31/08/2026
Nel cuore del labirinto di tufo di Orvieto centro, dove la città di superficie si specchia nei cunicoli sotterranei scavati nella rupe, viveva Edoardo. Era un anziano orologiaio che tutti in paese chiamavano "il custode del tempo". Edoardo passava le sue giornate a riparare ingranaggi nella sua bottega vicino a Piazza della Repubblica, ma ogni sera, al tramonto, faceva la stessa identica passeggiata addentrandosi nel Rione della Cava.
Camminava sempre a testa bassa lungo i vicoli in pendenza, costeggiando i palazzi medievali costruiti in quel tufo poroso e dorato che sembrava trattenere il calore del sole. Per anni, Edoardo aveva vissuto con il cuore rivolto all'indietro. Rimuginava sulle scelte passate, sui treni persi e su come sarebbe stata la sua vita se solo avesse preso strade diverse.Una sera d'autunno, mentre camminava proprio all'incrocio tra la Cava e la rupe di San Giovenale, un forte colpo di vento che risaliva dalla valle sottostante gli fece volare via il cappello, facendolo incastrare sopra la vecchia porta di legno di una casa secolare, anch'essa interamente fatta di blocchi di tufo.
Alzando lo sguardo per recuperarlo, Edoardo notò un dettaglio insolito. Su quell'angolo di tufo, proprio accanto a una finestrella tonda, risaltava un cerchio blu acceso: un cartello di direzione obbligatoria a destra. Sotto il segnale metallico, incisa direttamente sulla friabile parete di tufo, si leggeva una scritta ormai sbiadita: "Non contraria".Fu in quel momento che l'orologiaio capì. Lui, che riparava strumenti nati esclusivamente per scorrere in avanti, aveva passato anni a tentare di spingere le lancette della sua anima al contrario. Quel cartello stradale, piazzato nel punto più antico e silenzioso del borgo, non era un divieto, ma una via di fuga. Gli stava ricordando che la vita obbliga ad andare avanti, e che non bisogna opporsi a quel movimento naturale.Da quella sera, Edoardo cambiò.
Ogni volta che un viandante o un abitante del rione andava da lui disperato per un orologio rotto o per un rimpianto, lui sorrideva, indicava i vicoli e diceva: "Fai una passeggiata fino alla Cava. Cerca la freccia blu sul tufo e ricorda che la direzione è obbligatoria, e non è mai contraria alla vita".
© Orvieto Immagine