi versi comparivano colline, desideri, urne antiche, malinconie silenziose e amori che oscillano tra presenza e assenza.

Come se ogni bisturi avesse un’ombra fatta di inchiostro.

C’è una domanda che vien naturale: davvero medicina e poesia sono mondi distanti? O forse sono due forme diverse dello stesso gesto — prendersi cura?

Una guarisce la carne, l’altra l’invisibile.

Keats questo l’aveva capito prima ancora che la malattia lo colpisse.

Quando la tubercolosi lo costrinse a lasciare la professione e poi la vita, continuò a scrivere come chi fascia una ferita che non si vede ma brucia lo stesso.
Per lui curare e creare non erano contrari: erano due modi per restituire dignità al dolore.

Ed è da questa consapevolezza che nasce anche il senso del nostro concorso.

Se un medico-poeta ha saputo ricordarci che la poesia può lenire quanto una medicina, allora anche noi possiamo fare lo stesso: trasformare emozioni in versi capaci di parlare d’amore.
Non importa se si tratta di un amore recente, finito, taciuto o ferito: ogni poesia diventa un atto di presenza, un modo per lasciare qualcosa che resta anche quando tutto cambia.

🫴Il XXIII Concorso di Poesia Inedita

“Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore”

nasce proprio da questa idea: che scrivere versi d’amore sia un gesto semplice e necessario, capace di riallacciare ciò che la vita, a volte, divide.
Come un fiore che passa di mano in mano, la poesia conserva profumo e memoria anche quando la stagione è finita.

Per partecipare entro il 15 settembre, puoi inviarmi da una a tre poesie inedite sul tema dell’amore (massimo 30 versi ciascuna), scrivendo a:

[email protected]

e indicando nell’oggetto:

“Opera che si propone per il concorso Tra un fiore colto e l’altro donato”

Ti lascio anche il bando completo con tutte le informazioni.



Vai al Bando
https://rivistaorizzonti.net/concorso-poesie?utm_source=aweber&utm_medium=email&utm_campaign=1-firstname-fix-l-amore-ti-ha-lasciato


Buon inizio giornata.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico



📸 Una cosa bella è una gioia per sempre.
La sua grazia aumenta,
non finirà mai nel nulla.

- John Keats

✓[Novità]: Hai mai scritto una poesia d'amore?Buongiorno 😚🙂stamattina, mentre preparavo il caffè ancora mezzo assonnato,...
12/09/2026

✓[Novità]: Hai mai scritto una poesia d'amore?

Buongiorno 😚🙂
stamattina, mentre preparavo il caffè ancora mezzo assonnato, mi è tornata in mente un’immagine semplice: due ragazzi appoggiati a un muro, stretti l’uno all’altra e completamente indifferenti agli sguardi di chi passa.

Non so perché, ma ho pensato subito a questi versi di Prévert.
Lui non racconta l’amore con frasi solenni e non prova nemmeno a spiegarlo. Lo lascia vivere sulla strada, davanti agli occhi dei passanti, mentre due persone dimenticano per un momento tutto ciò che esiste intorno.

Chi le guarda può giudicare, sorridere o indicarle. Loro, però, sono altrove. Credo che sia questo uno dei poteri più misteriosi dell’amore: riesce a creare un luogo che appartiene soltanto a due persone, anche quando quelle persone si trovano in mezzo a una folla.

Forse anche tu hai conosciuto un momento simile. Oppure hai amato in un modo completamente diverso: aspettando qualcuno, prendendoti cura di una persona, conservando una voce che non puoi più ascoltare o imparando lentamente a non dimenticare te stesso.

L’amore non abita soltanto nelle storie felici.

A volte è una presenza, altre volte è una mancanza. Può nascondersi in un gesto ripetuto ogni giorno, in una telefonata che continui ad aspettare o in qualcosa che avresti voluto dire e che hai affidato soltanto a una poesia.

Il Maestro Giuseppe Aletti sostiene che la poesia d’amore rappresenti un crocevia particolarmente delicato: può diventare un capolavoro oppure cadere nelle parole che sono già state dette da tutti.

A fare la differenza, quasi sempre, è quel particolare che appartiene soltanto a te. Non “mi manchi”, ma la tazza rimasta dalla sua parte del tavolo. Non “ti amo”, ma il modo in cui cercavi quella mano attraversando la strada. Non “sei lontano”, ma il silenzio che resta dopo una telefonata.

È lì che il sentimento smette di essere generico e diventa una storia nella quale qualcun altro può riconoscersi.

Da ventitré edizioni Aletti Editore raccoglie proprio queste storie attraverso il Concorso Internazionale di Poesia Inedita Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore.

Ventitré edizioni significano migliaia di persone che, almeno una volta, hanno scelto di non lasciare i propri sentimenti chiusi dentro un quaderno.

Le poesie finaliste arriveranno davanti al Maestro Giuseppe Aletti e al Prof. Hafez Haidar, pluri candidato al Premio Nobel e tra i più importanti traduttori italiani di Khalil Gibran.

Prima dei riconoscimenti e della graduatoria, però, c’è un gesto molto più semplice. C’è una persona che torna ai propri testi, ne sceglie uno e decide che è arrivato il momento di lasciarlo partire.

La partecipazione è gratuita e puoi inviarmi da una a tre poesie d’amore inedite, lunghe al massimo 30 versi o righe ciascuna e non iscritte contemporaneamente ad altri concorsi.

Le iscrizioni resteranno
aperte fino al 15 settembre 2026.

Puoi allegare i testi scrivendo a:

[email protected]

Nell’oggetto indica:

“Opera che si propone per il XXIII Concorso di Poesia Inedita Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore”

Nel messaggio inserisci il tuo nome, il tuo cognome, l’indirizzo completo, l’email e il numero di telefono.

Puoi leggere il bando e conoscere tutti i riconoscimenti previsti qui:

Tra un fiore colto e l’altro donato – Poesie d’amore
https://rivistaorizzonti.net/concorso-poesie?utm_source=aweber&utm_medium=email&utm_campaign=novit-firstname-fix-hai-mai-scritto-una-poesia-d-amore

Anche una poesia già condivisa sui social può essere considerata inedita.

Non ti chiedo di scrivere oggi qualcosa di nuovo. Ti chiedo soltanto di tornare alle poesie che hai già composto.

Forse ce n’è una che parla di un amore vissuto, perduto, atteso o mai confessato. Una poesia che, mentre leggevi questa email, ti è già tornata in mente.

Se è accaduto, comincia da quella.



Ti auguro tanta poesia.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Bollettino Poetico:🧷[Scade oggi] Il Maestro Giuseppe Aletti ti ha scritto Buongiorno 🙂qualche giorno fa mi sono ritrovat...
10/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷[Scade oggi] Il Maestro Giuseppe Aletti ti ha scritto

Buongiorno 🙂
qualche giorno fa mi sono ritrovato a parlare con il Maestro Giuseppe Aletti del futuro di Altre Frontiere e del posto particolare che questa collana ha conquistato nel panorama culturale italiano.
Non era una riunione preparata. Siamo partiti da una domanda, poi da una ne è nata un’altra e, quasi senza accorgercene, abbiamo cominciato a ripercorrere la storia della collana e delle opere che ha accompagnato oltre i confini della nostra lingua.

"Altre Frontiere - Inglese" rimase chiusa a lungo perché può accogliere soltanto pochi autori e ovviamente tutti vogliono collaborare con il prestigioso Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici “Carlo Bo”, una realtà accademica che da oltre settant’anni forma traduttori, interpreti e mediatori linguistici.

L’ultima apertura risale a due anni fa.

Detto così, “due anni” sembrano soltanto una data sul calendario. Ma prova a pensarci: nel frattempo sono passate due estati, abbiamo festeggiato due volte il Natale e qualcuno avrà iniziato, terminato o persino pubblicato un nuovo libro.

Per una poesia rimasta in attesa di essere tradotta, è un tempo lunghissimo. Mentre ne parlavamo, il Maestro Aletti mi ha confidato una riflessione sulle traduzioni letterarie. Una di quelle frasi che, quando le ascolti, ti fanno comprendere qualcosa che fino a un momento prima avevi soltanto intuito.

Mi ha fatto pensare al vero motivo per cui un poeta decide di affidare i propri versi a un’altra lingua.
Questa mattina vorrei condividerla con te.

«Anche quando ho tradotto le mie opere in arabo, se non ci fosse stato un progetto dietro... non avrei mai accettato la proposta.
Ciò che mi convinse all'epoca, fu proprio l'invito della Casa della Poesia del Marocco.

Stessa cosa per le opere in georgiano, con la garanzia di Dato Magradze, e per l'inglese con Jack Hirschman durante la frequentazione con Lawrence Ferlinghetti».

Una traduzione letteraria non è soltanto il passaggio da una lingua all’altra. È un dialogo tra culture, un ponte capace di accompagnare le tue parole verso lettori lontani e di permettere alla tua poesia di raggiungere idealmente tutto il mondo.

Questa collana è stata pensata da chi, proprio come te, scrive, sogna e conosce le incertezze che accompagnano ogni opera. Per questo non ti viene chiesto di dimostrare chi sei o quanto vali: la scelta riguarda soltanto i tuoi testi e ciò che riescono a raccontare. Il tuo compito è semplicemente concedere loro la possibilità di essere letti.

Il nostro discorso si è poi prolungato:

«Questa è una di quelle iniziative che avrei certamente frequentato se non l'avessi realizzata. Ho sempre cercato di condividere tutto con la mia Comunità Letteraria. Per questo motivo ho sempre chiesto ai miei amici di mettere il loro talento al servizio della comunità Aletti.

Mogol, con cui ho condiviso sette anni di lavoro in ambiti diversi; Francesco Gazzè, con la sua sensibilità musicale; l’indimenticabile Alessandro Quasimodo, che ha dato voce e presenza a tante nostre iniziative; Franco Arminio e molti altri ancora.
Questa è la differenza determinante con quasi tutte le altre case editrici, la Aletti è fondata da un poeta, formatore, critico letterario che conosce benissimo le esigenze degli autori, e pianifica iniziative e manifestazioni realmente utili.

“Il poeta non vive nel luogo comune”.»

Oggi chiuderemo i cancelli della prestigiosa collana Altre Frontiere – Inglese, e sarà un passaggio decisivo: potrai scegliere se entrare con noi o restare a osservare da lontano ciò che altri stanno costruendo, l'ultima volta questa collana è stata chiusa per 2 anni, considerato l’elevato numero di opere già ricevute, al termine di questa apertura la collana non potrà essere riaperta per diversi anni.

Questa collana è tutt’oggi l’unica in Italia capace di accompagnarti nella pubblicazione di un tuo libro in doppia lingua, italiano e inglese.

Un progetto raro, che ti permette di affiancare la tua voce a una delle realtà più autorevoli nel mondo della traduzione: l’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici “Carlo Bo”.

Parliamo di un’istituzione seria, radicata, composta da professionisti che la traduzione la vivono ogni giorno.

I traduttori laureati in questo istituto al giorno di oggi collaborano con enti come la Camera del Senato, l’ONU, la Camera dei Deputati, e con la nota Università IULM di Milano la quale affida numerosi laboratori linguistici della sua facoltà.

E tra tutte le case editrici italiane, soltanto la Aletti può contare su una collaborazione così stretta con loro.

Saranno proprio loro a leggere i tuoi testi, ad ascoltarne il respiro, a prendersi il tempo di comprenderli davvero.

Credo che la poesia meriti di essere letta, in caso di selezione potrai vedere nascere un tuo libro in una edizione bilingue, pronto a farsi strada nel panorama culturale internazionale

Per partecipare basta allegare anche solo 2 poesie inedite o un'opera completa di narrativa. Scrivimi a:
[email protected]

Oltre alle poesie inseriscimi il tuo nome e cognome e numero di telefono e indicami nell’oggetto:

Opera che si propone per la diffusione in Inglese.



Ci penserò poi a tutto io per te

Puoi consultare il bando dedicato qui sotto:

Collana Altre Frontiere - Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese

In caso di esito positivo da parte dell'istituto, ti farò subito chiamare da un nostro consulente letterario per illustrarti il progetto nel dettaglio e spiegarti ogni fase, compresi i relativi costi.

La traduzione è un lavoro minuzioso, che richiede pazienza, ascolto e una cura continua. È anche per questo che i posti disponibili sono pochi: non si può garantire un lavoro così attento se si accettano tutti.

Ma se hai già pubblicato un libro di poesie con la Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, rispondimi direttamente a questo email scrivendomi il titolo del tuo libro e aggiungi semplicemente:


“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”


Da lì, penserò io a farti contattare.

Spero di vedere comparire il tuo nome nella mia casella di posta. Vorrà dire che hai scelto di non trattenere ciò che senti e di concedere ai tuoi versi la possibilità di arrivare più lontano.

🗣️Il tuo Bollettino Poetico

Un servizio rai sulla Aletti. Scopri Qui
https://youtu.be/OwHwi6B7DQA?is=DtizGIVjID1ltKd6

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Bollettino Poetico: 👉[-1] Perché dovresti farlo adesso?Buongiorno :)ieri, nell’oggetto dell’email, ti ho scritto che man...
09/09/2026

Bollettino Poetico:
👉[-1] Perché dovresti farlo adesso?

Buongiorno :)

ieri, nell’oggetto dell’email, ti ho scritto che mancavano ancora tre giorni per partecipare ad Altre Frontiere – Inglese. Questa mattina, guardando meglio il calendario, mi sono accorto di aver sbagliato il conto.

La possibilità di inviare le tue poesie terminerà domani.

Ci tenevo a dirtelo subito, prima di raccontarti il pensiero con cui mi sono svegliato oggi.


Settembre, in fondo, non arriva mai tutto insieme.

All’inizio cambia soltanto la luce. Le giornate conservano ancora qualcosa dell’estate, ma verso sera il sole si abbassa prima e i colori sembrano diventare più quieti.

Me ne accorgo soprattutto quando passo accanto ad un Parco vicino la redazione rinominato il Parco dei Conigli.

È un nome che mi ha sempre fatto sorridere, anche perché i conigli non ci sono più da molti anni. Eppure nessuno ha smesso di chiamarlo così. Forse certi nomi rimangono proprio perché custodiscono qualcosa che il tempo ha portato via.

Tra poche settimane anche quel parco cambierà aspetto. Le foglie cominceranno a raccogliersi lungo i sentieri, l’odore della terra diventerà più intenso e le panchine resteranno per qualche ora sotto una luce più morbida.

Quando ci cammini dentro, non accade nulla di straordinario. Ed è forse proprio questo il bello.

Per qualche minuto rallenti. Senti le foglie muoversi sotto i passi, osservi un ramo ormai quasi spoglio e ti accorgi di particolari davanti ai quali, durante il resto dell’anno, saresti passato senza fermarti.

L’autunno non porta via tutto:
cambia il modo in cui guardiamo ciò che rimane.

Pensando a questo, mi sono domandato se non accada qualcosa di simile anche a una poesia quando viene tradotta.

Il testo non perde la lingua nella quale è nato. I versi italiani rimangono lì, con il loro suono, i ricordi che li hanno generati e le parole che hai scelto una per una.

Accanto, però, nasce un’altra possibilità.

La stessa poesia può essere diffusa internazionalmente e letta sicuramente da qualcuno dall'altra parte del mondo.

Cambia il suono delle parole, ma ciò che hai provato mentre le scrivevi può continuare a viaggiare.

È un po’ come quel vecchio nome rimasto al parco: il tempo ha trasformato il luogo, ma non ha cancellato la storia che custodisce.


Tradurre una poesia significa permetterle di cambiare lingua senza dimenticare da dove viene.

Forse è questa la libertà più bella che possiamo concedere a ciò che scriviamo: non trattenerlo soltanto nei luoghi che già conosce, ma lasciargli la possibilità di raggiungere altri occhi, altre sensibilità e una persona che, dall’altra parte del mondo, potrebbe riconoscersi proprio in uno dei nostri versi.

Sai qual è la cosa che mi colpisce sempre?
Ogni volta che un autore decide di tradurre i propri versi, scopre significati che non sapeva di aver nascosto.

Succede perché l’inglese ti costringe a un altro ritmo, a un altro passo.

Alcuni autori della nostra comunità, quando hanno tradotto nella collana “Altre Frontiere – Inglese”, hanno detto una cosa curiosa:

“Mi sono riconosciuto meglio nella versione inglese che in quella italiana”.

Non perché l’italiano non fosse vero, ma perché l’inglese metteva a n**o le ossa del testo, lasciando visibile la struttura emotiva.

E poi c’è un’altra verità meno romantica, ma potentissima: l’inglese è la lingua che permette a un poeta di non restare intrappolato nel proprio quartiere culturale.
È una porta sul mondo.

Sai che il 90% delle riviste internazionali che accettano poesia richiedono testi in inglese?
E che moltissimi festival da Dublino a Toronto, da Edimburgo a Brighton leggono per prima cosa i materiali tradotti?

Ma il punto non è solo “essere letti”: è come vieni tradotto.

Perché una poesia non si traduce parola per parola. Si traduce per risonanza. E per farlo servono traduttori che non siano macchine di precisione, ma esseri porosi, capaci di ascoltare quel respiro sottile che sta tra i tuoi versi.

Qui entra in gioco la collana “Altre Frontiere – Inglese”, e non lo dico per fare scena.

La differenza la fa la collaborazione con l’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici “Carlo Bo”. Gente che ha formato generazioni di professionisti, e che conosce una verità semplice: la traduzione letteraria non è un mestiere, è un organo sensibile. Lavora come la pelle: assorbe, filtra, restituisce.

Ho letto alcune testimonianze di autori passati dalla collana.

Una poetessa romana ha raccontato che il suo testo, dopo il lavoro di traduzione, è stato accettato da una rivista americana che non rispondeva da anni. Un altro autore, un ragazzo di Bari, ha ricevuto un invito per un reading in Scozia proprio grazie alla versione inglese.

E una signora milanese, questa storia mi fa sempre sorridere, ha detto che solo dopo aver visto la traduzione ha capito che il suo stile era “più internazionale di quanto pensasse”.

C’è qualcosa di profondamente umano nel lasciare che qualcuno traduca la tua voce. È come permettere a un amico di raccontare la tua vita a qualcun altro: ti affidi, sì, ma vuoi che lo faccia con delicatezza, senza tradirti.

E la collana “Altre Frontiere- Inglese” serve proprio a questo: a proteggere il tuo timbro, mentre gli dà un’aria nuova. Alla fine, però, la domanda vera è un’altra:
perché dovresti farlo adesso?

Perché la tua poesia ha già fatto il suo giro in italiano. Ha già detto quello che doveva dire qui. Ora ha bisogno di un altro orizzonte, più largo, più curioso, più aperto.

Immagina le tue poesie diffuse in oltre 200 paesi e territori in tutto il mondo, con una fruizione mondiale.
E tu meriti lettori che non ti conoscono ancora, ma che potrebbero riconoscersi nelle tue parole meglio di chi ti vive accanto. Non si traduce per diventare “internazionali”. Si traduce per scoprire che la tua voce può fare più strada di quanto immagini. E la cosa più bella?
Ogni volta che un poeta si traduce, cambia versione… ma resta se stesso. Anzi, a volte si ritrova.


Domani si concluderà questa breve riapertura della collana Altre Frontiere – Inglese.
L’ultima volta era accaduto più di due anni fa e, considerando il numero di opere già ricevute, non so dirti quando riusciremo ad aprirla nuovamente.

Dietro ogni pubblicazione lavorano più di sette professionisti: chi studia e traduce i testi, chi li rilegge, chi si occupa dell’impaginazione, della grafica e della diffusione. Sono persone diverse, ma tutte impegnate affinché la tua poesia possa entrare in una nuova lingua senza perdere la voce di chi l’ha scritta.

Le opere selezionate saranno affidate all'Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici “Carlo Bo”, una realtà accademica che da oltre settant’anni forma traduttori, interpreti e mediatori linguistici.

La stessa Università IULM di Milano le affida i laboratori linguistici delle proprie facoltà. Prova a immaginare il tuo nome accanto a un’opera nata da questo incontro: i tuoi versi in italiano e, accanto, una traduzione curata da chi ha fatto delle lingue la propria materia di studio e di lavoro.

È un passaggio delicato, quasi un confine: ancora aperto, ancora possibile, ma ormai vicino alla sua ultima curva.

A valutare e a tradurre, in caso di selezione i tuoi versi sarà l’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici “Carlo Bo”.

Non aprono spesso questa possibilità agli autori, lo fanno solo quando percepiscono una voce che merita attenzione.

Per prendere parte a questa collana ti basta scrivermi a:
[email protected]

Oltre alle poesie inseriscimi anche il tuo nome e cognome e numero di telefono e indicami nell’oggetto così ti darò subito conferma di ricezione:

Opera che si propone per la diffusione in Inglese.

Puoi consultare il bando dedicato qui sotto:
Collana Altre Frontiere - Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese

Successivamente ci penserò io a inviare i tuoi testi in valutazione e, se l’Istituto Universitario li riterrà adatti, ti farò chiamare da uno dei nostri consulenti letterari.

Così che possa illustrarti tutto il progetto editoriale, compresi i costi e i passaggi necessari.

Mi piace ricordarti che la traduzione che realizzeranno non è una semplice resa lessicale: è un lavoro letterario, fatto di sfumature, di ritmo, di ascolto profondo.
Non si tratta di spostare parole da una lingua all’altra, ma di ricreare la stessa temperatura emotiva, lo stesso respiro.
È un processo che richiede tempo, cura e una certa delicatezza d’animo. Proprio per questo i posti sono pochi e l'ultima volta è stata chiusa per 2 anni: non si può fare un lavoro così se non si ha lo spazio per dedicarci davvero attenzione.

Se invece hai già pubblicato un tuo libro di poesie con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, puoi rispondermi direttamente a questa email, scrivimi il titolo della tua opera e aggiungi semplicemente:

“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”


Da lì in poi mi occuperò io di tutto e ti farò contattare personalmente.



A presto!

🗣️Il tuo Bollettino Poetico



Itinerari in cerca di senso. Scopri Qui
youtube.com/shorts/qXjj111TvAc?si=BS5BxjdMTrYamldK&utm_source=aweber&utm_medium=email&utm_campaign=1-firstname-fix-perch-dovresti-farlo-adesso
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Bollettino Poetico: 🧷 [-3] Quando la leggerò in.."S’inalza; e ruba il filo dalla mano,come un fiore che fugga su lo stel...
08/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷 [-3] Quando la leggerò in..

"S’inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano." (Giovanni Pascoli)

***

Buongiorno 🌸

in questi giorni ti ho nominato più volte la Carlo Bo, raccontandoti a chi affideremo la selezione e la traduzione delle poesie per la collana Altre Frontiere – Inglese.

Poi mi sono accorto che avevo saltato qualcosa.

Ti avevo parlato dell’Istituto, della sua esperienza, delle collaborazioni… ma non chi c'era dietro quel nome.

Questa mattina mi sono messo a fare delle ricerche online e, mentre rileggevo alcuni appunti sulla SSML Carlo Bo, mi sono fermato su un particolare che non conoscevo.

oltre ad essere critico letterario e politico italiano e prima ancora di dare il proprio nome all’Istituto aveva tradotto in italiano anche i versi di Federico García Lorca.

Immagino Carlo Bo davanti alle poesie di Lorca, intento a cercare una parola italiana capace di conservare non soltanto il significato dell’originale, ma anche la sua inquietudine, la sua dolcezza e il suo ritmo.

Forse avrà trovato subito alcune soluzioni. Su altre, invece, sarà tornato più volte. Perché può capitare che una parola sia perfettamente corretta e, nello stesso tempo, non dica ancora ciò che dovrebbe.

Noi lo sappiamo bene. A volte basta cambiare una parola perché un verso non ci appartenga più. Tradurre poesia significa fare in modo che le parole cambino lingua senza diventare estranee a chi le ha scritte.

È anche da questa esperienza che, nel 1951, nacque la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori fondata da Carlo Bo insieme a Silvio Baridon. Carlo Bo non le prestò semplicemente il proprio nome: ne fu presidente fino al 2001, accompagnandone il percorso per cinquant’anni. La scuola arrivò a Bologna nel 1962 ed è proprio a questa sede che inoltrerò le poesie ricevute.

Oggi l’Istituto è una realtà accademica specializzata nella mediazione linguistica e nella traduzione. A conferma dell’esperienza maturata negli anni, anche la nota Università IULM di Milano gli affida l’organizzazione dei propri laboratori linguistici professionalizzanti.

Ci tenevo a raccontarti questa storia perché, quando una poesia viene affidata a un’altra lingua, è naturale domandarsi chi la leggerà e quanta attenzione dedicherà alle sue sfumature.

Sapere che i tuoi versi potranno entrare in un luogo nel quale le lingue vengono studiate, confrontate e ascoltate ogni giorno credo possa dare un significato ancora più profondo a questo viaggio.

Da oltre settant’anni forma interpreti e traduttori, alcuni dei quali oggi lavorano anche presso la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica e le Nazioni Unite.

È questa la cura che il Maestro Giuseppe Aletti ha voluto mettere al centro della collana Altre Frontiere – Inglese.

La collana è stata riaperta per un breve periodo dopo due anni di chiusura. Ogni pubblicazione coinvolge più di sette professionisti e la traduzione può richiedere anche quattro mesi tra studio, adattamento e revisione.

Aletti Editore è l’unica Casa Editrice ad aver costruito con la SSML Carlo Bo un accordo di questa natura. Per te significa poter associare il tuo nome e la tua opera a un Istituto tanto autorevole e, soprattutto, sapere a chi stai affidando una parte così delicata del tuo percorso.

La selezione e la traduzione delle opere scelte saranno affidate all’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici SSML Carlo Bo.

Puoi partecipare fino a questo giovedì, ti basta mandarmi da 1 a 5 poesie inedite, allegandole in risposta a questa email oppure scrivendo a:

[email protected]

Insieme ai testi inserisci il tuo nome, il tuo cognome e il numero di telefono.

Nell’oggetto indica:
“Opera che si propone per la diffusione in inglese”

Puoi consultare il bando qui:
Collana Altre Frontiere – Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese?utm_source=aweber&utm_medium=email&utm_campaign=3-quando-la-legger-in

Ci penserò io a inoltrare le poesie all'Istituto di Alti Studi SSML Carlo Bo per la valutazione. In caso di selezione, ti farò contattare da un nostro consulente letterario, che ti illustrerà il progetto e i relativi costi.

Se invece hai già pubblicato un libro di poesie con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, rispondimi con il titolo dell’opera e aggiungi:
“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”
Penserò io a farti contattare e resterò il tuo punto di riferimento durante il percorso.

He that will not apply new remedies must expect new evils; for time is the greatest innovator.

Chi non applica nuovi rimedi deve aspettarsi nuovi mali; perché il tempo è il più grande innovatore

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

L'alba. Scopri Qui: https://youtube.com/shorts/bGMC4HwzWU8?is=fbllIqvKpdJ5EvY0

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Bollettino Poetico: 🧷 Qualcuno le aveva incontrate davveroBuongiorno,questa mattina, mentre cercavo online, mi sono imba...
06/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷 Qualcuno le aveva incontrate davvero

Buongiorno,
questa mattina, mentre cercavo online, mi sono imbattuto in una storia che per qualche minuto mi ha fatto dimenticare tutto il resto.

Ho immaginato una libreria di Londra, le persone che entravano, gli scaffali pieni e, in un angolo, una scatola con alcuni piccoli libri offerti al prezzo di un penny. Dentro quella scatola c’erano versi che oggi conosciamo in gran parte del mondo.

La storia riguarda le quartine di , poeta, matematico e astronomo persiano vissuto quasi mille anni fa. Nel 1859 ne tradusse una parte in inglese e fece stampare 250 copie.

Probabilmente immaginava che qualcuno le avrebbe lette, che se ne sarebbe parlato o che almeno qualche curioso avrebbe portato a casa quel piccolo . Invece, per due anni, non ne fu acquistata neppure una copia.

Le persone entravano nella libreria, cercavano qualcosa da leggere e passavano oltre, senza sapere che dentro quella scatola c’erano parole destinate a compiere un viaggio lunghissimo. Questa immagine mi ha fatto sorridere e dispiacere allo stesso tempo. Quei versi non erano meno belli perché nessuno li aveva ancora scelti e non sarebbero diventati migliori dopo il successo.

Semplicemente, non avevano ancora incontrato il lettore giusto. Quel lettore arrivò due anni dopo.

Si chiamava , era un giurista irlandese e uno studioso delle lingue e della letteratura celtica. Comprò una copia, la portò con sé e cominciò a leggere. Non sappiamo in quale verso decise di fermarsi. Sappiamo però che quelle parole gli rimasero dentro, perché tornò in libreria, comprò altre copie e cominciò a regalarle alle persone che conosceva.

Una di queste arrivò al poeta e pittore . Rossetti la fece leggere ai propri amici e, quasi sottovoce, quel libro cominciò a passare da una mano all’altra. Nessun grande annuncio. Soltanto una persona che ne parlava a un’altra, come accade quando scopriamo qualcosa di bello e sentiamo subito il desiderio di condividerlo.

Il libro era rimasto lo stesso. Le parole non erano cambiate e quella copia continuava a costare un penny.

Era cambiata soltanto una cosa: qualcuno le aveva incontrate davvero.

E quell’incontro era stato reso possibile da una traduzione.

Senza la versione inglese di , Rossetti avrebbe potuto avere davanti gli stessi versi senza riuscire a entrare nel loro mondo. Mentre preparavo questa email ho pensato a una paura che accompagna molte persone che scrivono: quella che le proprie parole non riescano a raggiungere nessuno.

A volte, però, il silenzio intorno a una poesia non significa che quella poesia non abbia valore. Può significare che non ha ancora incontrato chi saprà riconoscersi dentro di lei. Oppure che quella persona esiste già, ma non conosce la lingua nella quale l’abbiamo scritta.

Prova allora a immaginare una tua poesia. La vedi ancora nel quaderno o sullo schermo del computer, con gli a capo che hai scelto e le parole che hai cambiato tante volte prima di sentirle finalmente tue.

Adesso immagina di aprire il tuo libro e di trovarla sulla pagina in italiano. Accanto, sulla stessa apertura, c’è la sua traduzione inglese. La tua poesia non è stata sostituita e non ha perso la voce con cui è nata. È ancora lì, intatta.

Ha però trovato un secondo modo di parlare.

Non posso prometterti che una tua poesia vivrà la stessa storia dei . Posso però dirti che una traduzione può offrirle qualcosa che oggi non possiede: la possibilità di essere compresa anche da chi, fino a questo momento, non poteva ancora leggerla.

È per questo motivo che abbiamo deciso di riaprire per un breve periodo, dopo due anni di chiusura, la collana Altre Frontiere – Inglese.

Gli autori selezionati potranno vedere nascere la propria monografia in duplice lingua: il testo italiano resterà accanto alla traduzione inglese, affinché ogni poesia possa cercare nuovi lettori senza separarsi dalla voce che l’ha generata.

La selezione e la traduzione delle opere scelte saranno affidate all’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici SSML Carlo Bo.

Se non conosci questo Istituto, ti racconto soltanto un particolare per farti comprendere nelle mani di chi potrebbero arrivare i tuoi versi: da oltre settant’anni forma interpreti e traduttori, alcuni dei quali oggi lavorano anche presso la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica e le Nazioni Unite. La stessa nota Università IULM di Milano gli affida l’organizzazione di laboratori linguistici professionalizzanti.

Aletti Editore è l’unica Casa Editrice ad aver costruito con la SSML Carlo Bo un accordo di questa natura. Per te significa poter associare il tuo nome e la tua opera a un Istituto tanto autorevole e, soprattutto, sapere a chi stai affidando una parte così delicata del tuo percorso.

Ogni pubblicazione coinvolgerà più di sette professionisti e richiederà mesi di studio, traduzione e revisione. Non è un lavoro che può essere svolto in fretta, ed è proprio per questo che abbiamo aperto la collana soltanto per un breve periodo.

Puoi partecipare entro questo giovedì 10 Settembre 2026.

Oggi è domenica e non voglio trasformare questa email in un promemoria insistente. Vorrei soltanto invitarti a dedicare qualche minuto insieme alle tue poesie.

Puoi inviarmi da una a cinque poesie inedite a questa email:

[email protected]

Insieme ai testi inserisci il tuo nome, il tuo cognome e il numero di telefono.

Nell’oggetto indica:
“Opera che si propone per la diffusione in inglese”

Puoi consultare il bando dedicato qui:

Collana Altre Frontiere – Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese

Ci penserò io a inoltrare i testi alla SSML Carlo Bo per la valutazione. Se la tua opera sarà selezionata, ti farò contattare personalmente da un nostro consulente letterario, che ti racconterà il progetto nel dettaglio e ti illustrerà i relativi costi.

Se hai già pubblicato un libro di poesie, in formato cartaceo o digitale, con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, rispondimi scrivendo il titolo della tua opera e aggiungendo:

“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”

Da quel momento penserò io a farti contattare e resterò il tuo punto di riferimento durante i diversi passaggi.

Per due anni le copie della traduzione inglese delle quartine di ʿUmar Khayyām rimasero dentro una scatola, ignorate da tutti. Poi arrivò una persona, le lesse e pensò immediatamente a qualcuno a cui farle conoscere.

Forse una poesia non ha bisogno di essere cambiata. Forse ha soltanto bisogno di incontrare il suo prossimo lettore.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Guarda il matinée del 27 luglio.Scopri qui
https://youtu.be/xCv1d8avrPc?is=UCF2iMrpjn9-AV_y
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Indirizzo

Via Mordini 22
Montecelio
00012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+390774354400

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