04/06/2026
Guardare le tavole di progetto è, in effetti, cruciale. Il porto di Pastena prevede circa quattrocento cinquanta posti barca, ma soprattutto parcheggi a pagamento, box auto, un centro commerciale, l’ampliamento dell’albergo, una piscina di acqua di mare depurata. «Tecnicamente non è neanche un porto», dice Davide. «È un centro commerciale con una darsena.» A chi giova? Non ai pescatori locali, che oggi ormeggiano a prezzi accessibili. Non ai cittadini, a cui verrebbero sottratte le ultime spiagge libere. Non ai commercianti, a cui è stata promessa ricaduta economica: i negozi del nuovo centro faranno concorrenza a quelli esistenti. La domanda cui risponde è quella del medio-grande diportismo post-Covid: fino al 2020 i porti erano vuoti, poi la pandemia ha spinto chi aveva disponibilità economica a comprare una barca. «Adesso tutti hanno interesse a mettere la barca a Salerno», racconta Davide. «Non tutti però hanno una barca, ma tutti hanno un costume», ricorda riprendendo un vecchio slogan del Comitato. L’efficacia di quella sintesi non si è consumata.
un articolo di Edoardo M. Benassai
disegno dall'archivio MONiTOR