06/08/2026
Ho appreso la notizia stamattina e sono crollata in un pianto che non riuscivo a fermare.
Ho il privilegio di conoscere Francesco Guccini da tanto tempo, di stimarlo come autore, musicista, poeta. E soprattutto di conoscere da vicino la sua bontà, la sua generosità.
Dopo il terremoto dell’Emilia ho cantato con lui, insieme a tanti altri artisti. Ero emozionatissima, non ero allenata, temevo di fare br**ta figura. Ma la causa era troppo importante: dovevo esserci, vicina alla nostra gente, quella che parla il nostro stesso dialetto. Gli dissi: «Francesco, sono troppo emozionata». E lui: «Ma bevi un bicchiere di vino!». La sua ironia, il suo affetto per me erano sempre accesi. Lo chiamavo il mio fratellone.
Ho amato tutte le sue canzoni. Una fra tutte, quella che ho condiviso con lui: Per fare un uomo.
Sono vicina a Raffaella, a sua figlia Teresa e alla sua mamma Angela, a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Siamo in tanti, lo so. E so che gli saremo per sempre grati per il lascito culturale che ci consegna.
Caro Francesco, mio caro fratellone, fa’ buon viaggio. So con certezza che ci rivedremo, non so quando. Lassù troverai tante persone della mia famiglia che mi proteggono, e tanti amici e colleghi: potrai fare un grande concerto. Noi ti ascolteremo sempre e tu continuerai a farci compagnia.
Caterina