08/09/2026
Diciamo che poi penso alle tradizioni, agli integralisti del «si fa così!» e al significato, bello e lineare, della parola tradizione: tradizione è ciò che nasce e si perpetua; per questo alcune tradizioni nascono e altre muoiono.Insomma, questa carbonara è una ricetta della cucina romanesca, non romana, e in origine non era né creamy, né risottata, né mantecata.Ora accetto la "democratica imposizione" dei social.
Questo influencer Massimo Alberini negli anni 60 scriveva:
…Il dopoguerra, con le prime avvisaglie di benessere è alla ricerca di qualche piatto un po' meno primordiale, porta alla formazione spontanea di qualche ricetta nuova, di quelli richiesti per levare la fame più grossa. Ciò avvenne, al solito, a Roma e a Bologna, dove le trattorie nutrivano ambizioni maggiori. L'Urbe si dedicò a una strana operazione, la scoperta di nuovi condimenti per la pasta asciutta, base di tutto, una formula inconsueta, detta "alla carbonara": la pasta, molto calda, veniva mescolata, nel piatto, con rosso d'uovo crudo e bacon rosolato nel burro. Mi dicono che, già verso il 1940, la trattoria del Moro servisse quei vermicelli: resta però clemento indiscutibile l'uti-lizzazione, per il nuovo piatto, di quegli apporti gastronomici che i G.L. della Sesta Armata riversarono sulle città italiane, chiedendo a famiglie ed osti di cucinarli per loro, bacon prima di tutti, e questo dà alla
"carbonara" una localizzazione nel tempo ben caratteristica. Altre trattorie romane entrano presto in competizione per comporre, sempre con i soliti elementi, o ittici, o tratti dalla salumeria e dall'orto, dei condimenti, rivoluzionari nelle intenzioni, e monotoni nella realtà.