11/10/2026
Wilma De Angelis, cantante e conduttrice, è morta a Milano a 96 anni: lo ha confermato all'ANSA il nipote Fabio.
La Rai le deve più di un servizio al tg: apra i suoi archivi e la ricordi a Sanremo.
Era nata a Milano l'8 aprile 1930 e a Milano è rimasta fino alla fine. Il nipote l'ha salutata su Facebook con una frase semplice: «Alla fine hai vissuto una vita degna di essere vissuta». È la sintesi giusta per una carriera durata più di settant'anni, come ricorda Rainews.
I numeri di quella vita parlano da soli. Nel 1956, dopo il Festival jazz di Sanremo, la chiamavano «reginetta del jazz italiano». Nel 1959 debuttò al Festival della canzone con «Nessuno» e «Per tutta la vita». Poi vennero il Festival di Napoli con «Cerasella», la radio accanto a Corrado e il duetto con Mina a Canzonissima.
Per capire cosa voleva dire quel 1959 basta guardare il contesto. Quell'anno vinse Domenico Modugno con «Piove», in coppia con Johnny Dorelli. La televisione italiana trasmetteva in modo regolare da appena cinque anni, dal 3 gennaio 1954. Wilma De Angelis è stata tra le persone che hanno insegnato agli italiani a guardarla.
C'è poi il primato che oggi pesa di più. Rainews la ricorda come pioniera dei programmi di ricette, quando la cucina in tv non era ancora un genere. Oggi quel genere riempie i palinsesti: MasterChef Italia va in onda dal 2011 ed è diventato un programma simbolo della tv a pagamento. Per molti spettatori giovani, però, il nome di chi ha aperto la strada non dice nulla.
E qui sta la contraddizione. Il Festival la propria storia la celebra volentieri: nel 2025 la Rai ha festeggiato la 75ª edizione. La prima, nel 1951 al Casinò di Sanremo, la vinse Nilla Pizzi con «Grazie dei fiori». Festeggiare gli anniversari e lasciare nell'ombra chi ha calcato quel palco negli anni pionieristici non è un omaggio alla storia.
C'è anche una ragione concreta, che riguarda i nostri soldi. Gli italiani pagano il canone, 90 euro l'anno in bolletta nel 2025, anche perché il servizio pubblico conservi e restituisca la memoria del Paese. Le Teche Rai custodiscono decenni di varietà, festival e radio. Rimettere online quelle immagini costa poco, e per chi ha più di 60 anni sono un pezzo della propria giovinezza.
Chi ha inventato un genere merita più di un necrologio.
Molti di voi la ricordano gentile e alla mano, chi a pranzo con lei, chi come vicina di casa a Milano: è il ricordo migliore che un personaggio pubblico possa lasciare.
Non sono ancora noti data e luogo dell'ultimo saluto.
Chiediamo alla Rai due cose precise: uno speciale in prima serata nei prossimi giorni, costruito con le immagini delle Teche e reso disponibile su RaiPlay, e un ricordo vero sul palco di Sanremo 2027. Al Comune di Milano chiediamo di valutare un riconoscimento per una milanese che ha portato la sua città in ogni casa italiana.
Ha aperto una strada. Il minimo è ricordarla bene.
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