Orthotes Editrice

Orthotes Editrice Casa editrice indipendente, plurale e democratica. Napoli. Orthotes, casa editrice indipendente, plurale e democratica. Questa è l’"e-videnza" dell’ente.

Si occupa prevalentemente di saggistica filosofica, considerando il "filosofico" nella sua accezione più semplice e caratteristica, e cioè come uso del sapere a vantaggio degli esseri umani, donne e uomini. La casa editrice opera nella convinzione che ogni lavoro culturale ben sviluppato e argomentato sia un lavoro filosofico, inerisca esso alle scienze teoretiche (filosofia, critica, analisi), a

quelle pratiche (etica, politica, società), o poietiche (arti musicali, figurative, tecniche). In funzione di questi principi operativi Orthotes definisce il proprio orientamento, indipendente e non programmatico, cercando di volgere lo sguardo verso la "retta direzione" di un sapere che rischiara e illumina perché di se stesso insegna l'uso. Tutto dipende dalla orthotes, dalla correttezza dello sguardo. In virtù di questa correttezza, il vedere e il conoscere diventano retti, cosicché alla fine si rivolgono direttamente all’idea suprema e si fissano in questa "direzione". Così dirigendosi l’apprensione si conforma a ciò che deve essere veduto. Per effetto di questo adeguarsi dell’apprensione in quanto idein all’idea, si costituisce una omoiosis, una concordanza del conoscere con la cosa stessa. In questo modo dal primato dell’idea e dell’idein sull’aletheia nasce un mutamento dell’essenza della verità. Martin Heidegger, Dell'essenza della verità

Un testo nato negli anni della “controrivoluzione permanente” e del “cinismo etico” pensando al futuro. Un testo politic...
05/06/2026

Un testo nato negli anni della “controrivoluzione permanente” e del “cinismo etico” pensando al futuro. Un testo politico per rinnovare un discorso di speranza, una rottura positiva. Nasce così questo volume a quattro mani frutto di un’ampia discussione fra due dei maggiori autori a livello internazionale che si pongono sul terreno dell’analisi materialista della realtà.

Un volume che non mancherà di suscitare polemiche, già per il fatto di essere stato pubblicato, ma soprattutto per lo sforzo di coniugare le esperienze degli anni Settanta con i movimenti di lotta ecologica e per la pace del terzo millennio. Uno scritto anomalo sulle trasformazioni “avvenute”, pensando alle trasformazioni “da fare”.

Il Diario fenomenologico si sviluppa tra gli anni 1956 e 1961 e racconta parti della vita quotidiana dell’autore. Attrav...
05/06/2026

Il Diario fenomenologico si sviluppa tra gli anni 1956 e 1961 e racconta parti della vita quotidiana dell’autore. Attraverso l’osservazione di eventi sociali e naturali, l’analisi di testi classici, i dialoghi con alcuni dei più importanti filosofi europei degli anni Sessanta (Banfi, Gurwitch, Merleau-Ponty, Ricœur, Sartre), Paci racconta il vivo farsi e l’evolversi del suo pensiero, tenendo fede all’obiettivo che ha caratterizzato tutta la sua attività scientifica: «influenzare la filosofia e la cultura italiane con la fenomenologia».

Finalmente ripubblicate a sessant’anni dalla prima edizione, queste pagine testimoniano la lezione del grande fenomenologo: non cessare l’esplorazione del mondo, non adagiarsi nel senso comune, risvegliare i significati dormienti. Una lezione che ha echi e ricadute in tutte le scienze umane.

L’attività giornalistica di Karl Marx è stata troppo spesso rubricata o tra i suoi scritti filosofici giovanili dominati...
05/06/2026

L’attività giornalistica di Karl Marx è stata troppo spesso rubricata o tra i suoi scritti filosofici giovanili dominati dal confronto con Hegel, o tra le sue opere storiche ed economiche della maturità. Di sicuro, per quasi quarant’anni Marx ha lavorato come giornalista.
La ricerca di Fabrizio Denunzio parte dallo stato attuale del giornalismo politico italiano e dal nuovo proletariato metropolitano, per restituire questo vasto segmento della produzione intellettuale marxiana, assunto come un continuum dai tempi della “Gazzetta renana” (1842) fino alle “Revue Socialiste” (1880), al campo sociologico: dei journalism studies per ciò che riguarda la riflessione sulla stampa e il ruolo politico del giornalista nella società capitalista; della concettualità sociologica per ciò che attiene alla nozione di classe povera e proletaria; della metodologia della ricerca sociale grazie all’analisi dettagliata del questionario formulato nell’Enquête Ouvriére.
A venirne fuori è un giornalismo militante, anticolonialista e d’inchiesta, animato da una forte tensione verso la verità dell’informazione e la sete di giustizia per il proletariato.


https://www.orthotes.com/prodotto/giornalismo-di-marx/

Filosofo marxista con una chiara rottura verso sinistra ma con un altrettanto lucido giudizio sugli estremi movimenti ga...
05/06/2026

Filosofo marxista con una chiara rottura verso sinistra ma con un altrettanto lucido giudizio sugli estremi movimenti gauchisti, Fallot non è mai mancato a un impegno militante anche nella sua attività intellettuale, di cui questo saggio su Epicuro è un frutto straordinario.

L’opera è una lettura dall’interno dei testi epicurei, soprattutto di etica e di psicologia, ma non una lettura freddamente filologica o pedante, bensì l’appassionata costruzione di un amore e delle sue ragioni, la comunicazione delle risposte che nel materialismo epicureo Fallot ha trovato alle proprie inquietudini personali e filosofiche insieme.

La mediazione di un pensatore classico alle ansie più proprie dell’uomo contemporaneo costituisce l’elemento di novità di questo libro. Che poi vi si ritrovi il virile pessimismo lucreziano più che l’edonismo appiccicato e irriso in Epicuro dai suoi avversari, è un segno ulteriore della sofferta serietà con cui l’autore si riaggancia all’antico maestro, e del dramma dell’umanità attuale.

La filosofia di Giorgio Colli si sviluppa nel profondo dialogo con il misticismo. Quest’ultimo permette di significare l...
05/06/2026

La filosofia di Giorgio Colli si sviluppa nel profondo dialogo con il misticismo. Quest’ultimo permette di significare l’altrove della ragione moderna, il cui problema è per Colli la perdita del nesso con ciò che la origina. La concezione di un logos sostanziale, infatti, ha oscurato il rapporto tra logico e prelogico, che Colli intende come espressione, ricorrendo, cioè, all’ipotesi di un elemento immediato che precede la ragione e nel quale essa culmina e rifluisce. Nel misticismo il logos torna a essere espressione, in quanto l’unico modo in cui può darsi è come segno di un’esperienza.

Questo libro intende ricostruire i punti di contatto storici e tematici tra la genesi della filosofia dell’espressione e alcuni capisaldi del misticismo filosofico occidentale e orientale: l’esperienza della non-dualità di individuo e cosmo nell’antichissima dottrina indiana è posta in continuità con gli insegnamenti dei primi pensatori greci, per i quali l’intuizione è sovraordinata all’orizzonte discorsivo. Il dio desiderante di Böhme, il personaggio del furioso eroico che anima le pagine di Bruno, sono figure che tentano di saldare la cesura tra pensare ed essere. A ciò guarda Colli per restituire al logos la memoria del prelogico e per interpretare le nostre vite individuali come espressione dell’Uno-tutto.

Il volume centra l'attenzione sul sapere filosofico inteso come capacità di superare le pre-stabilite categorie della re...
05/06/2026

Il volume centra l'attenzione sul sapere filosofico inteso come capacità di superare le pre-stabilite categorie della realtà e del pensiero evitando la dipendenza da un piano che non sia quello concreto-immanente da cui si schiudono le molteplici prospettive di lettura fornite.

È infatti solo interpretando la trascendenza come azione del trascendere, del superare, che diventa possibile, per la filosofia, riscattare la verità che le è propria.

Dal giudizio estetico kantiano alla «sensibilità radicale» di Marcuse, passando per l'orizzonte energetico del pensiero di Stirner e l'eterno-differire di Nietzsche, l'Autore scorge uno spazio problematico comune, in grado di creare connessioni e ponti comunicativi spesso trascurati dalla storiografia tradizionale. In tal senso, sfuggendo ad ogni forma di riduzionismo o di tecnicismo accademico, l'andare-oltre della filosofia rivela il suo incomparabile fascino e la sua sempre più urgente necessità.

Genesi e struttura (1946) di Jean Hyppolite è il maggior commento esistente della Fenomenologia dello spirito di Hegel. ...
04/06/2026

Genesi e struttura (1946) di Jean Hyppolite è il maggior commento esistente della Fenomenologia dello spirito di Hegel. In quest’opera Hyppolite – che aveva reso per la prima volta disponibile in francese la traduzione integrale della Fenomenologia – non si propone di suggerire un’interpretazione selettiva e a tesi della grande opera hegeliana ma di sviluppare un commento e una parafrasi che seguono con fedeltà il testo hegeliano, con l’intento di renderlo più perspicuo ed evidente. Ogni appiglio interno al testo viene quindi sfruttato con estrema finezza per chiarire le varie connessioni di un’opera che ha esercitato su generazioni di studiosi un fascino suggestivo pari solo alle difficoltà intrinseche che l’accompagnano. Le indicazioni più precise fornite da Hegel vengono così utilizzate con grande sapienza per gettar luce sulle zone più oscure dell’opera e per ricavarne un disegno complessivo il più convincente possibile.

Hyppolite s’immedesima con l’opera di Hegel per sfruttarne tutti gli elementi interni, per riannodare il maggior numero di fili sparsi, per cavare il massimo di luce dai pochi luoghi in cui essa emerge. V’è una ragione che milita a favore del metodo globale seguìto da Hyppolite nella sua analisi sequenziale, pagina per pagina, della Fenomenologia: non considerarla un testo sviluppato in maniera unitaria. L’obiettivo è cioè quello di usare tutta la Fenomenologia per intendere tutta la Fenomenologia, attraversandola con un’indagine di esperienza per conseguire risultati più sicuri e limpidi.

Il libro, che raccoglie alcuni saggi brevi dell’autore di Modernità liquida e La società sotto assedio, esprime un pensi...
04/06/2026

Il libro, che raccoglie alcuni saggi brevi dell’autore di Modernità liquida e La società sotto assedio, esprime un pensiero politicamente impegnato che guarda in modo critico al presente e al futuro della società globalizzata. Il tema ricorrente è il processo di individualizzazione che caratterizza il nostro tempo. Sulle spalle degli individui ricade l’onere di identificare le soluzioni più opportune per problemi sociali in realtà irresolubili sul piano individuale – legati alle forme del lavoro, sempre più precarie; a relazioni interindividuali strutturate in modo crescente sul breve termine; al rapporto con una sfera pubblica fortemente privatizzata. Spaziando dalla sociologia agli studi culturali alla scienza politica, Bauman mette in luce, insieme alle risorse e ai limiti dell’agire contemporaneo, le dinamiche identitarie nell’epoca della precarizzazione. Attraverso uno stile di scrittura immaginifico e molto godibile, l’autore ci offre l’opportunità di riflettere su questioni oggi cruciali attraverso un’angolatura mai scontata, come la relazione tra ricerca di libertà e bisogno di sicurezza; la vita nelle città del ventunesimo secolo e la figura dello straniero; il significato di essere cittadini d’Europa. In un centinaio di pagine, Individualmente, insieme espone in modo sintetico, ma accurato, gli snodi essenziali dell’ultima fase del pensiero baumaniano.

Il turismo è uno dei settori produttivi più rilevanti e in continua espansione dell’economia globale. Eppure, al di là d...
04/06/2026

Il turismo è uno dei settori produttivi più rilevanti e in continua espansione dell’economia globale. Eppure, al di là delle cifre e delle retoriche promozionali, la sua crescita porta con sé contraddizioni che tendono a essere rappresentate come effetti collaterali inevitabili: la precarietà del lavoro, la privatizzazione degli spazi costieri, il consumo intensivo di suolo e risorse, la marginalizzazione delle comunità residenti. Questo volume si propone di mostrare come questi presunti effetti collaterali non siano affatto tali, ma costituiscano gli assi strutturali su cui si regge l’intera industria turistica. Prendendo come casi di studio Rimini e Durazzo, due coste e due momenti distinti di uno stesso processo storico, il libro analizza le condizioni materiali ed ecologiche che rendono possibile la vacanza balneare di massa, attraverso la prospettiva dell’ecologia-mondo arricchita dal dialogo con l’ecologia politica, la sociologia del turismo e le analisi della governamentalità neoliberale. Un futuro desiderabile potrebbe non coincidere con l’abolizione del turismo, né con il suo semplice rinverdimento, ma con la capacità di immaginarne uno sviluppo meno estrattivo e più equo.


https://www.orthotes.com/prodotto/ecologia-del-turismo-balneare/

Questo libro propone una “fotografia sociologica” dell’attuale condizione giovanile, esplorando le implicazioni scientif...
04/06/2026

Questo libro propone una “fotografia sociologica” dell’attuale condizione giovanile, esplorando le implicazioni scientifiche che essa genera all’interno delle teorie delle scienze sociali. In tal senso, viene offerta una sintesi storica degli studi sui giovani e una panoramica critica dei principali riferimenti che compongono il dibattito contemporaneo a livello internazionale. Da questa base, si sviluppa una riflessione sul ruolo della mobilità nei percorsi biografici odierni i quali, per scelta o per necessità, si snodano attraverso contesti sociali e culturali disomogenei.

La condizione giovanile e la mobilità rappresentano una sfida sia per le scienze sociali sia per la società nel suo complesso, poiché riguardano fasi di transizione sensibili, portatrici di esperienze e significati. Entrambe sono, inoltre, “condizioni” che si applicano ai differenti momenti della vita. Di conseguenza, tali questioni riguardano ogni individuo e sono in grado di stimolare dibattiti fertili, che nutrono sia il confronto scientifico sia quello pubblico.

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