Emmanuele Vito becreative

Emmanuele Vito becreative Ciao, sono content creator! Mi occupo di fotografia, grafica, video e social media. beCREATIVE!
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19/09/2026

Spesso, se non sempre, quando pronunciamo il nome di un brand lo facciamo adattandolo alle regole della nostra lingua.

Il risultato?
Una pronuncia errata del nome del brand.

E se i loghi fossero scritti come li pronunciamo?
In questo video ti mostro quale sarebbe il risultato.

Quali sono gli altri brand che pronunciamo male?
Scrivili nei commenti

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Nel nostro lavoro avremo sempre a che fare con le dimensioni e nel mondo del content creator le dimensioni contano! 📏Che...
18/09/2026

Nel nostro lavoro avremo sempre a che fare con le dimensioni e nel mondo del content creator le dimensioni contano! 📏

Che si trattino di grafiche per stampa, web, social o anche foto e video, dobbiamo sempre utilizzare le giuste dimensioni.

Ma quali sono le giuste dimensioni per i nostri social? 🤔

Scopriamole insieme in questo carosello e speriamo che quel burlone di Adam non le cambi ancora 😑(inserisci i video orizzontali ruotabili ti prego 🤞).

ATTENZIONE! 🚨
Quando lavoriamo con i video verticali destinati a: Instragram, TikTok e YouTube dobbiamo stare attenti a concentrare il focus della nostra scena ed eventuali sottotitoli nella safe zone.

Ma per questo ti aiuto io!

Commenta SAFE ZONE e ti invierò in DM gli overlay per:

- Instagram Story
- Instagram Reels
- YouTube Shorts
- TikTok

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Ogni azienda possiede un simbolo che lo identifica chiamato logo.Creare un buon logo è molto importante e non sempre sem...
14/09/2026

Ogni azienda possiede un simbolo che lo identifica chiamato logo.

Creare un buon logo è molto importante e non sempre semplice da fare in quanto deve riuscire ad essere non solo bello esteticamente ma anche riconoscibile, di facile lettura e riuscire a racchiudere in se tutta l’anima del brand.

Un logo che funzioni deve funzionare in tutti i suoi aspetti, dimensioni grandi e piccole, a colori, in bianco e nero e in negativo.

Ma da cosa è composto un logo?

Un logo è composta da:

- Pittogramma: segno iconico del logo
- Logotipo: parte testuale del logo
- Pay off o claim: slogan del logo, serve a rafforzare il logo

Il logo di un brand può e non può essere composto da tutti e questi 3 elementi.

Come per ogni progetto grafico, ma soprattutto per i loghi, la fase essenziale che aiuta spesso a proseguire nel lavoro è la fase di sketching, fase in cui iniziamo a realizzare degli schizzi con la nostra penna o matita su di un foglio, buono se esso a quadretti, ottimo se invece è millimetrato o puntinato.

Schizzo dopo schizzo possiamo arrivare al logo definitivo e così poi passare alla fase di realizzazione con il nostro PC.

Ricordiamoci che un logo si realizza con Illustrator in quanto deve essere vettoriale per poterlo riutilizzare in vari formati senza mai perdere di definizione.

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Nel mondo della grafica le immagini si dividono in due categorie: raster e vettoriali.Un immagine raster, detta anche bi...
10/09/2026

Nel mondo della grafica le immagini si dividono in due categorie: raster e vettoriali.

Un immagine raster, detta anche bitmap, è composta da una griglia di punti detti pixel, di forma quadrata.

La proprietà più importante di un immagine raster è la risoluzione, che è data dal numero di pixel contenuti in una certa unità di misura.

Le immagini raster vengono utilizzate per:

- Foto ritocco, manipolazione e modifica di foto e foto composizione
- Disegnare e fare illustrazione digitale
- Creare o modificare mockup
- Creare immagini per il web

Un immagine vettoriale è diversa da quella raster, essa si basa su forme geometriche: linee, punti, curve e poligoni, per generare un’immagine.

Grazie a questa caratteristica, le immagini vettoriali possono essere ingrandite all’infinito senza perdere risoluzione e questo perché hanno alla base delle equazioni matematiche.

Le immagini vettoriali vengono utilizzate per:

-Loghi, icone o illustrazioni vettoriali

sempre il RGB.

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e PPI sono due unità di misura usate per definire la risoluzione e la nitidezza di un'immagine, ma appartengono a due mondi distinti: uno fisico (la stampa) e uno digitale (gli schermi).

DPI è l’acronimo di Dots Per Inch ovvero punti per pollice dove ogni pollice ha un valore di 2,54 cm.

Quando usiamo come misura i DPI ci riferiamo sempre alla stampa su carta, e i punti di riferimento sono quelli di inchiostro che la stampante utilizza per riprodurre l’immagine.

Quando utilizziamo una misura in DPI il metodo di colore associato è sempre il CMYK.

Lo standard base per la stampa di immagini è il valore di 300 DPI.

Vediamo come vengono impostati i DPI a seconda della destinazione grafica:

- 72 DPI: utilizzati per il web
- 300 DPI: utilizzati per la stampa
- 600 DPI: utilizzati per la stampa in bianco e nero

PPI è l’acronimo di Pixel Per Inch ovvero pixel per pollice e questa misura si riferisce alle immagini così come le vediamo e le editiamo attraverso uno schermo.

Quando utilizziamo una misura in PPI il metodo di colore associato è sempre il RGB.

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In questo carosello un piccolo schema da tenere sempre a portata di mano, quindi salvalo, che ci permetterà di realizzar...
10/09/2026

In questo carosello un piccolo schema da tenere sempre a portata di mano, quindi salvalo, che ci permetterà di realizzare le nostre combinazioni di colori in modo rapido e semplice.

Ricorda, ogni colore trasmette sentimenti ed emozioni, quindi scegli con cura i tuoi colori.

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Ti sei mai chiesto perché il logo della Coca-Cola è rosso?Oppure perché le scatole della Barilla sono blu?O come mai la ...
08/09/2026

Ti sei mai chiesto perché il logo della Coca-Cola è rosso?

Oppure perché le scatole della Barilla sono blu?

O come mai la M del McDonald’s è gialla?

Dietro ogni scelta di colore ci sono delle precise strategie non solo di marketing ma che si basano sulla psicologia dei colori, ovvero l’effetto che hanno i colori su di noi.

La psicologia dei colori afferma che il colore trasmette al nostro cervello delle sensazioni che provocano in noi delle emozioni e dei sentimenti.

Le emozioni che proviamo nel vedere un determinato colore sono dovute a quelle sensazioni che il nostrocervello ha immagazzinato nel corso della nostra vitaogni qual volta vedeva quel determinato colore ed in base all’associazione attribuita a quel colore.

Capire la psicologia dei colori è fondamentale in quanto ci aiuterà a scegliere il giusto colore per trasmettere le giuste emozioni.

Dobbiamo inoltre conoscere anche come vengono classificati i colori, la famosa ruota dei colori e le tecniche per creare buone combinazioni.

Ma come si ottiene il colore e quali sono le sue caratteristiche?

Ogni colore si crea dalla combinazione di questi 3 valori:

- Tonalità (colore percepito dall’occhio umano, cioè il colore puro)
- Luminosità (quantità di bianco o di nero in un colore, un colore particolarmente chiaro è chiamato “tinta”, un colore particolarmente scuro è chiamato “ombra”)
- Saturazione (quantità di colore, di purezza, intensità di un colore, un colore molto intenso è brillantementre uno poco intenso è opaco, più desaturiamo e più il colore diventa grigio)

Esistono tre categorie fondamentali di colori:

- Colori neutri (scala di grigi dal bianco al nero)
- Colori primari (rosso, giallo, blu)
- Colori secondari che si generano mescolando i colori primari

I colori vengono suddivisi anche in 3 categorie di temperature:

- Colori caldi (colori che tendono verso il giallo)
- Colori freddi (colori che tendono verso il blu)
- Colori pallidi (colori che tendono verso il bianco)

Ogni colore trasmette sentimenti ed emozioni.

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I colori si suddividono in 2 metodi di fusione:- RGB- CMYKUno stesso colore in RGB e in CMYK non risulterà uguale ma nel...
04/09/2026

I colori si suddividono in 2 metodi di fusione:

- RGB
- CMYK

Uno stesso colore in RGB e in CMYK non risulterà uguale ma nel secondo caso risulterà meno vivido.

RGB (red, green, blue), detto anche tricromia, lavora sulla sintesi additiva ovvero sull’aggiunta di colore che a sua volta aggiunge luminosità.
Questo metodo è utilizzato per le immagini che vengono utilizzare per essere visibili sugli schermi: monitor, tv, smartphone, ecc.
Se combiniamo i colori primari otteniamo il bianco.

CMYK (ciano, magenta, yellow, key black), detto anche quadricromia, che lavora sulla sintesi sottrattiva dove unendo i vari colori andiamo a togliere luminosità. Questo metodo è utilizzato per le immagini che vengono utilizzate per essere visibili su formati di stampa: volantini, giornali, packaging, ecc.
Se combiniamo i colori primari otteniamo il nero.

Ora che conosci la differenza tra RGB e CMYK non puoi più sbagliare.

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Vediamo 7 consigli pratici per la scelta del font giusto:1- Pianifica una gerarchia:Cerca di capire quanto testo devi sc...
02/09/2026

Vediamo 7 consigli pratici per la scelta del font giusto:

1- Pianifica una gerarchia:
Cerca di capire quanto testo devi scrivere con i font e decidi di quanti caratteri hai bisogno per scrivere quel testo. Può servirti un font per i titoli, uno per le didascalie e uno per i testi descrittivi. Puoi utilizzare un font che, tramite le sue varianti di peso o inclinazione ti permette un soddisfacente risultato oppure può essere meglio selezionare due o tre (meglio non più di tre) font diversi per garantire una maggior differenziazione.

2- Osserva quello fanno gli altri:
Questo consiglio non vuol dire copiare ma analizzare il mercato e capire che cosa ha già funzionato in passato per progetti simili al tuo e prendere spunto e ispirazione. Il sito Fontsinuse.com può esserti d’aiuto perché ti mostra tanti esempi di come i font sono stati utilizzati da altri creativi.

3- Sperimenta gradualmente:
Scegliere il giusto font è un processo importante che spesso richiede del tempo. Durante questa fase prova le varie soluzioni di peso e di scelta del font, effettuando modifiche graduali per arrivare alla scelta più funzionale.

4- Evita i cliché:
Evita le scelte banali, ad esempio: non usare il Papyrus solo perché stai lavorando su qualcosa che abbia a che fare con “l’antichità”. Non usare il Comic Sans solo perché stai lavorando su qualcosa di giocoso o divertente. Non usare il Trajan solo perché stai lavorando su qualcosa che ha a che fare con il mondo latino o romano.

5- Utilizza le famiglie di font:
Utilizza le famiglie di font se ti occorre usare più di un font ma hai bisogno di ordine e di veicolare il messaggio da trasmettere attraverso un unico “umore”.

6- Utilizza le combinazioni standard:
Se hai un blocco risolvi il tutto scegliendo le combinazioni di font che risultano valide.

7- Utilizza i font più popolari:
Spesso i font più popolari sono quelli da utilizzare in quanto non solo risultano essere di “moda” ma sono popolare proprio per la loro validità. Creare una lista di font preferiti ti permette di avere una raccolta ottimizzata da usare.

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Un font è l’insieme completo dei caratteri di uno stesso tipo ed è composto da caratteri tipografici e glifi. Il caratte...
02/09/2026

Un font è l’insieme completo dei caratteri di uno stesso tipo ed è composto da caratteri tipografici e glifi.

Il carattere non è altro che una lettera, un segno di punteggiatura o un simbolo e a sua volta può essere composto da diversi glifi, come A, a, a o a.
Il carattere tipografico prende è l’insieme dei caratteri e dei glifi dell’alfabeto latino che sono progettati con la stessa coerenza visiva e di significato.

Il font invece è il mezzo che permette di applicare un carattere, è la sua “estensione” un po’ come per la musica si usa l’estensione mp3, per le foto jpeg e i video mp4 e così via.

Il termine font deriva dal sostantivo inglese font “fonditura”, a sua volta derivato dal francese medievale fonte “fusione” ed essa fa riferimento alla macchina a caratteri mobili di Gutenberg che ricavava i caratteri, appunto, dalla fusione del metallo.

Il primo libro ad essere stampato fu la Bibbia.

I caratteri tipografici si dividono in due categorie:

1- Serif (con grazie), presentano piccoli allungamenti o ornamenti decorativi alle estremità dei tratti delle lettere. Trasmettono autorevolezza e professionalità, suggerendo il peso di una storia o l’idea di esperienza. I font serif, come il Times New Roman, sono tipici del vecchio stile delle macchine da scrivere.

2- Sans serif (senza grazie), detti caratteri a bastoni o lineari, nascono in Inghilterra durante l’Ottocento. Nacquero parallelamente ai font Egiziani e vennero usati con scopi: pubblicitari, industriali e “per distinguersi”. Sono caratteri più moderni, giovani, puliti.

Possiamo sfruttare i caratteri anche come immagini in quanto essi per forme, pesi e stili posseggono anche aspetti estetici.

Alcuni caratteri possono essere usati come simboli, ad esempio due “O” maiuscole possono sembrare un paio di occhiali, una “j” minuscola un uncino, una “Z” maiuscola un lampo di luce e così via.
Alcune immagini invece possono trasformarsi in caratteri, ad esempio un compasso può formare una “A” maiuscola.

Il testo può anche essere integrato in un immagine o formare l’immagine stessa.

Ma si dice il font o la font?

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Le texture sono trame composte da segni, punti, linee, tracciati in maniera omogenea e possono essere identificate anche...
01/09/2026

Le texture sono trame composte da segni, punti, linee, tracciati in maniera omogenea e possono essere identificate anche in natura (trama di una corteccia di un albero o di una buccia d’arancia), ma anche in architettura, scultura o pittura.

Possiamo suddividere le texture in due grandi gruppi:

Texture naturali:
ne fanno parte tutti gli elementi che troviamo in natura, come l’aspetto dell’erba o la ruvidità di una corteccia, la delicatezza di un fiore o la fredda pietra.
Aggiungere elementi naturali nel nostro lavoro di design dona vitalità, energia e calore all’immagine nel suocomplesso.

Texture artificiali:
comprendono un’ampia gamma di immagini di oggetti fabbricati dall’uomo in alcuni casi ispirate al mondosurreale.
Tessuti, carta, metallo o superfici murali creano una collezione infinita di immagini di texture che possono esprimere svariate sensazioni.

E tu conoscevi cos'era una texture?

Fammi sapere pure nei commenti, dopo avere letto il carosello, cosa ne pensi.

E se il post ti è piaciuto seguimi, salvalo e aiutami a condividerlo.

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