05/01/2026
BOTTI LEGALI E ILLEGALI
Roberto Bori Marrucchi
Dopo i botti di fine anno (con il solito e stantio corollario di dita troncate e occhi cavati), con i quali abbiamo salutato l’arrivo del 2026, gli Stati Uniti hanno pensato di sparare altri “botti”, nello specifico, in Venezuela. Hanno “prelevato” Maduro e consorte e li hanno trasportati in un carcere di Brooklyn, in attesa di processo con l’accusa di traffico di stupefacenti.
Maduro non è propriamente un capo di stato democratico: repressioni, elezioni farsa sono i suoi biglietti da visita. Quindi, se tutto ciò serve a riportare la democrazia in Venezuela, si possono chiudere entrambi gli occhi.
Ma non è così. A Trump del ritorno di libere elezioni e della libertà di espressione interessa un bel niente: a Donald importa mettere le mani sui più vasti giacimenti di petrolio del nostro pianeta. Infatti il regime è ancora in piedi con la vicepresidente Rodriguez. La scusa di fermare il traffico di droga verso gli States è talmente ridicola da non crederci nemmeno lui. È come in un pericolosissimo gioco del Risiko dove, conquistato un territorio si passa a quello successivo.
I prossimi? Cuba, Colombia? Chissà.
Tutto ciò nel nome di una dottrina elaborata nel 1823 dal presidente Monroe e che asseriva che gli USA devono prevalere nel continente americano. Molto probabilmente Trump non sa nemmeno chi sia Monroe e che cosa dica la sua “dottrina” ma, in questa maniera, ha dato una parvenza storica al suo colpo di mano venezuelano.
Un’ultima riflessione. Nemmeno i governi democristiani si sono mai appiattiti o, per meglio dire, prostrati come sta facendo l’attuale esecutivo italiano. Meloni (con i suoi ministri) è una marionetta manovrata da fili invisibili e non ha nessuna visione di politica estera. Altrimenti capirebbe che Trump non ha nessun rispetto per chiunque si trovi sulla sua strada: siano nemici o amici.