09/05/2026
Mi ricordo ancora la prima volta che l’ho visto.
Era un momento strano, erano andati via da Napoli molti giocatori importanti, ne erano arrivati di nuovi e anche abbastanza “sconosciuti”, come Kim e come, appunto, questo ragazzino georgiano pallido e magrolino, con quella barbetta acerba e gli occhi segnati dalla guerra.
Però mi rimase impressa quell’intervista a De Laurentiis in cui passeggiava a bordocampo e ne parlava, dicendo “speriamo di aver preso un nuovo craque”. Una cosa anomala, non certo le dichiarazioni di tutti i giorni.
Eppure, dal giorno 1, Kvara diede sfoggio di tutte le sue qualità sul prato del Maradona. Mentre noi imparavamo a pronunciare il suo nome e cognome, in campo stava già succedendo qualcosa di bello. E infatti sono arrivate le vittorie, la consacrazione del gioco di Spalletti, il ritorno dello scudetto a Napoli dopo oltre 30 anni.
E poi la Champions. L’ha giocata (e bene) anche qui a Napoli, ma con la maglia del PSG è alla sua seconda edizione da protagonista assoluto. Devastante. Imprendibile. Lo scorso anno ha alzato la coppa al cielo, ora chissà. La sensazione è che sia destinato ad entrare nell’Olimpo dei grandissimi.
E tu cosa stai provando in questo momento?
Vivi questo (ulteriore) exploit con l’orgoglio e affetto di chi dice “azzurro una volta, per sempre azzurro” 💙oppure prevale quel senso di “risentimento”, quel trasferimento a gennaio che non è andato giù, quella sensazione che, in qualche modo, quella storia poteva andare avanti? 🔥
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