25/07/2026
Non è facile sentirsi liberi in una città dove la sera le strade si spopolano presto e si è costretti a pagare un servizio al tavolo per riservarsi uno spazio di relazione. Una cartolina dall’economia fragile e insicura, dove tra un’insegna dell’ennesimo franchising al centro storico e gli spritz al limoncello, può spuntare un kalashnikov che spopolerà in rete, arricchendo media e le imprese dietro le piattaforme social.
È difficile anche imbattersi in un po’ di musica dal vivo, i costi di gestione sono molto alti e le ordinanze comunali estremamente restrittive.
Un circuito vizioso che alimenta un modello diseguale, dove una fittizia sicurezza favorisce una ristretta cerchia imprenditoriale, reprime le dimensioni artistiche più vivaci e meno ordinarie, ma soprattutto non apporta interventi risolutivi nei tessuti sociali più complessi e in preda alla povertà e al degrado.
Intanto c’è una festa a Napoli, che va avanti da otto anni, un evento gratuito, organizzato dal basso, da un incontro di intenti e passioni, un evento che anche quest’anno ha saputo rispondere ai bisogni della città.
Si tratta del festone Ars Nova, organizzato dal gruppo di musica popolare in sinergia con il quartiere di Montesanto, con le realtà dello Sgarrupato e del DAMM – Diego Armando Maradona Montesanto.
Ars Nova Napoli
Articolo di Lea Cicelyn
https://www.ofpublicinterest.eu/index.php/2026/07/24/perche-napoli-ha-bisogno-del-festone-ars-nova/