16/05/2026
C’è un momento dell’anno in cui la Festa di San Simplicio ✨ diventa molto più di una festa: è una città intera che si riconosce e si ritrova.
A Olbia tutto nasce dal sentimento religioso e dalla devozione verso San Simplicio ⛪, patrono di Olbia e di tutta la Gallura, reso possibile ogni anno dal lavoro instancabile del comitato organizzatore e da tutti coloro che partecipano attivamente, che con passione e dedizione tengono viva una tradizione profondamente sentita.
Si parte dai riti religiosi, che aprono il tempo della festa e danno significato a tutto ciò che segue. Poi il cielo si accende con i fuochi d’artificio del primo giorno: il segnale che la festa è ufficialmente iniziata.
Il momento più intenso arriva con la santa messa seguita dalla processione: non una semplice sfilata, ma un cammino collettivo in cui i gruppi folk provenienti da ogni parte della Sardegna, con i loro magnifici abiti della tradizione, accompagnano e rendono omaggio al Santo lungo le vie della città. A dare voce e ritmo al corteo c’è anche la banda storica, che rende ancora più solenne e coinvolgente il passaggio.
Tra le immagini più attese si vedono i vigili del fuoco che dall’alto, tra il suono della sirena e gli applausi della gente, lasciano cadere i petali di fiori colorati, salutando il Santo Patrono.
Attorno a questo cuore sacro si sviluppa la festa popolare: la remata della gioventù, la sagra delle cozze, il Palio della Stella, i concerti al Fausto Noce, i balli e i canti, le giostre, le bancarelle e le serate che si riempiono di vita.
E poi c’è la parte umana e sociale della festa: gli incontri, i saluti con amici e conoscenti che spesso si vedono solo in quei giorni, tra una passeggiata e l’altra, come se la festa fosse anche un grande ritorno collettivo.
Non mancano i sapori che fanno parte del rito: l’immancabile panino con salsiccia e cipolle, il torrone, i dolci e i profumi che si mescolano all’aria della festa.
È un intreccio di fede, tradizione e vita che trasforma la città per giorni interi.
Per un olbiese è appartenenza.
Per tutta la Gallura è identità.
Per chi arriva da fuori è qualcosa che non si dimentica, perché non si guarda soltanto… si vive