28/05/2026
Il ciuccio mi necessita
Quando nacque il , nel 1926, il simbolo scelto era un cavallo rampante. Ma i primi anni della squadra sul campo furono disastrosi. Addirittura un solo punto raccolto nella prima stagione, segnando appena 7 reti e subendone ben 61. Cosi un giorno del 1928 un giornalista di "Vaco 'e pressa" parlando con i colleghi sentenzio: "Altro che cavallo, mi pare 'o ciuccio e fechella, 33 piaghe e a coda fraceta". Quella considerazione piacque molto e cosi sul settimanale satirico comparve la prima vignetta in cui il Napoli veniva paragonato a un " ", che da quel giorno divenne il simbolo della squadra. Fechella era realmente esistito, era il soprannome con cui veniva chiamato un certo don Mimi (Domenico) Ascione, originario della città di Torre del Greco. Fruttivendolo che ogni mattina nei primi anni del Novecento caricava il suo asino all'inverosimile con casse e mercanzia, tanto da ridurlo allo stremo. Era cosi famoso che il detto "O ciuccio 'e Fechella" divenne una frase popolare per indicare persone fragili e malate.
Vaco 'e pressa lega la propria storia a quella del Calcio Napoli e soprattutto della sua mascotte. Con vignette, disegni, barzellette, articoli pungenti, il periodico diretto da Francesco Mennella ironizza sul proprio tempo, e dal 1928, in ultima pagina propone una rubrica fissa (e una vignetta) sulla squadra del Napoli. Nasce qui il mitico sul numero 9 dicembre 1928 il simbolo del Ciuccio che spodesta la prima mascotte della squadra. Vaco 'e pressa - 12 DICEMBRE 1928