A spasso nei secoli con Michele Acierno

A spasso nei secoli con Michele Acierno Pagina dedicata alla storia medievale, moderna e contemporanea. Analisi, curiosità e divulgazione storica.

14/09/2026

Sapete quale nome cambiò per sempre la storia dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa? Un nome che arrivò dal fondatore e diventò sinonimo di potenza mondiale. Il nome era Osman.

Nel 1299 un guerriero turco di nome Osman I Ghazi fonda un piccolo principato nella regione della Bitinia, ai confini dell'Impero Bizantino. Non sembra niente di speciale, è solo uno staterello tra tanti. Ma Osman è diverso, e un condottiero, un visionario, un uomo che capisce che la Bitinia è il ponte verso Costantinopoli, verso il mondo.

Osman inizia a conquistare i territori attorno a lui, non come un barbaro, ma come un leader che costruisce un'amministrazione, che organizza il territorio. Nel 1326 suo figlio Orhan conquista Brusa e la trasforma nella capitale. Il piccolo principato di Osman diventa una potenza emergente.

Il nome della famiglia, degli Osmanlı, viene direttamente da Osman, significa letteralmente "appartenente a Osman". Gli europei lo tradussero in "Ottomano"; noi lo traduciamo come "Ottomano". È la stessa cosa, il nome del fondatore, diventato il nome di un'intera civiltà.

Dal 1299 al 1922, sei secoli e mezzo di potenza assoluta. Nel 1453 Maometto II conquista Costantinopoli e l'Impero Bizantino finisce, Costantinopoli diventa la capitale dell'Impero Ottomano. Nel XVI secolo sotto Solimano il Magnifico l'Impero conta trenta milioni di abitanti.

La lezione? Un uomo, Osman I, fonda un piccolo principato e questo genera un imperio che dura quasi sette secoli. Il suo nome diventa il nome della dinastia, il nome dell'impero, il nome di una civiltà intera. Quando dite "Ottomano" state dicendo "di Osman".

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Sapevate che a Viterbo si tenne il conclave più lungo della storia della Chiesa, durato quasi tre anni?In questi giorni ...
11/09/2026

Sapevate che a Viterbo si tenne il conclave più lungo della storia della Chiesa, durato quasi tre anni?
In questi giorni mi trovo a Viterbo, e prima di raccontarvi le sue curiosità nel dettaglio voglio presentarvi la città.
Viterbo, nel cuore della Tuscia, tra il Lazio settentrionale e i confini con la Toscana, è conosciuta soprattutto come la "Città dei Papi". Il soprannome nasce da un episodio preciso: nel 1257 papa Alessandro IV decise di trasferire qui la Curia papale, in fuga dalle tensioni e dagli intrighi delle potenti famiglie romane. Da quel momento e fino al 1281, Viterbo divenne per lunghi periodi la vera sede del potere pontificio, ospitando addirittura nove papati.
È proprio qui che si consumò uno degli episodi più curiosi della storia della Chiesa: il conclave del 1268-1271, il più lungo mai celebrato, durato ben 33 mesi. Di fronte all'incapacità dei cardinali di trovare un accordo, la popolazione viterbese decise di prendere in mano la situazione, rinchiudendoli nel palazzo, riducendo loro il cibo e persino scoperchiando il tetto dell'edificio pur di costringerli a decidere. Da questo episodio, secondo la tradizione, deriverebbe l'origine stessa della parola "conclave", dal latino cumclave, chiuso a chiave.
Ma la storia di Viterbo è ben più antica del Medioevo. Le prime tracce certe di un insediamento fortificato risalgono all'VIII secolo, quando il territorio segnava il confine meridionale della Tuscia longobarda, mentre secondo la leggenda le origini della città si intreccerebbero addirittura con il mito di Ercole. Oggi il centro storico, con il quartiere medievale di San Pellegrino, è considerato uno dei meglio conservati d'Italia, un intreccio di case torri, archi e scalinate esterne che sembra aver fermato il tempo.
Una città che custodisce, dietro ogni pietra, un episodio capace di stupire.

Tre civiltà costruirono il loro impero in tre angoli diversi dell'America precolombiana; tre storie di genio, potere, e ...
09/09/2026

Tre civiltà costruirono il loro impero in tre angoli diversi dell'America precolombiana; tre storie di genio, potere, e infine di caduta. Nessuna si conosceva, eppure tutte inseguivano lo stesso sogno: controllare il mondo che potevano vedere.

Maya Messico, Guatemala, Honduras, Belize, El Salvador (2500 a.C. - IX secolo d.C.): I Maya non erano un unico Impero, erano una rete di città-stato indipendenti che spesso si combattevano fra loro. Avevano sviluppato un sistema urbano sofisticato, con una scrittura geroglifica, astronomia avanzata, e matematica che includeva lo zero. Nel III secolo d.C. Pakal il Grande regnò sulla città di Palenque dal 603 al 683 d.C. ,costruì piramidi magnifiche, codificò leggi, e portò Palenque al suo apogeo. Pakal non conquista l'America, consolida un'isola di civiltà nel mezzo della giungla. Ma quando il IX secolo arriva, nessuno sa perché, le grandi città maya vengono abbandonate, i Maya scompaiono dalla loro epoca d'oro e finiscono sparse in piccoli villaggi. Quando gli spagnoli arrivano mille anni dopo, trovano i templi vuoti ma ancora magnifici; sanno di aver perso qualcosa di straordinario solo vedendo le rovine di quello che era stato.

Aztechi, Messico centrale, altopiani di Tenochtitlán (1325 d.C. - 1521 d.C.): Gli Aztechi fondano Tenochtitlán nel 1325 d.C. su un'isola nel lago Texcoco, costruiscono una città che gli europei non potranno mai dimenticare per la sua bellezza. Nel 1502 sale al potere Moctezuma II, un imperatore che governa come un dio, la sua città è una capitale di tre milioni di abitanti, più grande di qualsiasi città europea dell'epoca. Moctezuma estende l'Impero Azteca su gran parte del Messico centrale, tributi arrivano da dovunque. Ma Moctezuma è strano, è vanitoso, superstizioso, paranoico. Nel 1519 arriva Hernán Cortés con poche decine di uomini, cavalli che gli Aztechi non hanno mai visto prima, e armi da fuoco. Moctezuma lo accoglie come un ospite, forse crede che sia un dio tornato sulla terra. Cortés lo tradisce, lo mette in catene, e trasforma la capitale più bella del mondo in un campo di battaglia. Nel 1521 Tenochtitlán cade, Moctezuma muore prigioniero, umiliato, dimenticato. Gli Aztechi che costruirono piramidi nel cielo vengono ridotti a nulla in pochi mesi.

Inca Perù, Bolivia, Cile, Argentina nord-occidentale (1438 d.C. - 1532 d.C.): Nel 1438 d.C. sale al potere Pachacutec, il nono imperatore Inca, e da questo momento in poi l'Impero Inca non si ferma mai di crescere. Pachacutec espande l'Impero da una città piccolina (Cusco) a un'area che copre più di un milione di chilometri quadrati, costruisce una rete stradale incredibile attraverso le montagne più pericolose del pianeta. I ponti sospesi sono capolavori d'ingegneria; le strade sono così ben costruite che durano ancora oggi. Pachacutec non usa cavalli come Cortés, usa il terreno stesso come sua arma. Gli Inca costruiscono città nelle nuvole sulle montagne, li raggiungi e sei già sconfitto dalla fatica dell'altitudine.

L'Impero Inca è una macchina perfetta di controllo e ordine, Pachacutec divide il territorio in quattro province, ogni provincia in distretti, ogni distretto ha funzionari imperiali che controllano tutto. Non esiste proprietà privata; tutto appartiene all'imperatore che è considerato il figlio del sole. La popolazione è divisa in decurie; dieci famiglie hanno un responsabile che risponde a un responsabile di cento, che risponde a un responsabile di mille. Tutto è registrato su corde annodate chiamate quipu, è il sistema amministrativo più efficiente mai visto prima dei computer moderni.

Nel 1532 arriva Francisco Pizarro con pochi uomini e cavalli; trova l'Impero Inca in guerra civile perché due fratelli stanno combattendo il trono dopo la morte del loro padre. Pizarro usa la divisione civile come arma, cattura l'imperatore e lo tiene in ostaggio, effettivamente ha il controllo dell'Impero intero senza aver combattuto una vera battaglia.

La lezione è terribile: tre civiltà costruite su fondamenta diverse, in posti diversi, con geni diversi che le guidavano. Ma tutte e tre caddero non per la forza dei nemici, ma per la debolezza interna, Moctezuma che tradisce se stesso accogliendo Cortés, l'Impero Inca diviso da una guerra civile fraterna. La caduta non viene da fuori, viene da dentro, dal momento in cui il potere diventa paranoia e orgoglio, dal momento in cui il leader smette di fidarsi del suo popolo.

07/09/2026

Sapete quale nome cambiò per sempre la storia dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa? Un nome che arrivò dal fondatore e diventò sinonimo di potenza mondiale. Il nome era Osman.

Due agenzie di spionaggio non potevano essere più diverse. Eppure per quarantaquattro anni hanno fatto la stessa cosa: spiare il mondo intero per conto dei loro padroni.

1947 CIA: nasce ufficialmente la Central Intelligence Agency americana. Nel 1953 arriva Allen Dulles come direttore, le operazioni clandestine diventano il core business. La CIA depone il governo di Mossadegh in Iran, organizza colpi di Stato, finanzia dittatori, compie omicidi politici, tutto in nome della lotta al comunismo.

1954 KGB: nasce il Comitato per la Sicurezza dello Stato. Eredita le competenze dell'NKVD, la polizia segreta di Stalin. Il KGB è gigantesco, militarizzato, senza scrupoli. A differenza della CIA che risponde al presidente, il KGB risponde al Politburo comunista. Non ha leggi che lo limitano.

Entrambi fanno la stessa cosa: spiare, corrompere, destabilizzare, uccidere. La CIA finanzia i Mujaheddin afghani, il KGB finanzia guerriglieri comunisti in Africa e America Latina. Entrambi ricattano politici, assassinano dissidenti, falsificano prove. Sono due facce della stessa medaglia; due servizi segreti che non rispondono più ai loro popoli.

La CIA lancia il Progetto MK-Ultra nel 1953, sperimentano droghe allucinogene su cittadini americani senza consenso. Il KGB usa lo stesso metodo per controllare e reclutare spie. Durante la Guerra Fredda il KGB riesce a reclutare spie importanti dentro la CIA, ha più successo perché il comunismo è un'ideologia forte che converte persone al tradimento.

Entrambi crescono e diventano Stati dentro lo Stato. Rispondono sempre meno ai governi civili e sempre più alla loro logica interna di potere. La CIA determina la politica estera americana; il KGB determina la politica sovietica. Sono diventati autonomi, capaci di giustificare qualsiasi azione con la sicurezza nazionale.

Nel 1991 l'Unione Sovietica crolla e il KGB scompare dalle scene. Ma la CIA continua; cambia nemico e continua a fare le stesse cose. La lezione? Quando dai a un'agenzia segreta il permesso di operare senza freni legali, diventa più potente del governo che l'ha creata. CIA e KGB hanno imparato che il potere segreto è il vero potere, il potere pubblico è solo un'illusione.

07/09/2026

Due agenzie di spionaggio non potevano essere più diverse. Eppure per quarantaquattro anni hanno fatto la stessa cosa: spiare il mondo intero per conto dei loro padroni.

1947 CIA: nasce ufficialmente la Central Intelligence Agency americana. È l'erede dell'OSS, il servizio segreto della Seconda Guerra Mondiale. Il presidente Truman la fonda per raccogliere informazioni sull'Unione Sovietica. All'inizio è piccola, prudente, quasi innocente. Nel 1953 arriva Allen Dulles come direttore e tutto cambia; le operazioni clandestine diventano il core business. La CIA depone il governo democraticamente eletto di Mossadegh in Iran per proteggere gli interessi petroliferi americani. Organizza colpi di Stato, finanzia dittatori, compie omicidi politici, tutto in nome della lotta al comunismo.

1954 KGB: tre anni dopo la morte di Stalin, il 13 marzo nasce il Comitato per la Sicurezza dello Stato, il KGB. Eredita le competenze dell'NKVD, la polizia segreta di Stalin che aveva sparato milioni di persone. Il KGB è gigantesco, militarizzato, senza scrupoli. Si occupa sia della sicurezza interna sia dello spionaggio estero. A differenza della CIA che risponde al presidente, il KGB risponde al Politburo comunista. Non ha leggi che lo limitano,può fare quello che vuole perché il sistema comunista non ha freni legali.

Entrambi fanno la stessa cosa: spiare, corrompere, destabilizzare, uccidere. La CIA finanzia i Mujaheddin afghani per combattere i sovietici, il KGB finanzia i guerriglieri comunisti in Africa e America Latina. La CIA entra negli affari interni di decine di Paesi, il KGB fa lo stesso. La CIA tortura i prigionieri in celle segrete; il KGB tortura i prigionieri in celle ancora più segrete. Sono due facce della stessa medaglia; due servizi segreti che non rispondono più ai loro popoli, ma hanno sviluppato una logica propria di potere assoluto.

La CIA lancia il Progetto MK-Ultra nel 1953; sperimentano droghe allucinogene su cittadini americani senza consenso. Persone muoiono. Il KGB usa lo stesso metodo per controllare e reclutare spie. Entrambi ricattano politici, assassinano dissidenti, falsificano prove, destabilizzano democrazie. Entrambi costruiscono reti di informatori che denunciano i loro concittadini per piccoli trasgressioni.

Durante la Guerra Fredda il KGB riesce a reclutare spie importanti dentro la CIA; il KGB ha più successo perché il comunismo è un'ideologia forte che converte persone al tradimento. La CIA non può fare lo stesso perché quale ideologia venderebbe un americano? Il denaro e il potere, principalmente. Ma il KGB ha più mordente ideologico; molti occidentali tradiscono il loro Paese per il comunismo, convinti di fare la cosa giusta. Il KGB sfrutta questa debolezza della democrazia occidentale.

Entrambi crescono in potere e dimensione; diventano Stati dentro lo Stato. Rispondono sempre meno ai governi civili e sempre più alla loro logica interna di potere. La CIA determina la politica estera americana più di quanto il Segretario di Stato non faccia,il KGB determina la politica sovietica più di quanto il Politburo non faccia formalmente. Sono diventati autonomi, autoreplicanti, capaci di giustificare qualsiasi azione con l'argomento della sicurezza nazionale.

Nel 1975 viene istituita una commissione d'inchiesta del Senato americano che scopre una frazione di quello che la CIA ha fatto; la gente rimane scioccata. Ma la CIA continua lo stesso perché l'establishment americano decide che la sicurezza nazionale vale più della legalità. Il KGB continua lo stesso perché in Unione Sovietica non esiste nemmeno il concetto di legalità.

Nel 1991 l'Unione Sovietica crolla e il KGB praticamente scompare dalle scene. Ma la CIA continua, cambia nemico (passa dal comunismo al terrorismo) e continua a fare le stesse cose. Oggi sappiamo che molti agenti del KGB si sono riciclati nella Russia di Putin, la CIA invece è rimasta stabile, integrata nel sistema americano, intoccabile.

La lezione? Quando dai a un'agenzia segreta il permesso di operare senza freni legali, quella agenzia diventa più potente del governo che l'ha creata. Entrambi la CIA e il KGB hanno imparato che il potere segreto è il vero potere, il potere pubblico è solo un'illusione. E hanno agito di conseguenza, per quarantaquattro anni.

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Avete mai pensato che nel Medioevo le ore estive erano molto più lunghe di quelle invernali? Non è uno scherzo, non è fa...
04/09/2026

Avete mai pensato che nel Medioevo le ore estive erano molto più lunghe di quelle invernali? Non è uno scherzo, non è fantasia. È storia vera e cambia completamente come vediamo la vita quotidiana medievale.
Le persone medievali non dividevano il giorno in 24 ore uguali come facciamo noi. Dividevano il giorno in 12 ore diurne e 12 ore notturne, indipendentemente dalla stagione. Risultato? In estate un'ora diurna poteva durare 75 minuti; in inverno solo 45 minuti.
Immaginate di essere un orafo a Firenze nel 1350. Vi alzate all'alba e avete 12 ore per lavorare prima del tramonto. Peccato che in estate quella giornata vi dura 2-3 ore in più rispetto a gennaio. Come è possibile? Tutto sta in una parola: ore temporali, il sistema di misurazione del tempo medievale.
Perché proprio così? Non era negligenza, era logica medievale pura. Il lavoro si scandiva con la luce naturale; i ritmi agricoli erano la base dell'economia; i monaci scandivano l'Ufficio Divino dalla vigilia dell'alba a Compieta al tramonto. La natura comandava, non l'orologio.
I maestri di arti e mestieri, gli statuti delle corporazioni, i registri delle confraternite usavano tutti questo sistema. Quando leggete che un artigiano lavorava dalle sette alle diciotto, dovete capire che quella non è la durata che immaginate. Una giornata estiva medievale era completamente diversa da una invernale.
Gli orologi meccanici cominciano a comparire dal XIII secolo, ma i loro ingranaggi dovevano fare i conti con questa realtà; il tempo non era una costante assoluta, era fluidità. Lo storico Jacques Le Goff ha spiegato come il Medioevo vivesse in un rapporto completamente diverso con il tempo rispetto alla Modernità.
La prossima volta che guardate un dipinto medievale vedete gente che lavora mentre il sole è ancora alto, ricordate; non stavano usando il nostro tempo. Stavano vivendo in un universo dove le ore crescevano e si riducevano con le stagioni, dove il lavoro umano seguiva ancora il battito della natura.
Non è solo storia. È un modo completamente diverso di sentire il tempo.
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