28/09/2026
🌳 OFFERTA LANCIO: IL "LIBRO D'ORO DI PIETRASTORNINA"! 📜
Scopri le radici della tua famiglia nel nuovo volume di Arturo Bascetta, un'opera monumentale basata sull'antico Catasto Onciario borbonico e sulle pergamene medievali di Pietrastornina.
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🔍 Cosa troverai nel libro:
• Nomi e i cognomi e data nascita capostipiti.
• Luoghi dove abitano e i mestieri di una volta.
• Traccia dei rami materni e delle donne del passato.
• Storie legate ai coloni, al borgo e al castrum.
Un dizionario unico per riscoprire il proprio patrimonio familiare e non dimenticare le proprie origini.
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QUANDO PARLANO LE CARTE
È «SOLTANTO» STORIA PURA
Rintracciare le radici di una comunità non significa inventare suggestioni o cedere al romanzo: significa far parlare le carte. Vuol dire compiere un atto di rigorosa ricostruzione storica e genealogica, restituendo la precisione dei dati anagrafici, dei mestieri e dei reali legami familiari a quegli uomini e a quelle donne che, prima di noi, calpestarono i medesimi vicoli, coltivarono le stesse terre e abitarono sotto l'ombra della nostra imponente roccia. Questo volume nasce da un lungo, sistematico e appassionato spoglio delle pergamene medievali, dei protocolli notarili del Principato Ulteriore e dei registri parrocchiali del Partenio. L'obiettivo non è la finzione letteraria, ma il restauro dell'ordito e della trama del tessuto sociale di Pietrastornina attraverso i secoli, offrendo al lettore uno strumento scientifico per riscoprire e rivendicare la propria reale eredità familiare.
Il viaggio genealogico prende le mosse dal cuore dell'inverno del 1745, l'anno in cui la burocrazia del Regno di Napoli completò la stesura del Catasto Onciario voluto da Re Carlo di Borbone. Attraverso lo studio analitico di quelle antiche "rivele" — le dichiarazioni giurate rilasciate dai capifamiglia davanti ai deputati comunali — il libro entra nei focolari domestici dei cittadini naturali e dei forastieri bonatenenti. Non vi è spazio per la fantasia: i dati contabili descrivono fedelmente la consistenza dei colossi demografici locali, dalle estese ramificazioni dei Minuccio e dei Sasso fino all'élite notarile e clericale dei Capobianco e dei Riccio. Tra le pagine d'oncia rivive la reale stratificazione economica del casale: le fatiche dei tantissimi braccianti dell'Isca, dei sarti, dei tessitori e dei conducenti di bestie da soma di Lo Chianiello, accanto alla precisione anagrafica delle vedove e delle giovani "vergini in capillis" che custodivano i beni e il decoro delle dimore rurali.
Ma la memoria documentaria di Pietrastornina possiede radici materiali ancora più arcaiche, che affondano nelle fonti diplomatiche del quattordicesimo secolo. Il racconto si ancora alla storica pergamena del 4 febbraio 1316, emanata dall'Abate Filippo di Santa Sofia di Benevento, che lottizzò i terreni del Castrum imponendo ai primi coloni stanziali d'Abellona, di Bilotta e di Apice l'obbligo contrattuale di edificare case stabili e prestare servizio armato nella torre magna del castello. I registri dei collettori della Camera Apostolica di Avignone e i verbali contabili del fondo Collectoriae documentano poi, con assoluto rigorore, i flussi migratori richiamati dal legato Bernardo Deucio per ripopolare la "Nuova Preta" e riattivare i mulini di fondovalle dopo il dramma della peste nera del 1348, svelando l'origine di ceppi storici come i Guerriero e i de Iulio. Il cammino documentale attraversa infine l'Ottocento, tra gli Stati delle anime della parrocchia di San Rocco e i verbali delle condotte sanitarie del Mandamento di Montefusco, dove l'antico assetto feudale dei della Leonessa e dei Carafa lascia definitivamente il passo all'affermazione della borghesia agraria e dei professionisti dell'arte salutare, come i de Luca, i di Marzo, i Grillo e i Donadio.
Questo "Libro d'Oro", strutturato come un monumentale dizionario genealogico ordinato alfabeticamente per cognome, rifiuta ogni considerazione legata all'invenzione letteraria. Dai mastri fabbri trecenteschi che forgiarono i ferri del castello fino ai laboriosi coloni settecenteschi dell'Airella, di Furmo, di Lo Rastiello e dello Jardino, ogni singolo nome qui trascritto rappresenta un frammento di verità storica accertata. È un invito scientifico e civile a sfogliare le pagine del tempo per ritrovare, tra i confini delle antiche proprietà e le sorgenti d'altura, l'autentico, fiero e inalterato segreto delle nostre radici.
Arturo Bascetta
ARTURO BASCETTA, UNA VITA PER LA STORIA DEL MEZZOGIORNO
Direttore editoriale, storico, giornalista e instancabile ricercatore d'archivio, Arturo Bascetta rappresenta una delle figure più autorevoli, celebri e prolifiche nel panorama della saggistica storica e della genealogia del Mezzogiorno d'Italia. Con una produzione monumentale che conta centinaia di volumi pubblicati — molti dei quali divenuti pietre miliari per lo studio del Principato Ulteriore, del Principato Citeriore e della Terra di Lavoro —, Bascetta ha legato indissolubilmente il proprio nome al salvataggio e alla valorizzazione della memoria documentaria della Campania.
Il suo metodo di indagine, rigoroso e privo di concessioni alla finzione letteraria, si fonda su un sistematico lavoro di spoglio delle fonti primarie: dalle pergamene medievali dei grandi cenobi monastici ai protocolli notarili, fino ai complessi registri della Regia Camera della Sommaria e ai Catasti Onciari borbonici. Attraverso la fondazione e la direzione di collane dedicate alla storia dei comuni e dei casali meridionali, ha offerto a intere comunità uno strumento scientifico e inoppugnabile per riscoprire la propria identità civile ed economica.
Con questo Dizionario dei Cognomi e dei Luoghi, tassello fondamentale del monumentale progetto sul Libro d’Oro delle famiglie campane, Arturo Bascetta torna a esplorare le terre del Partenio, ponendo al centro della ricerca la comunità di Pietrastornina. Con la consueta acribia filologica e lo stile incisivo che lo ha reso celebre tra gli studiosi e amato da migliaia di famiglie, l'autore strappa all'oblio i dati anagrafici, le fatiche e i legami di sangue degli antenati, trasformando i freddi numeri dei fogli d'oncia in un patrimonio vivo, collettivo e rigorosamente autentico.
S. Cuttrera
Dizionario dei Cognomi e dei Luoghi della Campania QUANDO PARLANO LE CARTE È «SOLTANTO» STORIA PURA Rintracciare le radici di una comunità non significa inventare suggestioni o cedere al romanzo: significa far parlare le carte. Vuol dire compiere un atto di rigorosa ricostruzione storica e genea...