Parole in Fuga

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La sezione giornalistica, della Aletti e della rivista Orizzonti, si occupa autonomamente dei contenuti di Parole in Fuga, per tutto quello che riguarda l’attività editoriale della casa editrice e della rivista sarà necessario prendere contatto con la redazione ai numeri consueti.

Bollettino Poetico: 🧷 [-3] Quando la leggerò in.."S’inalza; e ruba il filo dalla mano,come un fiore che fugga su lo stel...
08/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷 [-3] Quando la leggerò in..

"S’inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano." (Giovanni Pascoli)

***

Buongiorno 🌸

in questi giorni ti ho nominato più volte la Carlo Bo, raccontandoti a chi affideremo la selezione e la traduzione delle poesie per la collana Altre Frontiere – Inglese.

Poi mi sono accorto che avevo saltato qualcosa.

Ti avevo parlato dell’Istituto, della sua esperienza, delle collaborazioni… ma non chi c'era dietro quel nome.

Questa mattina mi sono messo a fare delle ricerche online e, mentre rileggevo alcuni appunti sulla SSML Carlo Bo, mi sono fermato su un particolare che non conoscevo.

oltre ad essere critico letterario e politico italiano e prima ancora di dare il proprio nome all’Istituto aveva tradotto in italiano anche i versi di Federico García Lorca.

Immagino Carlo Bo davanti alle poesie di Lorca, intento a cercare una parola italiana capace di conservare non soltanto il significato dell’originale, ma anche la sua inquietudine, la sua dolcezza e il suo ritmo.

Forse avrà trovato subito alcune soluzioni. Su altre, invece, sarà tornato più volte. Perché può capitare che una parola sia perfettamente corretta e, nello stesso tempo, non dica ancora ciò che dovrebbe.

Noi lo sappiamo bene. A volte basta cambiare una parola perché un verso non ci appartenga più. Tradurre poesia significa fare in modo che le parole cambino lingua senza diventare estranee a chi le ha scritte.

È anche da questa esperienza che, nel 1951, nacque la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori fondata da Carlo Bo insieme a Silvio Baridon. Carlo Bo non le prestò semplicemente il proprio nome: ne fu presidente fino al 2001, accompagnandone il percorso per cinquant’anni. La scuola arrivò a Bologna nel 1962 ed è proprio a questa sede che inoltrerò le poesie ricevute.

Oggi l’Istituto è una realtà accademica specializzata nella mediazione linguistica e nella traduzione. A conferma dell’esperienza maturata negli anni, anche la nota Università IULM di Milano gli affida l’organizzazione dei propri laboratori linguistici professionalizzanti.

Ci tenevo a raccontarti questa storia perché, quando una poesia viene affidata a un’altra lingua, è naturale domandarsi chi la leggerà e quanta attenzione dedicherà alle sue sfumature.

Sapere che i tuoi versi potranno entrare in un luogo nel quale le lingue vengono studiate, confrontate e ascoltate ogni giorno credo possa dare un significato ancora più profondo a questo viaggio.

Da oltre settant’anni forma interpreti e traduttori, alcuni dei quali oggi lavorano anche presso la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica e le Nazioni Unite.

È questa la cura che il Maestro Giuseppe Aletti ha voluto mettere al centro della collana Altre Frontiere – Inglese.

La collana è stata riaperta per un breve periodo dopo due anni di chiusura. Ogni pubblicazione coinvolge più di sette professionisti e la traduzione può richiedere anche quattro mesi tra studio, adattamento e revisione.

Aletti Editore è l’unica Casa Editrice ad aver costruito con la SSML Carlo Bo un accordo di questa natura. Per te significa poter associare il tuo nome e la tua opera a un Istituto tanto autorevole e, soprattutto, sapere a chi stai affidando una parte così delicata del tuo percorso.

La selezione e la traduzione delle opere scelte saranno affidate all’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici SSML Carlo Bo.

Puoi partecipare fino a questo giovedì, ti basta mandarmi da 1 a 5 poesie inedite, allegandole in risposta a questa email oppure scrivendo a:

[email protected]

Insieme ai testi inserisci il tuo nome, il tuo cognome e il numero di telefono.

Nell’oggetto indica:
“Opera che si propone per la diffusione in inglese”

Puoi consultare il bando qui:
Collana Altre Frontiere – Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese?utm_source=aweber&utm_medium=email&utm_campaign=3-quando-la-legger-in

Ci penserò io a inoltrare le poesie all'Istituto di Alti Studi SSML Carlo Bo per la valutazione. In caso di selezione, ti farò contattare da un nostro consulente letterario, che ti illustrerà il progetto e i relativi costi.

Se invece hai già pubblicato un libro di poesie con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, rispondimi con il titolo dell’opera e aggiungi:
“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”
Penserò io a farti contattare e resterò il tuo punto di riferimento durante il percorso.

He that will not apply new remedies must expect new evils; for time is the greatest innovator.

Chi non applica nuovi rimedi deve aspettarsi nuovi mali; perché il tempo è il più grande innovatore

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

L'alba. Scopri Qui: https://youtube.com/shorts/bGMC4HwzWU8?is=fbllIqvKpdJ5EvY0

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Bollettino Poetico: 🧷 Qualcuno le aveva incontrate davveroBuongiorno,questa mattina, mentre cercavo online, mi sono imba...
06/09/2026

Bollettino Poetico:
🧷 Qualcuno le aveva incontrate davvero

Buongiorno,
questa mattina, mentre cercavo online, mi sono imbattuto in una storia che per qualche minuto mi ha fatto dimenticare tutto il resto.

Ho immaginato una libreria di Londra, le persone che entravano, gli scaffali pieni e, in un angolo, una scatola con alcuni piccoli libri offerti al prezzo di un penny. Dentro quella scatola c’erano versi che oggi conosciamo in gran parte del mondo.

La storia riguarda le quartine di , poeta, matematico e astronomo persiano vissuto quasi mille anni fa. Nel 1859 ne tradusse una parte in inglese e fece stampare 250 copie.

Probabilmente immaginava che qualcuno le avrebbe lette, che se ne sarebbe parlato o che almeno qualche curioso avrebbe portato a casa quel piccolo . Invece, per due anni, non ne fu acquistata neppure una copia.

Le persone entravano nella libreria, cercavano qualcosa da leggere e passavano oltre, senza sapere che dentro quella scatola c’erano parole destinate a compiere un viaggio lunghissimo. Questa immagine mi ha fatto sorridere e dispiacere allo stesso tempo. Quei versi non erano meno belli perché nessuno li aveva ancora scelti e non sarebbero diventati migliori dopo il successo.

Semplicemente, non avevano ancora incontrato il lettore giusto. Quel lettore arrivò due anni dopo.

Si chiamava , era un giurista irlandese e uno studioso delle lingue e della letteratura celtica. Comprò una copia, la portò con sé e cominciò a leggere. Non sappiamo in quale verso decise di fermarsi. Sappiamo però che quelle parole gli rimasero dentro, perché tornò in libreria, comprò altre copie e cominciò a regalarle alle persone che conosceva.

Una di queste arrivò al poeta e pittore . Rossetti la fece leggere ai propri amici e, quasi sottovoce, quel libro cominciò a passare da una mano all’altra. Nessun grande annuncio. Soltanto una persona che ne parlava a un’altra, come accade quando scopriamo qualcosa di bello e sentiamo subito il desiderio di condividerlo.

Il libro era rimasto lo stesso. Le parole non erano cambiate e quella copia continuava a costare un penny.

Era cambiata soltanto una cosa: qualcuno le aveva incontrate davvero.

E quell’incontro era stato reso possibile da una traduzione.

Senza la versione inglese di , Rossetti avrebbe potuto avere davanti gli stessi versi senza riuscire a entrare nel loro mondo. Mentre preparavo questa email ho pensato a una paura che accompagna molte persone che scrivono: quella che le proprie parole non riescano a raggiungere nessuno.

A volte, però, il silenzio intorno a una poesia non significa che quella poesia non abbia valore. Può significare che non ha ancora incontrato chi saprà riconoscersi dentro di lei. Oppure che quella persona esiste già, ma non conosce la lingua nella quale l’abbiamo scritta.

Prova allora a immaginare una tua poesia. La vedi ancora nel quaderno o sullo schermo del computer, con gli a capo che hai scelto e le parole che hai cambiato tante volte prima di sentirle finalmente tue.

Adesso immagina di aprire il tuo libro e di trovarla sulla pagina in italiano. Accanto, sulla stessa apertura, c’è la sua traduzione inglese. La tua poesia non è stata sostituita e non ha perso la voce con cui è nata. È ancora lì, intatta.

Ha però trovato un secondo modo di parlare.

Non posso prometterti che una tua poesia vivrà la stessa storia dei . Posso però dirti che una traduzione può offrirle qualcosa che oggi non possiede: la possibilità di essere compresa anche da chi, fino a questo momento, non poteva ancora leggerla.

È per questo motivo che abbiamo deciso di riaprire per un breve periodo, dopo due anni di chiusura, la collana Altre Frontiere – Inglese.

Gli autori selezionati potranno vedere nascere la propria monografia in duplice lingua: il testo italiano resterà accanto alla traduzione inglese, affinché ogni poesia possa cercare nuovi lettori senza separarsi dalla voce che l’ha generata.

La selezione e la traduzione delle opere scelte saranno affidate all’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici SSML Carlo Bo.

Se non conosci questo Istituto, ti racconto soltanto un particolare per farti comprendere nelle mani di chi potrebbero arrivare i tuoi versi: da oltre settant’anni forma interpreti e traduttori, alcuni dei quali oggi lavorano anche presso la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica e le Nazioni Unite. La stessa nota Università IULM di Milano gli affida l’organizzazione di laboratori linguistici professionalizzanti.

Aletti Editore è l’unica Casa Editrice ad aver costruito con la SSML Carlo Bo un accordo di questa natura. Per te significa poter associare il tuo nome e la tua opera a un Istituto tanto autorevole e, soprattutto, sapere a chi stai affidando una parte così delicata del tuo percorso.

Ogni pubblicazione coinvolgerà più di sette professionisti e richiederà mesi di studio, traduzione e revisione. Non è un lavoro che può essere svolto in fretta, ed è proprio per questo che abbiamo aperto la collana soltanto per un breve periodo.

Puoi partecipare entro questo giovedì 10 Settembre 2026.

Oggi è domenica e non voglio trasformare questa email in un promemoria insistente. Vorrei soltanto invitarti a dedicare qualche minuto insieme alle tue poesie.

Puoi inviarmi da una a cinque poesie inedite a questa email:

[email protected]

Insieme ai testi inserisci il tuo nome, il tuo cognome e il numero di telefono.

Nell’oggetto indica:
“Opera che si propone per la diffusione in inglese”

Puoi consultare il bando dedicato qui:

Collana Altre Frontiere – Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese

Ci penserò io a inoltrare i testi alla SSML Carlo Bo per la valutazione. Se la tua opera sarà selezionata, ti farò contattare personalmente da un nostro consulente letterario, che ti racconterà il progetto nel dettaglio e ti illustrerà i relativi costi.

Se hai già pubblicato un libro di poesie, in formato cartaceo o digitale, con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, rispondimi scrivendo il titolo della tua opera e aggiungendo:

“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”

Da quel momento penserò io a farti contattare e resterò il tuo punto di riferimento durante i diversi passaggi.

Per due anni le copie della traduzione inglese delle quartine di ʿUmar Khayyām rimasero dentro una scatola, ignorate da tutti. Poi arrivò una persona, le lesse e pensò immediatamente a qualcuno a cui farle conoscere.

Forse una poesia non ha bisogno di essere cambiata. Forse ha soltanto bisogno di incontrare il suo prossimo lettore.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Guarda il matinée del 27 luglio.Scopri qui
https://youtu.be/xCv1d8avrPc?is=UCF2iMrpjn9-AV_y
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☑️Bollettino Poetico: È ancora lì?Buongiorno,ieri ti ho parlato di una poesia che cambia veste, attraversa una nuova lin...
05/09/2026

☑️Bollettino Poetico: È ancora lì?

Buongiorno,

ieri ti ho parlato di una poesia che cambia veste, attraversa una nuova lingua e, nonostante questo, continua a conservare la voce di chi l’ha scritta.
Dopo averti inviato l’email, però, mi è rimasto un pensiero.

Una traduzione può accompagnare una poesia molto lontano, ma prima deve accadere qualcosa di più semplice e, forse, anche di più difficile: il poeta deve decidere di lasciarla partire.

Mentre ci pensavo mi è tornato in mente John Keats.

Prima di diventare il poeta che conosciamo, studiava medicina al Guy’s Hospital di Londra. A soli vent’anni era già diventato assistente chirurgo e la sua vita sembrava avere davanti una strada precisa. Insomma, non era proprio nella condizione di chi non sapesse che cosa fare del proprio futuro. Eppure la poesia continuava a bussare.

A ventun anni decise di lasciare la medicina e di dedicarsi completamente alla . A raccontarlo oggi sembra quasi una scelta romantica, una di quelle che nei libri occupano appena una riga. Nella vita reale, però, significò abbandonare molte certezze per seguire qualcosa che non gli prometteva alcun risultato.

Una scelta incosciente? Forse un po’.

Ma ci sono momenti nei quali continuare a ignorare ciò che sentiamo diventa più faticoso che trovare il coraggio di ascoltarlo.

Keats non ebbe molto tempo. La tubercolosi lo costrinse a partire per l’Italia nella speranza che un clima più mite potesse aiutarlo. Morì a Roma a soli venticinque anni, in una stanza vicina a Piazza di Spagna. Ogni volta che penso alla sua storia, all’inizio mi soffermo su tutto ciò che non riuscì a vivere e sulle poesie che non ebbe il tempo di scrivere.

Poi mi accorgo che sto guardando soltanto una parte.

Keats si fermò a Roma.

Le sue parole continuarono il viaggio.
Attraversarono gli anni, entrarono in Paesi che lui non aveva mai visitato e furono accolte da persone che non conoscevano la sua lingua.

Anche noi, questa mattina, possiamo leggere i suoi versi in italiano e sentire che qualcosa ci riguarda. È uno dei piccoli miracoli della traduzione: una persona scrive in una stanza, in un tempo e in una lingua precisa, e molti anni dopo qualcuno, altrove, riesce ancora a entrare nella sua emozione. Naturalmente, non tutte le poesie devono attraversare il mondo. Alcune nascono per restare vicine a noi.

Altre, invece, sembrano avere dentro qualcosa che chiede di incontrare una voce nuova. Forse, tra i testi che hai già scritto, ce n’è uno così. Potresti averlo riletto dopo le mie ultime email, aver immaginato per un momento come suonerebbe in inglese e poi averlo lasciato nuovamente nel quaderno o nella cartella del computer.

Non perché tu non creda in quelle parole. Semplicemente perché affidare una poesia a qualcuno non è mai un gesto automatico. Immagina, però, una scena molto semplice.

Tra qualche giorno riapri la cartella nella quale conservi i tuoi testi e ti torna in mente questa email. Cerchi il Bollettino per rispondere, ma ti accorgi che la breve apertura della collana si è già conclusa.

Non accadrebbe nulla di grave. La poesia resterebbe tua, al sicuro nel luogo in cui l’hai custodita fino a quel momento.

Rimarrebbe, però, una domanda:

“Sarebbe stata scelta?
Come avrebbe respirato in inglese?”

Dopo due anni di chiusura non sappiamo quando questa possibilità tornerà. È questo l’unico dispiacere che vorrei evitarti: non quello di ricevere una valutazione, ma di non aver permesso alla tua poesia di essere valutata.

La collana Altre Frontiere – Inglese è stata riaperta per un breve periodo, gli autori che verranno selezionati potranno realizzare una pubblicazione monografica in duplice lingua, italiano e inglese.

La selezione dei testi e la traduzione delle opere scelte saranno affidate all’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici SSML Carlo Bo.

È questa la cura che il Maestro Giuseppe Aletti ha voluto condividere con la propria comunità. Ogni pubblicazione coinvolge più di sette professionisti e può richiedere diversi mesi di studio, traduzione e revisione.

Proprio per la quantità di attenzione dedicata a ogni opera, potremo accompagnare soltanto un numero limitato di autori.

La collana resterà aperta fino al 10 settembre. Mentre ti scrivo mancano cinque giorni, abbastanza per scegliere con calma, ma non così tanti da continuare a lasciare quel pensiero in sospeso.

Non devi inviarmi necessariamente cinque poesie.

Puoi cominciare anche da una sola: quella che, rileggendola, senti più vicina a ciò che desideri far conoscere di te.

Puoi inviarla a:

[email protected]

Insieme alle poesie inserisci il tuo nome, il tuo cognome e il numero di telefono.

Nell’oggetto indica: “Opera che si propone per la diffusione in inglese”

Puoi consultare il bando dedicato qui:
Collana Altre Frontiere – Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese

In caso di selezione, ti farò contattare personalmente da un nostro consulente letterario, che ti racconterà il progetto nel dettaglio e ti illustrerà i relativi costi.

Se hai già pubblicato un libro di poesie, in formato cartaceo o digitale, con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, rispondimi scrivendo il titolo della tua opera e aggiungendo:

“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”


Da quel momento penserò io a farti contattare e resterò il tuo punto di riferimento durante i diversi passaggi.

Keats non seppe mai quante persone avrebbero letto le sue parole in lingue diverse dalla propria. Neppure tu puoi sapere, oggi, chi potrebbe incontrare i tuoi versi.

Ma forse, durante la quiete di questo sabato, puoi tornare alle poesie che hai già scritto e domandarti se ce n’è una che desidera uscire dalla stanza nella quale è nata.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico



Guarda il matinée del 27 Luglio. Scopri qui
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Bollettino Poetico: ☑️Brutte fedeli o belle infedeli? ***La Crudeltà ha Cuore Umanoe Volto Umano la Gelosia,il Terrore, ...
04/09/2026

Bollettino Poetico:
☑️Brutte fedeli o belle infedeli?

***

La Crudeltà ha Cuore Umano
e Volto Umano la Gelosia,
il Terrore, l’Umana Forma Divina,
e Veste Umana la Segretezza.

La Veste Umana è Ferro forgiato,
la Forma Umana un’incandescente Forgia,
il Volto Umano una Fornace sigillata,
il Cuore Umano la sua Gola famelica.

- William Blake

***

Buongiorno 🙂

ti è mai capitato di domandarti che cosa resterebbe di una tua poesia se, improvvisamente, cambiassero tutte le sue parole? Il dolore dal quale è nata sarebbe ancora riconoscibile? Una pausa conserverebbe la stessa intensità?

L’immagine che hai impiegato tanto tempo a trovare riuscirebbe a raggiungere chi non conosce la tua lingua?

I versi di William Blake che hai appena letto sono arrivati fino a noi attraversando proprio questo passaggio. Sono nati in inglese, ma qualcuno ha cercato parole italiane capaci di restituirci la loro forza.

È qui che nasce una domanda, riassunta spesso in un’espressione provocatoria:

Meglio traduzioni brutte ma fedeli o belle ma infedeli?

Quando si parla di poesia, però, nessuna delle due possibilità sembra sufficiente. Una traduzione può rispettare ogni singola parola e perdere ugualmente il respiro del testo. Oppure può risultare elegante nella nuova lingua, ma allontanarsi tanto dall’originale da non appartenere più al poeta che lo ha scritto.

Nel 1903 Giovanni Pascoli, riflettendo sull’arte del tradurre, riportò una definizione che ancora oggi conserva una grande forza:

«Resta l’anima, muta il corpo; la vera traduzione è metempsicosi.»

La metempsicosi è la credenza filosofica del passaggio di un’anima da un corpo a un altro. Applicata alla poesia, questa immagine racconta qualcosa di molto delicato: il testo cambia la propria veste linguistica, ma deve continuare a custodire l’anima dalla quale è nato.

Pensa per un momento a una delle poesie alle quali sei più legato. Forse ricordi il luogo nel quale l’hai scritta, la persona alla quale pensavi o la sensazione che cercavi di trattenere prima che svanisse. Affidarla a chi dovrà tradurla significa permettere a un’altra persona di entrare proprio lì, nel punto più intimo del testo.

Non basterà sostituire una parola italiana con una inglese. Bisognerà ascoltare il ritmo, riconoscere le immagini, comprendere ciò che hai detto e persino ciò che hai scelto di lasciare in silenzio.

La tua poesia dovrà indossare una nuova veste e, nonostante questo, continuare a somigliarti.

È questa la cura che il Maestro Giuseppe Aletti ha voluto porre al centro della collana Altre Frontiere – Inglese. Ed è proprio per la complessità di questo lavoro che abbiamo pochissimi posti disponibili: ogni singola pubblicazione coinvolge oltre sette professionisti e può richiedere diversi mesi di studio, traduzione e revisione.

Gli autori selezionati infatti potranno vedere la propria opera pubblicata in duplice lingua. Il testo italiano resterà accanto alla traduzione inglese, affinché chi legge possa incontrare la voce originale e, allo stesso tempo, seguirla oltre il confine della nostra lingua.

La selezione delle poesie e la traduzione delle opere scelte saranno affidate all’Istituto Universitario di Alti Studi per Mediatori Linguistici SSML Carlo Bo.

La Aletti Editore è l’unica Casa Editrice ad aver siglato con questo prestigioso Istituto Universitario un accordo di questa natura, nato dal rapporto di stima e fiducia costruito con la Casa Editrice e con il suo fondatore, il Maestro Giuseppe Aletti.

Sicuramente, tra i testi che hai già scritto, ce n’è uno che non desidera cambiare anima, ma soltanto trovare una nuova voce con cui raccontarla.

Partecipare non è difficile:

ti basta mandarmi da 1 a 5 poesie inedite o un'opera completa di narrativa entro il prossimo giovedì 10 settembre 2026, al resto ci penserò poi io.

Puoi inviarle a:

[email protected]

Oltre alle poesie, inserisci il tuo nome, il tuo cognome e il numero di telefono. Nell’oggetto indica:

“Opera che si propone per la diffusione in inglese”

Puoi consultare il bando dedicato qui:
Collana Altre Frontiere – Inglese
https://rivistaorizzonti.net/collana-altre-frontiere-inglese

In caso di selezione, ti farò contattare personalmente da un nostro consulente letterario, che ti racconterà il progetto nel dettaglio e ti illustrerà i relativi costi.

Una traduzione letteraria non si improvvisa: può richiedere anche quattro mesi di lavoro tra studio, adattamento e revisione. Proprio per questo la collana è rimasta chiusa per due anni e potremo accogliere soltanto un numero limitato di autori.

Se invece hai già pubblicato un libro di poesie, in formato cartaceo o digitale, con Aletti Editore e desideri vederlo tradotto in inglese, puoi rispondere direttamente a questa email.

Scrivimi il titolo della tua opera e aggiungi:

“Voglio pubblicare la mia monografia in inglese.”

Da quel momento penserò io a farti contattare e ti seguirò personalmente nei diversi passaggi, affinché durante il percorso tu possa avere sempre un punto di riferimento.

Non posso ancora sapere quale suono avranno i tuoi versi in inglese. Posso immaginare, però, l’emozione di ritrovarli davanti a te in una nuova lingua e riconoscere, sotto quella veste diversa, la stessa poesia che un giorno hai scritto.

La lingua sarà cambiata.
La voce continuerà a essere la tua.



🗣️ Il tuo Bollettino Poetico


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Bollettino Poetico: [Scade oggi] Hai scelto la tua poesia?Buongiorno 🌹questa mattina, quando ho riaperto la casella di p...
31/08/2026

Bollettino Poetico:
[Scade oggi] Hai scelto la tua poesia?

Buongiorno 🌹

questa mattina, quando ho riaperto la casella di posta, la data sullo schermo non lasciava più spazio ai giorni che mancano.

È il 31 agosto. Oggi si chiude.

Davanti a me mentre ti scrivo questa mattina ci sono le migliaia di poesie arrivate durante questa settimana. Ogni email contiene un nome, un titolo e un allegato, ma dietro quei pochi elementi c’è una persona che ha riletto i propri versi e, a un certo punto, ha deciso di smettere di rimandare.

Poi ci sono le poesie che non sono ancora arrivate.

Forse una di queste è la tua. Potrebbe trovarsi dentro un quaderno, in un libro che hai già pubblicato oppure in una cartella del computer che hai aperto più volte negli ultimi giorni.

Ieri ti ho raccontato come il primo libro di Ted Hughes riuscì a raggiungere la giuria di un importante concorso letterario di New York semplicemente perché Sylvia Plath credette in quelle poesie abbastanza da preparare il manoscritto e inviarlo.

Questa mattina, però, non voglio raccontarti un’altra storia lontana.

Oggi la scelta riguarda te.

Partecipare a La Panchina dei Versi non significa avere la certezza di vincere, ma offrire alla propria poesia la possibilità di essere letta e valutata da due autorevoli protagonisti della cultura contemporanea: il Maestro Giuseppe Aletti e Cosimo Damiano Damato.

Significa non escluderla prima ancora di conoscere la strada che potrebbe percorrere. Il primo classificato assoluto riceverà un buono del valore di 700 euro per andare in crociera. Potresti ritrovarti davanti al mare, in viaggio verso luoghi mai visitati, portando con te il pensiero che tutto è cominciato da una poesia inviata nell’ultimo giorno disponibile.

I primi tre classificati riceveranno le targhe argentate La Panchina dei Versi, mentre agli autori dal quarto al decimo posto saranno consegnate medaglie con incisione personalizzata.

Il bando prevede inoltre riconoscimenti capaci di aprire strade differenti: dalla pubblicazione monografica realizzata a carico della Casa Editrice all’attività personale di ufficio stampa, dal format televisivo con il Prof. Hafez Haidar all’ingresso nella Collana Audiolibri Le Perle.

Ma ciò che rende diverso questo concorso non è soltanto ciò che si può ricevere. È la storia alla quale si sceglie di appartenere.

La Panchina dei Versi nacque da alcuni poeti ai quali era stato impedito di riunirsi nella loro piazza e che decisero ugualmente di incontrarsi, portando con sé soltanto le proprie parole.

Da quel gesto sono nati i raduni, le dirette che ci hanno tenuto uniti durante la pandemia, una stele poetica e sette edizioni del concorso.

Oggi anche tu puoi entrare in questa storia.

Puoi inviarmi fino a tre poesie inedite, a tema libero, lunghe al massimo 30 righe o versi ciascuna. Puoi allegarle rispondendomi direttamente a questa email oppure inviandomele a:

[email protected]

Nell’oggetto indica:

“Opera che si propone per La Panchina dei Versi”

Nel messaggio ricorda di inserire il tuo nome e cognome, il domicilio completo, il numero di telefono e l’indirizzo email che consulti più frequentemente.

Puoi leggere il bando completo qui:

La Panchina dei Versi
https://rivistaorizzonti.net/la-panchina-dei-versi

Da domani sera non potremo più accogliere poesie per questa settima edizione. Non ti chiedo di scrivere qualcosa apposta o di cercare il testo perfetto.

Ti chiedo soltanto di tornare alle poesie.

Oggi puoi ancora lasciarla partire.

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☑️Bollettino Poetico: 18/10/2026Buongiorno,questa mattina ho aperto la casella di posta prima di fare qualsiasi altra co...
23/08/2026

☑️Bollettino Poetico: 18/10/2026

Buongiorno,

questa mattina ho aperto la casella di posta prima di fare qualsiasi altra cosa.

Molti messaggi avevano lo stesso oggetto: “Poesia proposta per il 18 ottobre – La Terrazza della Poesia”.

Eppure, dietro quelle parole uguali, c’erano testi, nomi e storie completamente differenti.

Anche se la Redazione è in ferie e tornerà domani, oggi continuerò a controllare gli arrivi e a leggere le ultime poesie, perché alle ore 23:00 chiuderemo la raccolta dei testi per La Terrazza della Poesia: i poeti e le quattro stagioni in versi: l’Autunno.

In questi giorni ti ho raccontato molte storie. Oggi, invece, voglio rispondere con sincerità alle tre domande che potresti portare ancora con te.

Se mi chiedessi perché dovresti partecipare, ti direi che questa non sarà soltanto un’altra lettura.

Il 18 ottobre 2026, su una terrazza immersa nella natura e affacciata sulle colline, un attore professionista entrerà nella tua poesia, ne cercherà le pause, i cambiamenti del respiro e le emozioni più nascoste.

Accanto a lui, un musicista professionista costruirà dal vivo un accompagnamento pensato per i tuoi versi.

Potrai ascoltare il tuo testo in una forma che oggi puoi soltanto immaginare e scoprire, nella voce di un interprete, qualcosa che forse la pagina non ti aveva ancora mostrato.

Se poi mi chiedessi che cosa riceverai, la risposta è concreta. Potrai seguire la manifestazione da casa, senza affrontare viaggi o trasferte. La diretta sarà trasmessa sulle nostre pagine Facebook e YouTube, seguite complessivamente da oltre 200.000 appassionati di poesia e cultura, e il video integrale resterà disponibile online.

Riceverai inoltre la clip personale della tua lettura, già tagliata ed editata, pronta per essere conservata e condivisa. Insieme al video ti invieremo una Pergamena Digitale Personalizzata con il tuo nome, il tuo cognome e due versi della poesia scelti dalla Redazione.

E se mi chiedessi perché questa esperienza può differenziarti, ti direi che non dovrai limitarti a raccontare di aver partecipato a una manifestazione.

Avrai un contenuto professionale da mostrare, nato dall’incontro tra il tuo testo, la voce di un attore, la musica eseguita dal vivo e lo sguardo del nostro regista.

Sarai inoltre tra gli autori che avranno dato inizio alla prima stagione della Terrazza della Poesia. Un passaggio concreto del tuo percorso artistico, non soltanto un ricordo.

I posti disponibili saranno necessariamente limitati, perché ogni poesia richiederà una lettura, un accompagnamento musicale e una lavorazione video personale.

Il rischio, oggi, è rimandare ancora e ritrovarti il 18 ottobre davanti alla diretta con un pensiero difficile da allontanare:

“Se avessi inviato la mia poesia, forse avrei potuto esserci anch’io”.

Puoi evitarlo con un gesto semplice. Entro questa sera puoi inviarmi una poesia inedita, a tema libero, lunga al massimo 30 righe.

All'indirizzo di posta elettronica:
[email protected]

Nell’oggetto indica:

“Poesia proposta per il 18 ottobre – La Terrazza della Poesia”

Ogni poesia sarà letta e valutata con attenzione. Se il tuo testo risulterà idoneo, ti spiegherò come aderire e quale sarà il costo da sostenere.

Oggi tornerò più volte nella casella di posta.

Chissà se, tra gli ultimi nomi che leggerò,
ci sarà anche il tuo.

🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Il Reading del Prof Haidar. Scopri Qui:
https://youtu.be/XHiaIgLl0kk?is=0v3C8qTtdxuKGZHU
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Indirizzo

Aletti Editore, Via Mordini 22
Montecelio
0012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

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