25/11/2025
Bollettino Poetico:
👉[Novità] Tu che fai?
Buongiorno :)
in questi giorni in cui il freddo arriva piano, come un ospite educato che non bussa ma entra lo stesso, mi è tornata in mente la nostra Tivoli d’inverno.
Succede sempre così: basta un soffio d’aria più gelida e la città cambia ritmo.
Le fontane di Villa d’Este sembrano parlare più forte, forse perché intorno c’è meno rumore.
La cascata dell’Aniene abbassa la voce, quasi volesse confidare qualcosa solo a chi sa ascoltare davvero.
E il bosco di Villa Gregoriana d’inverno diventa una stanza appartata, un luogo in cui ogni passo sembra toccare direttamente il pensiero.
È una città che, quando arriva il freddo, non si mette in mostra: si racconta.
La senti nei rumori piccoli, nelle brume che si alzano dalle acque termali, nei vicoli dove il profumo delle castagne rimane appeso ai muri come un ricordo testardo.
Mentre ti scrivo queste immagini, mi viene naturale pensare che il Bollettino Poetico funzioni allo stesso modo: un angolo tranquillo, sospeso, in cui la arriva senza fare rumore, ma arriva vicina, quasi in confidenza.
Arriva come Tivoli d’inverno: senza folla, ma piena di presenza.
E poi te lo direi proprio davanti a un caffè caldo sapevi che Virgilio passava da queste parti proprio in inverno?
Cercava la quiete che qui conosciamo bene.
Si racconta che osservando la nebbia che sale dalla valle dell’Aniene, quella stessa nebbia che a noi si appiccica al cappotto, abbia immaginato i paesaggi sospesi del VI libro dell’“Eneide”, quello dell’Oltretomba.
Fa sorridere pensarci: per raccontare l’aldilà, gli bastava guardare Tivoli quando l’inverno alza il suo fiato leggero.
Forse è per questo che ogni giornata fredda sembra parlare un po’ più a fondo, ricordandoci che la poesia nasce proprio dove l’aria si fa sottile.
Il Maestro Giuseppe Aletti, dopo anni trascorsi nella frenesia della capitale, ha scelto di ve**re qui.
Non per caso, ma per bisogno.
Aveva bisogno di un luogo che gli parlasse più piano, che gli restituisse quel silenzio buono che manca nelle città troppo grandi.
E Tivoli gliel’ha dato subito, come succede con le cose che riconosci al primo sguardo.
Da allora, per lui questa città è diventata un rifugio dell’anima.
Un posto in cui le idee respirano meglio, in cui il tempo sembra prendersi cura dei pensieri.
È qui che anche la nostra redazione ha trovato un ritmo nuovo, più nostro.
E non è un caso se proprio a Tivoli il Maestro ha voluto dedicare un concorso dal respiro internazionale: un modo semplice e profondamente vero per dire al mondo che anche una città raccolta può diventare un faro per le parole.
Forse ti sarà capitato di vederlo su Facebook, quel progetto che porta un nome semplice e affettuoso: Il Tiburtino.
Non è soltanto un concorso: è una dedica.
È il gesto di chi, dopo tanto vagare, ha capito che questo è il posto dove mettere radici e far fiorire la poesia.
E ogni volta che lo si nomina, sembra quasi di sentire Tivoli rispondere, con quella sua luce d’inverno discreta e incredibilmente viva.
Oggi ti scrivo perché quel concorso è tornato.
Dieci edizioni sono un traguardo importante, e ogni volta che si riapre lascia la sensazione di qualcosa che riprende fiato, come una tradizione che non smette di pulsare.
Fino al 29 novembre puoi esserci anche tu, con la semplicità di un gesto che nasce solo dal desiderio di condividere i tuoi versi.
E come sempre i tuoi testi non finiscono in un mucchio anonimo.
Finiscono davanti a due artisti che hanno fatto della poesia un mestiere, un mestiere raro, che ormai si incontra di rado.
Il Maestro Giuseppe Aletti e l'intellettuale Cosimo Damiano Damato.
✅Da una parte c’è il Maestro Giuseppe Aletti.
Poeta, editore, docente, fondatore della Aletti Editore e del Circuito dei Paesi della Poesia. Non sono titoli: sono anni di lavoro in cui ha accolto e guidato intere generazioni di autori, dando vita a un luogo reale e simbolico dove la poesia ha trovato casa.
Quando legge un testo, non lo attraversa: ci entra dentro.
Ha quel modo di fermarsi sulle parole che appartiene solo a chi ha passato una vita a costruirle.
✅Dall’altra c’è Cosimo Damiano Damato.
Una figura che viene dal teatro, dal cinema, dalla parola detta.
Ha lavorato con Merini, con Fo, con Vecchioni: non come spettatore, ma accanto a loro, prendendo la poesia e trasformandola in scena, in immagine, in memoria viva.
È uno di quei rari artisti che riconoscono subito quando un verso ha un’anima, quando pulsa, quando vibra.
Te lo dico così, come si parla a chi scrive davvero:
affidare i tuoi testi a due figure così significa dare alle tue parole la possibilità di essere ascoltate da chi sa riconoscere il lavoro interiore che c’è dietro ogni riga.
Non è un’occasione qualunque, perché non sono lettori qualunque.
E tu lo sai meglio di me: scrivere è un gesto solitario, ma essere letti davvero letti è una forma rara di incontro.
📧Partecipare è davvero semplice: ti basta inviarmi da una a tre poesie inedite, massimo 30 righe ciascuna, su qualunque tema tu senta tuo.
Se hai voglia di farle arrivare, non serve nulla di complicato:
puoi scrivere a:
[email protected]
indicando nell’oggetto che si tratta di un testo per il X Concorso “Il Tiburtino”.
Trovi il Bando di Seguito
Il Tiburtino X
https://rivistaorizzonti.net/concorso-il-tiburtino
A domani.
🗣️Il Tuo Bollettino Poetico
Parole Appese. Clicca qui:
youtube.com/shorts/z8EVFzg9c7M?si=Wi0NOx-FhjRjao73
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