02/03/2026
ATTRAVERSO L’ARTE SI LEGGONO I VALORI DI UNA SOCIETÀ
Ho avuto il piacere di selezionare, comprendere e dare una mia chiave di lettura alle tante opere candidate per la VI Biennale di Ciminna, BelezzArtEstetica, con l’evento “In forma di Donna”. Questo mi ha permesso di dare concretezza alla mia personale idea di Arte, che vi espongo brevemente per chiarire così la scelta e l’articolazione dei dipinti raccolti nelle prossime pagine. Io sono ben distante dall’ipotesi che esista un bello ideale a cui l’arte debba riferirsi e anche dall’idea che all’arte spetti il compito di veicolare un messaggio positivo. Sostengo invece che l’arte rappresenti un linguaggio, serva cioè a comunicare intenzionalmente dei messaggi e che questa comunicazione abbia bisogno di una buona padronanza tecnica del mezzo espressivo.
Durante la selezione ho valutato le opere per l’oggettiva qualità dell’esecuzione cercando poi di comprenderne il significato. Semplificando possiamo dire che l’opera d’arte è la somma di un buon contenuto intellettuale condotta e realizzata con maestria e diligenza. Ognuna deve voler dire qualcosa e possibilmente lo deve fare senza urla, con garbo e competenza. In ogni conversazione si cerca sempre d’ascoltare chi parla meglio, chi pronuncia con chiarezza e fa i discorsi più assennati. La stessa cosa ho fatto io selezionando e dovrebbe fare chiunque quando entra per visitare una mostra. Sono state respinte opere perfette di forma ma vuote di significato, mentre diversi lavori di autori non professionisti hanno trovato spazio in questo catalogo per la loro intelligenza e novità.
Guardando i soggetti scelti per le candidature mi ha profondamente colpito la quasi totale mancanza di normalità del quotidiano. Nella realtà la donna è molto presente: con un ruolo famigliare di compagna, madre, figlia, sorella; con un ruolo sociale di lavoratrice, professionista, casalinga; nel contesto sociale con la sua concreta fisicità e nei diversi momenti della vita. Nell’arte, invece, abbiamo una preponderanza di “Ma-Donne” o di “Italie turrite”, di donne caricate di simboli, impegnate ad essere personaggi e non persone. È il riflesso, credo, di una nazione che ancora stenta a sentirsi costituita da uomini e da donne in piena parità. Questo catalogo rappresenta, nel suo piccolo, una testimonianza del sentire comune: è il riflesso - dipinto e non raccontato - della nostra identità.
Massimiliano Reggiani, Direzione artistica