Emmanuele Vito becreative

Emmanuele Vito becreative Ciao, sono content creator! Mi occupo di fotografia, grafica, video e social media. beCREATIVE!
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Nel mondo della grafica le immagini si dividono in due categorie: raster e vettoriali.Un immagine raster, detta anche bi...
10/09/2026

Nel mondo della grafica le immagini si dividono in due categorie: raster e vettoriali.

Un immagine raster, detta anche bitmap, è composta da una griglia di punti detti pixel, di forma quadrata.

La proprietà più importante di un immagine raster è la risoluzione, che è data dal numero di pixel contenuti in una certa unità di misura.

Le immagini raster vengono utilizzate per:

- Foto ritocco, manipolazione e modifica di foto e foto composizione
- Disegnare e fare illustrazione digitale
- Creare o modificare mockup
- Creare immagini per il web

Un immagine vettoriale è diversa da quella raster, essa si basa su forme geometriche: linee, punti, curve e poligoni, per generare un’immagine.

Grazie a questa caratteristica, le immagini vettoriali possono essere ingrandite all’infinito senza perdere risoluzione e questo perché hanno alla base delle equazioni matematiche.

Le immagini vettoriali vengono utilizzate per:

-Loghi, icone o illustrazioni vettoriali

sempre il RGB.

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e PPI sono due unità di misura usate per definire la risoluzione e la nitidezza di un'immagine, ma appartengono a due mondi distinti: uno fisico (la stampa) e uno digitale (gli schermi).

DPI è l’acronimo di Dots Per Inch ovvero punti per pollice dove ogni pollice ha un valore di 2,54 cm.

Quando usiamo come misura i DPI ci riferiamo sempre alla stampa su carta, e i punti di riferimento sono quelli di inchiostro che la stampante utilizza per riprodurre l’immagine.

Quando utilizziamo una misura in DPI il metodo di colore associato è sempre il CMYK.

Lo standard base per la stampa di immagini è il valore di 300 DPI.

Vediamo come vengono impostati i DPI a seconda della destinazione grafica:

- 72 DPI: utilizzati per il web
- 300 DPI: utilizzati per la stampa
- 600 DPI: utilizzati per la stampa in bianco e nero

PPI è l’acronimo di Pixel Per Inch ovvero pixel per pollice e questa misura si riferisce alle immagini così come le vediamo e le editiamo attraverso uno schermo.

Quando utilizziamo una misura in PPI il metodo di colore associato è sempre il RGB.

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In questo carosello un piccolo schema da tenere sempre a portata di mano, quindi salvalo, che ci permetterà di realizzar...
10/09/2026

In questo carosello un piccolo schema da tenere sempre a portata di mano, quindi salvalo, che ci permetterà di realizzare le nostre combinazioni di colori in modo rapido e semplice.

Ricorda, ogni colore trasmette sentimenti ed emozioni, quindi scegli con cura i tuoi colori.

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Ti sei mai chiesto perché il logo della Coca-Cola è rosso?Oppure perché le scatole della Barilla sono blu?O come mai la ...
08/09/2026

Ti sei mai chiesto perché il logo della Coca-Cola è rosso?

Oppure perché le scatole della Barilla sono blu?

O come mai la M del McDonald’s è gialla?

Dietro ogni scelta di colore ci sono delle precise strategie non solo di marketing ma che si basano sulla psicologia dei colori, ovvero l’effetto che hanno i colori su di noi.

La psicologia dei colori afferma che il colore trasmette al nostro cervello delle sensazioni che provocano in noi delle emozioni e dei sentimenti.

Le emozioni che proviamo nel vedere un determinato colore sono dovute a quelle sensazioni che il nostrocervello ha immagazzinato nel corso della nostra vitaogni qual volta vedeva quel determinato colore ed in base all’associazione attribuita a quel colore.

Capire la psicologia dei colori è fondamentale in quanto ci aiuterà a scegliere il giusto colore per trasmettere le giuste emozioni.

Dobbiamo inoltre conoscere anche come vengono classificati i colori, la famosa ruota dei colori e le tecniche per creare buone combinazioni.

Ma come si ottiene il colore e quali sono le sue caratteristiche?

Ogni colore si crea dalla combinazione di questi 3 valori:

- Tonalità (colore percepito dall’occhio umano, cioè il colore puro)
- Luminosità (quantità di bianco o di nero in un colore, un colore particolarmente chiaro è chiamato “tinta”, un colore particolarmente scuro è chiamato “ombra”)
- Saturazione (quantità di colore, di purezza, intensità di un colore, un colore molto intenso è brillantementre uno poco intenso è opaco, più desaturiamo e più il colore diventa grigio)

Esistono tre categorie fondamentali di colori:

- Colori neutri (scala di grigi dal bianco al nero)
- Colori primari (rosso, giallo, blu)
- Colori secondari che si generano mescolando i colori primari

I colori vengono suddivisi anche in 3 categorie di temperature:

- Colori caldi (colori che tendono verso il giallo)
- Colori freddi (colori che tendono verso il blu)
- Colori pallidi (colori che tendono verso il bianco)

Ogni colore trasmette sentimenti ed emozioni.

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I colori si suddividono in 2 metodi di fusione:- RGB- CMYKUno stesso colore in RGB e in CMYK non risulterà uguale ma nel...
04/09/2026

I colori si suddividono in 2 metodi di fusione:

- RGB
- CMYK

Uno stesso colore in RGB e in CMYK non risulterà uguale ma nel secondo caso risulterà meno vivido.

RGB (red, green, blue), detto anche tricromia, lavora sulla sintesi additiva ovvero sull’aggiunta di colore che a sua volta aggiunge luminosità.
Questo metodo è utilizzato per le immagini che vengono utilizzare per essere visibili sugli schermi: monitor, tv, smartphone, ecc.
Se combiniamo i colori primari otteniamo il bianco.

CMYK (ciano, magenta, yellow, key black), detto anche quadricromia, che lavora sulla sintesi sottrattiva dove unendo i vari colori andiamo a togliere luminosità. Questo metodo è utilizzato per le immagini che vengono utilizzate per essere visibili su formati di stampa: volantini, giornali, packaging, ecc.
Se combiniamo i colori primari otteniamo il nero.

Ora che conosci la differenza tra RGB e CMYK non puoi più sbagliare.

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Vediamo 7 consigli pratici per la scelta del font giusto:1- Pianifica una gerarchia:Cerca di capire quanto testo devi sc...
02/09/2026

Vediamo 7 consigli pratici per la scelta del font giusto:

1- Pianifica una gerarchia:
Cerca di capire quanto testo devi scrivere con i font e decidi di quanti caratteri hai bisogno per scrivere quel testo. Può servirti un font per i titoli, uno per le didascalie e uno per i testi descrittivi. Puoi utilizzare un font che, tramite le sue varianti di peso o inclinazione ti permette un soddisfacente risultato oppure può essere meglio selezionare due o tre (meglio non più di tre) font diversi per garantire una maggior differenziazione.

2- Osserva quello fanno gli altri:
Questo consiglio non vuol dire copiare ma analizzare il mercato e capire che cosa ha già funzionato in passato per progetti simili al tuo e prendere spunto e ispirazione. Il sito Fontsinuse.com può esserti d’aiuto perché ti mostra tanti esempi di come i font sono stati utilizzati da altri creativi.

3- Sperimenta gradualmente:
Scegliere il giusto font è un processo importante che spesso richiede del tempo. Durante questa fase prova le varie soluzioni di peso e di scelta del font, effettuando modifiche graduali per arrivare alla scelta più funzionale.

4- Evita i cliché:
Evita le scelte banali, ad esempio: non usare il Papyrus solo perché stai lavorando su qualcosa che abbia a che fare con “l’antichità”. Non usare il Comic Sans solo perché stai lavorando su qualcosa di giocoso o divertente. Non usare il Trajan solo perché stai lavorando su qualcosa che ha a che fare con il mondo latino o romano.

5- Utilizza le famiglie di font:
Utilizza le famiglie di font se ti occorre usare più di un font ma hai bisogno di ordine e di veicolare il messaggio da trasmettere attraverso un unico “umore”.

6- Utilizza le combinazioni standard:
Se hai un blocco risolvi il tutto scegliendo le combinazioni di font che risultano valide.

7- Utilizza i font più popolari:
Spesso i font più popolari sono quelli da utilizzare in quanto non solo risultano essere di “moda” ma sono popolare proprio per la loro validità. Creare una lista di font preferiti ti permette di avere una raccolta ottimizzata da usare.

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Un font è l’insieme completo dei caratteri di uno stesso tipo ed è composto da caratteri tipografici e glifi. Il caratte...
02/09/2026

Un font è l’insieme completo dei caratteri di uno stesso tipo ed è composto da caratteri tipografici e glifi.

Il carattere non è altro che una lettera, un segno di punteggiatura o un simbolo e a sua volta può essere composto da diversi glifi, come A, a, a o a.
Il carattere tipografico prende è l’insieme dei caratteri e dei glifi dell’alfabeto latino che sono progettati con la stessa coerenza visiva e di significato.

Il font invece è il mezzo che permette di applicare un carattere, è la sua “estensione” un po’ come per la musica si usa l’estensione mp3, per le foto jpeg e i video mp4 e così via.

Il termine font deriva dal sostantivo inglese font “fonditura”, a sua volta derivato dal francese medievale fonte “fusione” ed essa fa riferimento alla macchina a caratteri mobili di Gutenberg che ricavava i caratteri, appunto, dalla fusione del metallo.

Il primo libro ad essere stampato fu la Bibbia.

I caratteri tipografici si dividono in due categorie:

1- Serif (con grazie), presentano piccoli allungamenti o ornamenti decorativi alle estremità dei tratti delle lettere. Trasmettono autorevolezza e professionalità, suggerendo il peso di una storia o l’idea di esperienza. I font serif, come il Times New Roman, sono tipici del vecchio stile delle macchine da scrivere.

2- Sans serif (senza grazie), detti caratteri a bastoni o lineari, nascono in Inghilterra durante l’Ottocento. Nacquero parallelamente ai font Egiziani e vennero usati con scopi: pubblicitari, industriali e “per distinguersi”. Sono caratteri più moderni, giovani, puliti.

Possiamo sfruttare i caratteri anche come immagini in quanto essi per forme, pesi e stili posseggono anche aspetti estetici.

Alcuni caratteri possono essere usati come simboli, ad esempio due “O” maiuscole possono sembrare un paio di occhiali, una “j” minuscola un uncino, una “Z” maiuscola un lampo di luce e così via.
Alcune immagini invece possono trasformarsi in caratteri, ad esempio un compasso può formare una “A” maiuscola.

Il testo può anche essere integrato in un immagine o formare l’immagine stessa.

Ma si dice il font o la font?

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Le texture sono trame composte da segni, punti, linee, tracciati in maniera omogenea e possono essere identificate anche...
01/09/2026

Le texture sono trame composte da segni, punti, linee, tracciati in maniera omogenea e possono essere identificate anche in natura (trama di una corteccia di un albero o di una buccia d’arancia), ma anche in architettura, scultura o pittura.

Possiamo suddividere le texture in due grandi gruppi:

Texture naturali:
ne fanno parte tutti gli elementi che troviamo in natura, come l’aspetto dell’erba o la ruvidità di una corteccia, la delicatezza di un fiore o la fredda pietra.
Aggiungere elementi naturali nel nostro lavoro di design dona vitalità, energia e calore all’immagine nel suocomplesso.

Texture artificiali:
comprendono un’ampia gamma di immagini di oggetti fabbricati dall’uomo in alcuni casi ispirate al mondosurreale.
Tessuti, carta, metallo o superfici murali creano una collezione infinita di immagini di texture che possono esprimere svariate sensazioni.

E tu conoscevi cos'era una texture?

Fammi sapere pure nei commenti, dopo avere letto il carosello, cosa ne pensi.

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Un pattern non è altro che il ripetersi di uno o più segni (o simboli) in maniera più o meno strutturata su di una super...
31/08/2026

Un pattern non è altro che il ripetersi di uno o più segni (o simboli) in maniera più o meno strutturata su di una superficie.

Tutto il mondo che ci circonda a partire dalle più semplici forme della natura, è pieno di pattern.

Per questo motivo il nostro cervello è abituato a questa ripetizione che ci trasmette un senso di ordine e di armonia.

Questo è il motivo per cui il pattern è uno strumento molto potente che vale la pena imparare a riconoscere ed utilizzare in modo corretto.

Esistono moltissime tipologie di pattern e si suddividono in due famiglie: pattern regolari e non regolari.

Il pattern afferma uno stile, focalizza l’attenzione e differenzia un prodotto.

E tu conoscevi cons'era un pattern?

Fammi sapere pure nei commenti, dopo avere letto il carosello, cosa ne pensi.

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Nella grafica esistono dei segni detti fondamentali e da essi derivano tutti gli altri.Conoscerli è importante in quanto...
29/08/2026

Nella grafica esistono dei segni detti fondamentali e da essi derivano tutti gli altri.

Conoscerli è importante in quanto non solo fanno parte delle basi della grafica ma perché ognuno di essi ha un significato diverso.

I segni fondamentali sono cinque:

- quadrato
- triangolo
- cerchio
- croce
- freccia

ll quadrato è formato da linee rette che si incontrano formando un angolo di 90°.
Questa sua uniformità e proporzione fa sì che il quadrato sia legato al concetto di stabilità, all’idea di autorità, affidabilità e sicurezza che questa forma comunica.

Il triangolo è un segnale che esprime concetti diversi a seconda del suo orientamento.
Esso può indicare direzione e dinamicità, così come stabilità.
Quando il triangolo poggia sulla sua base esso rappresenta stabilità e durevolezza, mentre se esso poggia sul suo vertice perde il concetto di stabilità e durevolezza e comunica dinamicità.

l cerchio è associato facilmente al concetto di bellezza e perfezione.
Le forme circolari danno un aspetto meno rigido e formale al nostro layout.
È un segno versatile, che assume significati diversi a seconda del contesto e dell’esperienza.

La croce, possiede anch’esso un mondo di interpretazioni e significati.
Quando gli angoli non sono retti e l’incrocio avviene non a metà delle linee la croce prende di solito un significato più concreto e può suggerire una barriera, una figura umana con le braccia alzate o addirittura un bicchiere.
Quando invece l’incrocio avviene ad angolo retto possiamo avere, una figura ad X oppure un +, assumendo di solito il significato è di divieto/errore per la X,
mentre per il + il significato è quello matematico.

La freccia tra i segni grafici fondamentali è quella che più degli altri suggerisce direzione, dinamismo e movimento.
La freccia serve per: guidare lo sguardo, sottolineare uno spostamento, evidenziare un’azione.

E tu conoscevi quali erano i segni fondamentali ed il loro significato?

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La psicologia della Gestalt si basa sulla teoria che suggerisce che la mente non percepisce i singoli elementi uno affia...
28/08/2026

La psicologia della Gestalt si basa sulla teoria che suggerisce che la mente non percepisce i singoli elementi uno affianco all’altro, ma come un tutt’uno.

Per comprendere al meglio la Gestalt bisogna andare ad analizzare i principi che la compongono:

- Principio della vicinanza
- Principio della somiglianza
- Principio del destino comune
- Principio di continuità
- Principio dell'esperienza
- Principio di chiusura o completamento
- Principio di figura/sfondo

E tu conoscevi la psicologia Gestal?

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